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Cryptojacking, cos’è e come proteggersi

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Tempo di lettura: 2 minuti. Per soddisfare l’alta richiesta di potenza di elaborazione per il mining di criptovalute, i cryptojacker hanno pensato bene di prenderla illecitamente in prestito da una moltitudine di utenti Internet inconsapevoli, dando vita così ad una nuova forma di crimine informatico

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Il cryptojacking consiste nell’acquisire, senza alcun consenso, il controllo di un dispositivo in rete per eseguire segretamente il mining di criptovalute. Infatti per soddisfare l’alta  richiesta di potenza di elaborazione per il mining di criptovalute, i cryptojacker hanno pensato bene di prenderla illecitamente in prestito da una moltitudine di utenti Internet inconsapevoli, dando vita così ad una nuova forma di crimine informatico che aumenta drasticamente le possibilità di successo delle pratiche di mining, senza dover investire del denaro per l’impiego e la manutenzione di costosi dispositivi dedicati.

Malware di mining, i possibili sintomi d’infezione

Per scoprire se il proprio computer sia stato infettato da un malware di mining, la prima cosa da fare è controllare la temperatua della CPU e osservare le soglie percentuali delle relative prestazioni: una soglia superiore al 90% per una CPU senza alcun programma in esecuzione, potrebbe essere, ad esempio, un segnale sospetto. Infatti, un software di cryptojacking per un corretto mining delle criptovalute ha bisogno di sfruttare le risorse del computer ospitante, alterando le funzionalità del suo processore o della GPU della scheda video, aumentandone il surriscaldamento (con un conseguente aumento del rumore della ventola di raffreddamento) e riducendone le prestazioni a tal punto, nei casi peggiori, da distruggere gli stessi dispositivi. L’azione di un malware di mining potrebbe rendere un computer inutilizzabile, abbreviandone la durata di vita e mettendo fuori uso un alimentatore in pochissimo tempo. 

Criptojacking, modalità di attacco

Molti possono essere i modi in cui si può cadere vittima di un attacco di cryptojacking. Un modo molto comune, per assumere il controllo illecito di un PC è quello degli script malevoli dei siti web che vengono eseguiti in background dai browser. In tal caso basta visitare un certo sito online compromesso o volutamente predisposto perché uno script avvii il mining sul client.

Questa modalità di fare mining, qualora il relativo malware non abbia guadagnato persistenza, potrebbe semplicemente arrestarsi una volta chiuso il browser. Purtroppo però non è sempre così e spesso, infatti, l’incauta apertura di allegati e link malevoli propinati via e-mail, potrebbe avviare l’esecuzione di codice arbitrario allestito per installare software di cryptojacking persistente anche dopo la chiusura dei browser.

Alcune varianti possono restare persistenti anche in memoria RAM. In quest’ultimo caso si tratta di una categoria di malware unfiless molto più subdoli, pericolosi e difficili da rilevare perché eseguiti dalla memoria del computer.

In ogni caso, una volta insidiatosi nel sistema un malware di mining potrebbe essere in grado di:

  • disabilitare le protezioni di sicurezza;
  • replicarsi;
  • nascondere l’esecuzione del processo responsabile del consumo delle risorse.

Tutte queste capacità rendono, senza dubbio, ancora più grave e invasiva tale minaccia.

Come difendersi allora?

Sebbene le procedure di eliminazione di un software di cryptojacking siano in gran parte identiche a quelle di altri malware, la migliore difesa ovviamente anche in questi casi risulta sempre la prevenzione.

Ecco alcune semplici azioni proattive che potrebbero essere intraprese:

  • eseguire un antivirus affidabile per rimuovere malware e bloccare ulteriori infezioni;
  • cancellare la cronologia di esplorazione e di ricerca;
  • eliminare i cookie del browser;
  • non cliccare su URL insoliti o abbreviati. Nei casi dubbi cercare di verificare la legittimità del sito;
  • osservare attentamente l’indirizzo e-mail per determinarne l’autenticità e una eventuale contraffazione; 
  • controllare periodicamente i processi in esecuzione sul proprio sistema, individuando quelli che consumano la maggior parte delle risorse e verificando la loro legittimità di azione.
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Bomba logica, conoscere una minaccia imprevista

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Tempo di lettura: 2 minuti. L’azione di una bomba logica può essere spesso difficile da prevenire proprio perché il suo codice rimane inattivo fino a quando non si verifica l’innesco

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Dinamite con timer
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Una bomba logica è un codice dannoso, inserito in un programma o dispositivo, che rimane inattivo fino a quando non viene attivato da una determinata condizione. La sua azione può essere spesso difficile da prevenire proprio perché il suo codice rimane inattivo fino a quando non si verifica l’innesco. 

Come funziona

Il detonatore della bomba logica è rappresentato dalla condizione che deve essere soddisfatta per attivare la componente dannosa programmata. Se tale condizione è ​​soddisfatta, la bomba logica si attiverà causando danni, in assenza di un modo per mitigare il verificarsi dell’innesco o rimuovere il codice stesso.

