Connect with us
speciale truffe online

segnalaci un sito truffa

Inchieste

Attacco ransomware all’EAV? No, è di tipo malware: ecco cosa è accaduto.

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

In data 23 febbraio, il presidente di EAV, Ente Autonomo del Volturno, che gestisce i collegamenti ferroviari della Cumana e della Vesuviana nella provincia di Napoli ha inviato un messaggio su WhatsApp nel quale avvisava:

Eav – Abbiamo subito un forte attacco ransomware ai sistemi informatici aziendali.
Il sistema dì sicurezza ha retto e sono incorso le attività di ripristino dei servizi e dei dati.
Nessuna ripercussione sul servizio ferroviario e su gomma e non è stata registrato alcun furto/dispersione di dati.
Per maggior sicurezza sono stati sospesi i principali servizi informatici aziendali, posta compresa e quindi tutti i servizi amministrativi subiscono ritardi.
Da domani si prevede verranno riattivati progressivamente i servizi garantiti e certificati.

Sono passati dieci giorni ed il ripristino della rete informatica ancora non è avvenuto. Come effetto dell’attacco ransomware sembrerebbe, dalle prime indiscrezioni diffuse sulla stampa, che i monitor siano stati spenti per questo motivo.

La verità sarebbe un’altra, però, secondo una fonte molto informata sulla questione contattata da Matrice Digitale.

L’attacco informatico subito da EAV non sarebbe di tipo ransomware, ma malware. Questo è il motivo per il quale sono giorni che si cerca una rivendicazione dell’intrusione da parte degli esperti del settore nei siti, prevalentemente del dark web, dove risiedono i bollettini ufficiali delle più note organizzazioni criminali dedite alla criptazione dei dati con il fine di assicurarsi un riscatto di natura economica dalle vittime.

Ed è per questo anche che, a richiesta della redazione ai diretti interessati di poter avere accesso alla schermata di blocco dei pc infetti, è seguito un silenzio assordante.

Chi ha avuto modo di vedere dal vivo cosa sia realmente accaduto sostiene che i dati contabili e gestionali siano sì stati criptati, ma l’obiettivo primario sembrerebbe quello di un attacco finalizzato a prendere possesso dei pc in modo tale da poterli utilizzare per sferrare un DDOS verso altri obiettivi.

Qualcosa, quindi, sarebbe andato storto agli attaccanti che avrebbero attivato dei malware dormienti da molto e sono stati scoperti a causa della presenza di un ransomware che ha generato azioni visibili e poco “stealth“.

Nei prossimi giorni si riuscirà a comprendere definitivamente se la natura sia quella del ransomware, con relativa rivendicazione web e richiesta di riscatto, oppure del malware “andato a male” con il conseguente ripristino della rete informatica che prevede comunque tempi lunghi, essendo stato diramato l’annuncio nell’ultima settimana del mese scorso.

Commenti da Facebook

Inchieste

AgainstTheWest: l’APT49 che non esiste e odora di “Occidente”

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 5 minuti.

In questi giorni di guerra cibernetica tra Russia e Ucraina, c’è un gruppo molto valido dal punto di vista tecnico che sta portando a casa diversi colpi nell’ambito dell’hacking. Parliamo del collettivo AgainstTheWest il cui titolo già suona strano perchè per West si intende l’Occidente mentre loro si dichiarano apertamente contro Cina e Russia.

Anche il nome Blue Hornet non risulta negli annali dei gruppi attivi nel campo della guerra o della propaganda informatica. Quello che ancora di più non torna è la classificazione che il collettivo si è dato “Apt49” che solitamente viene riservato agli attori statali coinvolti da anni in azioni di spionaggio, con finalità di intelligence o distruttiva, di cui non potrà mai fare parte per due motivi:

  • La sua storia “risicata” tra le pagine web
  • La sua appartenenza ai collettivi e non alle APT

Dal punto di vista della classificazione, Against the west non può lessicalmente descriversi come un apt perchè è un collettivo al pari di Anonymous che lavora in favore di una idea, notoriamente anti russa e cinese. Se il gruppo è slegato da logiche nazionali, meglio che conservi lo status di un semplice nominativo e non di un battaglione militare statale. Anche perchè sarebbe facile supporre l’adesione del gruppo alla NATO o agli USA.

