“Dangerous Share”: cinque arresti per CSAM in Piemonte

di Livio Varriale
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La Polizia Postale, attraverso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino, ha compiuto una significativa operazione contro i Contenuti di Abuso su Minore online, denominata “Dangerous Share”. Questa indagine, avviata grazie alla segnalazione dell’organizzazione no-profit britannica Child Rescue Coalition (CRC), ha portato all’arresto in flagranza di cinque persone e alla denuncia di altre due per detenzione e distribuzione di contenuti multimediali illeciti.

Indagini e collaborazioni

Le indagini sono iniziate dopo la segnalazione della CRC al Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO). La Polizia Postale, utilizzando tecniche investigative avanzate e operazioni sotto copertura su piattaforme online, è riuscita a identificare gli account responsabili della condivisione e del download di contenuti illegali.

Il materiale sequestrato durante le perquisizioni, effettuate anche con il supporto delle sezioni operative di Asti, Alessandria, Biella, Novara e Vercelli, comprende immagini e video di sfruttamento minorile. Questi contenuti, caratterizzati da violenza e crudeltà, includono atti sessuali con bambini, anche molto piccoli. Gli arrestati, di età compresa tra i 40 e i 78 anni, detenevano contenuti di una gravità inaudita, che sono stati sequestrati per approfondimenti investigativi.

L’importanza della cooperazione internazionale

Questa operazione sottolinea l’importanza della collaborazione tra enti nazionali e internazionali nella lotta contro il CSAM. La CRC, attiva nel monitoraggio e nella segnalazione di contenuti illegali, ha fornito un contributo fondamentale per l’avvio delle indagini. La stretta collaborazione tra la Polizia Postale italiana e queste organizzazioni internazionali dimostra che la lotta alla criminalità online richiede uno sforzo congiunto a livello globale.

L’operazione “Dangerous Share” rappresenta un passo avanti nella lotta contro lo sfruttamento minorile online. Le indagini proseguiranno per analizzare il materiale sequestrato e identificare ulteriori responsabili. La determinazione della Polizia Postale nel contrastare questi crimini è un monito per i criminali digitali e un segnale di speranza per la protezione dei più vulnerabili.


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