Avvertimento Cyber nel Tunnel del Brennero

Hacker attaccano la società del tunnel del Brennero da 11,73 miliardi: sospetti sul gruppo Everest

🛡️ Executive Summary

  • BBT SE conferma un’intrusione informatica avvenuta il 17 ottobre 2026. Gli aggressori hanno ottenuto accesso non autorizzato a dati aziendali. La società ha isolato i sistemi coinvolti e avviato accertamenti forensi.
  • La Polizia postale di Bolzano conduce le indagini. Il gruppo criminale russofono Everest compare fra i sospettati, ma non esiste ancora un’attribuzione ufficiale dell’attacco.
  • La Galleria di base del Brennero vale 11,73 miliardi di euro. L’entrata in esercizio è prevista nel 2034. Secondo BBT SE, il cyberattacco non ha compromesso le attività dei cantieri.

La società responsabile della costruzione della Galleria di base del Brennero è stata colpita da un attacco informatico che ha consentito ad aggressori sconosciuti di accedere a dati aziendali non pubblici. L’intrusione, avvenuta il 17 ottobre 2026, viene confermata il 7 novembre da BBT SE, società europea incaricata della progettazione e realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria fra Italia e Austria. La notizia, anticipata dalla stampa austriaca e confermata all’ANSA, apre un’indagine condotta dalla Polizia postale di Bolzano. Fra i possibili responsabili compare Everest, organizzazione criminale russofona specializzata nel furto e nell’estorsione attraverso la minaccia di pubblicare dati riservati. L’attribuzione, tuttavia, non è stata verificata dalle autorità. Il caso assume particolare rilevanza per il valore strategico del collegamento alpino, il cui costo complessivo è stato aggiornato a 11,73 miliardi di euro, con entrata in esercizio prevista nel 2034.

BBT SE conferma l’attacco: sistemi isolati e indagini della Polizia postale

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Secondo le dichiarazioni raccolte dall’ANSA, gli aggressori hanno ottenuto accesso non autorizzato a informazioni aziendali raggiungibili attraverso Internet, ma non destinate alla consultazione pubblica. Dopo aver individuato l’incidente, BBT SE ha attivato le procedure di risposta, isolando i sistemi coinvolti e richiedendo il supporto di specialisti esterni per le analisi forensi. La società ha informato le autorità competenti e avviato gli adempimenti previsti. La Polizia postale di Bolzano sta ricostruendo le modalità dell’accesso e l’eventuale estensione della compromissione. Restano sconosciuti il punto d’ingresso, la quantità dei dati interessati e l’eventuale presenza di documenti particolarmente sensibili. Non risultano pubblicamente documentati accessi ai sistemi industriali di controllo della galleria, alterazioni dei progetti tecnici o sabotaggi delle attività di costruzione. BBT SE dichiara che l’incidente non ha prodotto conseguenze operative e che i lavori proseguono regolarmente. La distinzione fra compromissione dei sistemi informativi e compromissione delle infrastrutture operative è essenziale per valutare correttamente la gravità dell’episodio.

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Everest rivendica il Brennero sul dark web, ma l’attribuzione non è confermata

Il quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung collega l’episodio al gruppo Everest, organizzazione criminale già conosciuta per campagne di esfiltrazione, estorsione e vendita di informazioni riservate. Il gruppo avrebbe inserito la Galleria del Brennero nella propria piattaforma dark web fra gli obiettivi austriaci. Una rivendicazione criminale non costituisce però una prova definitiva di responsabilità: occorre verificare se gli autori possiedano effettivamente dati sottratti alla società e se le evidenze tecniche colleghino l’intrusione alla sua infrastruttura. Everest presenta precedenti documentati anche in Italia. Nel 2022 il gruppo era stato associato alla pubblicazione di nuovi dati sottratti alla SIAE e all’esposizione di circa 9 GB di documenti di Amalfitana Gas. Nell’aprile 2025 era emersa anche un’analisi sul declino della sua infrastruttura criminale. Questi precedenti descrivono il profilo operativo del gruppo, ma non dimostrano che sia responsabile dell’attacco al Brennero né autorizzano a trasformare la sua matrice russofona in un’attribuzione statale.

Il precedente Stadler Rail mostra l’interesse di Everest per il settore ferroviario

Un collegamento particolarmente significativo emerge dal precedente di Stadler Rail, produttore ferroviario svizzero interessato nel luglio 2026 da un episodio di estorsione attribuito a Everest. La società aveva ricevuto una richiesta di 10 milioni di franchi svizzeri dopo la compromissione di una piattaforma condivisa con un fornitore, decidendo di non pagare. La vicenda, ricostruita nell’approfondimento sul ransomware contro Stadler Rail, mostra che infrastrutture e aziende ferroviarie possono rappresentare obiettivi economicamente appetibili per gruppi specializzati nell’estorsione. Il confronto non permette di stabilire una relazione operativa fra i due attacchi. Nel caso BBT SE non risultano confermati né una richiesta di riscatto né un pagamento. L’elemento comune riguarda invece il valore delle informazioni aziendali: contratti, documentazione tecnica, comunicazioni e rapporti con fornitori possono diventare strumenti di pressione anche quando l’attività industriale continua senza interruzioni.

Il tunnel del Brennero costa 11,73 miliardi: entrata in servizio nel 2034

L’incidente si inserisce in una fase importante per la realizzazione dell’opera. Il 20 ottobre 2026, tre giorni dopo la data dell’intrusione, BBT SE ha aggiornato ufficialmente il programma economico e temporale della Galleria di base del Brennero, portando il costo complessivo a vita intera a 11,73 miliardi di euro. La conclusione dei lavori è prevista nel 2033, mentre l’entrata in esercizio slitta al 2034, dopo collaudi, autorizzazioni e preparazione del servizio ferroviario. L’aumento dei costi viene attribuito dalla società all’adeguamento delle opere civili, alla trasformazione del cunicolo esplorativo in galleria di servizio, ai nuovi requisiti di sicurezza ferroviaria e all’inflazione. Non esiste alcuna indicazione ufficiale che colleghi l’aggiornamento economico al cyberattacco. Il progetto costituisce uno dei principali collegamenti ferroviari transfrontalieri europei, destinato a rafforzare il trasporto attraverso le Alpi.

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Il rischio riguarda i dati dell’infrastruttura, non un sabotaggio accertato

La vicenda conferma che la cybersecurity delle grandi opere non riguarda soltanto i sistemi di controllo industriale, ma anche gli archivi aziendali, i rapporti contrattuali e le piattaforme utilizzate durante la progettazione e la costruzione. Un accesso illecito ai dati può creare rischi di estorsione e nuove compromissioni anche senza fermare un cantiere. Per BBT SE, le priorità sono individuare l’origine dell’intrusione, determinare quali informazioni siano state effettivamente compromesse e completare le attività forensi. L’attacco è confermato; l’attribuzione a Everest e l’entità dei dati eventualmente sottratti restano da verificare. È questa la distinzione necessaria per raccontare il caso senza trasformare un incidente informatico documentato in un sabotaggio dell’infrastruttura.

Fonti: BBT SE, aggiornamento ufficiale su costi e tempi del progetto.

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