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L’effetto Zelensky è già svanito? Analisi OSINT del comico candidato al Nobel per la Pace

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Zelensky è il personaggio del momento? Non più a quanto pare. Matrice Digitale è stata le prime testate a fornire un’analisi dei primi giorni del conflitto ucraino ed ha pubblicato da subito i dati dell’esplosione del fenomeno Zelensky.

Boom di Zelensky, ma la guerra non è tra Ucraina e Russia, Bensì di Putin contro l’occidente

Da non sottovalutare c’è il fatto che l’occidente ha stretto la morsa nei confronti di tutte le voci informative a favore della Russia creando una echo room di dissenso univoco sui suoi canali.

Premessa dovuta ai nostri lettori: il fatto che si analizzi la portata del fenomeno di Zelensky non è direttamente proporzionale alla non condanna da parte della redazione nei confronti di una guerra condannata da chi scrive sotto tutti i punti di vista.

Zelensky nell’ultimo mese è esploso come figura su Twitter, luogo scelto per comunicare ai cittadini del mondo le ragioni dell’Ucraina e la richiesta continua di aiuti, composti per lo più da armamenti utili a dare maggior vigore ed efficacia alla resistenza di un esercito e di una popolazione partiti già sconfitti rispetto all’imponente esercito russo.

Entrando nel merito del profilo Twitter di Zelensky. I follower sul social del cinguettio del presidente ucraino sono passati dagli appena 500.000 di prima della guerra a 4.500.000 circa. Una crescita molto importante dovuta proprio alla situazione straordinaria che ha visto il premier ucraino imporsi a colpi di tweets e video.

L’analisi di Matrice Digitale riportata in questo articolo è avvenuta facendo una scansione dapprima di tutto l’ecosistema generato dal profilo del presidente ucraino @zelenskyyUa che complessivamente dal 22 febbraio, pochi giorni prima della guerra, ad oggi (fine marzo) ha totalizzato ben:

1.621.118 tweets. 33.074.820 di mi piace 4.938.364 condivisioni, 355.308 citazioni e 1.606.658 di commenti.

Nel mentre si trovava sotto le bombe, la sua attività social è stata essenzialmente svolta con:

294 tweets che hanno generato 19.700.647 mi piace, 2.674.474 condivisioni, 170.939 di citazioni e 605.226 commenti.

Aldilà delle considerazioni espresse dagli utenti su Twitter. possiamo dire che Zelensky ha “pesato” più del dibattito da lui stesso creato con una proporzione di engagement del 60 per cento dell’attività diretta del suo profilo sul 40 per cento generato da tutto ciò che ne è derivato in termini di engagment indiretto.

A parte l’inizio dell’esplosione della guerra, collegata ad un’altra espansione della notorietà di un personaggio sconosciuto ai più e con pochi followers sui social occidentali, il trend di discussione è andato a scemare nelle settimane successive alle prime due come da grafico:

Dai 400.000 tweets delle ultime settimane alle 250.000 di quelle successive fino ad arrivare dopo un mese a 140.000 circa.

Analizzando il dato che misura il gradimento dei like del presidente sotto ai suoi post su Twitter in base alle settimane appena trascorse, notiamo quanto segue:

In base ai numeri notiamo come la quantità dei post e l’entusiasmo iniziale verso il premier ucraino hanno totalizzato più like. Da una media di 80 mila, si è passati a quasi la metà.

Significa che l’effetto Zelensky non c’è per il personaggio, ma per il contesto che sappiamo essere di straordinaria evenienza.

Il personaggio Zelensky molto probabilmente non ci sarebbe stato se non fosse per l’endorsment che l’occidente gli ha fornito da subito con gli strumenti di propaganda utili a consolidarne la sua immagine sui social e nelle tv dei paesi filo atlantici dove da settimane si è condotta una comunicazione di guerra, giustamente aggiungiamo, rivolta contro l’invasore russo.

L’Ucraina è un paese con 44 milioni di abitanti e se analizziamo i numeri in proporzione dei presidenti europei con il numero dei loro abitanti, notiamo come Zelensky sia stato seguito poco negli anni precedenti al conflitto sui social.

Questa illuminazione occidentale è stata necessaria per proporre gli interessi di Zelensky e dell’Ucraina, ma su questo aspetto poi si apre tutto un discorso correlato anche ad una eventuale propaganda connessa ad altri interessi geopolitici collegati alla attività della Nato e all’ingresso in Europa.

