📌 In Sintesi
- Un giudice federale aggiunge 184 milioni di dollari di interessi al verdetto da 634 milioni ottenuto da Masimo contro Apple.
- Il contenzioso riguarda funzioni storiche di monitoraggio cardiaco e un brevetto Masimo scaduto nel giugno 2022.
- La causa è distinta dal procedimento ITC sull’ossigeno nel sangue che aveva portato al blocco delle importazioni di alcuni Apple Watch negli USA.
Il conto della lunga guerra tra Apple e Masimo continua a salire. Il giudice federale James V. Selna ha ordinato ad Apple di versare altri 184 milioni di dollari di interessi sul verdetto da 634 milioni ottenuto da Masimo nel 2025 per la violazione di un brevetto utilizzato nelle funzioni di monitoraggio cardiaco di Apple Watch. Il totale arriva così a circa 818 milioni di dollari, senza considerare gli ulteriori interessi che possono maturare fino al pagamento. Il nuovo ordine non blocca gli Apple Watch attuali, ma mostra quanto possa diventare costosa una tecnologia sanitaria incorporata in milioni di dispositivi prima che il contenzioso sui brevetti venga definitivamente chiuso.
Cosa leggere
Gli interessi aggiungono 184 milioni al verdetto da 634 milioni
La ricostruzione di Bloomberg Law sul nuovo ordine del tribunale conferma che Selna ha respinto la tesi secondo cui l’aggiunta degli interessi avrebbe rappresentato un vantaggio ingiustificato per Masimo. Il principio applicato dal giudice è che il titolare del brevetto debba essere compensato anche per il periodo durante il quale non ha potuto disporre delle royalty che avrebbe teoricamente ricevuto. Masimo chiedeva un tasso del 7%, che avrebbe portato la componente aggiuntiva a circa 243 milioni, ma il tribunale ha scelto invece il costo del debito sostenuto dalla stessa società , applicato con capitalizzazione annuale. Il risultato resta pesante: quasi un terzo del valore originario della condanna viene aggiunto soltanto per il tempo trascorso.
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La causa riguarda il monitoraggio cardiaco e vendite storiche
Il verdetto da 634 milioni risale a novembre 2025 e riguarda un brevetto Masimo collegato a tecniche di pulse oximetry e monitoraggio a basso consumo. La giuria aveva concluso che alcune funzioni di Apple Watch, comprese notifiche e rilevazioni della frequenza cardiaca, ricadevano nell’ambito protetto. Apple aveva contestato anche l’interpretazione del dispositivo come strumento di monitoraggio del paziente, ma il giudice ha successivamente lasciato in piedi il verdetto. Il brevetto interessato è scaduto nel giugno 2022, elemento decisivo per comprendere l’impatto pratico della decisione: il risarcimento riguarda vendite e comportamenti storici e non comporta la disattivazione delle attuali funzioni cardiache. Nel frattempo la società continua a spingere Apple Watch verso nuovi parametri sanitari, come mostra la roadmap dedicata a sensori e funzioni biometriche delle generazioni Ultra.
Ossigeno nel sangue è un procedimento separato
La cifra da 818 milioni non deve essere confusa con l’altra grande battaglia giudiziaria tra le due società . Masimo ha infatti ottenuto anche una decisione della International Trade Commission relativa alla misurazione dell’ossigeno nel sangue, che aveva portato nel 2023 a un ordine di esclusione per alcuni Apple Watch negli Stati Uniti. Apple aveva inizialmente disabilitato la funzione sui modelli venduti nel mercato americano e successivamente sviluppato una soluzione nella quale parte dell’elaborazione viene spostata sull’iPhone. Nel marzo 2026 un giudice amministrativo dell’ITC ha ritenuto preliminarmente che questa implementazione ridisegnata non violasse i brevetti Masimo, mentre la Corte d’Appello federale ha confermato la validità dell’ordine originario relativo alla precedente implementazione. Sono quindi due binari legali differenti, anche se entrambi nascono dalla trasformazione di Apple Watch in dispositivo per la salute.
I sensori sanitari trasformano i brevetti in un costo industriale
Il caso Masimo mostra il rovescio economico della corsa alla salute digitale. Sensori ottici, algoritmi di filtraggio, consumo energetico e interpretazione dei segnali non sono semplici funzioni software aggiunte a fine sviluppo: possono incorporare decenni di proprietà intellettuale proveniente dal settore medicale. Quando un produttore consumer vende decine di milioni di dispositivi, una royalty teoricamente modesta può trasformarsi in centinaia di milioni di dollari di esposizione. La pressione aumenta con ogni nuova generazione, perché Apple Watch continua ad accumulare funzioni che avvicinano il wearable al monitoraggio fisiologico continuativo. Anche gli aggiornamenti di watchOS stanno progressivamente ampliando questo ruolo, insieme alle novità software e hardware previste nel ciclo Apple Watch Ultra 4 e watchOS 27.
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La disputa con Masimo non mette in discussione la capacità di Apple di sviluppare nuovi sensori, ma dimostra che entrare nella salute significa confrontarsi con un settore tecnologico molto più antico dello smartwatch. Il valore non risiede soltanto nel sensore finale visibile all’utente, ma nei metodi con cui il segnale viene acquisito, filtrato e interpretato consumando poca energia. Apple ha trasformato Watch in uno dei pilastri della propria strategia sanitaria e continuerà probabilmente a farlo, ma il nuovo ordine da 184 milioni rende evidente il prezzo di una integrazione aggressiva quando la proprietà intellettuale viene contestata. Per Masimo, invece, la battaglia dimostra che un’azienda molto più piccola può trasformare il proprio portafoglio brevettuale in una leva capace di incidere direttamente sui costi e persino sulla distribuzione di uno dei prodotti consumer più venduti al mondo.
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