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Editoriali

Cazzaniga truffato per 700 mila euro: non va aiutato, ma curato

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Il pallavolista Cazzaniga ha versato 700 mila euro in 15 anni ad una sconosciuta che si spacciava per una top model brasiliana. Una storia che ha colpito tutti per la sua longevità ed ha acceso un riflettore sociale su un caso che non è isolato, anzi, è più diffuso di quanto sembri e la “colpa” non è solo di chi truffa, ma anche del truffato.

Il caso Cazzaniga

Un pallavolista frequenta una sua amica che al telefono gli passa una modella brasiliana che dice di essere pazza di lui. La pseudo modella gli manda foto, senza mai farsi vedere, gli chiede soldi essendo costantemente bisognosa di interventi chirurgici al cuore, ma evita il rapporto personale ed il contatto fisico negando l’incontro tra di loro. In 15 anni, la donna è sempre stata assente seppur ogni giorno non mancava nel mandargli foto sulla sua vita quotidiana. Ben 700 mila euro sono stati sottratti al giocatore con questa tecnica dove ad oggi, grazie al servizio delle Iene, figurano tre persone coinvolte e sono l’amica Manuela, il compagno di lei carabiniere, e Valeria Satta con cui per 15 anni il pallavolista ha interagito credendo che la donna fosse Alessandra Ambrosio. Per chi non conosce il mondo della moda, Alessandra Ambrosio è una delle donne più belle del mondo ed anche più ricche nel campo della moda. Non è un caso infatti che sia stata per anni la testimonial della casa di moda più importante al mondo tra le testimonial dell’intimo Victoria’s Secrets e quello che ha lasciato perplessi in molti è il fatto che Cazzaniga non si sia mai accorto della somiglianza tra la donna con cui parlava ogni giorno e la modella brasiliana.

Analisi di un fenomeno frequente

Quanto accaduto a Cazzaniga avviene ogni giorno ai danni di tantissime persone, ma quello che non torna è invece il fatto che la vittima sia stata spolpata per anni senza avere riscontri reali delle promesse avute dalla donna sulla sua identità.

In questa tecnica di truffa c’è la doppia componente, analogica e tecnologica, composta dalla truffa telefonica avallata dall’utilizzo dei programmi di messaggistica moderni con cui si inviano foto e video alle persone per convincerle di parlare al telefono con la stessa persona.

In questo caso c’è la presenza di un uomo delle Forze dell’Ordine, il cui ruolo non è chiaro, ma che rende ancora più complesso individuare se ci siano stati fattori esterni rilevanti al dualismo amica e modella. Sono molte le truffe amorose che vengono commesse ogni giorno, ma oramai hanno più una contestualizzazione sessuale piuttosto che platonica. I famosi profili falsi sui social che invitano ad avere rapporti sessuali virtuali e registrano le webcam compromettenti delle persone coinvolte per poi chiedere soldi in cambio con attività estorsiva. Fenomeni del genere avvengono anche tra persone reali dove la parte debole si presta sessualmente e si fa riprendere ed è poi ricattata. Difficilmente, invece, si verificano ancora oggi delle truffe telefoniche così sofisticate, proprio perché i tempi sono cambiati, ma è pur vero che questo raggiro costato 700 mila euro alla vittima è iniziato 15 anni fa e tecniche che possono sembrare obsolete, trovano nella componente amorosa con la bella donna che chiede soldi in continuazione per motivi di salute radici più convincenti.

Cazzaniga va curato

Non solo aiutato, ma il giocatore di pallavolo che ha vinto molto nella sua carriera deve seguire una terapia psicologica. I danni provocati dal raggiro sono stati sicuramente tremendi, ma è pur vero che se è stato scelto lui come vittima, è perché aveva tutte le caratteristiche per farlo.

Sarà perché è troppo buono di carattere?

Se anche fosse così, come ha fatto a non capire che la donna con cui parlava ogni giorno non era la modella Alessandra Ambrosio bensì una truffatrice che si faceva mandare dei bonifici a Cagliari e non a Copacabana su un conto intestato ad una italianissima Valeria Satta?

