Aggiornamento Windows 11 in corso

Windows 11 KB5127936 porta 41 novità: VPN, BitLocker e Cloud rebuild

📌 In sintesi

  • Microsoft corregge i problemi di Remote Desktop introdotti dagli aggiornamenti di settembre 2026: gli utenti non amministratori potevano ricevere l’errore 0xC000000D.
  • KB5127936 risolve il problema su Windows 11 25H2 e 26H2, mentre la versione 26H1 riceve la correzione attraverso KB5127653.
  • L’aggiornamento Preview comprende anche interventi su VPN, BitLocker, Windows Sandbox, WSL2 ed Esplora file, oltre alla distribuzione graduale di Cloud rebuild.

Microsoft corregge i malfunzionamenti di Remote Desktop introdotti dagli aggiornamenti di Windows 11 distribuiti a partire da settembre 2026, pubblicando nuove patch che ripristinano le connessioni per gli utenti privi di privilegi amministrativi. Il problema, identificato attraverso l’errore 0xC000000D, interessava soprattutto computer aziendali configurati con Administrator protection, impedendo l’accesso remoto anche in presenza di credenziali valide. La soluzione arriva con KB5127936 per Windows 11 25H2 e 26H2 e con KB5127653 per Windows 11 26H1, entrambe pubblicate il 28 ottobre. Gli interventi si inseriscono in un aggiornamento più ampio che comprende 41 modifiche e correzioni, tra cui novità per Esplora file, Cloud rebuild, BitLocker, Always On VPN e Windows Sandbox.

Microsoft corregge Remote Desktop: l’errore 0xC000000D bloccava gli utenti

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Il problema è stato documentato ufficialmente da Microsoft nel proprio registro delle anomalie di Windows 11 26H2, dove compare come risolto il 28 ottobre 2026. La regressione era stata introdotta dall’aggiornamento Preview KB5124010 del 22 settembre e si manifestava quando un utente non amministratore tentava di accedere tramite Remote Desktop a un computer sul quale era abilitata Administrator protection, la funzionalità di protezione dei privilegi amministrativi introdotta da Microsoft per limitare l’esposizione delle credenziali elevate. Le connessioni potevano interrompersi con il codice 0xC000000D, accompagnato dal messaggio “The token that was passed to the function is invalid”. L’errore indicava un problema nella gestione del token utilizzato durante l’autenticazione e l’autorizzazione della sessione, non necessariamente credenziali errate o un malfunzionamento della rete. La particolarità è che il blocco interessava soprattutto utenti non amministratori, mentre l’attivazione di Administrator protection sul dispositivo remoto rappresentava la condizione determinante.

Microsoft precisa che la funzionalità risulta abilitata per impostazione predefinita nelle security baseline aziendali pubblicate per Windows 11 24H2, 25H2 e 26H2, salvo modifiche specifiche delle organizzazioni. Questo rende il problema particolarmente rilevante per le infrastrutture gestite attraverso criteri di sicurezza centralizzati, nelle quali i collegamenti RDP vengono utilizzati per assistenza, amministrazione e accesso ai sistemi di lavoro. La regressione era già stata segnalata nell’approfondimento sul Patch Tuesday di ottobre, con le correzioni VPN e i collegamenti RDP ancora compromessi. La novità del 28 ottobre consiste nella disponibilità della correzione definitiva, che rende superflua la mitigazione temporanea sui dispositivi aggiornati.

KB5127936 e KB5127653 risolvono il problema su versioni differenti

La correzione non viene distribuita attraverso un unico pacchetto valido per tutte le versioni di Windows 11. KB5127936 è l’aggiornamento Preview destinato alle versioni 25H2 e 26H2, che raggiungono rispettivamente le build 26200.9818 e 26300.9818. Per Windows 11 26H1, Microsoft pubblica invece KB5127653, che porta il sistema alla build 28000.3365 e comprende la medesima risoluzione per Remote Desktop. Il registro Microsoft include anche Windows 11 24H2 tra le piattaforme interessate dalla regressione, ma questo non significa che KB5127936 sia direttamente installabile su tale versione. Gli amministratori devono quindi verificare la correzione applicabile alla propria build attraverso Windows Release Health e il relativo canale di aggiornamento, evitando di utilizzare pacchetti destinati a rami differenti del sistema operativo.

Microsoft aveva previsto anche una soluzione temporanea per le organizzazioni impossibilitate ad aggiornare immediatamente: disabilitare Administrator protection attraverso i criteri di gruppo o Microsoft Intune, modificando l’impostazione User Account Control: Type of Admin Approval Mode. Si tratta però di una mitigazione che riduce una protezione di sicurezza e deve essere valutata esclusivamente dagli amministratori, con successivo ripristino delle impostazioni una volta installata la patch. L’aggiornamento rimane la soluzione raccomandata, perché risolve la regressione senza richiedere l’indebolimento della configurazione di sicurezza. Il problema deve inoltre essere distinto dal precedente malfunzionamento di Remote Desktop Services verificatosi dopo le patch di sicurezza dell’8 settembre, che poteva provocare blocchi dei server RDS e degli strumenti di amministrazione. Quell’anomalia era stata corretta attraverso aggiornamenti fuori banda distribuiti il 14 settembre, mentre l’errore 0xC000000D riguarda una regressione successiva nell’accesso RDP con Administrator protection.

