1500 modelle preteen che dal 1999 al 2004 si sono prestate a servizi fotografici venerati dai pedofili La leggenda di LS-Studios vive nel Dark Web e non solo ...

Twitter colpevole di ospitare contenuti PEDO

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Oggi vi raccontiamo una storia orrenda che alberga nel dark web. Una storia di pedofilia che parte da lontano e che ancora oggi trova radici nel lato più oscuro di internet. Veniamo quindi a una premessa, negli anni novanta, in una città dell’Ucraina nasce uno studio fotografico specializzato in scatti innocenti, ma allo stesso tempo proibiti. E’ una storia passata in sordina, di cui c’è nessuna, se non rara, traccia all’interno della rete. Il problema però è che c’è davvero un lato oscuro dove gli orchi non sono solo coloro che approfittano dei bambini, ma spesso chi dovrebbe proteggerli. Raccontiamo la storia degli LS-Studios, di Alexander Chursin, che ha dovuto chiudere la sua attività nel 2004 dopo una incursione dell’FBI.

La cronaca ci racconta che 1500 modelle, di età compresa tra i 7 ed i 14 anni, posavano per questa agenzia che dava in pasto delle foto accattivanti al pubblico adulto dove la nudità non era sempre l’apice della libidine e non vi erano atti sessuali immortalati negli scatti.

Una cruda premessa

Bisogna fare una premessa, che può sembrare superflua, ma è dovuta per chi vuole comprendere il fenomeno partendo da un dato oggettivo e soprattutto dalla mente di coloro che hanno impulsi pedofili. Quando si parla di pedofilia on line, bisogna fare una cruda distinzione tra immagini di nudità ed immagini pedopornografiche. Le immagini di nudità riguardano ogni sfera della vita privata di bambini o bambine che nella maggior parte dei casi sono prese dalla rete oppure vengono immesse sul mercato dai genitori delle ignare vittime, a volte date in scambio per contenuti più cruenti utili a soddisfare delle manie personali dove la moneta da pagare meno costosa e più reperibile risulta quella di cedere le immagini dei propri pargoli. Poi ci sono gli studios. Vere agenzie professionali che scattano foto di posa che ritraggono le modelle underage in diverse situazioni, dove abiti succinti e sguardi ammiccanti la fanno da padrone. La pedopornografia invece è prevalentemente prodotta in forma privata, nelle mura domestiche, raramente con rapporti sessuali di primo sangue, ma esistono centri di produzione che addirittura offrono contenuti dal taglio professionale sconcertante. Questa distinzione serve anche a far comprendere come il pedofilo non sempre vede nell’atto sessuale la propria soddisfazione, ma semplicemente si “accontenta” di immaginare, anche pratiche non sessuali, al pari di un normale feticcio e non è una caso che la scienza abbia declassificato l’attrazione per i bambini da malattia a perversione.


Ls-Studios e il business milionario che ha sfamato intere famiglie

La storia di Ls-Studios rende l’idea del primo caso dove foto professionali sono state pubblicate per anni in rete, ma anche su rivista, ed hanno affamato le fantasie dei pedofili più disparati sulla faccia del pianeta. Il business model era semplice. Con 10 euro nella povera Ucraina si riusciva ad avere la fila fuori dagli studios dove intere famiglie accompagnavano le giovani modelle, in questo caso di sesso femminile, a sottoporsi a dei veri e propri shootings fotografici proprio come fanno le colleghe adulte. Un business che fruttava almeno 1.500.000 l’anno al suo ideatore Alexander Chursin che era partito da un semplice filone di mercato per poi arrivare a creare delle vere categorie settoriali. Prima dell’esplosione del suo business, l’appena ventenne fotografo nel 1999 iniziò a convincere le sue concittadine di età preteen invitandole a casa, pagandole in cambio di scatti che ritraevano spogliarelli immortalati al ritmo della musica. Inglesi, tedeschi, americani e canadesi pagavano molto bene tramite la rete questi prodotti esclusivi ed è così che Alexander mise da parte un bel gruzzoletto. Molti soldi per un appena maggiorenne della povera ucraina, derivati da un business nuovo, o quasi nel suo genere, che aveva ancora un grande potenziale che il fotografo non esitò nel raggiungere tramite un annuncio nella tv pubblica dove cercava modelle che pagava 50 dollari l’ora. Questo è il momento in cui i soldi quadruplicarono ed il fenomeno aveva preso il largo non solo grazie alle perversioni dei suoi clienti, ma grazie anche alla collaborazione delle famiglie delle giovani ragazzine che facevano la fila per portare all’altare del fotografo le loro figliolette, non curanti del fatto che avessero potuto posare nude.

