📌 In sintesi
- Windows 11 migliora fino al 40% nel multitasking sui PC con 8 GB di RAM. Microsoft documenta un incremento del 20% nella reattività delle operazioni quotidiane, ma i risultati derivano da test e configurazioni specifiche.
- Il sistema trattiene fino a 2 GB di dati attivi in più nella memoria fisica. Compressione ottimizzata, minori trasferimenti verso lo storage e riduzione dei processi in background migliorano la risposta delle applicazioni.
- Windows 11 26H2 introduce ottimizzazioni per Edge, Teams, Office e Widgets. Per ottenere i miglioramenti più recenti serve la build 26300.9818 o successiva, insieme agli aggiornamenti delle applicazioni Microsoft.
Windows 11 con 8 GB di RAM diventa più veloce grazie a una serie di ottimizzazioni che Microsoft introduce nella gestione della memoria, nella priorità assegnata alle operazioni dell’utente e nel consumo di risorse delle applicazioni. Il 3 novembre 2026, Pavan Davuluri, vicepresidente esecutivo della divisione Windows + Devices, presenta risultati che indicano una reattività superiore fino al 20% e un miglioramento del multitasking fino al 40% rispetto alle precedenti build utilizzate nei test. L’intervento non aggiunge memoria fisica ai computer, ma cambia il modo in cui Windows utilizza gli 8 GB disponibili, riducendo il ricorso allo storage e alleggerendo programmi come Microsoft Edge, Teams, Word, Excel e Outlook. I numeri richiedono una precisazione: sono risultati ottenuti in condizioni definite da Microsoft, non incrementi garantiti su ogni PC.
Cosa leggere
Windows 11 migliora la gestione della RAM e riduce i trasferimenti sul disco
Il principale intervento riguarda la gestione della memoria fisica. Microsoft spiega nell’annuncio ufficiale del 3 novembre 2026 che una quantità elevata di RAM occupata non rappresenta necessariamente un problema. Windows utilizza parte della memoria disponibile per mantenere accessibili applicazioni, file e dati consultati recentemente, liberando spazio quando altre attività ne hanno bisogno. Le difficoltà cominciano quando le richieste superano le risorse disponibili e il sistema deve trasferire informazioni verso lo storage, dove le operazioni risultano generalmente più lente rispetto all’accesso diretto alla RAM.
Le ottimizzazioni introdotte intervengono sulla compressione della memoria, una funzionalità già presente da anni in Windows, modificando quando comprimere i dati, quali informazioni mantenere nella memoria fisica e quando recuperare quelle trasferite sul disco. Secondo Microsoft, il sistema riesce ora a conservare fino a 2 GB aggiuntivi di dati attivi nella RAM anziché spostarli verso uno storage più lento. Non significa che siano stati aggiunti 2 GB fisici né che il sistema consumi sempre 2 GB in meno: il miglioramento riguarda la capacità di mantenere disponibili più informazioni utili nello stesso spazio. Il vantaggio diventa evidente quando si ritorna a una scheda del browser, a un documento o a un’applicazione rimasta inattiva, riducendo i tempi necessari a ripristinarne lo stato.
Start, Esplora file e Impostazioni diventano fino al 20% più reattivi
La seconda area di intervento riguarda le operazioni che richiedono una risposta immediata. Menu Start, Windows Search, Esplora file, Impostazioni, Strumento di cattura e menu contestuali ricevono modifiche alla gestione delle priorità, con tempi di risposta che Microsoft dichiara fino al 20% inferiori rispetto alle build Windows utilizzate come riferimento a gennaio 2026. L’intervento consiste nell’assegnare temporaneamente maggiore priorità alle attività avviate dall’utente, riducendo contemporaneamente l’impatto di processi secondari come l’indicizzazione dei file. La modifica interessa anche i primi minuti successivi a un aggiornamento o a un riavvio, quando Windows deve completare operazioni di configurazione senza bloccare l’avvio delle applicazioni. È un’evoluzione coerente con il precedente lavoro di Microsoft sulla ricerca, sul menu Start e sull’interfaccia di Windows 11, ma questa volta l’obiettivo principale non consiste nell’aggiungere funzionalità: ridurre la latenza delle azioni quotidiane.
Anche Microsoft Edge beneficia di un intervento specifico. Quando il browser è già presente fra i processi in background, Windows può collegarsi direttamente all’istanza esistente evitando alcune verifiche intermedie. Microsoft dichiara che questa ottimizzazione permette di avviarlo fino al 33% più rapidamente, a condizione di utilizzare Windows 11 build 26300.9818 o successiva ed Edge 150 o successivo.
Il multitasking accelera fino al 40%, ma il risultato riguarda un test preciso
Il miglioramento più evidente riguarda il multitasking, ossia la capacità di utilizzare contemporaneamente più applicazioni senza rallentamenti eccessivi. Microsoft dichiara un incremento delle prestazioni fino al 40% sulla base di una prova effettuata con un HP OmniBook 3 dotato di Snapdragon X Plus a otto core e 8 GB di RAM. Il test prevede l’apertura progressiva di 20 schede Microsoft Edge, un video 4K, documenti di grandi dimensioni in Word, PowerPoint ed Excel, Outlook ed Esplora file, mantenendo aperti gli elementi già avviati. Il tempo complessivo necessario a completare la sequenza viene confrontato fra build precedenti e aggiornate di Windows 11, utilizzando verifiche automatizzate per confermare il completamento di ogni operazione. Il vantaggio misurato dimostra che una gestione più efficiente della memoria e delle priorità può incidere sensibilmente sulla fluidità di un computer con risorse limitate. Tuttavia, il 40% non rappresenta un benchmark universale e non deve essere interpretato come un aumento equivalente delle prestazioni di CPU, GPU o memoria.