Dal punto di vista storico, Against The West è un collettivo che si è più volte beccato in litigi con Anonymous perchè lo ha colpevolizzato di “rubare” il proprio lavoro, vendendoselo in giro.

E’ apparso per la prima volta il 14 ottobre, in un post nella sezione Leaks Market del defunto RaidForum, in cui affermava di mettere in vendita materiale hackerato rubato dalla banca centrale cinese:

Abbiamo lavorato per almeno due mesi a questa operazione. Ci ha permesso di accedere agli asset interni della People’s Bank Of China“.

Questo ovviamente fa intendere che sono motivati finanziarmente, ma non è così, ed infatti sebbene alcuni dei primi post di ATW siano stati messi in vendita, molti da allora sono stati regalati gratuitamente. “Se non si vendono mai, probabilmente finiremo per metterli in vendita gratuitamente. Non ci interessa molto il denaro“, affermano in una risposta a un thread sui dati di Alibaba Cloud violati. “Questo punto è forse ulteriormente dimostrato dalla loro accettazione di Bitcoin ed Ethereum, che possono essere banalmente tracciati, piuttosto che della valuta preferita dalla clandestinità, Monero” recita il Backchannel Blog, ma è inutile dire che è possibile lavare i bitcoins con le famose laundry nel dark web e non solo.

Secondo molti Against The West è una persona semplice con ottime competenze di hacking e non è assolutamente una copertura di attori statali più spregiudicati con una finalità di intelligence. Quello che attira i più nell’occidente, compresi giornalisti e media, è la propensione all’attacco nei confronti della Cina per questioni sociali dimenticate dallo stesso Occidente come lo stato di vita della popolazione degli Uiguri.

C’è anche da sostenere l’analisi sulla discesa in campo del collettivo contro i russi e questo denota un aspetto più che contro l’Occidente, a favore di esso. Oltre alla Russia e la Cina, nella lista ci sarebbe anche l’Iran: anch’esso nemico riconosciuto del “West“.

E se per occidente si intende l’Ovest di paesi come Corea del Sud o Giappone? O addirittura degli Stati Uniti?

