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Dopo l’arresto di REvil, trema il Dark Web

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La società di sicurezza informatica Trustwave ha scoperto che l’arresto del 14 gennaio messo in piedi dall’FSB russo in sfavore della banda di ransomware REvil ha causato paura e ansia nell’universo clandestino del crimine informatico. Dopo aver analizzato alcune discussione nei forum clandestini del dark web, Trustwave ha scoperto che i criminali informatici, una volta al sicuro, oggi ritengono di poter finire in prigione e hanno preso in considerazione la possibilità di trasferirsi.

Il servizio di sicurezza interno russo ha affermato che l’operazione è avvenuta su richiesta delle autorità statunitensi per affrontare gli attacchi ransomware provenienti dal Paese.

L’FSB ha affermato di aver sequestrato 426 milioni di rubli (circa $ 5,6 milioni), $ 600.000 in dollari USA, Є500.000 in euro e 20 auto di lusso dopo aver arrestato 14 membri della ransomware gang REvil.

Una eventuale collaborazione tra FSB russo e Stati Uniti fa molta paura ed ha aumentato l’ansia nei circoli clandestini. “Questo è un grande cambiamento” pensano in molti. “Non ho alcun desiderio di andare in galera”, ha esclamato un utente attivo nei forum criminali. Dalla Russia ci potrebbe essere una fuga di capitali annessa a menti criminali verso altri lidi come India, Cina, Medio Oriente o Israele.

Queste preoccupazioni hanno confermato che le bande di ransomware percepivano la Russia come un rifugio per le loro attività criminali. Tuttavia, lasciare la patria del Cremlino può solo aumentare le possibilità di arresto ed estradizione negli Stati Uniti come avvenne per il fondatore di Alpha Bay: estradiato dalla Thailandia e morto in carcere “suicida” nel Canada che lo riaccolse a braccia aperte.

Le lavanderie di criptovalute sotto osservazione

Sembrerebbe che l’FBI stia prendendo di mira gruppi di ransomware attraverso gli exchange di denaro liquido e di criptovalute, che si sospettano stiano collaborando con l’FBI a Mosca e di aver prestato le loro collaborazioni negli interrogatori.

La vera sorpresa per molte gang criminali specializzate nei ransomware è quella di non essere protette dallo stato e, visti gli ultimi risvolti, chi credeva il contrario, adesso deve cambiare idea.

In un momento di panico generale, aumenta anche la diffidenza nei confronti degli amministratori dei forum online, adducendo una attività di informazione da parte di qualche admin in favore delle forze dell’ordine e molto probabilmente si tratterebbe di una persona soprannominata RED \ KAJIT, amministratore del forum Ramp, sospettato di lavorare per la controparte. Gli amministratori dei forum fanno paura anche perchè hanno accesso alle informazioni sui membri e potrebbero condividerle con le agenzie di sicurezza come parte di un patteggiamento o per incentivi come ricompense finanziarie.

C’era già aria di guai in giro per Mosca e Sanpietroburgo

Trustware ha analizzato la conversazione di un membro che prevedeva nel novembre 2021 che gli arresti sarebbero avvenuti entro due mesi. Tuttavia, alcuni credevano di poter evitare l’arresto e continuare le loro attività di ransomware. Un membro ha offerto diverse soluzioni per eludere le forze dell’ordine nel caso in cui l’FSB russo avesse collaborato con le autorità statunitensi. Ha consigliato di utilizzare Tor per l’anonimato, archiviare risorse digitali rubate su diversi computer e utilizzare la crittografia. Inoltre, ha consigliato ai criminali informatici di evitare inutili chiacchiere sul dark web, aggiungendo che “ora è pericoloso scrivere qualsiasi cosa, ovunque“. Ha anche avvertito che le telecamere a circuito chiuso erano ovunque a Mosca e San Pietroburgo, un enorme rischio per la sicurezza dei criminali informatici coinvolti nel ritiro fisico di denaro estorto.

REvil ha pestato i piedi sbagliati

Altri partecipanti alle discussioni nel dark web hanno incolpato il gruppo ransomware REvil per aver attirato l’attenzione, attaccando organizzazioni multimiliardarie in paesi potenti come gli Stati Uniti, vantandosi di ciò.

Un membro ha sottolineato che “essere una superstar nel nostro business è una pessima idea”. “Era necessario pensare prima di scalare e crittografare aziende, scuole e stati multimiliardari”, ha affermato. “Con chi hanno osato competere?”

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Cina pubblica “Libro Bianco” di Internet e lo consiglia ai paesi per il controllo delle informazioni

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Tempo di lettura: 2 minuti. E’ arrivato il modello cinese da esportare in altre democrazie?

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Il regime comunista cinese ha recentemente pubblicato un Libro Bianco riguardante la “regola del diritto” per Internet, dichiarando apertamente le sue intenzioni di esportare la sua “esperienza” nel totalitarismo digitale ad altri paesi. Esperti sottolineano che il Libro Bianco del Partito Comunista Cinese (PCC) indica che le autorità cinesi sono in grado di controllare completamente Internet utilizzando la tecnologia moderna e che il suo modello di controllo si è effettivamente già diffuso nel resto del mondo.

