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Windows 10, Linux, iOS 15, Iphone 13, Chrome e molti altri bucati alla Tianfu Cup

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Ogni giorno gruppi di intelligence frequentano gli “sconosciuti ai più” mercati grigi dove stakeholders propongono prodotti di hacking esclusivi come zero day o exploit di ogni cosa abbia un codice sorgente. Un’attività che oggi ha un valore elevato visto che per un bug o una vulnerabilità sconosciuta, i dati dei milioni di consumatori che ogni giorno usano un browser, un determinato software od un sistema operativo sono a rischio.

L’utilizzo che prevalentemente si fa è di natura militare, ma è evidente l’utilità anche in ambito criminale dove chi ha accesso indisturbato ai dispositivi tramite il sistema operativo o un programma specifico, può effettuare qualsiasi tipo di attacchi.

Tianfu Cup

Da quattro anni a questa parte, in Cina si disputa la Tianfu Cup: un vero concorso internazionale di cybersecurity tenutosi nella città di Chengdu, Cina. La Tianfu Cup nasce per creare un contest di ricercatori cinesi ai quali è stato vietato di concorrere nei concorsi internazionali dal governo cinese. Il motivo? Semplicemente perché svelare al mondo bug di sicurezza informatica, fa perdere allo stato asiatico la possibilità di sfruttare le vulnerabilità che i propri cittadini scoprono per fini militari. I premi messi in palio dagli organizzatori sono milionari e questo rende l’evento ancora più appetibile per le società di sicurezza informatica che lavorano nella nazione dove Zte e Huawei hanno le proprie radici. Il Format utilizzato semplice: nel giugno 2021 sono state fornite le indicazioni per la partecipazione dove essenzialmente sono stati dati 4 mesi di tempo ai gruppi in gara per violare i softwares per poi presentarli nel corso della manifestazione in 5 minuti sia eseguendoli sia avviandoli per dimostrare la loro efficacia. A vincere è stata Kunlun Lab con 654.500 dollari per un exploit di successo in iOS 15, su Iphone 13 rilasciato pochi mesi fa, tra cui un difetto di esecuzione di codice remoto in Safari mobile avvenuto entro i 15 secondi di tempo. I ricercatori della società di cybersicurezza hanno anche bucato Google Chrome “per ottenere i privilegi del livello del kernel del sistema Windows con solo due bug”.

Aggiornate sempre i dispositivi

Negli ultimi anni, i maggiori produttori di dispositivi e software ci consigliano sempre di aggiornare i nostri prodotti digitali. Quindi l’aggiornamento costante e continuo dei sistemi operativi e dei programmi che essi ospitano è l’attività principale di customer care, perpetua tra l’altro, delle aziende tecnologiche. Per anni abbiamo vissuto con il mito del sistema chiuso più sicuro del sistema aperto, con alcuni dispositivi più inclini ad essere bucati, ma la Tianfu Cup ha sfatato definitivamente queste leggende metropolitane ed in effetti c’è poco da stare sicuri e tranquilli visto che, pur non sapendo l’utilizzo che ne verrà fatto delle vulnerabilità scoperte, mostrare al mondo la forza di diversi team autoctoni nello scardinare le difese delle migliori aziende del mondo che investono miliardi di dollari nella sicurezza informatica, ha un sapore anche di atto dimostrativo nel campo della potenza militare.

Linux, Windows e Apple e molti altri violati

Il risultato delle violazioni mostrate è incredibile ed ha fruttato ben 1,8 milioni di dollari in premi. La cronaca della competizione ci ha raccontato una percentuale di successo elevata tranne che per il NAS Synology DS220j, dello smartphone Xiaomi Mi 11 e di un veicolo elettrico cinese senza nome. La lista dei programmi bucati è impressionante non solo per il numero, ma per la qualità delle aziende produttrici di cui noi occidentali ci fidiamo ogni giorno, affidandogli qualsiasi tipo di nostro dato personale. Segue l’elenco:

