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L’effetto Zelensky è già svanito? Analisi OSINT del comico candidato al Nobel per la Pace

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Zelensky è il personaggio del momento? Non più a quanto pare. Matrice Digitale è stata le prime testate a fornire un’analisi dei primi giorni del conflitto ucraino ed ha pubblicato da subito i dati dell’esplosione del fenomeno Zelensky.

Boom di Zelensky, ma la guerra non è tra Ucraina e Russia, Bensì di Putin contro l’occidente

Da non sottovalutare c’è il fatto che l’occidente ha stretto la morsa nei confronti di tutte le voci informative a favore della Russia creando una echo room di dissenso univoco sui suoi canali.

Premessa dovuta ai nostri lettori: il fatto che si analizzi la portata del fenomeno di Zelensky non è direttamente proporzionale alla non condanna da parte della redazione nei confronti di una guerra condannata da chi scrive sotto tutti i punti di vista.

Zelensky nell’ultimo mese è esploso come figura su Twitter, luogo scelto per comunicare ai cittadini del mondo le ragioni dell’Ucraina e la richiesta continua di aiuti, composti per lo più da armamenti utili a dare maggior vigore ed efficacia alla resistenza di un esercito e di una popolazione partiti già sconfitti rispetto all’imponente esercito russo.

Entrando nel merito del profilo Twitter di Zelensky. I follower sul social del cinguettio del presidente ucraino sono passati dagli appena 500.000 di prima della guerra a 4.500.000 circa. Una crescita molto importante dovuta proprio alla situazione straordinaria che ha visto il premier ucraino imporsi a colpi di tweets e video.

L’analisi di Matrice Digitale riportata in questo articolo è avvenuta facendo una scansione dapprima di tutto l’ecosistema generato dal profilo del presidente ucraino @zelenskyyUa che complessivamente dal 22 febbraio, pochi giorni prima della guerra, ad oggi (fine marzo) ha totalizzato ben:

1.621.118 tweets. 33.074.820 di mi piace 4.938.364 condivisioni, 355.308 citazioni e 1.606.658 di commenti.

Nel mentre si trovava sotto le bombe, la sua attività social è stata essenzialmente svolta con:

294 tweets che hanno generato 19.700.647 mi piace, 2.674.474 condivisioni, 170.939 di citazioni e 605.226 commenti.

Aldilà delle considerazioni espresse dagli utenti su Twitter. possiamo dire che Zelensky ha “pesato” più del dibattito da lui stesso creato con una proporzione di engagement del 60 per cento dell’attività diretta del suo profilo sul 40 per cento generato da tutto ciò che ne è derivato in termini di engagment indiretto.

A parte l’inizio dell’esplosione della guerra, collegata ad un’altra espansione della notorietà di un personaggio sconosciuto ai più e con pochi followers sui social occidentali, il trend di discussione è andato a scemare nelle settimane successive alle prime due come da grafico:

Dai 400.000 tweets delle ultime settimane alle 250.000 di quelle successive fino ad arrivare dopo un mese a 140.000 circa.

Analizzando il dato che misura il gradimento dei like del presidente sotto ai suoi post su Twitter in base alle settimane appena trascorse, notiamo quanto segue:

In base ai numeri notiamo come la quantità dei post e l’entusiasmo iniziale verso il premier ucraino hanno totalizzato più like. Da una media di 80 mila, si è passati a quasi la metà.

Significa che l’effetto Zelensky non c’è per il personaggio, ma per il contesto che sappiamo essere di straordinaria evenienza.

Il personaggio Zelensky molto probabilmente non ci sarebbe stato se non fosse per l’endorsment che l’occidente gli ha fornito da subito con gli strumenti di propaganda utili a consolidarne la sua immagine sui social e nelle tv dei paesi filo atlantici dove da settimane si è condotta una comunicazione di guerra, giustamente aggiungiamo, rivolta contro l’invasore russo.

L’Ucraina è un paese con 44 milioni di abitanti e se analizziamo i numeri in proporzione dei presidenti europei con il numero dei loro abitanti, notiamo come Zelensky sia stato seguito poco negli anni precedenti al conflitto sui social.

