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Prima Serata: Rai, Mediaset, La7. Ecco chi ha vinto la sfida dei salotti TV su Twitter

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Tempo di lettura: 3 minuti. Chi ha vinto nel 2022 la sfida social tra Mediaset, La 7, e Rai con i rispettivi format  Cartabianca. Che Tempo che Fa, Stasera Italia, Controcorrente, Fuori Dal Coro, Dritto Rovescio, Quarta Repubblica, In Onda, Piazza Pulita, Di Martedì, Zona Bianca, Non è l’arena ed Otto e Mezzo?

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Per chi ha fretta:

  • Fabio Fazio e Che Tempo Che Fa sono i più seguiti della piazza
  • Mario Giordano è il fuoriclasse di Mediaset con il format più virale. Bene anche “l’istituzionale” del Debbio.
  • La7 è l’emittente tv più divisiva con Otto e Mezzo e Piazza Pulita poco amata e molto sgradita dal pubblico

Anche quest’anno Matrice Digitale analizza il dibattito social attraverso Twitter e lo fa elaborando statistiche sul peso delle trasmissioni che ospitano i salotti tv nelle tre principali reti televisive italiane. “Prima serata” prende come riferimento l’attività dei profili social istituzionali sulla piattaforma di Elon Musk e traccia un quadro complessivo sia nella sfida tra i format tv sia nel duello tra le cordate editoriali impegnate sul campo. Le trasmissioni analizzate sono quelle che ospitano contenuti di informazione politica e di attualità all’interno di salotti televisivi, escludendo di fatto tutte quelle che non hanno una impostazione di questo tipo. I gruppi televisivi analizzati sono stati quelli di Mediaset, La 7, e Rai con i rispettivi format:  Cartabianca. Che Tempo che Fa, Stasera Italia, Controcorrente, Fuori Dal Coro, Dritto Rovescio, Quarta Repubblica, In Onda, Piazza Pulita, Di Martedì, Zona Bianca, Non è l’arena ed Otto e Mezzo.

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Numeri in sintesi

La trasmissione che ha avuto più gradimento in termini di like dell’anno è stata Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio ed ha distaccato di molto Fuori dal Coro di Mario Giordano e Dritto e Rovescio di Paolo del Debbio. Ultimi in termini di preferenza Non è l’Arena e Piazza Pulita. Il format più virale invece è Fuori dal Coro che ha ottenuto la più alta media condivisione raddoppiando Che tempo che fa al secondo posto. Chi invece non ha scaldato i cuori, o non li ha indignati a sufficienza, è sono stati Non è l’arena, Stasera Italia e In Onda. Ad ottenere più commenti invece risulta Otto e Mezzo seguita da Dritto e Rovescio e Piazza Pulita: la presenza di Giannini, Travaglio e Sallusti tra i più menzionati indica un fronte di utenti molto critici nei confronti dei maggiori ospiti del format. Meno considerata dal pubblico è invece Stasera Italia, seguita da Controcorrente. Il trend delle trasmissioni televisive di Rete 4 è sintomo di più quantità che qualità di ospiti poco coinvolgenti sui social network. Proprio in riferimento a questa analisi c’è da notare come la trasmissione della Gruber abbia la media più alta di commenti agli ospiti ed allo stesso tempo condivida il primato con Piazza Pulita, prima per quantità, che gode di poco gradimento, ma di una buona viralità perché considerata divisiva.

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Analisi dei dati

Proprio sugli ospiti c’è da notare che Orsini è l’argomento esterno alle trasmissioni più utilizzato negli hashtag, addirittura batte Putin, Draghi e Papa Francesco. Giovanni Rodriguez del Foglio ha utilizzato quasi quotidianamente l’argomento Orsini nei suoi tweet ed ha ottenuto un forte riscontro cumulativo in termini di like. Il politico più citato e più gradito nell’ecosistema delle trasmissioni televisive analizzate è Giuseppe Conte che addirittura batte Fabio Fazio che risulta essere il conduttore più gradito ed anche quello più menzionato dagli utenti tra i suoi colleghi. Repubblica è il giornale più citato seguito dal Corriere della Sera con Marco Travaglio che ha invece guadagnato tra i direttori il numero più alto di citazioni del pubblico. Rai Tre e La 7 sono le emittenti televisive più coinvolte nel dibattito pubblico sia per protestare nei confronti delle ospitate di Orsini nel primo caso, poi per contestare la linea editoriale dell’intera emittente nel caso dell’emittente di Cairo. Corrado Formigli traina la sua trasmissione televisiva sui social network come personaggio cardine nell’immaginario collettivo del pubblico impegnato a twittare.