  • Adobe PDF Reader
  • Apple iPhone 13 Pro (con iOS 15)
  • Apple Safari
  • ASUS RT-AX56U
  • Docker CE
  • Google Chrome
  • Microsoft Exchange Server
  • Microsoft Windows 10
  • Parallels Desktop
  • QEMU VM
  • Ubuntu 20/CentOS 8
  • VMware ESXi
  • VMWare Workstation

Linux “la piattaforma per esperti e hacker”, la bistrattata Windows e la “sicura perché chiusa” Apple, rendono l’idea di come la minaccia informatica non solo provenga da ogni parte del mondo, ma esistono paesi avanzati come la Cina che investono quotidianamente su risorse qualificate per intromettersi nella sfera digitale del resto del mondo. E’ anche singolare il fatto che nella lista diffusa dalla Tianfu Cup non siano stati comunicati brand cinesi: sarà forse perché le aziende tecnologiche con gli occhi a mandorla sono espressione del governo stesso? Meglio lavarsi i bug in casa propria.

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Attacchi DDoS: Provider Ip sono le nuove vittime preferite.

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Gli attori delle minacce innovano e ripensano continuamente i loro schemi di attacco, così come i destinatari degli attacchi. Questo è chiaramente visibile nel loro obiettivo dei fornitori di servizi VoIP (Voice over Internet Protocol), come evidenziato nel rapporto sulle minacce di NETSCOUT per il 2° semestre 2021.

Perché prendere di mira i provider VoIP?

La risposta breve è il guadagno economico. Gli aggressori sanno che la distruzione dei provider VoIP che forniscono servizi a un gran numero di clienti è molto dolorosa e quindi è adatta per l’estorsione.

Gli aggressori informatici hanno lanciato tre campagne di attacco DDoS (Distributed Denial-of-Service) a livello mondiale nel 2021 un nuovo sorprendente risultato portato a termine da un emulatore di REvil, Lazarus Bear Armada (LBA) e Fancy Lazarus. Ma gli attori delle minacce non si sono limitati a incrementare tali attacchi globali.

Hanno anche concentrato l’attenzione su obiettivi apparentemente ignorati in passato, come dimostrano gli attacchi contro i provider VoIP. In un caso, un attacco DDoS di estorsione condotto dall’emulatore REvil ha provocato una perdita di fatturato stimata in diversi milioni di dollari per il provider VoIP.

Inizialmente, i fornitori VoIP al dettaglio e all’ingrosso con sede nel Regno Unito sono stati gli obiettivi della campagna. Sono seguiti attacchi contro operatori VoIP dell’Europa occidentale e del Nord America. L’impatto massiccio dell’attacco è stato rivelato quando un singolo grossista VoIP ha presentato un modulo alla Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense, stimando il costo totale dell’attacco DDoS tra i 9 e i 12 milioni di dollari.

Ma gli aggressori non si sono fermati qui. Diversi provider VoIP di tutto il mondo sono stati messi offline a seguito di campagne di estorsione DDoS. Per comprendere meglio questi attacchi, è utile sapere che i provider VoIP e le loro infrastrutture rientrano in due verticali principali, definiti dai codici del Sistema di classificazione industriale nordamericano: tutte le altre telecomunicazioni e l’hosting di elaborazione dati e servizi correlati (cloud computing).

I provider VoIP che rientrano nel codice “tutte le altre telecomunicazioni” hanno registrato un aumento del 93% degli attacchi rispetto alla prima metà del 2021. Nel frattempo, si è registrato un netto aumento degli attacchi contro i provider VoIP che rientrano nel codice “hosting di elaborazione dati e servizi correlati“, soprattutto quelli situati nell’area EMEA. In effetti, i provider VoIP della categoria “hosting di elaborazione dati e servizi correlati” sono stati il principale obiettivo in EMEA nella seconda metà del 2021.

In diversi casi, tra cui quelli elencati di seguito, i provider VoIP hanno riconosciuto pubblicamente gli attacchi.

L’amministratore delegato di bandwidth.com ha rilasciato una dichiarazione nel settembre 2021 in cui riconosceva che l’azienda era stata presa di mira con attacchi DDoS continui. “Anche se abbiamo attenuato gran parte dei danni previsti, sappiamo che alcuni di voi sono stati colpiti in modo significativo da questo evento“.

