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Log4j: la Cina sospende l’accordo con Alibaba, che si pente

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Il regolatore internet della Cina, il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT), ha temporaneamente sospeso una partnership con Alibaba Cloud, la filiale di cloud computing del gigante dell’e-commerce Alibaba Group, per sei mesi a causa del fatto che non è riuscito a informare tempestivamente il governo su una vulnerabilità di sicurezza critica che colpisce la libreria di Log4j ampiamente utilizzata.

La fonte di questa notizia è un rapporto del 21st Century Business Herald, un quotidiano cinese di business-news.

Alibaba Cloud non ha immediatamente segnalato le vulnerabilità nel popolare framework di log open-source Apache Log4j2 al regolatore delle telecomunicazioni della Cina“, riferisce Reuters. “In risposta, il MIIT ha sospeso una partnership di cooperazione con l’unità cloud per quanto riguarda le minacce di cybersecurity e le piattaforme di condivisione delle informazioni”.

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Tracciata come CVE-2021-44228 (punteggio CVSS: 10.0) e chiamata in codice Log4Shell o LogJam, la catastrofica falla nella sicurezza permette ad attori malintenzionati di eseguire da remoto codice arbitrario ottenendo una stringa appositamente creata e registrata dal software.

Log4Shell è venuto alla luce dopo che Chen Zhaojun del team di sicurezza di Alibaba ha inviato una e-mail avvisando la Apache Software Foundation (ASF) il 24 novembre circa la falla, aggiungendo che “ha un grande impatto”. Ma proprio mentre la correzione veniva messa in atto, i dettagli della vulnerabilità sono stati condivisi su una piattaforma di blogging cinese da un attore non identificato l’8 dicembre, inviando il team Apache a rilasciare una patch il 10 dicembre.

Dopo la divulgazione pubblica del bug, Log4Shell è stato soggetto a un diffuso sfruttamento da parte di attori minacciosi per prendere il controllo dei server suscettibili, grazie all’uso quasi onnipresente della libreria, che può essere trovata in una varietà di servizi consumer e aziendali, siti web e applicazioni – così come nei prodotti tecnologici operativi – che si basano su di essa per registrare informazioni sulla sicurezza e sulle prestazioni.

Nei giorni successivi, ulteriori indagini su Log4j da parte della comunità di cybersicurezza hanno scoperto altre tre debolezze nello strumento basato su Java, spingendo i manutentori del progetto a distribuire una serie di aggiornamenti di sicurezza per contenere attacchi reali che sfruttano le falle.

Il Governo colpisce, detta nuove linee, e Alibaba si scusa


Il pushback del MIIT arriva mesi dopo che il governo cinese ha emesso nuovi regolamenti di divulgazione delle vulnerabilità più severi che incaricano i fornitori di software e di rete colpiti da falle critiche, compresi i ricercatori, di segnalare in prima persona alle autorità governative entro e non oltre due giorni.

Nel mese di settembre, il Governo ha lanciato una direttiva “sulla sicurezza del cyberspazio e i database professionali delle vulnerabilità” per la segnalazione delle vulnerabilità di sicurezza nelle reti, app mobili, sistemi di controllo industriale, auto intelligenti, dispositivi IoT, e altri prodotti internet che potrebbero essere presi di mira da attori minacciosi.

Dopo che il regolatore della sicurezza internet cinese ha abbandonato Alibaba Cloud dalla sua partnership di cyber threat intelligence per sei mesi, la società di cloud computing ha detto che avrebbe lavorato per migliorare la sua gestione del rischio, sostenendo di non aver compreso appieno la gravità della falla ed è per questo che non ha condiviso i dettagli con il governo in modo tempestivo.

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La Nord Corea fa soldi derubando le piattaforme di criptovalute

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Gli operatori associati al sottogruppo Lazarus BlueNoroff sono stati collegati a una serie di cyberattacchi rivolti a piccole e medie imprese in tutto il mondo con l’obiettivo di drenare i loro fondi in criptovaluta, in quella che è un’altra operazione criminale con scopi finanziari messa in piedi dal prolifico attore nordcoreano sponsorizzato dallo stato.