Gli attacchi di Against The West

  • 14 ottobre Primo post di ATW sotto il nome di “AgainstTheWest“. Con il titolo “Operazione Renminbi“, ATW afferma di essere in possesso di materiale hackerato dalla People’s Bank of China. I dati includerebbero software interno, credenziali, vulnerabilità e rapporti sulla sicurezza interna della banca. ATW sostiene che per ottenere l’accesso è stato utilizzato un attacco alla catena di fornitura. Questa è una delle poche violazioni di ATW in cui i dati vengono messi in vendita piuttosto che pubblicati su RF, al prezzo di “1200 dollari per l’intera fuga di notizie. 200 dollari per progetto src [codice sorgente]”.
  • 23 ottobre ATW mette in vendita dati presumibilmente rubati da macchine Lenovo sulla rete del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie.
  • 27 ottobre ATW continua a pubblicare nell’ambito dell'”Operazione Renminbi“, facendo trapelare dati interni e software presumibilmente provenienti dalle piattaforme mediche e del personale del Ministero della Pubblica Sicurezza cinese. ATW dichiara di poter essere contattata per “future fughe di notizie” all’indirizzo e-mail gore-tex@riseup.net.
  • 28 ottobre In un post intitolato “ATW Introduction Thread“, ATW riassume le proprie intenzioni: “Siamo ATW, un gruppo di individui che la pensano come noi e che ce l’hanno con i governi e i Paesi autoritari e corrotti. Pubblicheremo una grande maggioranza di thread sulle fughe di notizie governative, soprattutto da Cina, Corea del Nord e altri paesi. Siamo stufi del fatto che (soprattutto la Cina) domini Internet con campagne di attacchi informatici, che assista la Corea del Nord nell’infrangere le sanzioni internazionali e che tratti il gruppo etnico degli Uiguri“.
  • 31 ottobre ATW pubblica quella che viene etichettata come la seconda parte dell’Operazione Renminbi, facendo trapelare ulteriore codice sorgente di un software presumibilmente rubato dal Ministero della Pubblica Sicurezza cinese.
  • 2 novembre L’utente di Wikipedia “SecuritySeccL33t” crea una pagina di Wikipedia per ATW. Oltre a essere il contributore principale della pagina, SecuritySeccL33t descrive ATW come un “gruppo di hacking“, che ha obiettivi hacktivisti e si ispira alla difesa di Taiwan e al genocidio degli Uighyr. L’utente di Wikipedia non esiste più e altri utenti hanno contribuito alla pagina.
  • 12 novembre – 13 novembre In un post modificato su sohu.com, la società cinese di cybersicurezza Sangfor Technologies pubblica un’analisi dettagliata dell’attacco apparentemente condotta da ATW. Facendo riferimento alla pubblicazione di ATW del 14 ottobre sulla People’s Bank of China, Sangfor esamina una cronologia dell’intrusione, confermando apparentemente che ATW ha violato la banca e che ha avuto accesso ai servizi SonarQube pubblicamente accessibili sulla rete della banca per visualizzare ed esfiltrare il codice sorgente. Si tratta di una tecnica per le versioni di SonarQube inferiori alla versione 8.6 resa famosa dagli hacktivisti al punto che l’FBI ha emesso una notifica flash al riguardo.
  • 13 novembre In un post intitolato “Dichiarazione di guerra alla Cina“, ATW afferma di aver dichiarato guerra al popolo cinese: Ora usciamo ufficialmente allo scoperto e lo diciamo. È noto che siamo contro la Cina, ma non per quale motivo. Sono gli sforzi combinati dei “campi di rieducazione” che hanno commesso il genocidio dell’etnia uigura, l’attacco antidemocratico a Hong Kong e l’aggressione a Taiwan. Un tempo nutrivamo odio nei confronti dello Stato e del governo cinese. Tuttavia, la situazione è cambiata. L’articolo più recente, a base cinese, ci ha inviato minacce, ignorando le vere ragioni alla base dei nostri attacchi. Ora stiamo rivolgendo la nostra attenzione all’intera popolazione cinese. Avete ignorato i nostri ragionamenti e accettato ciecamente la risposta del vostro paese.
  • 15 novembre 09:59 UTC ATW pubblica il codice sorgente della società cinese di social media Bytedance.
  • 15 novembre 19:55 UTC ATW annuncia che si prenderà una “pausa prolungata” e che “ognuno di noi ha la propria vita personale di cui occuparsi” e che tornerà “tra circa un mese”. Notano che la loro Keybase è stata sospesa, ma non specificano a quale nome utente si riferiscono. ATW fornisce l’e-mail AgainstTheWest@riseup.net, precisando che non sta monitorando la propria casella di posta elettronica gore-tex@riseup.net.
  • 16 novembre 23:11 UTC ATW annuncia il ritorno alle operazioni, affermando che “speravamo di goderci un mese o due di pausa”, ma citando “la Cina sta ancora facendo delle mosse contro gli Stati Uniti e Taiwan” come ragione per una vacanza ridotta. Russia, Corea del Nord e Iran sono citati come Paesi “ancora nel nostro mirino“.
  • 18 novembre In una nuova operazione denominata “Rublo“, ATW pubblica il presunto codice sorgente di Delans.ru, una società russa di software per servizi postali.
  • 23 novembre Su Twitter, @vxunderground riferisce che ATW ha violato una stazione televisiva cinese, trasmettendo per 53 minuti che, il 25 novembre SecurityLab, un’organizzazione giornalistica finanziata dalla società russa di ricerca sulla sicurezza Positive Technologies, pubblica un articolo su ATW riguardante la trasmissione della stazione televisiva.

Fonti : BackChannel

Commenti da Facebook
Prosegui la lettura

Inchieste

Genitore attenzione: Sonic.exe è la nuova tendenza insana di YouTube

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

Un gioco del 2013 che imperversa in rete, nato da un racconto horror che distorce la trama dell’antico personaggio della Sega, Sonic, a distanza di anni sta ancora terrorizzando i bambini della rete con la compiacenza degli youtubers.

