📌 In Sintesi
- L’US Army utilizza realmente interfacce Xbox-like sui laser LOCUST/P-HEL e AeroVironment presenta il gaming controller come parte del design operativo.
- Non esiste però una conferma pubblica che la US Navy stia usando quei controller per sparare laser contro droni nello Stretto di Hormuz.
- Il costo di 13 dollari per colpo rilanciato online non coincide con le stime ufficiali: GAO indica circa 1-10 dollari e il CRS 1,15 dollari per un laser navale da 60 kW.
Il laser anti-drone controllato come un videogioco esiste. Quello che non è ancora dimostrato è che marinai statunitensi stiano usando controller Xbox sulle navi nello Stretto di Hormuz per abbattere droni iraniani a 13 dollari per colpo. La notizia rilanciata nelle ultime ore mette insieme tecnologie, Forze Armate e sistemi differenti fino a trasformare un’evoluzione reale della guerra anti-drone in un racconto molto più semplice di quanto consentano le fonti pubbliche. Gli Stati Uniti hanno effettivamente portato i laser ad alta energia fuori dai laboratori, l’US Army utilizza sistemi con interfacce derivate dai gamepad e la US Navy dispone di HELIOS e ODIN sulle proprie unità. Ma unire questi elementi non significa automaticamente dimostrare che siano la stessa arma impiegata nello stesso teatro. È un problema particolarmente importante mentre USA e Cina stanno trasformando sciami di droni, missili e sistemi autonomi nel nuovo problema economico della difesa aerea.
Cosa leggere
Il controller Xbox è reale ma appartiene soprattutto alla storia di LOCUST
La parte meglio documentata riguarda LOCUST, la famiglia di laser di AeroVironment da cui deriva il Palletized High Energy Laser impiegato dall’US Army. La scheda ufficiale del sistema descrive esplicitamente una “operator-optimized weapon interface” che utilizza un common gaming controller per ridurre i tempi di addestramento e facilitare l’operatore. Non è quindi soltanto una somiglianza estetica. Nel 2024 Military.com aveva inoltre documentato un test del P-HEL da 20 kW nel quale l’operatore utilizzava un controller Xbox per muovere il beam director, seguire un quadricottero e ingaggiarlo con il laser. (military.com) La logica industriale è meno folkloristica di quanto sembri. Il settore videogame ha già investito decenni nell’ergonomia di due stick analogici, grilletti e pulsanti utilizzabili senza guardare le mani. Le Forze Armate acquistano quindi una grammatica motoria che gran parte dei giovani operatori conosce prima ancora dell’addestramento militare. Questo non significa collegare un gamepad commerciale qualsiasi a un’arma: i sistemi possono utilizzare hardware ruggedizzato, modificato e integrato con controlli specifici. È lo stesso principio che sta portando la US Navy a costruire droni e sistemi autonomi attorno a componenti commerciali già maturi.
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LOCUST non è più un prototipo perché l’Army ne ha ordinato la produzione
Il passaggio strategico più importante è arrivato il 2 settembre. L’US Army ha assegnato ad AeroVironment il primo contratto di produzione del programma Enduring-High Energy Laser, trasformando la tecnologia da prototipo a capacità destinata al fielding. Il contratto vale 464,8 milioni di dollari e prevede decine di LOCUST X3 da 30 kW destinati alla difesa contro UAS di gruppo 1-3. Le piattaforme potranno essere installate su JLTV, configurazioni palletizzate e potenzialmente altri veicoli.

AeroVironment collega esplicitamente E-HEL alle esperienze maturate con i precedenti P-HEL e AMP-HEL e sottolinea che LOCUST era già stato dimostrato anche a bordo della USS George H.W. Bush. Questo però non trasforma automaticamente LOCUST in HELIOS e non dimostra che il sistema Army sia quello oggi utilizzato dalla Navy nello Stretto di Hormuz. Sono famiglie differenti, sviluppate da strutture differenti e inserite in programmi differenti.