La società russa di cybersicurezza Kaspersky, che sta seguendo le intrusioni sotto il nome di “SnatchCrypto“, ha notato che la campagna è in corso dal 2017, aggiungendo che gli attacchi sono rivolti alle startup del settore FinTech situate in Cina, Hong Kong, India, Polonia, Russia, Singapore, Slovenia, Repubblica Ceca, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Ucraina e Vietnam.

Gli aggressori hanno abusato sottilmente della fiducia dei dipendenti che lavorano nelle aziende prese di mira, inviando loro una backdoor Windows completa con funzioni di sorveglianza, mascherata da un contratto o un altro file aziendale“, hanno detto i ricercatori. “Al fine di svuotare alla fine il portafoglio di criptovalute della vittima, l’attore ha sviluppato risorse estese e pericolose: infrastrutture complesse, exploit e impianti di malware“.

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Ucraina sotto attacco informatico: 70 siti web buttati giù dalla manina russa.

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Non meno di 70 siti web gestiti dal governo ucraino sono andati offline venerdì per ore in quello che sembra essere un attacco informatico coordinato in mezzo alle crescenti tensioni con la Russia.

“Come risultato di un massiccio attacco informatico, i siti web del Ministero degli Affari Esteri e un certo numero di altre agenzie governative sono temporaneamente giù“, ha twittato Oleg Nikolenko, portavoce del MAE.

Il Servizio di sicurezza dell’Ucraina, l’autorità di polizia del paese, ha alluso a un possibile coinvolgimento russo, puntando il dito contro i gruppi apt associati ai servizi segreti russi, mentre marchiava le intrusioni come un attacco alla catena di approvvigionamento che ha riguardato la compromissione della “infrastruttura di una società commerciale che aveva accesso ai diritti di amministrare le risorse web colpite dall’attacco“.

Proprio nei giorni precedenti, vi è stato un annuncio dell’intelligence americana per quel che concerne il rischio delle infrastrutture informatiche kazake e ucraine di essere attaccate, mentre con questa ultima operazione di defacing dei siti web istituzionali torna alla memoria il periodo degli attacchi firmati dall’apt russo Sandworm.

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Arrestata la Ransomware gang Revil. Venduta dalla Russia ad Usa ed Europa

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Il gruppo ReVil è stato soppresso dall’intelligence russa. E’ la notizia più importante del momento se consideriamo le crisi informatiche degli ultimi giorni che hanno causato squilibri politici in Kazakistan ed Ucraina secondo molti ad opera degli stessi russi. Il video della cattura da parte dell’FSB di alcuni dei componenti di una delle ransomware gang più temute nel pianeta è stato pubblicato online dalla giornalista del Washington Post Mary Ilyushina.

La giornalista ha dichiarato pubblicamente che, secondo le sue fonti, la richiesta di arresto da parte dei servizi segreti russi sia stata una cortesia alle pressioni degli USA, ma l’inusitata operazione di polizia che cade all’indomani delle accuse di attacchi informatici di tipo militare ai danni dei due paesi dell’ex Unione Sovietica, fa sollevare sospetti su una mediazione avvenuta tra Usa, Europa ed i russi. Nel corso dei blitz sono stati rinvenuti molti contanti, sia di valuta russa che di dollaro statunitense, oltre agli attrezzi del mestiere come dispositivi informatici.

Chi è Revil?

Il gruppo Revil è ideatore dell’omonimo ransomware ed è stato uno dei primi gruppi criminali a fornire un sistema di ransomware as service temuto anche dalla polizia internazionale per la sua propagazione su larga scala. Le vittime di Revil sono state molte in questi anni ed anche illustri se consideriamo Quanta technologies, Lady Gaga, Donald Trump e molti altri ancora.

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