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Le ospitate e gli attori non protagonisti

I personaggi più citati dei profili ufficiali sono Fabio Fazio, Luciana Littizzetto e Roberto Burioni. Il direttore più presente nelle ospitate televisive è Alessandro Sallusti del Giornale Limes e Lucio Caracciolo condividono lo stesso posto in classifica, la guerra ha aumentato la visibilità del giornalista geopolitico impegnato quasi quotidianamente su Otto e Mezzo,  seguiti da Daniele Capezzone e il Fatto Quotidiano. Il politico più presente è Matteo Renzi mentre il Fatto Quotidiano la testata più rappresentata. La battaglia dei like la vince e di molto Giovanni Rodriguez seguito da Valeria S. e dall’influencer che pubblica estratti video delle trasmissioni Davide Scifo. I tre precedono l’abile Pietro Raffa esperto di comunicazione sui social. La somma totale di ogni singolo post del La 7 alla rete privata di Urbano Cairo di racimolare un cospicuo numero di preferenze tanto sta stare in classifica.  Fabio Fazio è il primo conduttore per like seguito dal politico Giuseppe Conte con la sorpresa Gianluigi Paragone che scalza Matteo Renzi. Ampio successo per le giornaliste Maddalena Loy e le giuriste Vitalba Azzolini e “Mangino Brioches”. Successo nella comunicazione del troll Elena Visconti “noto” per i suoi tweet pregni di provocazione.  

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World Economic Forum: piovono critiche e preoccupazioni nel mondo social. Le donne ne salvano l’immagine

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Tempo di lettura: 5 minuti. L’evento più chiacchierato dell’anno, insieme al suo fondatore, analizzato attraverso il dibattito social. Molti contestatori, pochi seguaci interessati ai contenuti e grande risalto alle donne intervenuta nei panel. Eccetto Ursula von der Leyen

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Il World economic forum di Davos rappresenta un appuntamento annuale dove vengono tracciate delle linee guida da seguire per il bene futuro dell’umanità. È anche un evento controverso secondo alcuni che individuano nel suo fondatore Klaus Schwab la copia di un dittatore del nuovo millennio in salsa new age, che con la sua agenda vuole imporre sacrifici alle popolazioni, impiegando governi fantoccio che vengono nominati dalla sua sfera, senza però applicarle per se e per i suoi stretti seguaci.

Il World Economic Forum è un think tank che racchiude le migliori aziende del mondo che fatturano la maggior parte della quota del mercato occidentale ed ha un potenziale potere che potrebbe influenzare l’andamento e le tendenze di mercato grazie alle multinazionali che, come è accaduto nel caso del conflitto in Ucraina, si è generata una vera e propria guerra economica ai danni dei russi. A questo, si aggiungono le tesi visionarie che fanno scalpore nel contesto della rete per quel che concerne l’agenda climatica, l’utilizzo di farine di insetti, l’imposizione di passaporti sanitari e relative cure mediche utili a mettere le persone in una condizione di finta di sicurezza che in realtà invece rappresenterebbe l’ennesima divisione sociale che il mondo ha sempre proposto con corsi e ricorsi storici, restringendo a poche unità la classe dirigente politica mondiale in sfavore di una massa sempre più popolosa destinata a vivere di stenti e di limitazioni non solo materiali, bensì anche in termini di diritti.

L’evento di quest’anno si è svolto dal 16 gennaio al 21 gennaio e, facendo un’analisi su twitter si è potuto analizzare che su scala globale il World Economic Forum il cui argomento ha prodotto 241.589 tweet, che hanno generato 5.786.565 mi piace 1.494.986 condivisioni 631.586 commenti.

L’argomento nella sfera italiana, invece, è stato considerato ghiotto dalle bolle contro il sistema, collegabili ad attività di informazione e di pensiero alternative a quelle della narrazione consuetudinaria non solo sugli aspetti economici bensì anche su quelli sanitari dell’ultimo periodo pandemico. Nel Bel Paese, l’argomento World Economic Forum ha ospitato 3.643 tweet, generando 54.213 mi piace 18.314 condivisioni 8.770 commenti.

