Apple impugna la multa UE da 500 milioni di euro e TikTok lancia una nuova app per gli USA

di Giuseppe De Vitis matricedigitale.it
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Il settore digitale globale è attraversato da cambiamenti normativi profondi che mettono alla prova i giganti della tecnologia. Da un lato, Apple si trova a dover affrontare una delle sanzioni più rilevanti mai imposte dall’Unione Europea per presunte violazioni alle regole sulla concorrenza nell’App Store. Dall’altro, TikTok si prepara a una trasformazione radicale della propria presenza negli Stati Uniti, costretta dalle recenti normative federali a separare la versione americana del servizio e a garantire il controllo dei dati in territorio nazionale. Questi casi emblematici evidenziano il crescente peso della regolamentazione su scala globale e la necessità per le aziende tecnologiche di adattare strategie e modelli di business alle nuove esigenze di trasparenza, concorrenza e sicurezza.

Apple e la multa da 500 milioni

Apple ha annunciato il ricorso contro la multa da 500 milioni di euro imposta dalla Commissione Europea per presunte violazioni del Digital Markets Act. Secondo Bruxelles, l’azienda avrebbe limitato la possibilità per gli sviluppatori di informare gli utenti sulle opzioni di acquisto esterne all’App Store, imponendo vincoli che avrebbero ostacolato la concorrenza. La Commissione ha stabilito che gli sviluppatori debbano poter indirizzare i clienti verso offerte alternative fuori dall’App Store, compresa la libertà di fornire link e sistemi di pagamento propri.

Apple ritiene la sanzione senza precedenti e superiore a quanto richiesto dalla legge. L’azienda sostiene che la decisione europea obblighi a gestire lo store con regole e condizioni “confuse per gli sviluppatori e dannose per gli utenti”, oltre a imporre una segmentazione dei servizi forniti. Per evitare ulteriori sanzioni durante l’appello, Apple ha introdotto a fine giugno 2025 modifiche alle regole dell’App Store europeo, consentendo ora ai developer di inserire liberamente link esterni e di offrire soluzioni di pagamento alternative rispetto a quelle Apple. Parallelamente, è stato aggiornato il sistema tariffario per gli sviluppatori UE: dal 1° gennaio 2026 verrà applicata una Core Technology Commission, una tassa di acquisizione iniziale e una commissione per i servizi di store, con un massimo del 20% per chi utilizza tutti i servizi Apple, ridotto rispetto al precedente 30%. Gli sviluppatori potranno scegliere fra due livelli di servizio, rinunciando a determinate funzioni in cambio di una riduzione delle commissioni.

Apple contesta la definizione di “steering” adottata dalla Commissione, sostenendo che l’obbligo di offrire tier differenziati deriva proprio dalle richieste dell’ente europeo, che ha specificato quali servizi debbano essere opzionali per gli sviluppatori.

TikTok: nuova app esclusiva per il mercato USA dal 5 settembre 2025

In risposta alla legislazione federale statunitense che impone la cessione delle attività americane di TikTok per motivi di sicurezza nazionale, la piattaforma lancerà il 5 settembre 2025 una nuova versione esclusiva per gli utenti USA. Il passaggio si rende necessario in quanto il Congresso americano ha richiesto a ByteDance, società madre cinese, di cedere il ramo statunitense di TikTok, pena il bando nazionale. La nuova app, identificata come “M2”, sarà pubblicata come bundle separato sugli store digitali e sostituirà la versione attuale (“M”), che verrà rimossa dagli store USA lo stesso giorno del debutto di M2.

Per continuare ad accedere a TikTok dopo marzo 2026, gli utenti statunitensi dovranno obbligatoriamente effettuare la migrazione alla nuova app. Tutti i dati degli utenti verranno trasferiti su infrastrutture statunitensi come parte del processo, in conformità ai requisiti di sicurezza imposti dalle autorità americane. La gestione della versione statunitense di TikTok passerà a un gruppo proprietario a maggioranza USA, con la partecipazione di Oracle come supervisore tecnologico.

La particolare struttura normativa statunitense, unita alle policy di Apple che non consentono fork regionali della stessa app su un’unica pubblicazione, rende necessaria la distribuzione di TikTok US come applicazione separata, una procedura rara per servizi di questa scala che contano oltre 170 milioni di utenti solo negli Stati Uniti.

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