Nel settembre 2021 Bleeping Computer ha riferito che il provider VoIP VoIP.ms è stato colpito da un attacco DDoS che ha preso di mira i suoi server di nomi DNS. L’attacco ha interrotto i servizi di telefonia, tra cui perdita di servizio, caduta delle chiamate, scarse prestazioni e impossibilità di inoltrare le linee. Un attore di minacce che sostiene di essere REvil ne ha rivendicato la responsabilità e avrebbe detto che l’attacco poteva essere fermato per un bitcoin, o l’equivalente di 45.000 dollari.

ZDNet ha riportato che anche Voip Unlimited, con sede nel Regno Unito, è stata colpita da un attacco DDoS a settembre da un gruppo che sostiene di essere REvil. L’amministratore delegato di Voip Unlimited ha dichiarato che l’azienda è stata colpita da un attacco DDoS allarmante e sofisticato, collegato a una “colossale richiesta di riscatto“, che ha causato la perdita intermittente o totale dei servizi.

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Australia: sgominata rete di spaccio nel dark web

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Un’associazione criminale è stata smantellata e due uomini di Sydney sono stati incriminati per la presunta fornitura di droghe illegali attraverso il dark web. Un mercato che forniva droghe e sostanze riservate in cambio di criptovaluta è stato identificato dalla polizia prima di effettuare irruzioni nelle case di Chatswood e Rose Bay.

Gli agenti hanno trovato più di 100 grammi di cocaina e MDMA, tre chilogrammi di polveri ritenute droghe, migliaia di compresse sconosciute e 17 chilogrammi di lecca-lecca sospettati di essere addizionati di THC. Polveri ritenute droghe illegali sequestrate durante i raid a Sydney su un’organizzazione del dark web. Capsule e polveri ritenute droghe illegali sono state trovate durante un raid della polizia.

Sono stati inoltre sequestrati quasi 60.000 dollari in contanti, oltre a dispositivi elettronici, criptovalute e un anello di fidanzamento del valore di 100.000 dollari che si ritiene essere il provento del crimine. È stata perquisita anche un’attività commerciale a Rose Bay.
Un uomo di 33 anni è stato arrestato nella casa di Chatswood e un uomo di 39 anni è stato arrestato nella casa di Rose Bay.

Un anello di fidanzamento e altri oggetti legati alla droga sono stati sequestrati durante un raid a Sydney contro un’organizzazione del dark web.
Un anello di fidanzamento e altri oggetti legati alla droga sono stati sequestrati durante le perquisizioni a Chatswood e Rose Bay. Entrambi gli uomini sono stati portati alla stazione di polizia di Surry Hills.
La polizia sosterrà in tribunale che gli uomini sono stati coinvolti in più di 30.000 transazioni di droga individuali dal 2015, con almeno 1,16 milioni di dollari in criptovaluta ricevuti in un periodo di 12 mesi“, hano dichiarato gli agenti del NSW in un comunicato.
Alla coppia è stata rifiutata la libertà su cauzione e comparirà in tribunale oggi.
Il sovrintendente Matthew Craft ha dichiarato che i due uomini erano presumibilmente a capo di una “rete di approvvigionamento di droga ben attrezzata” condotta attraverso il dark web.
In termini di scala, questa operazione è una delle più sofisticate che abbiamo mai visto, sia per quanto riguarda la quantità di droghe illecite commercializzate, sia per quanto riguarda la distribuzione e il confezionamento“, ha dichiarato.

Accuseremo i profitti che questi due uomini stavano raccogliendo come risultato di questi traffici illeciti erano così vasti che sono stati fatti dei tentativi per riciclare i fondi in criptovaluta e in contanti usando terze parti“.

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Schermo Blu su Windows 11: Sophos risolve il problema

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Sophos ha risolto il problema dello schermo blu rilasciando un aggiornamento disponibile al seguente link come evidenziato dal ricercatore @sonoclaudio su Twitter

“Schermo blu” la denuncia degli utenti che hanno aggiornato Windows 11

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