Un computer con processore meno recente, storage più lento o programmi differenti può ottenere risultati inferiori. Microsoft riconosce inoltre che modellazione 3D, montaggio video avanzato ed elaborazione di grandi quantità di dati continuano a beneficiare di configurazioni con 16 GB o più di RAM. L’ottimizzazione degli 8 GB migliora quindi l’efficienza del sistema, senza eliminare i limiti fisici imposti dalla quantità di memoria disponibile.
Office, Teams, Edge e Widgets riducono il consumo di memoria
La terza componente del lavoro riguarda le applicazioni. Microsoft riferisce che, nei propri test di multitasking, gli interventi distribuiti fra Windows, Edge e Microsoft 365 riducono la crescita della memoria impegnata fino a 900 MB. Il dato descrive una diminuzione della memoria riservata dal sistema durante le attività misurate, non una quantità fissa di RAM sempre libera. Una parte significativa deriva dalle applicazioni Word, PowerPoint, Excel e Outlook, che insieme registrano un risparmio dichiarato di circa 360 MB grazie a modifiche nell’organizzazione e nell’allocazione della memoria. Microsoft Teams può attivare automaticamente la modalità efficienza sui computer con 8 GB di RAM, riducendo l’utilizzo delle risorse e migliorando i tempi di apertura fino al 20%. Durante le videochiamate, il programma può adattare la risoluzione della fotocamera per preservare capacità di elaborazione necessaria all’audio. Anche applicazioni di terze parti possono beneficiare delle modifiche alla piattaforma: Microsoft cita WhatsApp, per il quale viene indicata una riduzione percentuale a doppia cifra del consumo di memoria.
Cambiano inoltre due comportamenti particolarmente rilevanti sui PC economici. Su dispositivi con 8 GB di RAM o meno, i Widgets vengono caricati soltanto quando l’utente li apre, evitando un impegno di memoria di circa 200 MB durante l’inattività. In Microsoft Edge, invece, le schede inutilizzate vengono sospese automaticamente dopo 15 minuti, rispetto alle precedenti due ore. Sono interventi che incidono sui processi in background, una delle principali fonti di pressione sulla memoria nei computer meno potenti.
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Microsoft testa Windows su oltre 20.000 PC e prepara nuove ottimizzazioni
La strategia non si limita alle singole modifiche software. Microsoft dichiara di utilizzare un insieme di oltre 20.000 computer nei propri laboratori, comprendente configurazioni con 8 GB di RAM, per analizzare scenari di navigazione, produttività, videochiamate e attività simultanee. La raccolta dei riscontri attraverso Feedback Hub, insieme ai dati diagnostici, viene impiegata per individuare i rallentamenti più frequenti e verificare se le correzioni mantengano i risultati anche dopo la distribuzione. I test comprendono strumenti di automazione e telecamere ad alta velocità, utilizzate per misurare l’intervallo fra un’interazione dell’utente e la risposta visualizzata sullo schermo.
Microsoft presenta inoltre un confronto hardware: nei test commissionati a Principled Technologies, un Dell XPS 13 del 2026 con 8 GB di RAM raggiunge prestazioni multicore fino al 94% superiori rispetto a un modello del 2021 con la stessa capacità di memoria. Questo risultato riguarda però il progresso dei processori e dell’hardware, non deve essere confuso con i miglioramenti software attribuiti agli aggiornamenti di Windows. Fra gli sviluppi futuri annunciati figurano una compressione della memoria ulteriormente ottimizzata, la condivisione di componenti web fra Search e Widgets e fra OneDrive e Foto, oltre a interventi sulle applicazioni WinUI 3 come Esplora file, Blocco note e Paint. Queste modifiche sono ancora parte del programma di sviluppo e non devono essere considerate tutte già disponibili nell’aggiornamento attuale.
Continua con: Come ottimizzare le prestazioni del tuo PC con Windows 11
Come ottenere i miglioramenti su Windows 11 con 8 GB di RAM
Per accedere alle ottimizzazioni più recenti, Microsoft indica come requisito Windows 11 versione 26H2, build 26300.9818 o successiva. La procedura prevista consiste nell’aprire Impostazioni, entrare in Windows Update, attivare l’opzione per ricevere gli aggiornamenti più recenti non appena disponibili e avviare la verifica delle nuove versioni. La disponibilità può variare in base al dispositivo e alla distribuzione progressiva delle funzionalità. È necessario mantenere aggiornati anche Microsoft Edge, Teams e le applicazioni Microsoft 365, poiché una parte dei miglioramenti dipende direttamente dalle rispettive versioni e può arrivare attraverso Microsoft Store. L’intervento rappresenta un cambiamento significativo per Windows 11, che prova a migliorare l’esperienza sui computer con memoria limitata senza richiedere necessariamente un aggiornamento hardware. Per chi possiede un notebook con 8 GB di RAM, soprattutto se utilizzato per navigazione, documenti, posta elettronica e videochiamate, l’aumento di reattività può essere rilevante. Tuttavia, l’ottimizzazione software non sostituisce la memoria fisica nei carichi professionali più impegnativi. Il risultato più importante non è quindi l’affermazione secondo cui Windows sarebbe diventato genericamente il 40% più veloce, ma il fatto che Microsoft abbia ridotto l’impatto dei processi in background e migliorato l’utilizzo delle risorse già disponibili. È questa la condizione che può prolungare la vita utile dei PC economici e rendere più sostenibile l’esperienza quotidiana, senza confondere gli incrementi misurati in laboratorio con le prestazioni garantite su qualsiasi configurazione.
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