Secondo invece un’analisi del solo profilo del World Economic forum notiamo una pubblicazione di 386 tweet che hanno generato 16.928 mi piace 8.379 condivisioni 383 commenti.

Come è andato il WEF

I dati del WEF sono stati notevolmente di quantità senza guadagnare una massa di preferenze tra le persone interessate ai contenuti dell’evento. La maggior parte che ha dedicato attenzioni è composta dai contestatori che hanno costretto il profilo ufficiale su Twitter a chiudere la possibilità dei commenti, fermatisi a 383, e che riguardano i primi giorni dell’evento. C’è da notare come ad aver portato un pò di ascolti positivi all’appuntamento sono stati diversi panel rosa composti dalla premier finlandese Sanna Marin, dalle donne intervenute sulla questione iraniana e dalla first Lady ucraina Zelenska.

Ascolti globali

A fare una guerra spietata invece al World Economic Forum si può dire che è stata la piattaforma Twitter capitanata da Elon Musk in persona che ha essenzialmente criticato l’impostazione e l’autorevolezza che il World Economic Forum cerca da tempo di profondere ai cittadini del mondo attraverso l’organizzazione degli eventi di Davos e la promozione delle proprie idee. Invece, c’è stato molto scalpore, misto ad approvazione, per le parole di Musk ed ha destato scandalo la presenza del capo dell’FBI all’evento. Altro fatto di attualità che che non è assolutamente passato inosservato sono le dimissioni di una delle predilette della cerchia di Klaus Schwab, la premier neozelandese, accompagnata alla porta da 1000 esaltazioni e pochi rimpianti. Ha fatto notizia l’assenza del filantropo George Soros che non è riuscito ad essere presente all’evento di quest’anno nonostante sia uno di quelli che ha timbrato il cartellino con puntualità ad ogni organizzazione ed anche questo motivo e stato oggetto di riflessione dai portatori di like su scala globale. Sostituito però dal figlio Alex che ha incontrato la Premier Moldava ed il giorno dopo quest’ultima ha dichiarato di voler entrare nella NATO.

WEF in Italia

La situazione in Italia del World Economic forum è stata poco positiva nel sentiment ed è stata molto invece discussa per quanto concerne l’organizzazione dell’evento che da l’impressione di essere un luogo di decisioni e proposte che vanno in contrasto soprattutto ai valori tradizionali non solo italiani, ma di qualsiasi nazione che vuole preservare la sua storia e la sua cultura. Proprio in virtù di questa lettura, sono stati molti i post che non solo hanno citato Elon Musk, ma che hanno raccontato alcuni eventi accaduti all’edizione di quest’anno ed hanno messo a nudo alcuni silenzi di persona che vogliono alcuni potenti che hanno glissato alle domande dei giornalisti come il CEO di Pfizer e lo stesso Schwab.

Ad aver ottenuto più like è stata Raffaella Regoli, giornalista di fuori dal coro inviata per la trasmissione di Mario Giordano proprio sul luogo dell’evento. Il suo servizio andato in onda su Mediaset è diventato una chicca giornalistica che “gira” per integrale sui social e dove racconta le contraddizioni che appunto il forum del cambiamento climatico e delle farine animali propone in realtà alle popolazioni, ma non ai suoi ospiti.

I più menzionati

Nella sfera italiana oltre al profilo ufficiale, i più nominati sono stati Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione italiano inviato come delegato del Governo, e la premier Giorgia Meloni assente all’appuntamento. Tante attenzioni anche per l’intervento di Stoltenberg della NATO e per le parole di Elon Musk. C’è stato spazio, divisivo, anche per Greta Thunberg arrestata presso una manifestazione in Germania contro l’apertura di una miniera. Alessandro Meluzzi risulta il non addetto ai lavori più nominato. Presenti anche Bonifacio Castellane de La Verità, Marco Fattorini di Carta Bianca, Jacopo Iacoboni de La Stampa che hanno trainato il racconto dell’evento secondo letture diverse.

