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Che cos’è NEM (XEM)?

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NEM (New Economy Movement) è un ecosistema di piattaforme che utilizzano blockchain e crittografia per fornire soluzioni ad aziende e privati. XEM è la criptovaluta nativa della blockchain pubblica NIS1 di NEM. NIS1 funziona in modo simile a Bitcoin (BTC): ha una rete di nodi indipendenti distribuiti che elaborano e registrano le transazioni su un registro pubblico chiamato “blockchain“. Questi nodi sono incentivati ​​a contribuire con il loro tempo e risorse informatiche e rimangono incorruttibili tramite ricompense di commissioni di transazione; questi premi vengono pagati in monete XEM ad ogni nodo che riesce ad aggiungere un nuovo blocco di transazioni alla fine della blockchain. Tuttavia, la blockchain di NIS1 ha una serie di caratteristiche uniche che la distinguono da Bitcoin e dalla maggior parte delle altre criptovalute. La versione alfa di NIS1 – o NEM come era noto all’epoca – è stata lanciata il 25 giugno 2014 e la sua rete principale è stata pubblicata il 31 marzo 2015.

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Chi sono i fondatori di NEM?

NEM è stato originariamente creato da tre sviluppatori conosciuti con i loro pseudonimi sul forum Bitcointalk.org: Jaguar0625, BloodyRookie e gimre. Dalla sua nascita nel 2014-2015, NEM è cresciuto da un progetto personale di tre programmatori a un grande ecosistema composto da diverse piattaforme. Lo sviluppo e la promozione complessivi di NEM sono ora gestiti da NEM Group. NEM Group è una società madre progettata per supportare la crescita dell’ecosistema NEM che porta al lancio di Symbol (NEM 2.0) e oltre. NEM Group è stato formato da un team di esperti rappresentanti NEM e veterani aziendali che si sono resi conto che una struttura semplificata avrebbe giovato all’intero ecosistema, promuovendo al contempo un maggiore coinvolgimento e coinvolgimento della comunità. Il consiglio di amministrazione del gruppo NEM è responsabile della definizione della strategia e dei budget e di garantire che tutte le filiali lavorino per obiettivi collettivi. NEM Group comprende tre entità separate: NEM Software, focalizzata sullo sviluppo del prodotto e del business; NEM Trading, responsabile di tutte le finanze, compresa la gestione della liquidità, il supporto allo scambio e il prestito di token; e NEM Ventures, il settore del capitale di rischio e degli investimenti, focalizzato sulle partnership strategiche.

Cosa rende unico NEM?

XEM è una criptovaluta open source decentralizzata che ha una serie di caratteristiche uniche. Forse il più importante di questi è il modo in cui è protetta la blockchain NIS1. NIS1 utilizza il proprio algoritmo Proof-of-Importance (PoI) – al contrario dei molto più diffusi Proof of Work e Proof-Stake – allo scopo di garantire che le transazioni sulla rete siano elaborate e registrate in modo tempestivo e modo onesto. La prova di importanza consente a chiunque di eseguire un nodo sulla rete NIS1 e facilitare le transazioni tramite un processo chiamato “raccolta delegata”. Il sistema tiene conto della quantità di monete già detenute da ogni nodo, della frequenza con cui effettuano transazioni sulla rete e con chi effettuano transazioni, al fine di approssimare il loro “punteggio di importanza” nell’economia di NEM. Sulla base di questo punteggio, i nodi ricevono quindi una quota delle commissioni dalle transazioni che hanno aiutato a elaborare. NEM afferma che il sistema di prova dell’importanza garantisce che la rete possa identificare e premiare coloro che effettivamente la utilizzano di più.

Oltre al suo esclusivo algoritmo PoI, NIS1 supporta anche funzionalità come contratti di account multifirma, messaggistica crittografata, il sistema di reputazione Eigentrust++ e il servizio Apostille per l’autenticazione e il controllo dell’autenticità dei file su blockchain. Un altro mercato importante per NIS1 sono le soluzioni a livello aziendale: attraverso un sistema API appositamente costruito, NEM consente agli sviluppatori di integrare la propria infrastruttura blockchain in applicazioni di terze parti.

Quante monete NEM (XEM) ci sono in circolazione?

La fornitura totale di XEM è di 8,999 miliardi di monete, tutte create dal lancio della rete: nessun nuovo XEM può essere estratto. I nodi della rete sono incentivati ​​ad elaborare le transazioni attraverso la distribuzione di commissioni sulle transazioni che sono incluse in ogni nuovo blocco.

Come è protetta la rete NEM?

Per proteggere la sua rete, NEM utilizza il sistema di firma a chiave pubblica Ed25519 e l’algoritmo di hash SHA3. Il 26 gennaio 2018, 523 milioni di token NEM (XEM) sono stati rubati in un hack del popolare exchange di criptovalute giapponese Coincheck. Ciò era dovuto al fatto che lo scambio era a corto di personale e soffriva di difficoltà tecniche, con conseguenti scarse pratiche di sicurezza. I token XEM rubati sono stati archiviati in un portafoglio caldo, che è connesso a Internet, invece di un portafoglio freddo offline che è una pratica standard del settore. Tutti gli utenti Coincheck interessati sono stati risarciti. Scopri di più sui più grandi hack crittografici della storia e su come hanno influenzato gli scambi.

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Google, sollievo “parziale” nel caso antitrust Android in India

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Tempo di lettura: 2 minuti. Il tribunale indiano revoca quattro delle dieci direttive contro Google, offrendo sollievo al gigante tecnologico nel caso antitrust

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Google ha ricevuto un certo sollievo in India mercoledì, quando il National Company Law Appellate Tribunal (NCLAT) ha annullato quattro delle dieci direttive contro l’azienda, incluso l’obbligo di consentire l’hosting di app store di terze parti all’interno del Play Store e limitare la disinstallazione di app preinstallate da parte degli utenti, in un caso antitrust legato all’abuso della posizione dominante di Android.