In realtà le bombe logiche possono prevedere due tipi di trigger. Un trigger positivo che avvia l’esecuzione di un programmata quando viene soddisfatta una condizione, un trigger negativo che avvia l’esecuzione quando una condizione non è soddisfatta.

Il suo codice può essere distribuito anche all’interno di malware (virus, worm, trojan, spyware, rootkit) o iniettato in un software apparentemente legittimo per diffondere codice malevolo. Tra gli scopi l’eliminazione di file, la corruzione di dati, il danneggiamento di un’applicazione, l’invio di spam e il furto di informazioni.

Le caratteristiche comuni

Riassumendo le bombe logiche solitamente presentano le seguenti caratteristiche:

  • rimangono dormienti fino a quando non vengono attivati;
  • trasportano un carico utile sconosciuto, che rappresenta la parte di codice malevolo;
  • forniscono il carico utile quando viene soddisfatta una determinata condizione positiva/negativa come il trascorrere di un periodo di tempo specificato (bomba a tempo/orologeria), l’elaborazione di una determinata transazione, l’esecuzione o meno di un particolare programma/task.

Una bomba a tempo legittima

In alcuni casi le bombe a tempo possono essere realizzate con uno scopo ufficiale dichiarato. Il software di prova che cessa di funzionare dopo un periodo di tempo prestabilito, sebbene non possa essere definito una bomba logica in senso stretto funziona allo stesso modo.

Per definizione un programma che esegue una determinata funzione ad una certa condizione va considerato come bomba logica solo se l’esecuzione di tale funzione è sconosciuta, indesiderata e malevola.

Come proteggersi dalle bombe logiche

Seguire alcune buone pratiche potrebbe rappresentare un buon primo baluardo di difesa per tale minaccia contro la quale purtroppo non esiste una strategia di protezione ben definita:

  • Utilizzare un antivirus aggiornato regolarmente;
  • evitare clic su collegamenti sospetti e di scaricare allegati di posta elettronica da mittenti sconosciuti o non attendibili;
  • aggiornare regolarmente e applicare patch a sistemi operativi eprogrammi;
  • limitare l’uso dei privilegi amministrativi.

Poiché come noto l’anello più debole della catena della sicurezza è spesso l’utente finale, in azienda anche delle campagne di sensibilizzazione sulla consapevolezza della sicurezza informatica per il personale di ogni ordine e grado potrebbe risultare senza dubbio una buona idea.

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Phishing: l’allerta della Polizia Postale su false denuncie delle forze dell’Ordine

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Tempo di lettura: 2 minuti. La campagna di phishing prospetta una fantomatica indagine penale nei confronti dell’interlocutore. Le prove dei reati online a suo carico sarebbero state registrate dalla Polizia.

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Polizia Postale
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La Polizia Postale ha di recente diramato un comunicato con il quale allerta che è in corso una massiva campagna di phishing perpetrata attraverso posta elettronica e messagistica istantanea che propina documenti a firma di rappresentanti delle forze dell’Ordine con loghi della Repubblica Italiana, Europol e Polizia.

Gli allegati appaiono come lettere di denuncia che prospettano una fantomatica indagine penale nei confronti dell’interlocutore secondo la quale sarebbero stati commessi dei reati a tema sessuale le cui prove sarebbero state tracciate dagli organi di Polizia tramite registrazioni informatiche.

La falsa denuncia

Come si vede in figura, i contenuti della lettera di denuncia presentano tutti gli elementi tipici dell’ingegneria sociale ovvero sorpresa, autorevolezza, intimidazione e persuasione e inducono la vittima a ricontattare i truffatori attraverso un indirizzo di posta elettronica allestita adeguatamente e che nulla ha a che fare in realtà con la sezione anticrimine della Polizia di Stato. In particolare con la nota i truffatori intimano un mandato di arresto se non si ricevono entro 48 ore delle valide giustificazioni al riguardo per rivalutare eventualmente le sanzioni.

Dare seguito esporrebbe a successive richieste di denaro e/o comunicazioni di dati personali, avverte la Polizia Postale.

Le raccomandazioni della Polizia Postale

La Polizia Postale raccomanda di diffidare sempre da simili messaggi, rimarcando che mai nessuna forza di Polizia contatterebbe direttamente i cittadini tramite canali quali posta elettronica e messaggistica istantanea varia, richiedendo pagamenti per non incorrere in procedimenti o sanzioni penali.

Purtroppo il numero di attacchi secondo le varie declinazioni del phishing (smishing, Qrishing, vishing) sta crescendo sempre più e non accenna a diminuire. Si consiglia pertanto di prendere l’abitudine di esaminare con attenzione i messaggi ricevuti su tutti i canali di comunicazione, di verificare l’identità dei mittenti e di non fornire con superficialità dati personali.

Anzi allo scopo di scardinare la catena delle truffe quanto prima, queste trappole vanno prontamente segnalate presso le sedi di Polizia dislocate sul territorio o per via telematica visitando la pagina dedicata del Commissariato di PS online.

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Tutorial Python 3 – #2.Come Usare IDLE e Fare Operazioni Numeriche

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