HELIOS e ODIN usano una console comune ma la Navy non parla di Xbox
La US Navy dispone realmente di sistemi directed-energy sulle proprie unità. La USS Preble monta HELIOS, High Energy Laser with Integrated Optical-dazzler and Surveillance, mentre altre navi impiegano ODIN. Nel maggio 2026 il Naval Sea Systems Command ha spiegato che ODIN, HELIOS e Solid State Laser Technology Maturation condividono la stessa interfaccia operativa, denominata Laser Weapon System Console. Il documento ufficiale non identifica però questa console come Xbox controller e non afferma che HELIOS venga sparato attraverso un gamepad commerciale. La distinzione diventa decisiva perché la copertura partita dal New York Post e successivamente rilanciata da Interesting Engineering e Tom’s Hardware presenta invece i controller Xbox-like insieme ai laser operativi nello Stretto di Hormuz. Il primo reporting sostiene che il Dipartimento della Guerra abbia confermato l’utilizzo di laser nell’area contro minacce aeree, ma nelle comunicazioni istituzionali pubblicamente reperibili non emerge una conferma equivalente sul modello del sistema, sulla nave impiegata e sul controller utilizzato. Il punto non è negare la plausibilità. La Navy utilizza laser, LOCUST usa controller da gaming e l’US military dispone di sistemi directed-energy in Medio Oriente. Ma tre fatti compatibili non diventano automaticamente una prova dello stesso evento.
Anche i 13 dollari per colpo sono una semplificazione sbagliata
Lo stesso problema riguarda il costo. Tom’s Hardware parla di circa 13 dollari per engagement, ma le fonti istituzionali offrono numeri differenti. Il Government Accountability Office stima il costo energetico di un’arma directed-energy intorno a 1-10 dollari per ingaggio, comprendendo l’energia necessaria per generare il fascio e raffreddare il sistema.

Il Congressional Research Service è ancora più specifico per i laser navali. Sulla base di dati forniti dalla Navy stima circa 1,15 dollari per colpo per un sistema da 60 kW e circa 9,20 dollari per uno da 480 kW. Il vantaggio economico rispetto a missili che possono costare centinaia di migliaia o milioni di dollari resta quindi enorme, ma non esiste un singolo prezzo universale del “colpo laser”. Potenza, durata dell’ingaggio, efficienza elettrica e necessità di raffreddamento cambiano il costo. È qui che la directed energy può cambiare davvero la guerra anti-drone: non perché sia gratis, ma perché modifica radicalmente il cost exchange ratio. Usare un intercettore multimilionario contro un drone economico è insostenibile quando gli attacchi diventano numerosi. Un laser può continuare a sparare finché dispone di energia, raffreddamento e linea di vista.
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Il gamepad conta meno del passaggio industriale dei laser alla produzione
L’aspetto realmente storico non è quindi vedere un soldato con un controller simile a quello di una console. È il fatto che nel settembre 2026 l’US Army abbia assegnato il proprio primo contratto di produzione per un’arma laser ad alta energia e che la Navy stia formando personale specificamente per utilizzare HELIOS e ODIN. Dopo decenni di dimostratori, i directed-energy weapon systems stanno entrando nella logistica, nell’addestramento e nella procurement ordinaria. Restano limiti importanti: foschia, pioggia, polvere e turbolenza atmosferica degradano il fascio; l’arma deve mantenere il beam sullo stesso punto abbastanza a lungo da provocare il danno; uno sciame può saturare il sistema; nave e veicolo devono produrre e dissipare quantità significative di energia. Il laser non sostituisce quindi il missile, ma introduce un nuovo livello della difesa stratificata con un costo marginale radicalmente inferiore. La storia del controller Xbox racconta bene la direzione della tecnologia, ma male se viene trasformata in una prova che non esiste. Il gamepad è già entrato nella guerra dei laser. Che sia proprio la US Navy a usarlo oggi contro droni nello Stretto di Hormuz resta invece un’affermazione riportata, non un fatto confermato dalle fonti militari pubbliche.
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