La caduta dell’orco

Dopo 5 anni di attività e book fotografici di 3000 foto a settimana, Alexander Chursin viene arrestato dall’FBI. Quella che lui definiva arte, per le forze di polizia internazionali era invece una grande rete di materiale pedopornografico mai smantellata prima, con all’attivo 1500 modelle. Chi aveva consentito di durare tutto questo tempo? Sembrano due soci molto influenti dell’ucraino rimasti per sempre nell’ombra: un americano che gli fornì il capitale per espandersi ed un altro, ancora più misterioso, che invece gli garantiva coperture ai piani alti. Dovevano essere coperture notevoli a quanto pare, visto che il fenomeno aveva attenzionato non solo la polizia locale, ma la Federal Bureau Investigation che raggiunse il fotografo in Ucraina per neutralizzarlo. Risultato dell’operazione? L’accusato fu liberato presto per un motivo agghiacciante se immaginiamo che ogni modella che ha posato per lui potrebbe essere una figlia per noi: nessun genitore ha sporto denuncia all’epoca.

Un passato orrendo che vive ancora e vivrà forse in eterno

Oggi le modelle di Lsstudios sono tutte maggiorenni, ma i loro volti ed i loro corpi sono ancora l‘oggetto del desiderio di milioni di pedofili che si avvicendano nel darkweb. Sono ancora online le loro foto nella parte più oscura di internet e a quanto pare non solo. Come facciamo a sapere questo? Semplicemente perché esistono tanti forum che celebrano ancora il modello imprenditoriale di Alexander Chursin e anche perché questi scatti sono facilmente riconoscibili. Bambine dell’est che posano secondo uno schema scandito dalle linee di produzione fotografiche così suddivise:

LS-Land, classiche pose fotografiche delle ragazze.

Ls-Show, scatti mentre ballavano.

LS-Magazine, dove giocavano insieme e facevano attività quotidiane come disegnare o cucinare.

LS-Animal, dove venivano vestite con costumi di animali

Non mancavano immagini a tema come quelle che le ritraevano vestite da Cowboy o con abiti natalizi

Ls-Island erano invece foto scattate all’aperto in un’isola dove Alexander Chursin portava le sue modelle e molte volte le ritraeva nude nella natura più incontaminata.


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Le foto dell’orco visibili nel clearweb

Secondo una ricerca OSINT effettuata da matricedigitale si evidenzia ancora la presenza di contenuti nella parte in chiaro della rete internet dove è possibile raggiungere queste immagini tramite ricerche non proprio difficili. Un utente Twitter, @Spy_Unkn0wn, ci ha segnalato pubblicamente tre links con domini normali, di cui uno addirittura .org, che ospitano le foto di Ls-Studios. La cosa purtroppo ancora più disgustosa è che invece su Twitter esistono ancora tantissimi links attivi a directory e torrents dove è possibile scaricare GB di immagini.

Ecco un grafico dei links ancora attivi sul social network del cinguettio dove il porno è lecito e la pedopornografia non sembra essere all’ordine del giorno come attività da contrastare.

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 Ben 60 links ancora in piedi e pubblicati anche nel 2019. Collegamenti ipertestuali che partono da profili Twitter che richiamano esplicitamente a LSMODELS LSSTUDIOS con tweets scritti in diversi idiomi: dall’inglese al russo, passando per il giapponese come è possibile osservare dalla tabella pubblicata.

In conclusione, le 600.000 foto all’incirca presenti nella rete oscura e risposte nei server torrent aperti e privati, oggi rappresentano un serbatoio di piacere, spesso gratuito, per tutti coloro che sono attratti dai bambini, ma che disprezzano la pedopornografia allo stesso tempo. Nel tempo, le modelle sono cresciute, ma i loro volti sono stati immortalati e gli scatti che le ritraggono ancora oggi le rendono leggende nella parte più orrenda della rete internet.

09/02/2020, ore 15:32

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Livio Varriale

me@matricedigitale.it
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