Chi sono i maggiori sostenitori della causa Ucraina sui social?

Sull’intero dataset, che comprende la scansione dei termini Zelenskyy, Zelensky e ZelenskyUa, composto da 3.198.680 tweets, i profili Twitter più citati oltre a quello del premier ucraino sono quelli dei presidenti di USA e UK, Polonia e la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen. Sia Trudeu che Macron seguono nella classifica che ospita anche i presidenti di Turchia ed Israele, meritevoli di essere i promotori delle trattative di pace che da giorni provano a porre fine al conflitto con l’ostile Cremlino presente in graduatoria.

A rappresentare il maggior gradimento a livello internazionale nei post che afferiscono all’intero ecosistema social di Zelensky, oltre ai suoi su cui si basa la ricerca, il premier è seguito dal giornale Kyiv Indipendent, autore di diversi scoop sulla guerra, il corrispondente di Buzz Feed Christopher Miller, il canale televisivo di riferimento a est dell’Europa Nexta_Tv, il profilo ispanico di news globali h24 AlertaNews24, lo “sconosciuto Benjamin Ramm che con un solo tweet ha totalizzato 630 mila mi piace, l’ ex segretario di Obama John Cooper, Oleksiy Sorokin giornalista ed editore del principale organo di informazione del conflitto su Twitter The Kiyv Indipendent, la giornalista indipendente vicina alle posizioni Dem atlantiche Olga Tokariuk ed infine la reporter della CNN NatashaBertrand esperta di sicurezza e Casa Bianca.

Secondo un dato parziale della provenienza degli utenti a livello internazionale, visto che non tutti i profili non utilizzano la geolocalizzazione, la composizione geografica dei tweets è così espressa:

Stati Uniti, Regno Unito, India e Italia sono le nazioni principali, mentre la stessa Ucraina è in coda a tutto e fuori dalla top 10.

Per quel che concerne i tweet in lingua italiana contenenti le diverse declinazioni del termine Zelensky, appena 74.000 circa, tra i riferimenti più menzionati sulla situazione Ucraina c’è invece il primato di Palazzo Chigi seguito da Letta e Giuseppe Conte. Con l’agenzia Ansa primo riferimento di notizie seguita da Repubblica, TgCom e Fatto Quotidiano. Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, invece è defilato nella classifica, scalzato da Conte e dal Movimento Cinque Stelle. Gianni Riotta è il giornalista più in vista insieme al filosofo Diego Fusaro noto per le sue controverse posizioni rispetto al sentiment portante che regna sul social:

A fare incetta di like sul social in Italia figura l’Agenzia Ansa, promossa come organo di informazione “ufficiale” mentre il TgCom è promossa come testata giornalistica più gradita. Incuriosisce invece la presenza di molti opinion leaders, tra cui molti giornalisti, che hanno poco o nulla a che vedere direttamente con il conflitto ucraino. Chi piazza il doppio colpo, senza comparire, è il Foglio con due suoi collaboratori nella top ten e precisamente Luciano Capone e Giovanni Rodriguez:

Twitter ha sancito chi è il nuovo leader dell’occidente? La risposta è NO. Zelensky è solo il nuovo fenomeno di propaganda che i social, sempre più ridotti ad una echo room di una parte consistente dell’establishment occidentale, spingono per sensibilizzare sulle atrocità di una guerra ingiusta e tremenda, per circoscrivere il carico delle responsabilità ad un’unica parte, l’invasore, ma che non trovano riscontro effettivo nel riconoscimento di un presidente sconosciuto a tutti quelli fuori dal confine ucraino, anche come comico di successo, a cui volentieri, almeno in Italia, non cederebbero nè truppe nè armi e molto probabilmente non eleggerebbero nemmeno come leader visto che un comico di successo in politica c’è già e sappiamo come è andata a finire.

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OSINT

Russia contro Ucraina: Guerra di Propaganda, analisi OSINT del conflitto sui social

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Tempo di lettura: 6 minuti. Un anno di confronto social sulla guerra Ucraina:

Quale narrazione ha vinto?

Chi sono gli Influencer della Guerra?

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Il conflitto ucraino ha compiuto un anno dal quando, il 24 febbraio 2022, l’esercito del Cremlino ha invaso i territori di competenza del presidente Zelensky. Il dibattito italiano, nelle tv e nei social, è stato animato e a tratti feroce. Matrice Digitale ha svolto un’analisi dei Tweets sul dibattito politico utilizzando il suo software Anthares.