Questa illuminazione occidentale è stata necessaria per proporre gli interessi di Zelensky e dell’Ucraina, ma su questo aspetto poi si apre tutto un discorso correlato anche ad una eventuale propaganda connessa ad altri interessi geopolitici collegati alla attività della Nato e all’ingresso in Europa.

Chi sono i maggiori sostenitori della causa Ucraina sui social?

Sull’intero dataset, che comprende la scansione dei termini Zelenskyy, Zelensky e ZelenskyUa, composto da 3.198.680 tweets, i profili Twitter più citati oltre a quello del premier ucraino sono quelli dei presidenti di USA e UK, Polonia e la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen. Sia Trudeu che Macron seguono nella classifica che ospita anche i presidenti di Turchia ed Israele, meritevoli di essere i promotori delle trattative di pace che da giorni provano a porre fine al conflitto con l’ostile Cremlino presente in graduatoria.

A rappresentare il maggior gradimento a livello internazionale nei post che afferiscono all’intero ecosistema social di Zelensky, oltre ai suoi su cui si basa la ricerca, il premier è seguito dal giornale Kyiv Indipendent, autore di diversi scoop sulla guerra, il corrispondente di Buzz Feed Christopher Miller, il canale televisivo di riferimento a est dell’Europa Nexta_Tv, il profilo ispanico di news globali h24 AlertaNews24, lo “sconosciuto Benjamin Ramm che con un solo tweet ha totalizzato 630 mila mi piace, l’ ex segretario di Obama John Cooper, Oleksiy Sorokin giornalista ed editore del principale organo di informazione del conflitto su Twitter The Kiyv Indipendent, la giornalista indipendente vicina alle posizioni Dem atlantiche Olga Tokariuk ed infine la reporter della CNN NatashaBertrand esperta di sicurezza e Casa Bianca.

Secondo un dato parziale della provenienza degli utenti a livello internazionale, visto che non tutti i profili non utilizzano la geolocalizzazione, la composizione geografica dei tweets è così espressa:

Stati Uniti, Regno Unito, India e Italia sono le nazioni principali, mentre la stessa Ucraina è in coda a tutto e fuori dalla top 10.

Per quel che concerne i tweet in lingua italiana contenenti le diverse declinazioni del termine Zelensky, appena 74.000 circa, tra i riferimenti più menzionati sulla situazione Ucraina c’è invece il primato di Palazzo Chigi seguito da Letta e Giuseppe Conte. Con l’agenzia Ansa primo riferimento di notizie seguita da Repubblica, TgCom e Fatto Quotidiano. Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, invece è defilato nella classifica, scalzato da Conte e dal Movimento Cinque Stelle. Gianni Riotta è il giornalista più in vista insieme al filosofo Diego Fusaro noto per le sue controverse posizioni rispetto al sentiment portante che regna sul social:

A fare incetta di like sul social in Italia figura l’Agenzia Ansa, promossa come organo di informazione “ufficiale” mentre il TgCom è promossa come testata giornalistica più gradita. Incuriosisce invece la presenza di molti opinion leaders, tra cui molti giornalisti, che hanno poco o nulla a che vedere direttamente con il conflitto ucraino. Chi piazza il doppio colpo, senza comparire, è il Foglio con due suoi collaboratori nella top ten e precisamente Luciano Capone e Giovanni Rodriguez:

Twitter ha sancito chi è il nuovo leader dell’occidente? La risposta è NO. Zelensky è solo il nuovo fenomeno di propaganda che i social, sempre più ridotti ad una echo room di una parte consistente dell’establishment occidentale, spingono per sensibilizzare sulle atrocità di una guerra ingiusta e tremenda, per circoscrivere il carico delle responsabilità ad un’unica parte, l’invasore, ma che non trovano riscontro effettivo nel riconoscimento di un presidente sconosciuto a tutti quelli fuori dal confine ucraino, anche come comico di successo, a cui volentieri, almeno in Italia, non cederebbero nè truppe nè armi e molto probabilmente non eleggerebbero nemmeno come leader visto che un comico di successo in politica c’è già e sappiamo come è andata a finire.

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Draghi al 63%? Cosa non torna nei sondaggi sul Premier

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Tempo di lettura: 3 minuti. Società di sondaggi che non riescono a fornire uno spaccato di realtà nel pensiero dei cittadini del Paese, ma che però aiutano le testate nelle loro linee editoriali.

