Shopping globale in AI Mode

Google porta gli annunci in AI Mode in 10 Paesi: Italia esclusa

📌 In sintesi

  • Google estende gli annunci pubblicitari in AI Mode a dieci nuovi Paesi, tra cui Canada, India e Australia. L’Italia non figura nell’elenco iniziale.
  • Negli Stati Uniti iniziano i test degli annunci nelle domande successive della stessa conversazione, attraverso il formato multiturn ads.
  • Google dichiara che il tasso di clic degli annunci di prodotto è già simile a quello delle schede organiche, ma il confronto si basa su dati interni e non costituisce una verifica indipendente.

Google estende la pubblicità all’interno di AI Mode in dieci nuovi Paesi, accelerando la monetizzazione della ricerca conversazionale basata sull’intelligenza artificiale. La società introduce gli annunci sponsorizzati in mercati come Australia, Canada e India, mentre prepara ulteriori espansioni internazionali entro la fine del 2026. Negli Stati Uniti vengono inoltre avviati i test dei multiturn ads, inserzioni che possono comparire durante le domande successive di una conversazione con AI Mode. Il cambiamento riguarda direttamente la struttura economica della ricerca: Google vuole trasformare le interazioni con l’intelligenza artificiale in nuove occasioni pubblicitarie, mantenendo la distinzione visiva tra contenuti organici e annunci sponsorizzati. L’Italia non compare ancora tra i Paesi interessati da questa nuova fase di distribuzione.

Google espande la pubblicità in AI Mode in dieci nuovi mercati

Annuncio

Nel comunicato ufficiale pubblicato il 28 ottobre 2026, Shashi Thakur, vicepresidente e responsabile della pubblicità in Google Search, annuncia l’espansione degli annunci sponsorizzati nella modalità di ricerca conversazionale. I nuovi mercati comprendono Australia, Canada, India, Kenya, Malaysia, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Filippine e Singapore. Google prevede inoltre di raggiungere altri Paesi durante il quarto trimestre 2026, citando esplicitamente Brasile, Messico e Regno Unito. Il calendario non include l’Italia e non vengono fornite indicazioni precise sul debutto della funzione nell’Unione europea. La decisione segna una nuova fase per AI Mode, introdotta come esperienza di ricerca capace di rispondere a domande complesse attraverso modelli generativi, contenuti web e collegamenti verso fonti esterne. Il prodotto era stato analizzato fin dalle sue prime sperimentazioni come alternativa alla ricerca tradizionale basata sui risultati testuali, ma l’espansione degli annunci conferma il passaggio da una fase prevalentemente dedicata all’utilizzo del servizio a una strategia di monetizzazione internazionale. Google dichiara che le richieste effettuate in AI Mode sono mediamente tre volte più lunghe delle normali ricerche, una caratteristica che può offrire maggiori informazioni sulle intenzioni degli utenti. Una domanda articolata su un prodotto, un viaggio o un servizio contiene infatti più dettagli rispetto a una sequenza di parole chiave, permettendo al sistema pubblicitario di individuare offerte potenzialmente pertinenti. È su questo vantaggio contestuale che Google intende costruire la nuova distribuzione commerciale degli annunci.

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Negli Stati Uniti arrivano gli annunci durante le domande successive

La novità tecnica più significativa riguarda i multiturn ads, formato pubblicitario che Google inizia a sperimentare negli Stati Uniti. Le inserzioni potranno essere visualizzate non soltanto durante la prima richiesta effettuata dall’utente, ma anche nelle domande successive all’interno della stessa interazione con AI Mode. Il risultato è una pubblicità capace di seguire l’evoluzione della conversazione, potenzialmente adattandosi alle informazioni aggiunte mentre l’utente approfondisce il proprio obiettivo. Il funzionamento differisce dalla ricerca tradizionale, nella quale ogni interrogazione produce una nuova pagina di risultati e un insieme di annunci associati principalmente alla richiesta corrente. In AI Mode, invece, il contesto può svilupparsi attraverso più passaggi: l’utente può iniziare chiedendo informazioni generali su un prodotto e successivamente concentrarsi su caratteristiche, prezzo o disponibilità. Il sistema pubblicitario può quindi individuare nuove occasioni di visualizzazione durante il percorso decisionale, senza attendere necessariamente una ricerca completamente separata. Google precisa che gli annunci continueranno a essere identificati dall’etichetta Sponsored, distinguendoli dai risultati non sponsorizzati. La presenza di questa indicazione costituisce un requisito importante per la riconoscibilità commerciale dei contenuti, ma non risolve da sola tutte le questioni relative al posizionamento delle inserzioni e alla loro influenza sulla navigazione. Il comunicato non specifica inoltre dettagli sufficienti per stabilire quali informazioni delle conversazioni vengano conservate o utilizzate nei processi di selezione pubblicitaria.