Metodo d’analisi

La ricerca è stata sviluppata raccogliendo i tweets che vanno dal 24 febbraio 2022 al 22 febbraio 2023 contenenti le seguenti parole chiave: russia, ucraina, zelensky, putin, guerra. Con questo metodo è stato sviluppato un dataset di 5.510.384 tweets che hanno generato
57.747.978 di mi piace, 11.316.876 di condivisioni, 1.088.420 di citazioni ed 8.228.378di commenti.

I protagonisti del conflitto

I protagonisti del conflitto sono coloro che figurano più volte nei tweets che compongono il dataset ed i dati sono eloquenti per arrivare ad una conclusione abbastanza elementare: Putin e la Russia sono i protagonisti della guerra superando l’Ucraina invasa nelle citazioni ed il presidente Zelensky, è stato relegato ad un ruolo di ultimo piano nonostante la pubblicità mediatica di cui ha goduto a reti unificate.

Parola chiaveRisultato
Putin 1.657.426
Russia 1.465.363
Putin e Russia 245.900
Ucraina 1.381.871
Zelensky 319.078
Zelensky and Ucraina 82.257

Politica italiana

La politica italiana havisto come protagonista indiscusso il premier Mario Draghi, seguito da Matteo Salvini, dapprima senatore poi Ministro alle Infrastrutture del Governo. Giorgia Meloni al terzo posto. Guido Corsetto è più citato del suo predecessore alla Difesa Lorenzo Guerini, mentre Luigi di Maio, Ministro degli Esteri, è stato più nominato rispetto al collega Tajani subentrato con il nuovo governo. Berlusconi, meno citazioni rispetto al clamore mediatico che ha avuto sugli organi di informazione, ma sempre presente.

Parola ChiaveRisultato
Draghi 129.357
Salvini 112.419
Meloni 97.270
Berlusconi 48.335
Crosetto 40.215
Di Maio 34.165
Tajani8.880
Guerini 5.935

Protagonisti estero

Nel dibattito pubblico italiano la guerra ha visto tre sfere importanti come Usa, Nato ed Europa ottenere le maggiori citazioni del pubblico. Il dato cinese è importante se si considera la poca attività sul fronte del conflitto anche in termini diplomatici su cui si è costruito un vociare basato su analisi e non su molte dichiarazioni del suo alto rappresentate Jinping. Turchia ha avuto maggiore successo di Israele se consideriamo i 2 paesi ufficiali nella mediazioni, ma chi è stato discusso più di tutti tra i “neutri è Papa Francesco con il vaticano. Tra Svezia e Finlandia, è Sanna Marin che ha fatto parlare più del suo paese rispetto alla collega. Poche le citazioni per il BRICS, nord corea e Iran che condivide lo stesso interesse pubblico dell’India

Parole ChiaveRisultato
“USA” o “Stati Uniti” o “Biden”410.482
Nato o Stoltenberg298.001
Europa o Metsola o Von Der Leyen129.173
Cina o Xi jiping115.291
Germania o Scholz57.108
Francia o Macron50.145
Papa o Vaticano46.019
Turchia o Erdogan35.902
Finlandia o Sanna o Marin23.899
Israele o Bennet o Netanyahu19.824
Iran15.978
India12.439
Corea del Nord or Nordcorea o Kim8.985
Brics4.163

Hashtag di Guerra

Gli hashtag più utilizzati hanno interessato la sciagurata protagonista di questa guerra: l’Ucraina. Putin supera di poco la Russia ottenendo un valore di coppia pressoché simile a quello del binomio Ucraina e Zelensky. Nato è il primo attore non protagonista seguito dagli USA. Draghi il politico italiano più discusso seguito da Biden. Putin criminale di guerra #putinwarcriminal è lo slogan di bandiera degli oppositori web del Cremlino e della sua guida politica.