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Nando Pagnoncelli ha pubblicato un sondaggio sul Corriere dove ha evidenziato il successo di Draghi nonostante le dimissioni. La cifra indicata da Pagnoncelli è quella del 63% di gradimento da parte degli italiani, ma c’è qualcosa che non torna.

Più volte è stata messa in evidenza l’agenda Draghi trasformatasi nel metodo Draghi in occasione della campagna elettorale che ha visto le destre salire al Governo ed in attesa di presentare la lista del futuro Direttivo al presidente Mattarella. L’aspetto più interessante lo abbiamo riportato anche noi di Matrice Digitale nella nostra analisi Draghi Asocial dove abbiamo notato che il consenso dell’ex governatore BCE si divide tra portatori di Like nel mondo dell’informazione italiana ed estera e gente qualunque che ne ha dette di tutti colori contro la gestione del Premier.

Questo è quello che riguarda il popolo dei social dove addetti ai lavori della politica e del giornalismo hanno il potere di essere più rappresentativi con una base di consensi che però non fa testo dinanzi ai commenti di tantissimi utenti che spesso sono sfavorevoli circa l’operato del Premier o dei modelli promossi dai giornalisti. Draghi è essenzialmente stato criticato per delle grandi bugie sul Covid, confermate anche da Pagella Politica, per aver negato l’economia di guerra così come per aver escluso l’aumento dei prezzi del gas a causa del conflitto russo ucraino. Nel marzo 2022 è stato sonoramente fischiato a Napoli ed in molte altre parti d’Italia i suoi ministri, Speranza e Di Maio, non hanno avuto vita facile. Quindi come è possibile che Draghi sia ancora stimato dal 63% degli italiani che in proporzione ai voti ottenuti dal centro sinistra, Terzo Polo non è rappresentativo di questa fetta che Pagnoncelli esprime come gradimento in crescita acquisito da Draghi?

Secondo Pagnoncelli, la Lega è il terzo partito dopo terzo polo e PD che gradisce Draghi tra i suoi elettori. Il voto della Lega è però finito a Fratelli d’Italia, da sempre in opposizione a Draghi, così come nella Lega sono rimasti i duri e puri Salviniani nonostante Giorgetti e Fedriga, ministro e governatore preferito dall’ex governatore della BCE, abbiano provato a scippare la Lega dalle mani del suo premier con la compiacenza di Zaia.

Un dato riciclato

Il dato espresso da Pagnoncelli è in linea con le previsioni pre elettorali fatte da YouTrend e Cattaneo Zanetto di cui ne riportiamo la schermata:

Questo ovviamente ci fa intendere che anche prima delle elezioni il Premier è stato lodato da una abbondante metà degli italiani, compresi gli astensionisti, ma il primo riscontro della ricerca avuto su Twitter non è stato positivo.

Nella massima trasparenza vi invitiamo a leggere i commenti, più delle preferenze, e non sono tutti positivi, anzi, per la maggiore sono negativi. Preferiamo che sia il lettore a farsi una idea visto che ci troviamo dinanzi ad una vera e propria notizia che mette in dubbio una società seria come quella di Pagnoncelli e anche molte altre che in questi mesi hanno caldeggiato il Draghi salvatore della patria. D’altronde già abbiamo fatto un approfondimento su questo rilasciando il foglio con tutti e 100.000 circa commenti che il pubblico social ha fatto in un determinato momento.

Se poi consideriamo il consenso che hanno avuto tutti coloro che hanno preso in giro il sondaggio o contestato i contenuti, comprendiamo allora che, almeno su Twitter e nelle urne, Draghi non è assolutamente gradito come vogliono farci credere.

La verità sul sondaggio e consigli a Pagnoncelli e ad altri

Il campione statistico si basa su 1000 interviste dopo le elezioni paragonate alle 5000 circa prima delle elezioni. Parliamoci chiaramente, non solo il dato è minore rispetto a quello fornito spesso da Matrice Digitale, ma consigliamo a Pagnoncelli di cambiare bolla di contatti perchè, prima di elaborare i sondaggi, dovrebbe qualificare le persone altrimenti rischia di pescare sempre negli stessi circoli di popolazione restando risucchiato in una bolla che non rappresenta la realtà delle opinioni del paese.

