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Facebook fascista. Utenti ostaggio dell’intelligenza artificiale.

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Facebook, o meglio Meta, è arrivato al capolinea della sua rappresentatività di una piazza virtuale con finalità pubbliche. Il social network di Mark Zuckerberg sta programmando il linguaggio del futuro attraverso pesantissime sanzioni inflitte a persone che sfruttano la piattaforma per comunicare pubblicamente con gli amici.

Facebook non sembra essere attenta in questa fase alle penalità che vengono comminate ai suoi utenti, bannati per diversi giorni o mesi perché hanno sbagliato ad esprimersi o perchè hanno usato toni ironici. Quello che molti denunciano non è l’inesistenza di un codice etico della rete e nemmeno l’assenza di persone ignobili ed immeritevoli di stare nelle piazze virtuali condivise, ma è chiaro che quando si pensa di parlare con gli amici come lo si fa al bar, con molta scioltezza, Facebook puntualizza che le cose sono cambiate e anche molto.

L’utilità di questa strategia è duplice e riguarda in primo luogo il fatto di non volersi sporcare le mani per gestire frasi controverse a rischio denuncia, con relativo coinvolgimento, ed il miglior modo possibile resta quello di lavarsi le mani applicando la legge marziale. Una strategia molto vecchia questa, che è durata per molto tempo fino a quando non si sono sollevati problemi in tal senso e la piattaforma ha dovuto ritenere di aumentare lo sforzo economico di monitorare tali attività con persone in carne ed ossa, ma non vi è certezza che la revisione sia affidata realmente ad esseri umani. In più, con il mondo e gli Stati Uniti fuori dalle emergenze COVID, Facebook utilizza ancora la scusa della pandemia per eventuali rallentamenti della procedura di verifica.

A questa vecchia, ma valida teoria, si aggiunge il fatto che Facebook è oramai parte di Meta, che gestisce la nuova frontiera dell’universo digitale, anzi metaverso, ed è supponibile che si stia mettendo un punto di inizio ad una sorta di netiquette di quando gli utenti potranno fisicamente incontrarsi in uno spazio virtuale e non solo per socializzare, ma per condividere esperienze reali ed affari.

Altro aspetto che invece è più futuristico, ma nemmeno così tanto, l’imposizione di un linguaggio preciso ed asettico rispetto agli idiomi, culture e tradizioni linguistico dialettali, ai fini di una categorizzazione umana degli utenti in base a semplici schemi cognitivi. Questa esigenza nasce proprio dal fatto che l’intelligenza artificiale non comprende l’ironia, lo scherzo, il sarcasmo e questo non aiuta nella moderazione del social, ma soprattutto nella profilazione commerciale tanto cara alla piattaforma.

Dalle patenti sociali come in Cina, con i crediti comportamentali, alla disintegrazione del modo di parlare di molti popoli in favore di uno universale, Mark Zuckerberg e Meta rappresentano il fascismo silenzioso e strisciante che impone il nuovo modello relazionale della società futuristica globale.

Una società privata può ambire a questo, ma il problema è quando gode della fiducia incondizionata della politica mondiale.

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Seattle, arrestato dopo indagine di diversi mesi per possesso di CSAM

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Un uomo di West Seattle è stato arrestato giovedì mattina dopo una lunga indagine condotta dall’Unità di Investigazione sui Crimini via Internet contro i Minori (ICAC) del Dipartimento di Polizia di Seattle, in relazione a materiale di abuso sessuale su minori (CSAM).

I detective dell’ICAC, con il supporto dello SWAT di Seattle, del Gruppo di Risposta Comunitaria di Seattle, dell’Ufficio dello Sceriffo della Contea di King e delle indagini della Homeland Security, hanno sorvegliato l’abitazione del sospetto e lo hanno arrestato nelle vicinanze.

In seguito, è stato eseguito un mandato di perquisizione presso la residenza del sospetto, dove sono stati sequestrati diversi dispositivi digitali in base al mandato.

Il sospetto, un uomo di 37 anni, è stato interrogato dai detective e ha ammesso di aver caricato materiale CSAM e di aver comunicato con altre persone riguardo a conversazioni online con minori. È stato quindi condotto nel carcere della contea di King con l’accusa di possesso e diffusione di materiale contenente abuso sui minori.

