Disputa legale Taction Apple in aula

Apple, Taction chiede royalty su iPhone e Apple Watch fino al 2035

📌 In Sintesi

  • Taction Technology chiede royalty sulle future vendite statunitensi di iPhone e Apple Watch fino al settembre 2035, quando scadranno i brevetti contestati.
  • La giuria ha riconosciuto 5,72 miliardi di dollari per la violazione di due brevetti sul feedback aptico, ma Apple contesta il verdetto e chiede di annullarlo.
  • Le nuove richieste includono interessi, risarcimenti supplementari e rendicontazioni trimestrali, senza che il tribunale abbia ancora emesso una decisione definitiva.

Apple rischia di dover riconoscere royalty sulle vendite di iPhone e Apple Watch fino al 2035, dopo che Taction Technology ha chiesto a un tribunale federale statunitense di ampliare le conseguenze economiche del verdetto da 5,72 miliardi di dollari pronunciato il 25 settembre 2026. La società rivendica ulteriori risarcimenti, interessi e pagamenti periodici sui dispositivi che continuerebbero a utilizzare le tecnologie brevettate. Apple contesta sia l’accertamento della violazione sia il calcolo dei danni e ha presentato istanza per annullare il verdetto o ottenere un nuovo processo. Il giudice non ha ancora trasformato la decisione della giuria in una sentenza definitiva.

Taptic Engine e verdetto da 5,72 miliardi: che cosa ha deciso la giuria

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La controversia riguarda il Taptic Engine, il sistema di attuazione elettromagnetica che produce il feedback aptico utilizzato da iPhone e Apple Watch per notifiche, interazioni e risposte tattili. Il 25 settembre una giuria del tribunale federale del distretto meridionale della California ha riconosciuto la violazione di tre rivendicazioni contenute nei brevetti statunitensi 10,659,885 e 10,820,117, attribuendo a Taction Technology un risarcimento di 5.721.961.750 dollari. La giuria non ha però ritenuto intenzionale la violazione. I brevetti descrivono sistemi di movimento elettromagnetico smorzato destinati a produrre vibrazioni percepibili attraverso il contatto con la pelle, mentre Apple sostiene che la propria tecnologia utilizzi principi differenti. La vicenda, avviata nel 2021, era stata inizialmente risolta a favore di Apple nel 2023, prima che una corte d’appello federale disponesse la riapertura del giudizio nel 2025. La complessità tecnica emerge anche nell’ordinanza del tribunale sulle prove e sulle testimonianze degli esperti. Il contenzioso si aggiunge alle controversie che hanno già coinvolto gli smartwatch della società, compreso il caso Masimo, con un’esposizione economica salita a 818 milioni di dollari tra brevetti e interessi.

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Taction chiede altri risarcimenti e royalty sulle vendite fino al 2035

Il nuovo sviluppo riguarda l’estensione temporale delle richieste economiche. Secondo il resoconto giudiziario originale di Reuters del 19 ottobre, Taction ha presentato un’ulteriore istanza per ottenere somme aggiuntive rispetto al verdetto iniziale. La società sostiene che i 5,72 miliardi riconosciuti dalla giuria riguardino le vendite Apple effettuate fino a marzo 2026, lasciando fuori i sei mesi successivi. Chiede inoltre interessi anteriori alla sentenza, decorrenti dall’aprile 2021, e interessi successivi fino all’effettivo pagamento. La richiesta riportata sulla base degli atti processuali comprende una proposta di interesse annuo del 7%, che non deve essere confusa con l’aliquota delle royalty future, e un sistema di rendicontazione trimestrale delle vendite statunitensi con versamenti entro trenta giorni dalla chiusura di ciascun trimestre. L’obiettivo è estendere i pagamenti al 24 settembre 2035, data di scadenza dei brevetti, includendo anche i modelli più recenti come iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max, Apple Watch Series 12 e Ultra 4. Nessuna di queste richieste costituisce ancora un obbligo definitivamente imposto ad Apple.

Apple vuole annullare il verdetto e Taction usa il precedente Samsung

Apple ha reagito sostenendo che la giuria abbia determinato il risarcimento senza una base economica adeguatamente dimostrata. La difesa contesta l’assenza di una quantificazione affidabile del valore attribuibile alla tecnologia brevettata rispetto al prodotto complessivo e chiede al giudice di annullare la decisione oppure disporre un nuovo processo. Il problema dell’apportionment, cioè della ripartizione del valore economico tra componente brevettata e dispositivo, assume un peso particolare quando il prodotto contestato è uno smartphone venduto su larga scala. Taction utilizza però anche un precedente argomentativo sfavorevole ad Apple: nelle passate controversie brevettuali contro Samsung, la stessa Apple aveva sostenuto che le royalty potessero estendersi ai prodotti successivi sostanzialmente equivalenti a quelli già giudicati in violazione. Taction richiama oggi quel criterio per includere le nuove generazioni di iPhone e Apple Watch, sostenendo che non presentino differenze tecniche sufficienti a sottrarle alla richiesta. L’argomento è una posizione processuale di Taction, non una conclusione già accolta dal tribunale. La questione del valore economico delle licenze richiama anche la controversia tra Qualcomm e Arm, nella quale una decisione favorevole a Qualcomm ha lasciato aperta una partita miliardaria sulle royalty.

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Le richieste di Taction riguardano direttamente le vendite effettuate negli Stati Uniti e non comportano, allo stato attuale, divieti di commercializzazione o rincari ufficiali per iPhone e Apple Watch in Italia. Non esiste neppure una decisione che obblighi Apple a modificare il Taptic Engine sui dispositivi distribuiti in Europa. L’eventuale conferma del verdetto e l’imposizione di royalty periodiche potrebbero tuttavia incidere sui costi di licenza e sulla gestione economica dei prodotti, senza consentire di prevedere automaticamente un trasferimento degli oneri ai consumatori. La differenza rispetto ad altre controversie è la prospettiva temporale: Taction non chiede soltanto di monetizzare una violazione passata, ma di partecipare economicamente alle vendite future fino al 2035. Per Apple il punto decisivo sarà dimostrare che l’accertamento dell’infrazione o il risarcimento non reggono alla verifica giudiziaria, oppure delimitare il perimetro dei prodotti e delle somme dovute. La richiesta mette in evidenza quanto anche un componente apparentemente secondario, come l’attuatore responsabile delle vibrazioni, possa diventare il centro di una controversia miliardaria. Il conto finale non è ancora stato scritto e il verdetto da 5,72 miliardi non può essere trattato come una condanna definitivamente esecutiva.

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