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La bestia del PD è Filippo Sensi? Prima Yoda, poi Elena Visconti e chi altro? Ecco svelato il quarto profilo

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Tempo di lettura: 4 minuti. Due profili Twitter ostili alla destra e politicamente scorretti sarebbero collegati all’ex portavoce di due Presidenti del Consiglio appena escluso dal parlamento.

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Filippo Sensi è un nome che dice poco o nulla se non agli addetti ai lavori del mondo del giornalismo e della politica da cui è tanto stimato. Fondatore del blog Nomfup, con cui ha realizzato uno scoop che ha portato alle dimissioni il Ministro della Difesa britannico nel 2011, è stato dal 2014 al 2018 portavoce e capoufficio stampa dei presidenti del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e Paolo Gentiloni ed è stato dal 2018 fino ad oggi deputato per il Partito Democratico.

Romano, ma eletto nel PD in Toscana, quest’anno è stato meno fortunato in Campania dove ha dovuto a malincuore frequentare i percettori del Reddito di Cittadinanza per portarsi a casa una rielezione, arrivata per molti suoi colleghi, compresi i rivali Renzi e Rosato, ma non a lui. Quello per cui è famoso Filippo Sensi al grande pubblico nelle ultime ore non sono scoop giornalistici o manuali di comunicazione politica, bensì una fenomenologia social di successo sulla quale sono emerse diverse “strane” coincidenze. Da buon comunicatore politico, Sensi ha il suo profilo ufficiale Twitter di Nomfup da cui ha fatto anche un pò di campagna elettorale, ma allo stesso tempo Carlo Calenda ha chiamato “Filippo” uno dei cavalli di battaglia del pensiero scorretto del Partito Democratico sui social: Yoda.

Chi è Yoda?

Yoda è parte di quella strategia che utilizza profili falsi per parlare di questioni attuali senza tanti filtri e nemmeno senza risparmiarsi in allusioni che verrebbero contestate ad ogni professionista della comunicazione e bollate come scorrette. Yoda è come il Sofista per la sinistra: un agente provocatore delle masse che non mette la faccia, ma crea dibattiti sui social scaldando un pubblico contro un altro.

Elena Visconti, la nuova creatura di Sensi?

Ad essere entrata nella scena di Twitter in favore della propaganda del PD e dell’atlantismo c’è Elena Visconti. Yoda è stato creato nel 2016 mentre sua “sorella” è di febbraio del 2020 ed ha 15.000 follower circa. L’abilità di Elena Visconti è quella di porsi da donna, con toni da gattamorta, ed è anche un’abile vignettista secondo alcuni disegni che pubblica.

Dietro il volto di una donna, sempre secondo quanto affermato da Calenda, Sensi avrebbe nascosto molte provocazioni nei confronti degli elettori di destra, novax e sovranisti, ed anche lei gode di grande stima nel mondo autoreferenziale del giornalismo e della politica di una parte ben definita.

Anche i migliori sbagliano

Atlantista, europeista, abile comunicatore, uomo di apparato dell’elite del Partito Democratico, è Filippo Sensi colui che ha risposto ad un commento di Bonaccini al post di Yoda, ma con il profilo di Elena Visconti?

L’errore non è passato sottobanco e subito è stato rilanciato dalla rete che ha fatto riferimento a lui entrando nelle tendenze Twitter. Se Carlo Calenda non l’avesse “cantato” in pubblico, ora tutti saprebbero che Yoda ed Elena Visconti sono la stessa persona, ma il fatto che la loro strategia di comunicazione subdola, seppur abile e geniale, sia stata caldeggiata da molti parlamentari del PD e da alcuni giornalisti, rende i due profili ufficialmente parte della bestia del partito ostile a quella di Salvini.

Non gli resta che il Reddito di Cittadinanza

Quando a malincuore Filippo Sensi è stato mandato a Napoli, il suo primo pensiero è stato il Reddito di Cittadinanza.