Il 16 marzo, l’Ufficio di Informazione del Consiglio di Stato del regime ha emesso il Libro Bianco intitolato “La costruzione della regola del diritto di Internet della Cina nella nuova era”. Il documento, lungo quasi 18.000 parole e pubblicato in otto lingue, afferma che il regime intende “rafforzare gli scambi internazionali e la cooperazione sulla regola del diritto di Internet” e “condividere esperienze e pratiche” con altri paesi.

Il portavoce dell’Ufficio di Informazione del Consiglio di Stato ha dichiarato che la “regola del diritto di Internet” del regime include la “promozione integrata della legislazione online, dell’applicazione della legge online, della giurisdizione online, della divulgazione del diritto online e dell’educazione legale online”.

Lai Chung-chiang, convocatore del think tank Economic and Democratic United di Taiwan e avvocato in esercizio, ha affermato che l’impero digitale totalitario del PCC incorpora ogni mossa delle persone nell’ambito della supervisione del governo su Internet.

Le autorità cinesi monitorano ogni mossa dei cittadini attraverso vari sistemi di monitoraggio, riconoscimento facciale, codici di salute digitali e codici di sicurezza. Il Libro Bianco del PCC sottolinea che la gestione di Internet coinvolge la partecipazione di più parti, tra cui il governo, le imprese, le organizzazioni sociali e gli utenti di Internet.

Il documento afferma inoltre che il PCC è disposto a lavorare con la comunità internazionale per “promuovere congiuntamente il processo di regola del diritto nella governance globale di Internet”. Nel frattempo, l’agenzia di stampa statale Xinhua News ha diffuso un discorso del leader del PCC, Xi Jinping, intitolato “Esplorare la costruzione di un dialogo globale sulla civiltà e la cooperazione su Internet” durante l’incontro ad alto livello del PCC in dialogo con i partiti politici mondiali il 15 marzo.

Wang He, osservatore della Cina e collaboratore di Epoch Times, ha affermato che il PCC ha sempre esportato il totalitarismo su Internet ad altri paesi. La strategia prevede l’esportazione della dittatura cibernetica attraverso il progetto economico-politico dell’Iniziativa Belt and Road

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Bard, l’intelligenza artificiale di Google, disponibile in anteprima in alcuni paesi

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Tempo di lettura: < 1 minuto. Google cerca feedback dagli utenti

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Bard, l’assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale di Google, è ora disponibile per i primi test negli Stati Uniti e nel Regno Unito tramite bard.google.com. Google spera di raccogliere preziosi feedback dagli utenti per migliorare il suo chatbot in fase di sviluppo.

L’intelligenza artificiale di Google si basa su un “grande modello linguistico di ricerca (LLM)”, una versione ottimizzata e più leggera di LaMDA. A differenza di ChatGPT di OpenAI, che utilizza un database proprietario, Bard sfrutta le risorse estratte direttamente dal web.

Google prevede di sostituire la versione leggera di LaMDA con modelli più avanzati per ridurre gli errori attualmente presenti nelle risposte dell’IA. Nel frattempo, Google ha anche chiesto ai suoi dipendenti di correggere le risposte sbagliate fornite da Bard.

L’obiettivo di Google è proporre l’intelligenza artificiale in due modalità: integrando gli LLM in Search e come esperienza complementare a Search. Durante questa fase sperimentale, Bard offrirà agli utenti la possibilità di scegliere la risposta migliore da sottoporre all’IA per ulteriori domande.

Google afferma di aver integrato misure di protezione per garantire qualità e sicurezza nelle interazioni con l’IA, come limitare il numero di scambi in un dialogo per mantenere le conversazioni pertinenti e utili.

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Ferrari colpita da attacco hacker. Orlowski “avvisa” Barilla e Lamborghini

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Ferrari S.p.A. è stata recentemente contattata da cybercriminali che chiedevano un riscatto per alcuni dati dei clienti. La casa automobilistica ha avviato un’indagine con una società di cybersicurezza e informato le autorità. Ferrari ha deciso di non pagare il riscatto, in quanto finanzierebbe attività criminali e perpetuerebbe gli attacchi. L’azienda ha preferito informare i clienti sull’incidente e sulla possibile esposizione dei loro dati. Ferrari sta lavorando con esperti esterni per rafforzare ulteriormente i propri sistemi e conferma che l’attacco non ha influenzato le operazioni aziendali.

Le previsioni di Orlowski su chi sarà il prossimo

Se oggi è capitato a Ferrari, nei prossimi mesi c’è il rischio dalle analisi svolte da Metatron, applicativo sviluppato da Orlowski, che Automobili Lamborghini S.p.A., Ducati Motor Holding, Parmalat Italia S.p.A., Barilla Group, Impresa Pizzarotti & C. S.p.A., Max Mara Fashion Group, Coccinelle, Lactalis Group possono essere coinvolte in diversi data breach da esporre clienti, fornitori e catena di montaggio.

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