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Twitter: la sfida tra Corriere e Repubblica è vinta da La Verità

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Tempo di lettura: 2 minuti. 8 testate analizzate sui social: chi vince, chi perde e quali sono i protagonisti dell’informazione nella Twittersfera

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Mainstream arriva all’edizione 2022. L’analisi OSINT di Matrice Digitale analizza i profili social di 8 testate giornalistiche nazionali e la loro capacità di comunicare coinvolgendo il pubblico nel dibattito pubblico. I profili delle testate analizzati dalla ricerca sono quelli di Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, La Verità, Libero Quotidiano, Il Giornale ed Il Sole 24 Ore.

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L’autorevolezza del Corriere e di Repubblica fa i conti con il giornalismo d’inchiesta de La Verità e del Fatto Quotidiano che risultano mediamente più graditi. Il lavoro di quantità delle due testate principali nazionali non riesce ad elevare la qualità dei propri contenuti ad una diffusione maggiore di ogni singolo post. Obiettivo centrato invece dal giornale di Belpietro che ha un rendimento di condivisioni 6 volte maggiore rispetto alla concorrenza.

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Bene anche il rendimento di Libero e del Fatto Quotidiano, segno che il pubblico premia un giornalismo meno istituzionale e più d’assalto o diverso nel narrare le notizie consuetudinarie. Sui commenti ricevuti Libero e La Verità hanno una media maggiore rispetto agli altri seppur non eccessiva, ma la quantità esprime invece il primato per Repubblica ed il Fatto Quotidiano.

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I giornalisti più citati dai profili istituzionali sono Gerardo Greco di Repubblica, Daniele Capezzone de la Verità e Concita de Gregorio. Repubblica Fatto e Corriere sono quelli più menzionati dagli utenti, con Peter Gomez, Paolo Berizzi e Ezio Mauro invece i giornalisti che guadagnano maggiori attenzioni da parte degli utenti.

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Gli argomenti dell’anno trascorso per la stampa italiana hanno avuto Draghi protagonista, seguito dalla premier Meloni. Putin e Ucraina contano più di Zelensky con Conte ed il Movimento cinque Stelle che si confermano strategici per la comunicazione sui social delle stesse testate.

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Oscar 2022: Informatica tra presente e futuro non ammette i tecnici

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Tempo di lettura: 2 minuti. Informatica, Intelligenza Artificiale, Realtà Virtuale, Cultura e Trasformazione Digitale sono in pasto alla cronaca e non alla divulgazione

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La top ten dell’anno riservata all’Informatica “teorica” ed alle tecnologie del futuro ha riservato grandi sorprese ad un pubblico di nicchia sempre attento a questioni sensibili sul tema. Esclusi del tutto i rappresentanti del settore IT, spazzati via dalla cronaca quotidiana che ha messo al centro delle discussioni un argomento spesso ignorato come quello dell’informatica.

Secondo il dataset elaborato da Matrice Digitale, informatica, realtà virtuale, intelligenza artificiale, trasformazione e cultura digitale hanno prodotto appena 35.678 tweets che hanno generato 110.595 mi piace, 23.366 condivisioni, 2.466 citazioni ed appena 14.824 commenti.

Il divulgatore James Lucas incassa 8.000 mi piace per la notizia di Van Gogh e del suo mondo ricostruito nella realtà virtuale seguito da Paolo Attivissimo che invece di informatica se ne occupa da anni. Spazio per l’acquisto di Twitter da parte di Musk dove essenzialmente si parla in chiave ironica contro il PD italiano. Appare in graduatoria anche Carlo Cottarelli, economista, con un’analisi molto negativa del metaverso proposto da Meta. Anche il voto elettronico è presente attraverso le preoccupazioni di Giuliano Lancioni.

La pochezza dei tweet sul tema ha confermato la classifica dei like cumulativi, salvo però riservare spazio ad Antonio Grasso. Presente fabrizio Biasin che tratta l’argomento calcistico ed ha utilizzato in alcuni suoi tweet di successo la parola realtà virtuale in modo inopportuno rispetto al significato strettamente informatico.

Gli argomenti più trattati sono quelli di natura commerciale come sconti e shop “negozi, così come il comparto dell’elettronica. Appaiono allo stesso livello le parole chiave formazione e lavoro. Per molti, le parole generaliste trovano ampi collegamenti con il concetto di cybersecurity e sicurezza seppur nessun tweet presente nella top 10 faccia riferimento a questa branchia del digitale.

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