“Sarà dura” anche ora che è fuori dal Parlamento e vive con il sospetto del pubblico social di aver creato profili illustri “avvelenatori di pozzi”, perdendo l’anonimato? Eppure secondo Secondo la redazione di Matrice Digitale ce ne sarebbe un altro ed alcune strade portano a …

Miss Freedom, stesso stile della vignetta di Elena Visconti, ma poca attività. Che sia il profilo di riserva? Ma la domanda che vorremmo rivolgere a Filippo Sensi, o forse è più opportuno a Calenda è un altra:

“Mica il Sofista è parte dello stesso giro?”

Scherzi a parte, se da un lato la rete continua a scrivere di Sensi proprietario di Yoda e per proprietà transitiva di Elena Visconti, lo stesso Sensi ha smentito, insieme a Yoda che però di credibilità ne ha zero, l’accusa di Calenda e questo rende difficile se applicare il criterio di fiducia oppure affidarsi all’equazione “smentita uguale a doppia conferma“.

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OSINT

Campagna elettorale sui social: chi ha guadagnato e chi ha perso negli ultimi giorni

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Tempo di lettura: 8 minuti. L’analisi di Matrice Digitale sulla battaglia Twitter tra i candidati alle elezioni politiche del 25 settembre. Chi vince, chi perde nella comunicazione politica sui social e nel confronto sulle piazze virtuali

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Continua l’analisi social delle elezioni politiche e della campagna elettorale incentrata sul dibattito tra i capi di partito e le coalizioni messe in piedi. In tal senso, Matrice Digitale ha pubblicato una ricerca valida fino al 4 settembre. Un punto iniziale per comprendere ora negli ultimi 20 giorni di campagna elettorale invece come è andata ai front man della politica: se hanno recuperato credibilità oppure no.

Matrice Digitale offre uno spaccato social innovativo secondo un calcolo basato sui leader politici delle forze in campo nel dibattito Twitter che più si presta alle analisi della pancia degli elettori ed alle impressioni degli addetti ai lavori.

Premessa:

Matrice Digitale prende le distanze da chi vende proiezioni sui social sulla base di calcoli forniti dal sentiment effettuati dall’intelligenza artificiale

I dati che espone sono freddi e vertono su uno studio che esula dal fornire a lettore statistiche ininfluenti come la visualizzazione dei post che gonfia i dati di engagement.

La ricerca offre un’analisi al servizio del lettore e degli addetti ai lavori senza secondi fini e non è stata commissionata da soggetti terzi.

Il metodo utilizzato non può considerarsi scientifico, ma rappresenta il miglior compromesso sulla base dell’esperienza acquisita nel corso di questi anni con numerose ricerche OSINT pubblicate soprattutto in campo politico.

La piattaforma utilizzata è Anthares ed è di proprietà di Matrice Digitale

per approfondimenti sul tema leggere:

Continuano le fake news sui dati social: Draghi è stato già dimenticato dagli Italiani

Draghi non aveva la gente dalla sua parte, ma gli analisti social sì

Dataset:

Il dataset di riferimento è stato ricavato da una scansione dei profili istituzionali sul social network Twitter dal 4 al 23 settembre 2022 di coloro che sono candidati in qualità di capi partito e sono raggruppati nei calcoli in questo modo

Centrodestra: Matteo Salvini, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Maurizio Lupi

Centro Sinistra: Enrico Letta, Nicola Fratoianni, Emma Bonino, Roberto Speranza, Luigi Di Maio

Terzo Polo: Matteo Renzi, Carlo Calenda

Movimento Cinque Stelle: Giuseppe Conte

Sinistra: Luigi De Magistris

Altro (sovranisti – no greenpass): Mario Adinolfi, Simone di Stefano, Marco Rizzo, Gianluigi Paragone

Il twittatore seriale

Il numero dei Tweet espressi dai profili ufficiali dei capipartito ha subito un’accelerata di pubblicazioni negli ultimi giorni.

Carlo Calenda conferma il suo primato come politico più attivo sui social mentre Salvini è stato scavalcato da Gianluigi Paragone. Letta e Adinolfi invece sono cresciuti nelle pubblicazioni scavalcando Giorgia Meloni, che perde posizioni anche contro Conte e addirittura un Berlusconi diventato più attivo su Twitter ultimamente. Di Maio ha preso coraggio ed ha scavalcato Lupi e Bonino così come Simone di Stefano ha twittato di più di altri raggiungendo la stessa quota tweet di Rizzo.