Questo arresto è un altro esempio della collaborazione di successo tra i membri del Gruppo di Lavoro ICAC dello Stato di Washington, che ha portato all’identificazione di un potenziale predatore di bambini nella comunità di Seattle.

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DotRunpeX diffonde diverse famiglie di malware tramite annunci pubblicitari

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Un nuovo malware chiamato DotRunpeX sta venendo utilizzato per distribuire numerose famiglie di malware noti, come Agent Tesla, Ave Maria, BitRAT, FormBook, LokiBot, NetWire, Raccoon Stealer, RedLine Stealer, Remcos, Rhadamanthys e Vidar.

“DotRunpeX è un nuovo iniettore scritto in .NET che utilizza la tecnica del Process Hollowing per infettare sistemi con diverse famiglie di malware noti”, ha dichiarato Check Point in un rapporto pubblicato la scorsa settimana.

In fase di attivo sviluppo, DotRunpeX si presenta come un malware di seconda fase nella catena di infezione, spesso distribuito tramite un downloader (o loader) trasmesso attraverso email di phishing con allegati dannosi.

In alternativa, si sa che sfrutta annunci pubblicitari dannosi di Google Ads nelle pagine dei risultati di ricerca per indirizzare utenti ignari alla ricerca di software popolari come AnyDesk e LastPass verso siti clonati che ospitano installer compromessi.

I più recenti artefatti di DotRunpeX, individuati per la prima volta nell’ottobre 2022, aggiungono un ulteriore strato di offuscamento utilizzando il protettore virtualizzante KoiVM.

Vale la pena sottolineare che queste scoperte si correlano con una campagna di malvertising documentata da SentinelOne il mese scorso, in cui i componenti del loader e dell’iniettore erano collettivamente indicati come MalVirt.

L’analisi di Check Point ha inoltre rivelato che “ogni campione di dotRunpeX ha un payload incorporato di una certa famiglia di malware da iniettare”, con l’iniettore che specifica un elenco di processi anti-malware da terminare.

Ciò è reso possibile abusando di un driver vulnerabile del processo explorer (procexp.sys) incorporato in DotRunpeX per ottenere l’esecuzione in modalità kernel.

Ci sono segni che DotRunpeX potrebbe essere affiliato a attori di lingua russa in base ai riferimenti linguistici nel codice. Le famiglie di malware più frequentemente distribuite dalla minaccia emergente includono RedLine, Raccoon, Vidar, Agent Tesla e FormBook.

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Cremlino vieta iPhone a operatori coinvolti nella campagna elettorale di Putin nel 2024

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Il Cremlino ha imposto il divieto di utilizzo degli iPhone per i funzionari coinvolti nella campagna elettorale del presidente Vladimir Putin per il 2024, a causa del timore di spionaggio, come riportato dal quotidiano Kommersant. Gli ufficiali dell’amministrazione presidenziale russa, coinvolti nella politica interna, nei progetti pubblici, nel Consiglio di Stato e nei dipartimenti IT, dovranno rinunciare ai loro dispositivi di produzione statunitense entro il 1° aprile. Il Cremlino ritiene che gli iPhone siano più vulnerabili agli attacchi informatici e allo spionaggio rispetto ad altri smartphone e consiglia di sostituirli con dispositivi Android, cinesi o russi. Questa mossa si inserisce nel contesto della ricerca di una maggiore indipendenza della Russia dalla tecnologia occidentale attraverso la creazione di un “ecosistema mobile sovrano” basato sul sistema operativo russo Avrora.

Cosa è Avrora?

Avrora è un sistema operativo mobile sviluppato in Russia, originariamente progettato per dispositivi IoT (Internet of Things) e l’industria delle telecomunicazioni. Negli ultimi anni, il sistema operativo è stato adattato anche per l’uso su dispositivi mobili come smartphone e tablet, come parte degli sforzi della Russia per ridurre la dipendenza dalla tecnologia occidentale e creare un “ecosistema mobile sovrano”.

Avrora è basato sul sistema operativo open-source Sailfish OS, originariamente sviluppato dalla società finlandese Jolla. Tuttavia, Avrora è stato ulteriormente modificato per soddisfare le esigenze specifiche del mercato russo e per rispettare le normative sulla sicurezza informatica del paese. L’adozione di Avrora da parte del governo e delle aziende russe è vista come un passo verso l’autosufficienza tecnologica e la protezione delle infrastrutture critiche da potenziali minacce informatiche esterne.

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