Il verdetto del tribunale e la multa confermata

Il NCLAT ha confermato la multa di 161 milioni di dollari inflitta a Google dalla Commissione per la Concorrenza dell’India (CCI), affermando che il verdetto precedente “non violava i principi di giustizia naturale”, ma offriva comunque un certo sollievo al produttore di Android.

La CCI aveva anche ordinato a Google di non negare l’accesso alle API dei Play Services a produttori di dispositivi, sviluppatori e concorrenti e di non limitare la capacità degli sviluppatori di app di distribuire le loro app tramite side-loading. Anche queste due direzioni sono state annullate dal NCLAT, che ha dichiarato che queste quattro direzioni erano “insostenibili”.

Le argomentazioni di Google

Google aveva sostenuto che l’ordine della CCI soffriva di “confirmation bias” ed era troppo simile a un verdetto della Commissione Europea nel 2018. L’azienda aveva anche sostenuto che la predominanza di Google nel mercato degli smartphone non dimostrava che stesse abusando del suo potere.

La CCI aveva ordinato a Google di non costringere i produttori di smartphone a preinstallare così tante app Google sui loro dispositivi. Inoltre, aveva chiesto all’azienda di consentire agli utenti di rimuovere le app Google, utilizzare opzioni di fatturazione di terze parti sul Play Store e cambiare il motore di ricerca, se lo desiderano.

Nonostante l’appello contro l’ordine, Google ha accettato di apportare diverse modifiche alle sue pratiche commerciali. L’azienda ha dichiarato che consentirà ai produttori di smartphone in India di concedere in licenza singole app per la preinstallazione sui loro dispositivi Android. Gli utenti avranno anche la possibilità di cambiare motore di ricerca e utilizzare opzioni di fatturazione di terze parti per acquisti di app e giochi sul Play Store.

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iPhone 15 potrebbe includere eSIM nei paesi al di fuori degli Stati Uniti

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Tempo di lettura: < 1 minuto. Apple si prepara a introdurre eSIM nella prossima generazione di iPhone in diversi paesi europei

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L’iPhone 15 potrebbe essere venduto con eSIM in diversi paesi al di fuori degli Stati Uniti, segnando un cambiamento significativo nella modalità di connessione alle reti mobili. Apple aveva già rimosso il vassoio della scheda SIM fisica dai modelli iPhone 14 venduti negli Stati Uniti, sostituendola con l’eSIM, una versione digitale e più sicura della tradizionale SIM card.

eSIM in arrivo in Europa

Secondo il sito francese MacGeneration, l’eSIM potrebbe essere introdotta nella prossima generazione di iPhone anche in Francia. Poiché Apple vende solitamente gli stessi modelli di iPhone in tutta Europa, è probabile che anche altri paesi, come Regno Unito, Irlanda, Germania, Italia, Spagna e Portogallo, possano vedere l’arrivo dell’eSIM sull’iPhone 15.

Come funzionano le eSIM?

Le eSIM sono una soluzione software che consente di connettere il telefono a una rete senza una scheda SIM fisica. Per utilizzare un’eSIM, il gestore fornisce un codice QR che, una volta scansionato con il telefono connesso al Wi-Fi, scarica l’eSIM.

Vantaggi e sfide delle eSIM

L’eSIM offre diversi vantaggi, tra cui un design più pulito del dispositivo e una maggiore indipendenza da parte di Apple rispetto ai gestori telefonici. Tuttavia, la tecnologia eSIM presenta ancora alcune difficoltà, come la mancanza di supporto da parte di alcuni operatori e piani tariffari. Nonostante ciò, è probabile che le eSIM diventino lo standard globale nel prossimo futuro.

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Sony e Microsoft: tensioni tra aziende coinvolgono il Congresso USA per il mercato giapponese

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Tempo di lettura: < 1 minuto. Il confronto tra Sony e Microsoft si estende oltre l’acquisizione di Activision Blizzard e coinvolge il Congresso USA per il dominio del mercato giapponese

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La rivalità tra Sony e Microsoft si intensifica, coinvolgendo anche la regolamentazione del mercato giapponese e le operazioni di acquisizione di Activision Blizzard.

Il Congresso USA discute della penetrazione di Microsoft nel mercato giapponese

Durante una recente sessione di lavoro, un gruppo di senatori americani, sia Democratici sia Repubblicani, ha espresso preoccupazione riguardo alle difficoltà di Microsoft nel penetrare il mercato giapponese. La senatrice Maria Cantwell ha sollevato pubblicamente il problema, mentre numerosi colleghi hanno inviato lettere a Katherine Tai, Trade Representative del governo Biden.

Preoccupazioni riguardo la posizione dominante di Sony in Giappone

Le lettere esprimono preoccupazione per la posizione dominante di Sony in Giappone, dove l’azienda controllerebbe il 98% del mercato delle console high end. Il gruppo di senatori critica l’assenza di grandi titoli giapponesi nell’ecosistema Xbox, una pratica che potrebbe essere in contrasto con l’US-Japan Digital Trade Agreement e le norme antitrust giapponesi.

La reazione di Microsoft

In seguito al dibattito pubblico negli Stati Uniti, Microsoft ha rilasciato una dichiarazione in cui il portavoce David Cuddy ha affermato che “le pratiche anticoncorrenziali di Sony meritano di essere discusse” e che l’azienda accoglie favorevolmente ulteriori indagini per garantire parità di condizioni nel mercato dei videogiochi.

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