Acchiappalike: chi ha preso più Mi piace parlando della guerra

Giornalisti o propagandisti? Il confine sottile tra mondo dell’informazione giornalistica e quella di opinione è stato abbondantemente superato, tanto da mettere sull’attenti molti cittadini italiani nel pesare bene le informazioni provenienti dagli organi di informazione. Al primo posto abbiamo il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni, autore di numerosi saggi che parlano degli scandali italiani ed esteri del Cremlino e supporter del credo Atlantista, al pari di Giovanni Rodriguez, noto al grande pubblico per il suo interesse particolare nel denigrare le dichiarazioni di Orsini, e Luciano Capone de Il Foglio da sempre sostenitore del conflitto Ucraino e delle posizioni Atlantiche di fornire armamenti all’Ucraina. Al terzo posto Daniele Angrisani, fondatore di Elezioni Usa e cronista di “Ucraina” per FanPage. Un utente semplice, Gianluca, che ha come suo interesse quello di supportare la vittoria dell’Ucraina dai social. Per osservare qualche voce fuori dal coro, Diego Fusaro, filosofo e vicino alle posizioni russe e grande estimatore di Dugin. Tra i mediatori, invece, Papa Francesco è appena settimo con i suoi messaggi di pace tra i due popoli. L’agenzia ANSA è considerata come organo di informazione più gradito seguito dal profilo UltimeNotizie e TgCom24 è la testata web di “mainstream” più gradita. Il giornalista di guerra Nico Piro, avverso alle narrazioni a senso unico che provengono da Kiev, è presente in classifica a bilanciare i supporters della guerra a oltranza. L’unico politico presente è il “twittatore seriale” Carlo Calenda. La sfida tra pro russia – pacifisti e pro nato, pro guerra e pro resistenza al femminile è persa dalla giornalista Marta Ottaviani schiacciata tra gli utenti Valeria S. che la procede e Sabrina F. che la segue.

Più menzionati dal pubblico

I profili che hanno guadagnato maggiori menzioni sono stati quelli del più gradito Jacopo Iacoboni, seguito dal Fatto Quotidiano, schierato apertamente contro la guerra e le scelte europee in linea conla NATO e gli USA. Giorgia Meloni ed Enrico Letta sono i politici più interpellati dal pubblico . La classifica delle testate più “virali”tirate in ballo” è Fatto, ANSA, Repubblica, Corriere, La Stampa TgCom24. Fusaro è l’intellettuale più “considerato” dal pubblico nel bene e nel male mentre i politici dopo la Premier e l’ex leader del PD più tirati in ballo sono Salvini, Crosetto, Calenda e Conte. C’è posto anche il PD e per l’Ambasciata Russa in Italia ed il giornalista di Cartabianca Marco Fattorini.

Più commentati

Commenti

L’Ansa è il riferimento italiano dei commenti alle notizie di guerra seguita da TgCom24. Ricordiamo al lettore che il numero di commenti è nella maggior parte dei casi è sintomo di dissenso nei confronti della notizia e del pensiero espresso. Non è un caso che le posizioni di Iacoboni, Letta, Rodriguez e Fusaro sono tutto che tranne bipartizan. Guido Crosetto è in procinto di superare Luigi di Maio sulla guerra. La curiosità è che l’Italia ha esposto con Draghi il Ministro degli Esteri mentre la Meloni quello della Difesa.

I più virali

Condivisioni

Chi è stato condiviso di più? Iacoboni guida la classifica confermando la solidità del suo primato seguito da Ultime Notizie e Ansa. Diego Fusaro fa da contraltare alle posizioni del giornalista della Stampa mentre i due profili pro Russia, Valeria e Sabrina S., stringono nella mora Giovanni Rodriguez. Si confermano coinvolgenti come new entry anche Francesca Totolo de Il primato Nazionale e Davide Scifo che condivide estratti degli interventi sul tema nelle trasmissioni televisive.

Conclusioni

Il dibattito sulla guerra ha diviso di molto il paese italico tra notizie, opinioni mascherate da notizie, disinformazione e molta fatica tra le testate giornalistiche di porsi al di sopra delle parti. E’ positivo il fatto che l’ANSA sia stato un punto di riferimento per molti, così come è chiaro leggendo i dati che chi ha più remato verso una direzione o l’altra è stato premiato nel dibattito pubblico sia nel bene sia nel male. Dopo un anno di conflitto ucraino sarebbe curioso analizzare nello specifico le dichiarazioni dei maggiori influencer per tracciare il grado di informazione separandolo da quello di opinione. C’è però un dato molto eloquente che viaggia al di fuori dei social ed è lo scollamento tra opinioni e notizie aventi un imprinting molto occidentale rispetto all’opinione pubblica sempre più distante dalla guerra, dal concetto di resistenza Ucraina e dai valori democratici espressi dalle politiche europee in continuità con quelle atlantiste. Questo avviene perché gli italiani sono un popolo di analfabeti funzionali oppure perché la propaganda occidentale si è avvalsa di scarsi interpreti e non ha raggiunto risultati sufficienti per ogni proclama diffuso attraverso stampa ed “influencer” della guerra?