Sonic.exe non è altro che un remake della versione di uno dei primi giochi del personaggio, tra l’altro in questi giorni al cinema con il secondo film della saga, dove si sono modificati gli scenari di gioco in versione splatter e si vedono personaggi inseguiti da Sonic in modalità “cattivo” che li rincorre e, nel caso vengono catturati, il giocatore perde. Piste colme di sangue, personaggi non solo del gioco, ma anche pagliacci sanguinari, sono la tendenza proposta dagli youtubers nel corso degli ultimi anni e nessuno ancora ha provveduto a gettare nell’oblio contenuti simili dati tutt’oggi in pasto ai bambini.

Nel tempo, il gioco continua ad essere modificato in nuove versioni e sempre più paurose e, nonostante video obsoleti, i bambini si ritrovano questi contenuti su YouTube a causa degli algoritmi che hanno premiato nel tempo i video con più visualizzazioni e più interazioni.

Anche in questo caso è possibile acquistare i pupazzi del gioco e l’audio è stato ampiamente modificato proprio per trasformare il videogame più ambito dai ragazzini degli anni 90 in un terrificante percorso ludico digitale.

Altro gioco a tema è Sonic.EXE Sadness dove il personaggio di Sonic.EXE viaggia in un percorso composto da molti livelli ed ha lo scopo di raccogliere anelli e le anime delle sue vittime, diffondendo tristezza ovunque vada e facendosi strada attraverso quadri pieni di insidie e come sempre sanguinosi.

Nonostante il tempo trascorso, video come questi non solo se rimossi porterebbero un danno a YouTube per le visualizzazioni organiche che si potrebbero perdere nei prossimi anni, ma è anche una opportunità degli stessi creator di guadagnare.

Nell’ambito dei gamer o dei narratori di storie, spesso manca l’originalità ed è in voga lo “scopiazzamento” delle fonti statunitensi che danno vita poi ad eventi virali di questo genere.

A differenza di Huggy Wuggy e Phasmofobia, già trattati in questa inchiesta a puntate, ci sono pochi riferimenti tra dark web e Sonic.exe e questo fa intendere che si tratta di un evento non ancora superato del tutto ed anche in questo caso bisognerebbe tagliarlo dalle piattaforme che contano.

Commenti da Facebook
Prosegui la lettura

Inchieste

Clubhouse, cresce la tensione: “No a liste di proscrizione e pressioni psicologiche”

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 4 minuti.

Dopo la nostra inchiesta sul mondo italiano di Clubhouse sono giunte in redazione le segnalazioni degli utenti sulle attività messe in piedi dalle “squadre” formatesi in questi mesi.

Nell’universo del social audio più famoso al mondo, ma che vanta meno del 3% di penetrazione nel mercato mondiale e dello 0,00001 italiano, coesistono realtà di confronto amichevole parallelamente a stanze di confronto su dibattiti politici attuali o su vicende storiche importanti che hanno cambiato il corso dei tempi passati.

Secondo le ultime indiscrezioni, ci sono persone che hanno ricevuto pressioni nel non organizzare room con altri utenti, altre, invece, sono accusate di millantare minacce ricevute mai esistite o individuate come artefici di strumentalizzazioni delle clip audio estratte dai dibattiti concitati, agitati molte volte grazie a sodali agenti provocatori, con il fine di delegittimare un ignaro utente con l’infamia del compimento di reati.

Un tritacarne imbastito da un manipolo di gruppi con una strategia certosina che già ha mietuto molte vittime sul social. Gli obiettivi preferiti sembrerebbero essere le donne portatrici di un pensiero conservatore che subiscono attività di gruppo che ricordano il cyberbullismo o addirittura lo squadrismo.

Secondo alcune fonti interpellate dalla redazione, ma anche sbandierate pubblicamente in piattaforma, dalla bolla del social si è finiti ai luoghi di lavoro dove alcuni utenti hanno ricevuto telefonate nelle quali sono stati apostrofati alle orecchie dei propri colleghi, o addirittura superiori, come “fascisti“, “filoputiniani“, “antisemiti” e addirittura “pro life“.

Quanto accaduto non fa altro che confermare il motivo per il quale viene discriminata più una linea di pensiero a differenza di altre e non sorprende che siano le donne a soffrirne per prime. Alcune hanno denunciato di aver avuto stati di ansia e attacchi di panico per giorni, causati dalle vessazioni subite.

