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Linux desktop: COSMIC 1.9 aggiunge Viewer, Shelly 3.1.5 rinnova AUR

🐧 Novità principali

  • COSMIC 1.9 introduce COSMIC Viewer e COSMIC OSK, completando due componenti mancanti dell’ambiente desktop sviluppato da System76.
  • La nuova tastiera virtuale supporta touch e gamepad, mentre COSMIC Store ridisegna le schede per rendere più visibili gli sviluppatori.
  • Shelly 3.1.5 integra opzionalmente Atoll per esplorare AUR e amplia builder, repository e installazione dei pacchetti prodotti localmente.

Il desktop Linux continua a spostare parte dell’innovazione fuori dai progetti storici. COSMIC Epoch 1.9 aggiunge un visualizzatore di immagini nativo e una tastiera virtuale progettata per touch e gamepad, completando ulteriormente l’ambiente Wayland scritto prevalentemente in Rust da System76. Nello stesso segmento degli strumenti desktop, Shelly 3.1.5 rafforza la gestione software su Arch Linux integrando Atoll come browser opzionale per AUR e ampliando il proprio builder. I due progetti operano su livelli differenti, ma condividono una direzione: ridurre la dipendenza da componenti esterni costruendo uno stack Linux sempre più completo e coerente.

COSMIC 1.9 aggiunge finalmente Viewer e tastiera virtuale

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La release ufficiale COSMIC Epoch 1.9.0 introduce due applicazioni che mancavano ancora allo stack nativo: COSMIC Viewer e COSMIC OSK. Viewer diventa il visualizzatore immagini predefinito raccomandato dalla sessione COSMIC, supporta numerosi formati e include alcune funzioni di editing direttamente nell’applicazione. OSK è invece una tastiera su schermo progettata per funzionare sia tramite touchscreen sia con un controller, viene avviata automaticamente dalla sessione e può essere richiamata attraverso un nuovo applet.

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System76 aggiunge inoltre nelle impostazioni una sezione dedicata alla tastiera virtuale, trasformando quella che nella release precedente era ancora una funzione in sviluppo in un componente effettivamente integrato nel desktop. Il passaggio completa il lavoro iniziato con COSMIC 1.8 sul supporto touchscreen e sulle modifiche profonde al compositor, dove proprio l’interazione touch costituiva uno dei principali cantieri ancora aperti.

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System76 lavora sulla completezza dello stack più che sugli effetti grafici

COSMIC 1.9 non è una release costruita attorno a una singola trasformazione visiva. L’aggiornamento corregge problemi nel pannello, nella libreria applicazioni e nel terminale, sincronizza le impostazioni dei font con le applicazioni GNOME e interviene sui problemi WireGuard. COSMIC Store riceve invece un redesign che mette maggiormente in evidenza lo sviluppatore di applicazioni e applet, un dettaglio apparentemente minore ma coerente con il tentativo di costruire un ecosistema applicativo riconoscibile attorno al desktop.

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Il pannello permette inoltre di configurare lo spessore dei bordi e la pagina About mostra finalmente la versione COSMIC installata. Dopo l’introduzione del Frosted Glass in COSMIC 1.3 e mesi di interventi su Wayland, GPU, Xwayland e periferiche, System76 sembra quindi concentrarsi meno sulla dimostrazione tecnologica e più sulla rimozione dei componenti mancanti che obbligavano ancora l’utente a ricorrere ad applicazioni esterne.

Shelly 3.1.5 trasforma Atoll in un nuovo ingresso verso AUR

Sul fronte Arch Linux, Shelly 3.1.5 estende invece il proprio ruolo di frontend verso repository ufficiali, AUR, Flatpak e AppImage. Le release note ufficiali di Seafoam Labs introducono un browser AUR opzionale alimentato da Atoll, servizio sviluppato dallo stesso progetto per indicizzare metadati e cronologia dei pacchetti e accelerarne la ricerca. Una volta abilitato nelle impostazioni avanzate, Shelly mostra una lista paginata dei pacchetti, ordinabile per voti o popolarità, consente ricerche per nome, parole o campo Provides e visualizza dipendenze installate oppure obsolete. La funzione resta disabilitata per impostazione predefinita: attivandola anche il servizio AUR utilizzato dalla CLI viene indirizzato verso Atoll, mentre la disattivazione ripristina il servizio Arch tradizionale. È un’evoluzione diretta del percorso iniziato con Shelly 3.1 e il builder nativo per i PKGBUILD, quando il progetto aveva iniziato a controllare direttamente una parte maggiore della pipeline di costruzione. La versione 3.1.5 aggiunge inoltre --install al comando shelly build, permettendo di installare direttamente gli archivi prodotti, introduce strumenti nativi per mantenere repository personalizzati e continua a correggere incompatibilità con PKGBUILD meno convenzionali. L’obiettivo rimane ridurre progressivamente la distanza tra l’esperienza grafica e gli strumenti Arch sottostanti senza nascondere completamente il funzionamento di libalpm, AUR e processo di compilazione. La direzione era già evidente quando Shelly 3.0.4 aveva ridisegnato ricerca e gestione di AUR, Flatpak e AppImage e quando il progetto aveva abbandonato C# per una riscrittura in Zig dentro CachyOS.

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Il desktop Linux cresce quando i progetti controllano più componenti

COSMIC e Shelly raccontano due percorsi differenti ma complementari. System76 sta trasformando COSMIC da ambiente grafico a piattaforma desktop completa, aggiungendo progressivamente applicazioni, input touch, store e servizi che riducono la necessità di assemblare componenti GNOME o di altri ecosistemi. Shelly compie un movimento analogo nel package management: parte dall’interfaccia per pacman e AUR e finisce per occuparsi direttamente di build, ricerca, repository e fonti software differenti. Il vantaggio è una maggiore coerenza dell’esperienza; il rischio è l’aumento della superficie da mantenere per progetti ancora relativamente giovani. COSMIC 1.9 e Shelly 3.1.5 mostrano però che il desktop Linux del 2026 non sta innovando soltanto attraverso kernel e compositor: la competizione si è spostata sulla qualità dell’intero stack utilizzato ogni giorno dall’utente.

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