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Trojan Bancari e altre minacce: come sopravvivere sulle piattaforme Android

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Gli esperti di sicurezza avvertono di un nuovo trojan bancario che porta il nome di xenomorph. Si nasconde nel Google Play Store e raggiunge gli smartphone delle sue vittime scaricando applicazioni. Il suo obiettivo è quello di rubare i dati bancari. Non è l’unico malware che ha reso insicuro il Play Store di recente. Scopri di più sulle minacce e su come puoi proteggerti da esse, per esempio attraverso misure preventive o la gestione delle password.

Il Trojan trovato nell’app Fast Cleaner

Fast Cleaner promette di migliorare le prestazioni dello smartphone rimuovendo i dati indesiderati dall’app. Tuttavia, quando la installi, stai scaricando un pericoloso malware sul tuo cellulare. Xenomorph utilizza la sovrapposizione dello schermo (“overlays“) per indurre l’utente a inserire nomi utente e password; inoltre raccoglie informazioni sui dispositivi infetti e legge i messaggi di testo degli utenti.

Questa caratteristica permette al malware di intercettare le credenziali di accesso dei conti bancari e degli account webmail. Può anche raccogliere i codici temporanei che si usano con l’autenticazione a due fattori e altre notifiche inviate al telefono via SMS.

Il Trojan può generare schermate false molto convincenti che sono simili a quasi 60 diverse applicazioni bancarie in Belgio, Italia, Portogallo e Spagna. È anche riuscito a spoofare schermate di login per Gmail, Google Play, Hotmail, Mail.com, Microsoft Outlook, PayPal e Yahoo Mail.

Thibot si nasconde nello scanner di codici QR

Un altro noto trojan bancario è thibot. Recentemente è tornato su Google Play dopo che Google lo aveva precedentemente rimosso dallo Store.

Si nascondeva in un’app chiamata “QR Code & Barcode – Scanner“, di cui ci sono molti nomi e funzioni simili. L’app è già stata scaricata più di 10.000 volte e ha ricevuto numerose recensioni di utenti, con la metà di loro che danno all’app cinque stelle. Tuttavia, l’app è poi scomparsa.

L’app è stata in grado di bypassare i meccanismi di verifica di Google Play perché è rimasta temporaneamente innocua dopo l’installazione. Tuttavia, chiede all’utente il permesso di installare un add-on. Questo include il download di software da una fonte sconosciuta e il download di un cavallo di Troia thibot.

Una volta installato, il componente aggiuntivo dannoso sfrutta le impostazioni di abuso di file Accessibility for Android (destinato agli utenti non vedenti o sordi) per controllare lo schermo del telefono, interagire con altre app e intercettare i messaggi di testo.

Questo significa che thibot come xenomorph non solo può intercettare le credenziali di accesso di conti bancari, webmail, social media e altri account sensibili. È anche in grado di rubare i codici di autenticazione a due fattori inviati o generati, progettati per impedire ai criminali informatici di accedere con password rubate.

Anche se Google verifica le app prima di aggiungerle, le app false continuano ad entrare nello Store (vedi sopra). Solo l’anno scorso, gli esperti di sicurezza hanno segnalato 151 app dannose con poco più di dieci milioni di download. E questo è solo un caso esposto in molti casi.

Se si vuole scaricare un’app sconosciuta, bisogna controllare bene le recensioni per vedere quali app il produttore offre ancora, e i numeri di download. Digitare il nome dell’applicazione nel motore di ricerca e qui potresti già ricevere delle notifiche che indicano un’app dannosa.

Come avete visto, una volta installato sugli smartphone degli utenti, è stato facile per un trojan rubare le credenziali di accesso. Con Password manager è possibile impedire ai criminali informatici di utilizzare la password rubata per gli altri account.

Perché molti utenti fanno l’errore di utilizzare la stessa password per più account per convenienza o ignoranza. Se una persona sconosciuta ruba una delle password, può anche ottenere l’accesso ad altri account.

Password Manager aiuta a creare password complesse e uniche, memorizzarle e gestirle in un caveau virtuale. Anche se un hacker ruba le credenziali da uno dei tuoi account, non può usarle su altri account.

Virus Scanner Sì o No?

Se si usa solo il Play Store, non c’è necessariamente bisogno di un antivirus aggiuntivo perché con Google Play per la protezione Il Play Store ha già un buon scanner di virus integrato.

Tuttavia, se si scaricano app da fonti sconosciute, non c’è niente di male nel cercare un Virus Scanner con funzioni di sicurezza aggiuntive.

Per proteggersi da malware e trojan, bisogna fare attenzione a dove si prendono le app. La fonte più sicura è il Play Store con Google Play Protect. Inoltre, bisogna dare un’occhiata più da vicino ai permessi richiesti dall’app. Se l’app richiede troppi permessi, è meglio cercare un’alternativa. Bisognerebbe anche:

  • installare regolarmente gli aggiornamenti per il tuo sistema e le app,
  • attivare tutte le funzioni di sicurezza (crittografia, PIN, ecc.)
  • proteggere le tue password con un password manager.
  • Anche i backup regolari sono essenziali.

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Attacco ransomware ad Acea: tornano online i sistemi

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Tempo di lettura: < 1 minuto. Panico durato 24 ore circa, ma sembrerebbe che il peggio è passato

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Il gruppo Acea è stato colpito da un attacco ransomware della gang Black Basta che non ha risparmiato la società dal pretendere un riscatto. Il gruppo è stato colpito nei suoi sistemi ed il sito Internet risulta essere offline.

Sembrerebbero esserci buone notizie secondo quanto riferito da una fonte interna alla società interpellata da Matrice Digitale:

da ieri sera (3 febbraio ndr) funzionano di nuovo i sistemi. è stato un problema serio lavorare senza sistemi per gestire l’operatività tuttavia, non sono riusciti ad acquisire i dati degli utenti.