Anche per questo motivo è accaduto che, negli ultimi giorni, sono state aperte diverse stanze con il fine di facilitare un confronto utile nel superare questi scontri. Purtroppo però, non si è arrivati a un’intesa perché le intenzioni di alcuni sembrerebbero essere quelle di svolgere attività predatorie finalizzate a spuntarla in un conflitto, “inesistente” secondo molti habituè indignati, invece che preferire una convivenza pacifica basata sul confronto o sull’ignorarsi senza adire ai famigerati blocchi colpevoli di affondare l’audience delle rooms.

Secondo un articolo pubblicato negli States, il fantastico mondo di Clubhouse non esisterebbe in madre patria e, anzi, riporta la presenza di un mal comune globale composto da conflitti, scontri, litigi e ripicche frequenti.

Una delle ragioni centrali è il narcisismo insito in ogni utente del social, ma ecco che, secondo un esperto psicologo interpellato da Matrice Digitale, lo stesso narcisismo ha manifestazioni più o meno estreme.

C’è chi “pompa” il suo ego parlando, anche in modo prolisso, e chi mette in auge strategie di manipolazione delle masse come abbiamo affrontato in precedenza.

Non solo le proprie idee prima di se o degli altri, ma una necessità di prevaricare sulle opinioni altrui che nasce secondo lo psicologo “da una mancanza di amor proprio in primis che rende necessaria l’approvazione di terzi“.

Situazioni presentate come “estreme” agli occhi dell’audience, ma che non ravvisano la necessità, sbandierata quotidianamente nell’ultimo periodo, di far intromettere la Pubblica Autorità nelle beghe social a detta di molti utenti, evidenziano un’altra forma di manipolazione messa in piedi dai narcisisti: il vittimismo.

“Individuarsi agli occhi degli altri come vittima è un modo per catalizzare l’attenzione su di sè” conferma l’esperto “e attecchisce sulle persone che non hanno voglia o modo di andare oltre quello che gli viene raccontato, oppure non sanno gestire l’eventualità di schierarsi al di fuori del gruppo e vivere la solitudine in un confronto. Atri utenti portano la tesi che oltre ai narcisisti c’è un livello superiore composto da persone che amano gestirli dietro le quinte per raggiungere uno scopo diverso: simile a come avviene nel gioco dei bussolotti“.

Chi ha letto quanto scritto più in alto, potrebbe decodificare Clubhouse come un Grande Fratello in chiave vocale ed in effetti è così se pensiamo all’esiguo numero di utenti attivi che da un anno e mezzo ha fatto gruppo, nel bene e nel male, e che vive le stesse beghe quotidiane di un condominio composto da una babele di razze, religioni, opinioni politiche e generi sessuali presenti nel paese italico. A differenza del noto reality, su Clubhouse non è il pubblico a decidere chi viene eliminato e chi resta, ma dinamiche da branco che superano i confini del confronto virtuale con modi e toni non sempre civili e pacifici.

Chiedendo allo psicologo se l’imporre la frequentazione di stanze ad altri utenti fosse una forma di narcisismo, la risposta ha lasciato di stucco i presenti:

“più che narcisismo, povertà d’animo”

Un povertà d’animo che ha fatto “scoppiare” profili dal social con segnalazioni di massa, che ha messo gli utenti sul chi va là quando si tratta di esprimere una opinione personale, insinuando un senso di paura per l’essere etichettati in base alle idee. A differenza degli albori della piattaforma, quando si dibatteva senza la minaccia costante di carte bollate come deterrente in danno alla libertà di espressione individuale, l’aria che si respira nella piattaforma non è serena.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è duplice: questi atteggiamenti fanno bene a qualcuno che ha scopi commerciali precisi oppure sono frutto di menti malate, sadiche semplicemente povere d’animo?

Da come si è svuotato il social, la risposta sembrerebbe scontata: meglio lasciar perdere per non finire nelle turbe mentali di utenti vittime di loro stessi e delle loro sadiche perversioni.

Commenti da Facebook
Prosegui la lettura

Facebook

CYBERWARFARE

Notizie24 ore fa

Interpol avverte: le armi cibernetiche nelle mani dei criminali

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoUn alto funzionario dell’Interpol ha avvertito che gli strumenti digitali utilizzati dai militari...

