📌 In Sintesi
- Alcuni Google Home Speaker del 2026 scaricano decine di gigabyte senza essere utilizzati: documentati 132 GB in 30 giorni e 41 GB in una giornata.
- Google riconosce il malfunzionamento e conferma la distribuzione di una correzione, senza chiarire ancora la causa tecnica né i dispositivi complessivamente coinvolti.
- Il problema interessa un prodotto venduto anche in Italia a 119,99 euro e può incidere sulle connessioni con traffico limitato.
Google Home Speaker sta scaricando quantità anomale di dati in background, anche quando gli utenti non utilizzano comandi vocali, musica o altre funzioni. Alcuni dispositivi della nuova generazione 2026 hanno generato traffico per decine di gigabyte in una sola giornata, raggiungendo 132 GB di download nell’arco di un mese. Google ha riconosciuto il problema e confermato la distribuzione di una correzione, senza però comunicare quale componente software sia responsabile. Il malfunzionamento riguarda uno speaker commercializzato anche in Italia a 119,99 euro e rischia di trasformarsi in un costo concreto per chi utilizza connessioni con limiti di traffico, router mobili o offerte Internet a consumo.
Cosa leggere
Google Home Speaker scarica 41 GB in un giorno senza essere utilizzato
Il problema è stato documentato direttamente da 9to5Google attraverso il monitoraggio del traffico di due Google Home Speaker. Uno dei dispositivi ha consumato 17 GB in 24 ore, pur non essendo stato utilizzato per riprodurre contenuti multimediali o eseguire comandi vocali. Alle tre del mattino è stato registrato un trasferimento di 9,99 GB, mentre il 13 ottobre il download giornaliero aveva raggiunto addirittura 41 GB. Considerando gli ultimi trenta giorni, il traffico complessivo è arrivato a 132 GB, una quantità sproporzionata rispetto alle normali attività di uno speaker intelligente.

Il secondo dispositivo esaminato dalla testata, installato in un’abitazione differente, aveva invece scaricato soltanto 2 GB nello stesso intervallo temporale. La differenza suggerisce che il malfunzionamento non interessi indistintamente tutti gli apparecchi. Al momento non è stata stabilita una percentuale di dispositivi coinvolti e le verifiche non hanno individuato anomalie analoghe sui diversi Nest Hub presenti nell’ambiente di prova. Il fenomeno rappresenta un problema differente rispetto ai malfunzionamenti di Google Home e Gemini corretti con gli aggiornamenti di ottobre, che riguardavano soprattutto configurazione, comandi vocali e gestione della casa connessa.
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Google conferma il bug ma non spiega l’origine dei download
La dichiarazione fornita da Google a 9to5Google conferma che il produttore è a conoscenza dell’anomalia e che una correzione è già in distribuzione. Rimane invece sconosciuta la causa tecnica. L’ipotesi avanzata dalla testata riguarda possibili tentativi ripetuti e non riusciti di scaricare un aggiornamento firmware, suggeriti anche dal traffico registrato durante la notte. Si tratta però di una spiegazione ancora non verificata: Google non ha pubblicato una diagnosi che permetta di attribuire con certezza i download a un particolare pacchetto software.

Nella documentazione ufficiale delle versioni firmware degli speaker Google sono presenti aggiornamenti relativi al miglioramento del traffico di rete e della stabilità , ma non viene identificata una build specifica come soluzione definitiva dell’incidente segnalato il 19 ottobre. Sarebbe quindi prematuro indicare una versione numerica risolutiva o suggerire che l’installazione di qualsiasi aggiornamento elimini necessariamente il problema. L’episodio evidenzia una criticità nella gestione dei dispositivi connessi: gli aggiornamenti automatici devono preservare sicurezza e affidabilità , ma un download reiterato senza controllo può saturare la connessione domestica senza alcuna interazione dell’utente. Il precedente dei 4 GB scaricati da Chrome per integrare componenti AI locali riguardava un comportamento differente, ma mostrava già quanto i trasferimenti software possano incidere sulle risorse degli utenti.
Come controllare il traffico di Google Home Speaker e quanto costa in Italia
Il nuovo Google Home Speaker è disponibile nel mercato italiano dal 25 giugno 2026, con un prezzo ufficiale di 119,99 euro, come conferma la presentazione italiana del prodotto pubblicata da Google. La distribuzione nazionale rende il problema rilevante anche per gli acquirenti italiani, sebbene non siano disponibili dati pubblici che confermino quanti dispositivi venduti nel Paese siano interessati. Per controllare il consumo è necessario verificare le statistiche del router associando il traffico all’indirizzo del dispositivo. Chi utilizza Nest Wifi può aprire l’app Google Home, accedere alla sezione Wi-Fi, selezionare Dispositivi, individuare lo speaker e consultare i grafici di utilizzo relativi a uno, sette o trenta giorni. Con router di altri produttori la disponibilità di statistiche per singolo dispositivo dipende dal modello e dal firmware installato. Il controllo deve distinguere soprattutto i dati scaricati da quelli caricati: le osservazioni originarie riguardano prevalentemente download verso lo speaker, non dimostrano che Google Home stia trasmettendo verso l’esterno grandi quantità di conversazioni o informazioni personali. È una distinzione indispensabile per non trasformare un’anomalia nel traffico di rete in un caso di esfiltrazione senza prove. L’integrazione crescente di Gemini e delle nuove funzioni AI negli speaker Google Home rende comunque importante monitorare consumi e aggiornamenti dei dispositivi domestici. scopri su Amazon. In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei.
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Il rischio maggiore riguarda le connessioni limitate e gli aggiornamenti automatici
Per un’abitazione collegata attraverso fibra con traffico illimitato, 132 GB di download aggiuntivi possono passare inosservati sul piano economico, pur rappresentando un consumo anomalo di banda. La situazione cambia radicalmente quando lo speaker utilizza una connessione FWA con soglie contrattuali, un router 4G o 5G con plafond dati oppure una rete mobile condivisa. In queste condizioni, trasferimenti continui possono esaurire rapidamente il traffico disponibile, determinare rallentamenti o comportare costi aggiuntivi secondo l’offerta sottoscritta. La correzione annunciata da Google costituisce quindi il passaggio necessario, ma non permette ancora di dichiarare chiuso l’incidente per tutti gli utenti. È opportuno verificare nei giorni successivi che il volume dei download ritorni su valori compatibili con l’utilizzo effettivo e, in caso di anomalie persistenti, segnalare il problema all’assistenza Google. Non ci sono invece evidenze sufficienti per raccomandare un ripristino di fabbrica come soluzione o attribuire il comportamento a un’intrusione informatica. Google ha confermato il difetto e avviato il rimedio, ma restano da chiarire l’origine, l’estensione e la completa efficacia della correzione. Per un dispositivo progettato per rimanere costantemente connesso, il controllo delle risorse di rete è una componente dell’affidabilità tanto quanto la qualità dell’assistente vocale.
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