Confronto desktop LXQt e Cinnamon

LXQt 2.5 abbandona LXDE e Cinnamon 6.8 rinnova il desktop Linux con gesti e gestione energetica

🐧 Novità principali

  • LXQt 2.5 elimina l’ultima dipendenza da LXDE. Il progetto sostituisce menu-cache con un’implementazione interna di LibFM-Qt e aggiorna i requisiti a Qt 6.10.
  • Cinnamon 6.8 migliora gesti del touchpad e gestione energetica. Arrivano interazioni one-to-one su Wayland e Xorg, mentre il changelog introduce una nuova azione di sospensione.
  • File manager, terminale e applet ricevono aggiornamenti significativi. LXQt migliora PCManFM-Qt e QTerminal; Cinnamon rinnova rete, audio, tastiera e gestione delle finestre.

LXQt 2.5 e Cinnamon 6.8 arrivano contemporaneamente nel panorama Linux, introducendo miglioramenti che riguardano architettura, prestazioni, compatibilità e interazione quotidiana. Il 4 novembre 2026, il progetto LXQt presenta una versione che elimina definitivamente l’ultima dipendenza ereditata da LXDE, mentre il team di Linux Mint distribuisce Cinnamon 6.8, destinato a diventare l’ambiente desktop predefinito della prossima Linux Mint 27. Le due release seguono filosofie differenti: LXQt privilegia leggerezza e autonomia dei componenti, Cinnamon rafforza un’interfaccia tradizionale attraverso gesti moderni, gestione dei dispositivi e miglioramenti alle applet. Entrambe intervengono su problemi concreti, senza limitarsi a modifiche estetiche, ma LXQt introduce anche una regressione conosciuta nella configurazione dei monitor X11 che richiederà un aggiornamento correttivo.

LXQt 2.5 elimina menu-cache e completa la separazione da LXDE

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La novità architetturale più importante di LXQt 2.5 è l’abbandono di menu-cache, l’ultimo componente ancora ereditato dal precedente ambiente LXDE. Il sistema dispone ora di un’implementazione interna per la gestione dei menu desktop, integrata in LibFM-Qt, che sostituisce le funzioni della libreria esterna. Nelle note ufficiali pubblicate su GitHub, gli sviluppatori sottolineano che il nuovo meccanismo svolge le stesse operazioni in modo più efficiente e veloce, completando un processo di separazione tecnologica iniziato con l’adozione delle librerie Qt. Il rilascio aumenta inoltre a Qt 6.10 la versione minima richiesta, rafforzando l’allineamento con le componenti più recenti dell’ecosistema. L’aggiornamento arriva oltre sei mesi dopo LXQt 2.4, che aveva migliorato il supporto ai sistemi Linux e alle sessioni Wayland, e comprende numerosi interventi di manutenzione su CMake e sulla struttura del codice. L’eliminazione di menu-cache non rappresenta soltanto una riduzione delle dipendenze: consente al progetto di gestire direttamente una componente essenziale dell’esperienza desktop, riducendo i vincoli verso librerie esterne non più centrali nella propria architettura.

PCManFM-Qt e QTerminal migliorano ricerca, terminale e interazione

Il file manager PCManFM-Qt riceve una ricerca incrementale opzionale che permette di visualizzare progressivamente i risultati senza attendere il completamento dell’intera scansione. Un nuovo pulsante Stop, collocato nella barra di stato, consente di interrompere un’operazione particolarmente pesante mantenendo visibili i file già individuati. La funzionalità è disabilitata per impostazione predefinita e viene utilizzata soltanto nella ricerca, evitando il consumo aggiuntivo di CPU durante le normali operazioni sulle directory. Nelle preferenze del desktop compare inoltre un’opzione per disabilitare la cache dello sfondo, mostrando l’immagine nella qualità originale. Sono corretti anche alcuni elementi fantasma nell’albero delle cartelle e viene impedito lo spostamento accidentale delle intestazioni nella visualizzazione dettagliata. QTerminal introduce invece nuove modalità per le immagini di sfondo, una campanella visiva opzionale, la selezione di intervalli tramite Shift+clic, il supporto configurabile agli hyperlink OSC-8 e un comando per massimizzare il terminale secondario corrente. Una nuova notifica di silenzio segnala quando termina l’output di una finestra minimizzata, mentre gli errori dei processi possono essere comunicati all’utente con la possibilità di conservare la cronologia. Migliora infine l’integrazione D-Bus.