Windows 11 aggiorna Esplora file e introduce Cloud rebuild

Oltre al ripristino delle connessioni Remote Desktop, KB5127936 introduce modifiche all’interfaccia e alle funzionalità di recupero del sistema. Esplora file riceve un menu contestuale più personalizzabile, con la possibilità di scegliere quali comandi mantenere direttamente accessibili e quali spostare nei sottomenu. Le operazioni tradizionali di gestione dei file possono essere visualizzate in modo più immediato, mentre vengono migliorati anche il comportamento della ricerca e la compatibilità delle finestre con la modalità scura. Le modifiche proseguono il lavoro già documentato durante la sperimentazione del nuovo menu contestuale di Esplora file nelle build Insider, introducendo le funzionalità attraverso il normale processo di distribuzione graduale.

Un’altra novità riguarda Cloud rebuild, che permette di ricostruire un’installazione Windows scaricando dal cloud il sistema operativo e i componenti necessari. La funzione può essere utilizzata negli scenari di ripristino previsti da Microsoft, riducendo la necessità di ricorrere a supporti di installazione preparati manualmente. L’ambiente Windows Recovery Environment migliora inoltre il recupero dei profili Wi-Fi già disponibili, facilitando la connessione durante le procedure di ripristino. La funzionalità rappresenta un’evoluzione delle precedenti sperimentazioni sul ripristino remoto di Windows 11 e sulle funzioni Cloud rebuild, ma la disponibilità dipende dal dispositivo e dalla fase di distribuzione. L’installazione di KB5127936 non garantisce quindi che ogni nuova funzione venga immediatamente abilitata su tutti i computer.

BitLocker, Always On VPN, Sandbox e WSL2 ricevono ulteriori correzioni

L’aggiornamento interviene anche su problemi che potevano compromettere le attività degli utenti professionali. Always On VPN riceve una correzione per le difficoltà di collegamento associate alla selezione automatica del protocollo o ai meccanismi di fallback, già osservate dopo gli aggiornamenti di settembre. Il malfunzionamento poteva lasciare la connessione bloccata durante la fase iniziale oppure provocare errori relativi alle porte utilizzate dal tunnel. Per BitLocker, Microsoft migliora la gestione dei tentativi di inserimento del PIN prima dell’avvio del sistema, evitando che ripetizioni involontarie possano attivare le protezioni del TPM contro i tentativi ripetuti di autenticazione. La modifica riduce il rischio di trovarsi nella condizione di dover utilizzare la chiave di recupero a causa di tentativi non intenzionali. Windows Sandbox corregge il problema che poteva determinarne la chiusura con l’errore 0x80370106, mentre gli interventi dedicati a WSL2 ripristinano la virtualizzazione annidata in alcune configurazioni basate su processori AMD. Sono presenti inoltre correzioni relative a Remote Desktop, Smart App Control, all’uscita audio HDMI e DisplayPort su determinati sistemi e alla compatibilità delle smart card. Queste modifiche interessano in particolare le organizzazioni che utilizzano Windows 11 come piattaforma di lavoro e amministrazione, poiché un aggiornamento cumulativo può correggere contemporaneamente problemi di accesso remoto, protezione dei dati e virtualizzazione, riducendo la necessità di applicare mitigazioni separate.

Come installare KB5127936 e quali problemi rimangono aperti

KB5127936 è un aggiornamento facoltativo Preview. Sui dispositivi compatibili può essere individuato attraverso Impostazioni > Windows Update > Opzioni avanzate > Aggiornamenti facoltativi, selezionando il pacchetto disponibile per la versione installata. Le organizzazioni che utilizzano WSUS, Microsoft Intune o altri strumenti di distribuzione devono verificare le build interessate e completare i normali test di compatibilità prima del rilascio generalizzato. Microsoft segnala inoltre un problema noto che KB5127936 non risolve: alcuni dispositivi USB Audio Class 1.0 possono ancora presentare il Codice 10 in Gestione dispositivi oppure smettere di riprodurre audio dopo gli aggiornamenti precedenti. La presenza della patch non deve quindi essere interpretata come la risoluzione di tutte le regressioni attualmente documentate. Per gli amministratori che preparano immagini Windows personalizzate, resta importante anche la corretta inclusione del file boot.stl nel supporto di installazione, evitando errori di avvio legati alla validazione di Secure Boot. La correzione di Remote Desktop costituisce uno degli interventi più rilevanti del rilascio del 28 ottobre, perché permette di ripristinare le connessioni RDP mantenendo attiva Administrator protection. Il caso conferma anche un problema ricorrente nella manutenzione di Windows: modifiche introdotte per rafforzare la sicurezza possono produrre regressioni operative quando interagiscono con meccanismi di autenticazione e accesso remoto. Per le aziende, l’obiettivo rimane installare le versioni corrette evitando sia l’interruzione dei servizi sia la disattivazione permanente delle protezioni.

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