Il sito Internet è ancora offline, ma l’attacco ha portato un disservizio tecnico a dipendenti e clienti senza intaccare i dati con una violazione.

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PlugX, il malware si diffonde via USB. A rischio anche PC air gapped

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Tempo di lettura: 3 minuti. Una volta caricato e decrittografato in memoria, il malware infetta l’host e tutti i dispositivi USB rimovibili collegati

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L’Unit 42 incident response team di Palo Alto Networks avrebbe scoperto di recente una nuova variante del malware PlugX distribuita tramite dispositivi USB rimovibili e prendendo di mira i PC Windows.

La scoperta sarebbe avvenuta durante l’analisi di un attacco ransomware Black Basta rilevando diversi campioni e strumenti malware sui dispositivi delle vittime: il Tool ted-teaming Brute Ratel C4, il malware GootLoader e un vecchio campione PlugX.

Il malware PlugX

Come precisato dai ricercatori, il malware PlugX esiste da più di un decennio ed è stato utilizzato da molti gruppi di criminalità informatica nation-state. In particolare PlugX è stato osservato in molti attacchi informatici di alto profilo, come quello del 2015 responsabile della violazione dell’Office of Personnel Management (OPM) del governo degli Stati Uniti.

La specialità di PlugX è il DLL side loading ovvero lo sfruttamento di file legittimi per ottenere l’esecuzione di codice arbitrario.

In questo caso, gli attori delle minacce hanno deciso di dirottare un popolare e gratuito strumento di debug open source per Windows chiamato x64dbg utilizzato per analisi e reverse engineering.

In questo caso, gli attori hanno utilizzato il debugger a 32 bit di x64dbg. All’esecuzione di x32dbg.exe, Microsoft Windows cercherà tutti i file necessari per eseguire l’applicazione. In questo attacco DLL side loading è una copia non firmata della DLL X32bridge.dll legittima ad essere caricata per cercare localmente il file payload crittografato x32bridge.dat ovvero il malware PlugX.

https://unit42.paloaltonetworks.com/plugx-variants-in-usbs/

Una volta caricato e decrittografato in memoria, il malware infetta l’host e tutti i dispositivi USB rimovibili collegati.

La tecnica utilizzata per nascondere file nelle USB

Una volta che un dispositivo USB viene infettato, tutti i nuovi file scritti nella cartella principale del dispositivo USB dopo l’infezione vengono spostati in una cartella nascosta all’interno del dispositivo stesso.

La tecnica utilizzata dal malware PlugX per nascondere tali file prevede l’utilizzo di un determinato carattere Unicode. Ciò impedisce a Windows Explorer e ai comandi shell di visualizzare la struttura della directory USB e qualsiasi file, nascondendoli alla vittima.

Il carattere Unicode utilizzato per le directory sarebbe “00A0″(un carattere chiamato no-break space). Tale carattere impedisce al sistema operativo Windows di eseguire il rendering del nome della directory, nascondendolo.

Per ottenere l’esecuzione del codice del malware dalla directory nascosta, viene creato un file di collegamento di Windows .lnk nella cartella principale del dispositivo USB“, si legge nel rapporto.

In pratica il malware crea un file “desktop.ini” nella directory nascosta per specificare l’icona del file .lnk nella cartella principale, facendolo apparire come un’unità USB per ingannare la vittima. Nel frattempo, una sottodirectory chiamata “RECYCLER.BIN” ospita copie del malware sul dispositivo USB.

Conclusioni

Grazie a questa capacità di eludere il rilevamento, il malware PlugX può continuare a diffondersi e potenzialmente passare a reti con air gapped.“, commentano i ricercatori Unità 42 Mike Harbison e Jen Miller-Osborn e concludono, “La scoperta di questi campioni indica che lo sviluppo di PlugX è ancora vivo e vegeto tra almeno alcuni aggressori tecnicamente esperti e rimane una minaccia attiva.”

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Cybertech Global, il Vice Direttore di ACN è speaker a Tel Aviv

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Il Vice Direttore Generale, dott.ssa Nunzia Ciardi, partecipa come speaker al Cybertech Global di Tel Aviv, evento di portata mondiale che raggruppa le industrie del settore e al contempo i decision-maker pubblici e privati. L’intervento della dott.ssa Ciardi ha avuto come tema “Leadership e coordinamento: due ingredienti per una buona cooperazione internazionale in materia di cybersicurezza”.

“Gli attacchi informatici si stanno evolvendo, diventando sempre più pervasivi e insidiosi in tutti i settori della società. In termini di cooperazione internazionale dobbiamo agire sulla base della consapevolezza condivisa che queste minacce informatiche necessitano di una risposta coordinata perché mettono in pericolo istituzioni, organizzazioni e individui in ogni paese – ha detto nel corso del suo intervento – In questa prospettiva, cerchiamo di affrontare le minacce e gli attacchi informatici adottando un approccio globale alla sicurezza informatica che preveda il coinvolgimento, e il contributo attivo, di tutte le parti interessate. Ciò implica una maggiore cooperazione a livello internazionale perché il Cyber è una dimensione senza confini e altamente interconnessa che richiede di superare una visione miope, concentrata sulle sole realtà nazionali”.

Il Cybertech Global è un momento di confronto sulle ultime novità tecnologiche, le sfide e le soluzioni per combattere le minacce cyber.

Il Piano di Implementazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza contiene delle misure (dalla 75 all’81) dedicate alla cooperazione internazionale. L’Agenzia mira a creare un solido ecosistema cyber con i partner mondiali e a rafforzare il partenariato pubblico-privato nell’ottica della prevenzione e gestione degli incidenti cyber.

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