LXQt Panel aggiorna le applet, ma libkscreen 6.8 introduce un problema con X11

Anche LXQt Panel riceve interventi mirati: il plugin Network Monitor rispetta le dimensioni delle icone definite dal pannello e può preferire quelle di sistema, mentre Custom Command permette di configurare una larghezza minima. Il plugin della retroilluminazione mostra il valore corrente della luminosità nel tooltip e i comandi D-Bus della barra delle applicazioni funzionano correttamente anche quando il pannello viene nascosto automaticamente. L’aggiornamento migliora inoltre la lettura della luminosità sui sistemi con GPU AMD e introduce nel mixer pavucontrol-qt la selezione dei codec Bluetooth con relativa integrazione nell’interfaccia. Gli sviluppatori segnalano però una criticità: libkscreen 6.8 ha eliminato il supporto X11 utilizzato dalle impostazioni dei monitor LXQt, interrompendo il funzionamento della relativa finestra di configurazione. Il progetto intende ripristinare questa capacità attraverso chiamate X11 dirette e distribuire una release correttiva quando il codice sarà pronto. La regressione riguarda un’area specifica della configurazione e non equivale all’abbandono generale di X11 da parte di LXQt.

Cinnamon 6.8 introduce gesti one-to-one su Wayland e Xorg

Il progetto Cinnamon, sviluppato dal team Linux Mint, concentra una parte importante della versione 6.8 sui gesti del touchpad, introducendo il comportamento one-to-one sia nelle sessioni Wayland sia in quelle Xorg. Con questa modalità, il movimento delle dita viene associato più direttamente all’animazione dell’interfaccia, migliorando la continuità tra gesto fisico e risposta visiva. Gli sviluppatori correggono inoltre l’annullamento di gesti interrotti, il secondo scorrimento consecutivo, i trascinamenti nella panoramica e diverse situazioni limite dei sistemi Expo, Overview e dello switcher delle finestre. Il risultato è un’interazione più coerente soprattutto sui notebook, dove il touchpad rappresenta spesso il principale dispositivo di navigazione. La release include anche una nuova azione Suspend nel menu principale. Su questo punto serve una distinzione tecnica: la presentazione di 9to5Linux parla di supporto all’ibernazione, ma il changelog ufficiale Cinnamon 6.8.0 indica esplicitamente l’implementazione della sospensione. Sospensione e ibernazione non sono equivalenti e la disponibilità effettiva delle funzioni energetiche dipende anche dalla configurazione del sistema.

Rete, audio e tastiera: Cinnamon 6.8 semplifica le operazioni quotidiane

Le modifiche alle applet rendono Cinnamon 6.8 più uniforme e prevedibile. Il pannello di rete unifica le sezioni WireGuard e VPN, ripristina il menu delle opzioni aggiuntive e migliora il riconoscimento degli access point WPA3-SAE e OWE, mostrando anche gli SSID memorizzati. Vengono corretti problemi di aggiornamento delle reti Wi-Fi e della gestione di più profili associati allo stesso punto d’accesso. L’applet audio può essere utilizzata in più istanze, espande automaticamente i dispositivi di uscita e mantiene accessibile la selezione degli ingressi quando sono disponibili più sorgenti. Migliora anche la gestione delle tastiere internazionali: al cambio di layout, Cinnamon mostra un’indicazione vicino al cursore di testo, applica correttamente le varianti configurate tramite IBus e previene conflitti con processi ibus-daemon già attivi. La lista delle finestre aggiunge l’opzione per mantenerle sempre in primo piano, migliora le etichette delle applicazioni fissate e introduce miniature scorrevoli quando superano lo spazio disponibile. Infine, vengono ottimizzati il posizionamento della tastiera virtuale, la gestione delle notifiche e il comportamento degli elementi dell’interfaccia su schermi differenti.

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Cinnamon 6.8 prepara Linux Mint 27, mentre LXQt punta sull’autonomia

Cinnamon 6.8 è destinato a diventare l’ambiente desktop predefinito della prossima Linux Mint 27, prevista per il periodo natalizio del 2026. Il rilascio assume particolare importanza perché accompagna la transizione della distribuzione verso un ciclo di sviluppo annuale, già delineata nel percorso di Linux Mint 27 e della nuova strategia di aggiornamento. Le modifiche introdotte non ridefiniscono l’aspetto generale del desktop, ma rendono più affidabili operazioni come gestione delle finestre, controllo della rete, utilizzo di dispositivi audio e navigazione attraverso il touchpad. LXQt 2.5, al contrario, concentra il proprio avanzamento sull’indipendenza tecnologica dal passato LXDE, sull’aggiornamento alle librerie Qt più recenti e sulla manutenzione degli strumenti integrati. La disponibilità delle due versioni nelle distribuzioni dipenderà dai rispettivi repository e dai tempi di integrazione dei manutentori. Il confronto evidenzia due priorità complementari del desktop Linux: ridurre complessità e dipendenze interne, come fa LXQt, oppure raffinare l’esperienza quotidiana senza modificare radicalmente l’interfaccia, come avviene con Cinnamon.

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