Indice gradimento: oltre ai like c’è di più

A differenza di chi propone una lettura, falsata aggiungiamo noi per esperienza diretta, dei commenti a cura dell’intelligenza artificiale, Matrice Digitale ha provato a calcolare l’indice di gradimento secondo una media ponderata tra due valori: Like e Commenti.

Il calcolo non è perfetto, sia chiaro, ma rende l’idea del successo o meno che la campagna di comunicazione del profilo individuale del candidato sta avendo e si compone grazie alla differenza tra il numero dei mi piace a quello dei commenti ricevuti con il fine di rendere “nette le preferenze“, in virtù del fatto che la presenza di commenti non sempre indica gradimento, anzi, chi commenta sotto a un post, in linea di massima, lo fa per protesta e non per approvazione.

L’indice di gradimento conferma Conte al primo posto anche se ha abbassato la media. Rizzo perde posizioni insieme a Calenda e Renzi, ma conservano un posto in vetta. Chi invece sorprende è proprio Giorgia Meloni al secondo posto con un gradimento maggiore rispetto alla prima rilevazione. Scendono molto Lupi, Fratoianni e Boninomentre a sorpresa guadagnano Speranza e Simone di Stefano, confermando l’analisi precedente dove si individuava un certo gradimento dell’ex ministro alla Salute Pubblica bersaglio preferito sui social del popolo no vax, così come si conferma la tendenza del binomio Di Stefano qualità – Adinolfi quantità.

Nel centro sinistra, la zavorra Di Maio conferma un sorprendete rendimento negativo, ma che è migliorato pur conservando un primato negativo spropositato rispetto alle preferenze che hanno avuto gli altri.

Viralità: Si parla bene o male, l’importante che si condivida

Viralità significa capacità di un contenuto di essere diffuso che è diverso dal dato precompilato che viene fornito spesso sul numero di visualizzazioni che un post ha avuto. Al massimo quello è il fine ultimo, ma è soggetto a diversi fattori come il numero di follower in partenza che rendono lo scontro impari.

La media di viralità calcolata da Matrice Digitale è stata possibile sommando le condivisioni con le citazioni per poi dividerne il risultato per il numero di tweet.

Salvo Adinolfi e De Magistris, la media sulla viralità è stata negativa per tutti, ma la classifica ha visto Letta imporsi di più su tutti, così come si è abbassato di molto il vociare su Di Maio. La positività di Letta nel gradimento fa comprendere che, a differenza, di Di maio, il candidato di Centro Sinistra è stato condiviso positivamente. Meloni ferma al 4 posto con Renzi che ha superato l’ex ministro degli esteri mentre è da notare, rispetto all’altra volta, il balzo di Adinolfi e De Magistris nelle posizioni più alte della classifica. Sceso di molto Speranza e confermato Paragone nelle ultime posizioni con Simone di Stefano che è sceso in classifica guadagnando più consensi nel gradimento.

Il parlamento di Twitter

Sulla base dell’indice di gradimento sommato tra i leader dei partiti che compongono le coalizioni in campo si è ricavato questo esito “elettorale”:

Chi ha lavorato meglio di tutti si conferma essere Giuseppe Conte con il Terzo Polo, ma fa riflettere come la Destra abbia recuperato posizioni sul fronte sovranista. Il centro sinistra è ultimo ma esce dalla negatività portata da di Maio all’inizio.

Cosa ci dice quindi la campagna elettorale appena chiusa?

La campagna elettorale appena chiusa ci ha mostrato grande impegno del Terzo Polo e grande consenso social su Giuseppe Conte, così come un nutrito fronte di eletti nell’ala alternativa del paese con un recupero del Centro Destra nell’ultimo periodo. Dalle analisi invece della coalizione di Centro Sinistra, Letta ha recuperato, ma ha due nuovi problemi come la negatività di Fratoianni ( che potrebbe giovare o a lui o a Unione Popolare) e l’insipidità della Bonino che non è stata per nulla efficace nella sua campagna elettorale sui grandi social e questo fa intendere che non porterà più voti alla lista. Nel centrosinistra c’è il problema di Maio, rientrato, ma pur sempre un problema mentre a dare man forte a Letta, possiamo dire che c’è Speranza.