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OSINT

La prova che Fedez ha voluto rubare la scena alla Ferragni è nei numeri di Twitter

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Tempo di lettura: 3 minuti. Lei in silenzio ha delegato la sua comunicazione alla promozione di Dior e del marito. Lui l’ha sorpassata con il “bacio” rubato di Chemical Rosa e lo stile Mulino Bianco

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Chiara Ferragni e Fedez hanno conquistato Sanremo senza troppe difficoltà grazie alla carta bianca che Amadeus e la Rai hanno dato alla coppia, incassando 8 milioni dagli sponsor in più rispetto all’edizione precedente.

In questi giorni sono però emersi fattori poco gratificanti per la storia d’amore che ha reso la coppia famosa sui social e per l’incoerenza rappresentata da una certa tossicità di Fedez nei confronti della sua compagna di vita, oscurata nel momento del successo a detta di molti. Se Ferragni rispetto alla Francini, Fagnani e Egonu ha avuto una doppia opportunità di visibilità in qualità di conduttrice del Festival, Fedez è stato presente tutti i giorni a margine sulla tv della Lega che detesta tanto e ben tre volte presente sul palco dell’Ariston compresa la finale dove si è contraddistinto per il famoso bacio con Chemical Rosa.

Secondo una indagine OSINT condotta da Matrice Digitale sul dibattito social generato su Twitter dal Festival, Fedez e Ferragni hanno inciso molto meno di altri per le vicende collegate al festival e più per operazioni di contorno che invece hanno comunque garantito la loro presenza sul social del cinguettio per ben 80.450 volte se analizziamo il periodo di tempo che intercorre tra il 7 febbraio ed il 13 rispettivamente inizio e giorno dopo la finale del Festival.

Di questi 80 mila tweet circa, solo 2.635 sono condivisi dalla coppia, mentre per il resto ha viaggiato da sola con Fedez presente in 48.191 tweet mentre Ferragni in 34.894. La sfida delle presenze è vinta dalla “Falena Lucia” come la Lucarelli ha definito il cantante. La sfida dell’engagment invece è stata così impostata

Parola ChiaveTweetMi PiaceCondivisioneCitazioniCommenti
Totale80.4501.849.092150.11317.32187.317
Coppia2.63586.0827.3237354.299
Fedez48.1911.225.63598.55210.88855.111
Ferragni34.894709.53958.8847.16836.505

La differenza nei numeri, nettamente a favore di Fedez, è che la Ferragni ha trasformato il suo profilo Twitter in una vetrina di Dior senza twittare, ma lasciando spazio al marito che ha pubblicato una foto con il figlio ed ha contribuito nelle visualizzazioni anche la sua condivisione.

I tweet su Fedez e Ferragni parlano chiaro: nessun post dell’influencer digitale tanti like per il marito che mai ha citato il festival di Sanremo direttamente tranne che per presentare il suo duetto con il nemico ritornato amico degli Articolo 31. La notizia di Chemical Rosa non è stata commentata da Fedez, ma comunque un tweet sul tema è stato il primo per visibilità dopo quelli personali dell’artista.

Dato sugli Hashtag utilizzati

Nonostante l’impegno nel farsi notare di Fedez, Ferragni, ha lasciato parlare gli altri ed ha superato il marito nelle argomentazioni social, ma l’effetto chemical ha inciso il 2,74 percento sul successo di Fedez che così ha superato la moglie nel chiacchiericcio.

Dato sugli utenti più menzionati

Fedez stravince tutti per essere stato al centro dell’attenzione con il Festival ed Orfini che battono la Ferragni nonostante sia la protagonista della ricerca. Libero è la testata presente in graduatoria, compreso J-Ax dentro di diritto anche la giornalista Selvaggia Lucarelli molto critica nei confronti della coppia. C’è spazio anche per le politiche Simona Malpezzi, Alessia Morani e la premier Giorgia Meloni

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OSINT

Wagner pubblica un video atroce: suo combattente “indegno” ucciso a martellate

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Yakushchenko è stato probabilmente scambiato in un prigioniero il 1° dicembre 2022 e questo è stato documentato in video pubblicati dal Ministero della Difesa russo e da RT. Wagner e i suoi reclutatori hanno usato frequentemente il martello come simbolo dell’azienda di mercenari nelle loro attività di pubbliche relazioni.

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