La guerra cibernetica in Sudan: oltre i conflitti fisici Catenaccio: Il lato oscuro della guerra, oltre le armi e le trincee

di Livio Varriale
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La guerra in Sudan non si combatte solo sul campo di battaglia, ma anche nel mondo virtuale. Oltre ai combattimenti fisici, le forze in campo si sfidano attraverso la cyber guerra, spiando, sorvegliando e manipolando l’informazione.

Spyware, sorveglianza e censura

Il governo sudanese e le forze paramilitari si servono di spyware e sorveglianza per controllare e manipolare l’opinione pubblica. Recentemente, il governo greco ha ammesso di aver fornito il software spia Predator al Sudan, confermando i sospetti di precedenti investigazioni. La censura e la manipolazione dell’informazione sono diventate prassi comune per entrambe le parti.

Resistenza e ruolo dei media

Nonostante le difficoltà, il Sudan vanta un’industria mediatica resistente e combattiva. Tuttavia, la necessità di proteggere l’ecosistema informativo viene spesso utilizzata come pretesto per reprimere la libertà di stampa e limitare la diffusione di notizie indipendenti.

Le conseguenze degli attacchi informatici

Le vittime principali della cyber guerra sono i cittadini comuni, che subiscono le conseguenze della sorveglianza e della limitazione delle comunicazioni. Gli attacchi informatici potrebbero destabilizzare ulteriormente la situazione di sicurezza nel paese e prolungare il conflitto. Il Sudan, con una debole infrastruttura di sicurezza informatica, risulta vulnerabile agli attacchi e alle interferenze di attori esterni.


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