Notizie2 giorni fa

Anonymous dichiara guerra a Killnet: cosa è successo

Tempo di lettura: 2 minuti. In Italia non si fa altro che parlare del conflitto cyber

Notizie2 giorni fa

Killnet distrae Anonymous e Sandworm continua il suo lavoro

Tempo di lettura: 2 minuti. L'APT russo continua a sviluppare armi cibernetiche "pesanti"

Notizie2 giorni fa

DoomSec: hacktivisti contro la Russia. Assassini di Killnet

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoOltre Against The West, il gruppo che impensierisce i russi nell’ultimo periodo è...

Notizie5 giorni fa

Killnet e Intelligence russa: Romania affondata

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoLe agenzie di intelligence russe sono dietro la recente impennata di attacchi informatici...

Notizie6 giorni fa

Guerra Cibernetica: l’Ucraina ha una rete di attacchi DDoS automatici

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoL’esercito non ufficiale di vigilantes informatici dell’Ucraina ha sviluppato un nuovo strumento di...

Notizie6 giorni fa

C’è censura nella guerra cibernetica occidentale? Altra conferma USA all’analisi di Matrice Digitale

Tempo di lettura: 5 minuti. Condividi questo contenutoSi pubblica un articolo dell’European Leadership Network tradotto dalla redazione dove non solo...

Notizie7 giorni fa

Killnet attacchi DDoS a siti aeroporti e Ministero Difesa

Tempo di lettura: < 1 minuto. Accusa ai media italiani per diffondere notizie false

Notizie1 settimana fa

Giustozzi a Repubblica conferma le analisi di Matrice Digitale su Killnet e la fuffa

Tempo di lettura: < 1 minuto. Basterà a cambiare la narrazione propagandistica sulla guerra cibernetica

Multilingua1 settimana fa

Killnet: “DDoS all’Italia”. Polizia Postale “contiene” attacchi informatici

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenutoKillnet aveva annunciato un attacco hacker a vari portali istituzionali italiani e così...

Truffe recenti

Notizie2 ore fa

Truffa Charlie Brigante: lista aggiornata dei siti da evitare per acquisti online

Tempo di lettura: < 1 minuto. Continuano le segnalazioni di truffe online alla nostra rubrica

Truffe online19 ore fa

Truffa Instagram: come Meta affonda la Polizia Postale

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoIn questi giorni sono tantissime le segnalazioni di utenti alla redazione che hanno...

Truffe online1 giorno fa

Truffa Vinted: arrivano le prime segnalazioni. Ecco come evitarla

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoL’inchiesta di Matrice Digitale sulle truffe consumate su Vinted, ha ricevuto diverse segnalazioni...

Truffe online2 giorni fa

Truffa Cripto Google: YouTube usa Musk per rubare Bitcoin, Ethereum e Shiba Inu

Tempo di lettura: 2 minuti. Censura ai giornalisti, contenuti inappropriati ai minori, è ora delle truffe

Notizie2 settimane fa

Truffa Instagram: come funziona lo schema Ponzi di Meta che sta rubando i profili

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoIn questi giorni molti utenti sono stati vittime della truffa Instagram. In cosa...

Notizie4 settimane fa

Truffa sms di Poste Italiane. Analisi di un altro caso di phishing

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoIn questo periodo sono frequenti gli sms che propongono messaggi inerenti i servizi...

Notizie4 settimane fa

Truffa su WhatsApp attenzione al finto call center di supporto. Ecco cosa fare

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoGli utenti di WhatsApp devono fare attenzione a un pericoloso messaggio di truffa...

DeFi4 settimane fa

Truffa sulle criptovalute: come evitare di essere la prossima vittima

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenutoL’arma migliore per combattere le frodi è una sana dose di scetticismo....

scam scam
DeFi4 settimane fa

Call Center truffa per trading di criptovalute: scam di 22 milioni di dollari

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoEurojust ed Europol hanno smantellato uno schema di frode online per investimenti in...

DeFi4 settimane fa

La truffe sulle criptovalute sono in aumento. Quali sono le più comuni?

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoI truffatori sono maestri nell’usare eventi attuali e tendenze frizzanti per ingannare le...

Tendenza