🐧 Novità principali
- Linux 7.2.15 è l’ultima release del ramo 7.2.y. Greg Kroah-Hartman ne anticipa la fine del supporto e raccomanda il passaggio a Linux 7.3.
- Linux Lite 8.2 adotta Linux 7.3, Ubuntu 26.04.1 LTS e due profili kernel dedicati a desktop e gaming.
- PorteuX 2.9 integra Linux 7.3.1, KDE Plasma 6.8.2, GNOME 51.1 e COSMIC 1.11, migliorando stabilità, prestazioni e sicurezza.
Il ramo Linux 7.2 conclude il proprio ciclo di manutenzione con la versione 7.2.15, pubblicata il 1° novembre 2026. Greg Kroah-Hartman ha dichiarato concluso il supporto upstream e ha invitato gli utilizzatori della serie a passare a Linux 7.3.y, anticipando la chiusura rispetto alla durata ordinaria. Nella stessa giornata arrivano due distribuzioni che mostrano come il ricambio sia già in corso: Linux Lite 8.2, basata su Ubuntu 26.04.1 LTS, e PorteuX 2.9, che integra Linux 7.3.1 insieme ai nuovi desktop KDE Plasma, GNOME e COSMIC. I tre annunci raccontano una transizione che riguarda sia la manutenzione del kernel sia le scelte concrete dei progetti Linux.
Cosa leggere
Linux 7.2.15 chiude il ramo stabile prima del previsto
Nell’annuncio di Linux 7.2.15 sulla mailing list del kernel, Greg Kroah-Hartman definisce questa versione l’ultima del ramo 7.2.y e chiede esplicitamente di migrare a 7.3.y. La decisione arriva prima del normale ciclo di fine supporto, come riconosce lo stesso manutentore, per limitare il numero di rami da seguire contemporaneamente: mantenere in vita 7.2 avrebbe comportato la gestione di otto serie parallele, mentre la coda delle patch destinate ai rami stabili richiede di concentrare le risorse sul più recente. Non si tratta quindi di un’interruzione improvvisa del funzionamento dei sistemi, ma della fine delle future correzioni upstream per quella linea. Linux 7.2.15 contiene comunque interventi su SMB Direct e RDMA, sul comportamento di io_uring durante l’esecuzione di nuovi programmi e la generazione di processi, sulla gestione Bluetooth e su alcune componenti di rete e compilazione. Il riepilogo ufficiale conta 15 file modificati, 498 inserimenti e 109 eliminazioni; non autorizza però a considerare tutte queste modifiche come rimedi a vulnerabilità sfruttate. Il nuovo ramo era già disponibile: Linux 7.3 stabile era stato pubblicato il 18 ottobre con aggiornamenti a filesystem, scheduler e supporto hardware. Il passaggio segue la stessa logica di manutenzione a breve termine che aveva interessato la serie precedente.
Leggi anche: Linux 7.1 raggiunge l’EOL: aggiornamento obbligato al kernel Linux 7.2
Linux Lite 8.2 aggiorna Ubuntu e introduce due profili del kernel
La nuova Linux Lite 8.2 Hematite utilizza Ubuntu 26.04.1 LTS Resolute come base, conserva Xfce con LightDM e presenta Linux 7.3 nella configurazione sviluppata dal progetto. L’annuncio ufficiale pubblicato sul forum Linux Lite descrive una release minore, ma evidenzia un lavoro specifico sul kernel: le sorgenti mainline vengono verificate con firme GPG e integrate con una selezione di patch CachyOS e configurazioni derivate da Ubuntu.

Il profilo linuxlite, installato per impostazione predefinita, punta all’equilibrio tra reattività e attività quotidiane, utilizzando la preemption dinamica. La variante opzionale linuxlite-gaming privilegia invece tempi di risposta ridotti con full preemption e la modifica dello scheduler BORE, accanto a EEVDF. L’applicazione Lite Kernel Manager permette di gestire queste opzioni e integra uno strumento di benchmark, senza che ciò costituisca una garanzia di miglioramenti identici su ogni computer. È un’evoluzione dell’architettura introdotta con Linux Lite 8.0 e i primi kernel personalizzati della serie Hematite.

Chi utilizza 8.0 può seguire la procedura Install Updates, punto di ripristino con Timeshift e Lite Upgrade, ma deve considerare una precisazione decisiva: Lite Upgrade non aggiorna automaticamente il kernel. Il progetto esclude volutamente questo passaggio dal normale aggiornamento della distribuzione per evitare incompatibilità su una parte dell’hardware installato. Per le nuove installazioni viene distribuita un’immagine ISO di circa 2,4 GB; la documentazione chiede inoltre di disabilitare Secure Boot, condizione da verificare prima di modificare le impostazioni del firmware.
PorteuX 2.9 passa a Linux 7.3.1 e corregge il sistema modulare
Anche PorteuX 2.9 arriva il 1° novembre, ma con una priorità diversa: la stabilità dell’infrastruttura portatile e modulare basata su Slackware Current. Le note di rilascio ufficiali su GitHub confermano Linux 7.3.1, i driver NVIDIA 615.78.08, KDE Plasma 6.8.2, GNOME 51.1 e COSMIC 1.11.0. Le ISO disponibili comprendono anche Xfce, Cinnamon, LXQt, LXDE e MATE, offrendo configurazioni differenti per consumi e modalità d’uso. Rispetto a PorteuX 2.8, che aveva portato Linux 7.2 e il filesystem union aufs-ng, gli sviluppatori hanno passato in rassegna initrd, script di avvio e installazione, correggendo problemi che riguardavano moduli attivati tramite collegamenti simbolici, dispositivi loop non rilasciati, arresto del sistema e avvio di macchine virtuali da storage virtio. Le ottimizzazioni al kernel interessano la decompressione zstd, le letture della page cache senza locking e il percorso di apertura dei file, con benefici potenziali per caricamento dei moduli e accesso ai dati. Sul piano della sicurezza vengono eliminati file di configurazione scrivibili da tutti e corrette le autorizzazioni dei file shadow; sono inoltre sistemati crash di Chrome e LibreWolf, problemi del microfono su alcuni portatili AMD e funzioni energetiche sui notebook Dell. Gli interventi documentano un aggiornamento di manutenzione concreto, non una semplice sostituzione del numero di versione.
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Il passaggio a Linux 7.3 non richiede la stessa procedura ovunque
L’annuncio EOL interessa direttamente chi utilizza e mantiene il ramo upstream 7.2.y, ma non significa che ogni distribuzione basata su Linux 7.2 diventi automaticamente priva di manutenzione. I progetti possono distribuire kernel differenti, mantenere rami a lungo termine o applicare backport propri; occorre quindi distinguere fine supporto upstream e politica di aggiornamento della distribuzione. Su workstation e server la verifica deve riguardare la versione effettivamente avviata, i repository di provenienza e la compatibilità con driver proprietari, moduli DKMS, sistemi di virtualizzazione e periferiche. Linux Lite aggiunge il vincolo della gestione separata del kernel, mentre PorteuX propone immagini già aggiornate alla serie 7.3.1. Anche il desktop non coincide con il kernel: l’adozione di KDE Plasma 6.8.2 e delle correzioni a Wayland riguarda uno strato software distinto. La conseguenza operativa è chiara: abbandonare un ramo upstream non più mantenuto, seguendo però il percorso supportato dal proprio sistema, senza sostituire indiscriminatamente il kernel con pacchetti esterni. I due nuovi rilasci mostrano proprio che l’aggiornamento può essere gestito in modo differente a seconda del modello di distribuzione.
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