L’abilità delle donne coinvolte non è stata solo quella del circuirlo, ma anche di rendere il giocatore asociale, slegandolo dal suo contesto amicale e soprattutto familiare.

Oppure lo è sempre stato per motivi caratteriali che non sono mai stati approfonditi da analisi specifiche?

Il contesto nel quale si muove il giocatore è simile a quello della ludopatia dove si ha convinzione di vincere, ma invece si è nel vortice di una dipendenza dal gioco ed è per questo che Cazzaniga non va aiutato, bensì curato.

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Il Garante della Privacy multa Enel. Noi vi abbiamo avvisato 4 mesi fa.

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Dopo diverse segnalazioni su campagne aggressive delle compagnie energetiche arrivate al Garante della Privacy, di cui vi ho parlato perchè mi hanno riguardato personalmente, è stata comminata una sanzione di 26 milioni di euro ad Enel Energia.

Si spera che questo non sia un caso unico e che vengano sanzionate altre compagnie nazionali e altri gestori locali, colpevoli di aver utilizzato il momento di crisi energetica come leva per far stipulare nuovi contratti, dove veniva esplicato come riferimento migliorativo il prezzo del costo della materia prima al netto delle tasse da pagare.

Il Garante per la protezione dati personali ha inflitto a Enel Energia una sanzione di oltre 26 milioni e 500 mila euro per il trattamento illecito dei dati personali degli utenti a fini di telemarketing. Oltre al pagamento della multa, la società dovrà adottare una serie di misure dettate dall’Autorità per conformarsi alla normativa nazionale ed europea sulla tutela dei dati.
Il provvedimento arriva al termine di una complessa attività avviata dall’Autorità a seguito di centinaia di segnalazioni e reclami di utenti che lamentavano la ricezione, in nome e per conto di Enel Energia, di telefonate promozionali indesiderate, anche su disco pre-registrato, la difficoltà di esercitare i propri diritti in tema di protezioni dati personali e, più in generale, problemi derivanti dalla gestione dei dati nell’ambito dei servizi di fornitura energetica, ivi compresi i trattamenti svolti tramite l’area riservata del sito della società e la app di gestione dei consumi (cd. Profilo unico).


L’ufficio del Garante ha verificato come il fenomeno del telemarketing nel settore energetico, con l’approssimarsi della scadenza per il passaggio dal mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas al mercato libero, abbia registrato un netto e preoccupante incremento. Nel corso dell’istruttoria è emerso un cronico, intenso e sempre più invasivo fenomeno di telefonate promozionali indesiderate, in assenza del necessario consenso, verso utenze riservate o iscritte al Registro delle opposizioni, oltre al tardivo o mancato riscontro a istanze di esercizio dei diritti di accesso ai dati personali o di opposizione al trattamento per finalità di marketing.
Alla luce delle violazioni riscontrate, il Garante Privacy ha applicato una sanzione di 26.513.977,00 euro.


L’Autorità ha inoltre ingiunto a Enel Energia di adeguare ogni trattamento di dati svolto dalla rete di vendita a modalità e misure idonee a comprovare che l’attivazione di offerte e servizi e l’attivazione di contratti avvenga solo a seguito di contatti promozionali su numerazioni telefoniche censite e iscritte al Registro degli operatori della comunicazione (ROC).
Enel Energia dovrà anche implementare ulteriori misure tecniche e organizzative per gestire le istanze di esercizio dei diritti degli interessati, in particolare il diritto di opposizione alle finalità promozionali, in modo da dare riscontro agli interessati non oltre 30 giorni dalla richiesta.
Enel Energia infine dovrà comunicare all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali le iniziative intraprese per adeguarsi a quanto prescritto dal provvedimento.

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Dietro l’arresto di REvil c’è una guerra: in Russia

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In questi giorni vi sono state tensioni tra Usa, Ucraina, Kazakistan e la Russia nello spazio cibernetico. Il rischio proclamato più volte dall’intelligence americana si è concretizzato quando 70 siti web ucraini sono stati messi giù da una manina straniera identificata come russa.