Google rivendica tassi di clic simili tra annunci e risultati organici

Per sostenere la propria strategia, Google presenta risultati provenienti da una ricerca interna condotta negli Stati Uniti tra il 20 agosto e il 3 settembre 2026. Secondo la società, i tassi di clic degli annunci sponsorizzati relativi ai prodotti sono già simili a quelli delle schede organiche visualizzate all’interno di AI Mode. Google interpreta il dato come un’indicazione della pertinenza degli annunci, sostenendo che gli utenti considerino utili anche le proposte commerciali presentate durante le conversazioni con il sistema. La misurazione richiede però alcune distinzioni. Il click-through rate indica la frequenza con cui un elemento viene selezionato rispetto alle sue visualizzazioni, ma non misura automaticamente la soddisfazione dell’utente, la qualità della risposta o l’effettivo completamento di un acquisto. Inoltre, il confronto presentato da Google riguarda specificamente gli annunci e le schede organiche dei prodotti, non tutti i contenuti informativi disponibili nella ricerca. Trattandosi di dati interni, non sono disponibili elementi sufficienti per verificarne indipendentemente metodologia, campione e condizioni di esposizione. L’annuncio si inserisce nella strategia con cui Google sta modificando il proprio sistema di ricerca e pubblicità attraverso l’intelligenza artificiale, già emersa nelle controversie sulla concorrenza e sull’accesso degli editori al traffico proveniente da AI Overviews. La disponibilità di nuovi spazi commerciali non chiarisce infatti quale sarà l’effetto complessivo sulla visibilità dei collegamenti organici, soprattutto nelle ricerche in cui AI Mode fornisce già una risposta articolata prima che l’utente raggiunga un sito esterno.

Personal Intelligence e pubblicità non sono la stessa novità

L’espansione degli annunci avviene mentre Google sviluppa Personal Intelligence, il sistema che permette di collegare informazioni personali e servizi Google alle esperienze AI. Questa tecnologia può utilizzare, nei contesti autorizzati, dati provenienti da applicazioni come Gmail e Google Foto per offrire risposte personalizzate. Tuttavia, il comunicato del 28 ottobre sull’espansione pubblicitaria non annuncia nuovi test degli annunci basati direttamente su Personal Intelligence e non descrive un utilizzo specifico delle informazioni private per selezionare le inserzioni di AI Mode. La distinzione è particolarmente importante considerando le questioni già affrontate sul rapporto tra Gmail, Google Foto e personalizzazione pubblicitaria nell’ecosistema Google. La disponibilità di un’infrastruttura capace di interpretare informazioni personali non costituisce, di per sé, una prova che quei dati vengano utilizzati per tutte le attività commerciali della piattaforma. Ogni eventuale integrazione pubblicitaria dovrà essere valutata sulla base delle dichiarazioni specifiche di Google e delle condizioni applicate agli utenti.

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La pubblicità conversazionale apre una nuova sfida per editori e inserzionisti

La diffusione degli annunci in AI Mode rappresenta un passaggio rilevante per il futuro economico della ricerca Google. Il gruppo può sfruttare le interazioni conversazionali per proporre inserzioni in contesti più dettagliati rispetto alle ricerche tradizionali, mentre gli inserzionisti ottengono nuove opportunità di raggiungere utenti che stanno approfondendo un’esigenza commerciale. Per gli editori, tuttavia, l’aumento degli spazi sponsorizzati non garantisce una crescita equivalente dei clic verso le fonti informative, perché le risposte AI possono soddisfare una parte della domanda direttamente nella pagina di Google. L’Italia rimane per il momento esclusa dalla nuova distribuzione annunciata il 28 ottobre. Non sono state comunicate date nazionali né condizioni commerciali specifiche per gli inserzionisti italiani che intendano utilizzare le nuove opportunità pubblicitarie in AI Mode. La novità verificata è l’espansione internazionale della pubblicità conversazionale e l’avvio dei multiturn ads negli Stati Uniti, mentre eventuali integrazioni con dati personali e cambiamenti nelle regole europee richiederanno conferme ulteriori. Google continua così a costruire il modello economico della ricerca generativa, con conseguenze che interesseranno non soltanto gli inserzionisti, ma anche la distribuzione delle informazioni e il rapporto tra piattaforme ed editori.

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