Paragone non sfonda mentre Di Stefano viene apprezzato di più così come Adinolfi ha fatto passare in modo più virale il suo messaggio. Rizzo sarà anche un grande comunicatore, ma non convince del tutto nonostante abbia una portata di visibilità mostruosa per essere un partito dato sotto il 3 per cento.

La destra ha ottenuto invece un ottimo riscontro su Meloni, meno su Berlusconi e Salvini e questo sta a significare una potenziale crescita della leader di Fratelli d’Italia non sugli indecisi, ma sui suoi alleati.

Altri dati della Campagna elettorale:

La campagna elettorale ha mostrato dall’apertura della crisi al governo draghi al 23 settembre un numero di: 2.798.881 tweets riferiti all’ecosistema generato dai profili istituzionali dei capi partito e che hanno generato in tutto:

14.050.281 di Mi piace, 2.032.155 di retweet, 251.707 citazioni e 3.019.464 di commenti

Top 10 Like:

Calenda si conferma come acchiappa like seguito da Meloni e Conte nella top ten. Sorprende la presenza di Elio Vito come unico politico non candidato

Top 10 menzioni

Nella top ten delle menzioni Letta ed il Partito Democratico sono rispettivamente primo candidato e primo partito in classifica, Calenda al secondo posto mentre Meloni al terzo e Fratelli d’Italia secondo partito meglio di Azione e Italia Viva, ma che presi singolarmente invece superano il partito della meloni.

Top 10 Condivisioni

Carlo Calenda il più condiviso di tutti così come Giuseppe Conte al secondo posto e Giorgia meloni al terzo. Enrico Letta scavalcato da Rizzo e Renzi così come il fronte alternativo composto da Rizzo, Adinolfi, Paragone, Di Stefano ha ottenuto percentuali che se messe insieme avrebbero scavalcato i big.

Top 10 commenti

Enrico Letta è stato il politico più commentato, seguito da Carlo Calenda e Matteo Salvini. Nella top 10 figura anche il PD. Di Maio ed Adinolfi in ultima posizione con Berlusconi in classifica.

Top 10 Hashtags

Draghi è presente per via della sua caduta e del periodo di crisi, ma anche perché è stato proposto da due coalizioni come PD e Terzo Polo sia come metodo Draghi che come possibile premier. Berlusconi è stato l’argomento più chiacchierato tra i politici mentre il terzo polo è stata la novità di questa campagna elettorale spinta da Renzi e Calenda. Il partito democratico è la lista più chiacchierata mentre il movimento cinque stelle il più acclamato con #iovotoconte e #dallapartegiusta monopolizzando l’area centrale con una media del 7,50. Calenda ha ceduto il passo a Draghi, ma è presente in lista mentre Letta no.

Tweet di maggior successo:

Sep 9, 2022 @ 18:13:27.000
Enrico Letta
Domanda per @GiorgiaMeloni. Quindi #PeppaPig va censurata e il video della donna violentata a Piacenza va rilanciato senza limiti?
16,248

Sep 8, 2022 @ 17:22:18.000
giorsss saw H & L
italian culture is chiedersi ogni volta che qualcuno di famoso/rilevante muore quando arriva il turno di berlusconi
14,167

Jul 20, 2022 @ 19:25:45.000
Enrico Letta
In questo giorno di follia il Parlamento decide di mettersi contro l’Italia. Noi abbiamo messo tutto l’impegno possibile per evitarlo e sostenere il #governoDraghi. Gli italiani dimostreranno nelle #urne di essere più saggi dei loro rappresentanti.
13,409

Aug 8, 2022 @ 21:09:52.000
Paglia Giovanni
Salvini lancia la flat tax al 15%.
Significa che Mario Rossi, metalmeccanico, pagherà esattamente le stesse tasse di oggi.
Silvio Berlusconi, miliardario, ne pagherà invece 14 milioni in meno.
Che servirebbero a pagare l’ospedale pubblico per Mario Rossi.
Roba delinquenziale.
12,541