Altro aspetto interessante, è stato quello della Nord Corea che in questo caos generale sta aggredendo la Russia e sta eseguendo attacchi al mondo delle criptovalute per rimpinguare le casse del suo poverissimo stato.

REvil è uno dei più prolifici gruppi parastatali russi che hanno raccolto milioni di dollari in questi anni ed hanno bloccato diverse società altamente tecnologiche con il loro ransomware, noleggiato anche terzi, con cui ha montato l’innovativo business criminale del Ransomware as Service.

L’operazione di polizia che li ha sgominati è stata messa in piedi direttamente dall’intelligence russa FSB e, secondo una fonte della redazione sul luogo, questa potrebbe essere espressione di una guerra geopolitica in atto che tende a diminuire la forza politica di Putin.

Se il gruppo è stato sgominato “su pressioni” dei paesi sotto costante attacco informatico della stessa Russia, la strategia di scambio è probabile, motivata dall’intavolare un dialogo collaborativo con i nemici e questo non gioverebbe a Putin.

Quello che non torna invece nel marasma generale, è che il gruppo era già sotto osservazione dei russi e pronto per essere arrestato in quelle che possiamo definire operazioni “spettacolo” di polizia e questo invece può fornire una lettura diversa: quella della vendita ai nemici di un problema per ottenere qualcosa in cambio.

Un aspetto che sembra più credibile con le informazioni che solitamente giungono dalla Russia di Putin. In caso contrario, ci troviamo dinanzi ad una vera crisi politica in terra sovietica che ha origine nell’istituzione statale più vicina a Putin e che potenzialmente può aprire le porte ad un insediamento occidentale.

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Asl Napoli Sud: i dati trafugati sono “irrilevanti”. Vaccini e tamponi sospesi per l’attacco? Una Bufala

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In questi giorni è scoppiata la rete informatica della ASL Napoli 3 a causa di un attacco informatico. Gli autori dell’attacco sono gli affiliati al noto ransomware group Sabbath. Alla luce di questo attacco, molti utenti hanno lamentato ritardi nelle piattaforme vaccinali regionali ed hanno collegato l’evento dell’attacco all’inceppamento delle procedure di tamponi e vaccini.

Peccato però che è una logica errata, come sembrerebbe errato l’interesse da parte delle forze dell’ordine di avviare una trattativa. Nel mentre il popolo della rete, esperti informatici soprattutto, si straccia le vesti per l’ennesimo attacco sferrato ai danni di una struttura sanitaria pubblica, spulciando nei dati rilasciati come sample di avvenuta intrusione, notiamo che le informazioni siano classificate come “amministrative” e quindi non “top secret”.

Secondo le indiscrezioni raccolte dalla redazione, non essendoci una forma top secret sui dati amministrativi, non c’è un interesse nel tutelarli. La pubblicazione dei dati non comporterebbe una guerra o un rischio serio per il paese, anzi, i dati amministrativi sono dati pubblici ed è per questo che le Autorità sembrerebbero essere tranquille. Un altro aspetto è che la pubblicazione delle informazioni trafugate, scoprirebbe tutti gli eventuali soggetti esposti, facendo agire le strutture informatica nella direzione di massima tutela dei diretti interessati.

L’Asl per conto suo ha fatto una segnalazione al Garante della Privacy, seguendo la solita prassi, ed il reparto informatico sta mettendo mano al ripristino degli svariati terabyte di dati che componevano l’infrastruttura di rete sanitaria dei comuni nell’area sud est della provincia di Napoli.

La questione dei ritardi nei vaccini e nei tamponi, anche questa volta non trova riscontri con l’attacco. Una fonte della redazione è stata categorica: “i dati dei soggetti interessati dalle campagne di vaccinazione e di prevenzione al Covid, viaggiano su una infrastruttura di rete diversa gestita dalla SORESA, che poi è collegata all’infrastruttura nazionale allestita in occasione del COVID”.

Anche questa volta non è stato l'”Hacker internazionale” la causa di una classica confusione logistica italiana nel campo medico sanitario.

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