📌 In Sintesi
- Abstract chiuderà il 15 dicembre dopo che Igloo ha sostenuto perdite per decine di milioni di dollari nel tentativo di rendere sostenibile la Layer 2.
- La chiusura arriva pochi giorni dopo Blast e rafforza il dubbio economico sulle L2 specializzate che non generano commissioni sufficienti a sostenere l’infrastruttura.
- Cardano percorre la direzione opposta con CIP-0113: token programmabili capaci di applicare KYC, restrizioni ai trasferimenti, freeze e seizure per asset regolamentati.
Il mercato crypto sta entrando in una fase nella quale costruire una nuova blockchain non basta più e rendere un asset decentralizzato non significa necessariamente rinunciare al controllo dell’emittente. Abstract, la Layer 2 Ethereum sostenuta dalla società dietro Pudgy Penguins, chiuderà il 15 dicembre dopo aver bruciato decine di milioni di dollari senza trovare un modello economico sostenibile. Nello stesso momento Cardano porta sulla mainnet CIP-0113, uno standard pensato per stablecoin, fondi e titoli tokenizzati che permette di incorporare direttamente negli asset regole di trasferimento, KYC, sanzioni, freeze e seizure. Due sviluppi apparentemente lontani mostrano la stessa maturazione: la blockchain deve ormai dimostrare sostenibilità economica e compatibilità con istituzioni e regolatori.
Cosa leggere
Abstract chiude la Layer 2 perché il consumer crypto non paga la rete
Igloo chiuderà Abstract il 15 dicembre 2026 dopo circa diciotto mesi di sostegno finanziario alla rete e perdite descritte nell’ordine delle decine di milioni di dollari. Il progetto aveva cercato di trasformare la notorietà di Pudgy Penguins in una blockchain dedicata al consumer crypto, privilegiando applicazioni, gaming e prodotti destinati a utenti non necessariamente interessati alla finanza decentralizzata. Secondo il reporting di CoinDesk sulla chiusura di Abstract, la rete ha superato 325 milioni di transazioni, 6 miliardi di dollari di volumi DEX e quattro milioni di wallet, mentre le applicazioni hanno prodotto oltre 40 milioni di dollari di ricavi. Il problema è che il fatturato generato sopra una blockchain non coincide con quello incassato dalla blockchain stessa: applicazioni e marketplace possono monetizzare mentre le commissioni destinate al layer infrastrutturale restano troppo basse per finanziare sequencer, sviluppo, bridge, proving e manutenzione. Gli utenti dovranno trasferire gli asset prima della chiusura; Abstract avverte che quelli rimasti sulla rete dopo la scadenza diventeranno inaccessibili.
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Dopo Blast anche Abstract mette in crisi il modello delle L2 specializzate
Il dato importante non è quindi che Ethereum abbia perso un’altra rete secondaria, ma che due Layer 2 abbiano riconosciuto nel giro di pochi giorni lo stesso limite economico. Blast aveva già annunciato la chiusura perché i costi operativi superavano i ricavi e non vedeva un percorso credibile verso la sostenibilità; Abstract arriva alla stessa conclusione da un modello diverso, costruito non sulla finanza ad alto rendimento ma sul consumer crypto. Il risultato restringe lo spazio per la tesi secondo cui ogni grande applicazione, brand o community debba possedere una propria chain. Ethereum sta contemporaneamente aumentando le ambizioni del Layer 1 e il recente test Glamsterdam su Sepolia ha portato il gas limit sperimentale fino a 200 milioni, mentre la roadmap di Ethereum verso il 2030 rimette al centro anche la capacità della rete principale. Se il Layer 1 scala e le L2 non riescono a creare liquidità, istituzioni o fee sufficienti, essere semplicemente “Ethereum più economico” smette di costituire una strategia industriale.
Cardano porta freeze e seizure dentro gli asset programmabili
Cardano si muove invece sul problema opposto: non come mantenere economicamente una nuova chain, ma come rendere utilizzabile una blockchain pubblica da parte di soggetti che non possono accettare trasferimenti completamente permissionless. La Cardano Foundation ha annunciato CIP-0113 sulla mainnet, standard per programmable tokens destinato in particolare a stablecoin regolamentate, fondi, obbligazioni e altri asset tokenizzati. I normali Cardano Native Token possono essere trasferiti liberamente una volta emessi; CIP-0113 aggiunge invece una logica programmabile che può richiedere l’esecuzione di script prima del cambio di proprietà. Questo consente all’emittente di costruire allowlist e denylist, imporre requisiti KYC, applicare controlli sulle sanzioni, sospendere trasferimenti e predisporre freeze, seizure o wipe quando la politica dell’asset lo prevede. Lo standard non modifica retroattivamente ADA o tutti i token Cardano: riguarda gli asset che scelgono esplicitamente questa architettura programmabile.
La blockchain pubblica non elimina più il potere dell’emittente
Il passaggio è rilevante perché porta dentro Cardano una distinzione che nel mercato delle stablecoin esiste già da anni: la decentralizzazione del registro non implica necessariamente la decentralizzazione dell’asset. Un token può muoversi sopra una blockchain pubblica, essere verificabile on-chain e restare contemporaneamente sottoposto a un soggetto capace di impedirne il trasferimento o sequestrarlo secondo regole definite in precedenza. Il tema è diventato concreto proprio con il caso Conduit contro Tether per 2,76 milioni di USDT congelati: il potere tecnico dell’emittente esiste già, ma può generare controversie quando la base giuridica del blocco viene contestata. CIP-0113 prova a trasformare questo potere in una caratteristica formalizzata dell’asset, visibile nella logica on-chain e configurabile fin dall’emissione. È esattamente ciò che interessa alla finanza regolamentata, dove fondi e securities devono poter rispettare restrizioni sulla titolarità, sanzioni e ordini dell’autorità senza dipendere da procedure esterne improvvisate.
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La nuova selezione crypto passa da ricavi e controllo
Abstract e Cardano raccontano quindi due selezioni che stanno avvenendo contemporaneamente. La prima riguarda le infrastrutture: non tutte le Layer 2 riusciranno a sopravvivere semplicemente perché tecnicamente funzionanti, veloci o sostenute da una community. Devono produrre abbastanza valore da finanziare la propria esistenza e offrire una ragione per restare separate dal Layer 1 o dalle reti concorrenti. La seconda riguarda gli asset: l’ingresso della finanza istituzionale richiede strumenti che possano incorporare regole incompatibili con l’idea originaria di token completamente incontrollabili. Cardano sceglie di rendere questa tensione esplicita, lasciando convivere token nativi permissionless e asset programmabili sottoposti alle politiche dei rispettivi emittenti. La crescita della finanza tokenizzata tra banche, RWA e infrastrutture regolamentate rende questa evoluzione meno ideologica di quanto sembri: il mercato non sta scegliendo tra decentralizzazione e finanza tradizionale, ma quali livelli possano restare decentralizzati e quali debbano conservare un’autorità identificabile. Le chiusure di Blast e Abstract mostrano che la blockchain deve avere un conto economico; CIP-0113 dimostra che, per una parte crescente degli asset, deve avere anche un modello di governance compatibile con il diritto.
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