Jul 20, 2022 @ 20:42:41.000
Sandro Sabatini
Sono un cittadino italiano. Ho 60 anni. Sono disgustato da @GiuseppeConteIT e @matteosalvinimi e deluso da tutti quelli che li hanno seguiti. Stop.
12,465

Sep 12, 2022 @ 20:42:47.000
Enrico Letta
. @GiorgiaMeloni: “I bambini hanno bisogno di un padre e una madre.”
Io: “No, i bambini hanno bisogno di amore”.
Meloni: “Lo Stato non norma l’amore”.
Io: “Appunto: tu lo stai normando. Stai decidendo quale è amore e quale non lo è”.
LettaMeloni
Scegli.
12,380

Jul 20, 2022 @ 18:52:01.000
Carlo Calenda
Sarà un caso ma il governo più serio e atlantista della storia recente viene mandato a casa da tutti quelli che hanno sostenuto posizioni filoputiniane. Sarà un caso. #crisidigoverno
10,855

Aug 23, 2022 @ 14:12:15.000
Abolizione del suffragio universale
La vittima dello #stupro di Piacenza ha comunicato al Pubblico Ministero di essere stata riconosciuta a causa del video. Si dice disperata.
In un Paese normale, @GiorgiaMeloni verrebbe costretta ad abbandonare la scena politica.
10,735

Sep 8, 2022 @ 15:48:00.000
valentina
chissà se anche per silvio berlusconi esiste un messaggio in codice tipo “london bridge is down” perché se esiste per me è tipo “il bunga bunga è finito”
10,622

Jul 29, 2022 @ 20:22:44.000
Corrado Formigli
Nigeriano invalido massacrato a bastonate da un italiano a Civitanova Marche. Attendiamo post indignati di @matteosalvinimi e @GiorgiaMeloni
10,501

Sep 1, 2022 @ 19:53:46.000
Eva Zuccari
Ha detto tutto lei #tiktok #Berlusconi #renzi
9,909

Jul 21, 2022 @ 12:43:12.000
Matteo Renzi
Dicono: sono tutti uguali. Eh no! Noi abbiamo voluto e sostenuto Mario Draghi. Invece Conte, Salvini e Berlusconi lo hanno mandato a casa. Altro che tutti uguali: ricordiamocelo ai seggi, grazie
9,703

Jul 20, 2022 @ 14:54:14.000
Carlo Calenda
La Lega interviene dicendo “come si fa a governare con chi non vuole i rigassificatori”. La Lega cinque giorni fa ha partecipato alla protesta a Piombino contro il rigassificatore. Pagliacci. Non esiste un altro termine.
9,692

Aug 22, 2022 @ 14:04:04.000
Il Grande Flagello
🔥 Berlusconi e Cetto La Qualunque si scontrano nello stesso studio
9,426
Sep 8, 2022 @ 20:21:49.000
||caro²³||: SAW LOUIS
Raffaella Carrà è morta.
Piero Angela è morto.
La regina Elisabetta è morta.
Berlusconi è ancora vivo.
9,389

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Documenti NATO rubati all’insaputa del Portogallo: messi in vendita nel Dark Web

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Taiwan vigila mentre la Cina scatena la sua guerra informatica

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I truffatori e i disonesti al telefono: è possibile fermarli?

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Curriculum Online, la denuncia: CVfacile.com attiva abbonamenti nascosti

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Truffa Vinted: spillati 195 euro grazie a un link falso di Subito

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Truffe della rete Theta e phishing di MetaMask

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Truffa su Kadena per 50.000 euro: donna vittima di relazione sentimentale

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4 messaggi e SMS WhatsApp “pericolosi” inviati per truffa

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15 truffatori di bancomat arrestati a Gangtok

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Truffatori telefonici causano danni per oltre 320.000 euro a Berlino

Tempo di lettura: 2 minuti. Migliaia di persone sono già cadute nel tranello di truffatori telefonici che si fingono dipendenti...

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Ecco come si può acquistare una identità nel dark web e fare le truffe. Lo studio

Tempo di lettura: 2 minuti. Sappiamo tutti che le informazioni rubate vengono scambiate sul dark web e una nuova ricerca...

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Spagna e Romania: sventata banda di truffatori online

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoLe autorità spagnole, insieme alla polizia rumena ed Europol, hanno chiuso lunedì un’operazione...

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