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Installa Linux: la guida per partire da zero

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Il processo di installazione di Linux può variare leggermente a seconda della distribuzione scelta, ma in generale, ci sono alcuni passaggi fondamentali che devono essere seguiti.

Scarica l’immagine ISO della distribuzione di Linux che hai scelto di installare.

Questa può essere scaricata dal sito web ufficiale della distribuzione o da una fonte affidabile come un sito di download di software open source. Per scaricare un’immagine ISO di Linux, è necessario seguire alcuni semplici passaggi:

  1. Scegliere la distribuzione Linux desiderata: Esistono molte diverse distribuzioni Linux disponibili, come Ubuntu, Debian, Fedora, Mint e Arch Linux. Ognuna di queste distribuzioni ha caratteristiche e funzionalità specifiche, quindi è importante scegliere quella che meglio soddisfa le proprie esigenze.
  2. Trovare il sito web ufficiale della distribuzione scelta: Una volta scelta la distribuzione Linux, è necessario trovare il sito web ufficiale della distribuzione per accedere al file ISO. La maggior parte delle distribuzioni Linux hanno un sito web ufficiale dove è possibile scaricare il file ISO.
  3. Scaricare l’immagine ISO: Dopo aver trovato il sito web ufficiale, è possibile scaricare l’immagine ISO del sistema operativo. In genere, questo file avrà estensione .iso e dovrebbe essere disponibile per il download gratuito.
  4. Verificare l’integrità del file scaricato: prima di masterizzare l’immagine ISO su un supporto di memoria, è consigliabile verificare l’integrità del file scaricato per assicurarsi che non sia stato corrotto durante il download.
  5. Masterizzare l’immagine ISO su un supporto di memoria: una volta scaricato e verificato il file ISO, è possibile masterizzarlo su un supporto di memoria come una chiavetta USB o un DVD. Ci sono diversi programmi gratuiti disponibili per masterizzare l’immagine ISO su un supporto di memoria.
  6. Utilizzare il supporto di memoria per l’installazione: dopo aver masterizzato l’immagine ISO su un supporto di memoria, è possibile utilizzarlo per l’installazione di Linux sul proprio computer.

Tenere presente che alcune distribuzioni Linux hanno anche la possibilità di provare il sistema operativo senza installarlo con una versione Live.

Crea un supporto avviabile

  • Questo può essere una chiavetta USB o un DVD vuoto che verrà utilizzato per avviare il sistema operativo. Ci sono diversi programmi gratuiti, come Rufus o UNetbootin, che possono essere utilizzati per creare un supporto avviabile.
  • Creare un supporto avviabile per Linux è un processo semplice che consente di installare il sistema operativo su un computer senza dover utilizzare un CD o un DVD. Ci sono diversi metodi per creare un supporto avviabile per Linux, ma uno dei più comuni è quello di utilizzare una chiavetta USB.
  • Per iniziare, è necessario procurarsi una chiavetta USB vuota con almeno 2 GB di spazio di archiviazione. In seguito, è necessario scaricare l’immagine ISO del sistema operativo Linux che si desidera utilizzare. Una volta scaricata l’immagine ISO, è possibile utilizzare un programma come Rufus o UNetbootin per creare il supporto avviabile.
  • Entrambi i programmi sono gratuiti e facili da usare. Rufus è disponibile per Windows, mentre UNetbootin è disponibile per Windows, Mac e Linux. Dopo aver avviato uno dei programmi, selezionare la chiavetta USB come dispositivo di destinazione e l’immagine ISO del sistema operativo Linux come sorgente. Quindi fare clic su “Start” per iniziare la creazione del supporto avviabile.
  • Il processo potrebbe impiegare alcuni minuti a seconda delle dimensioni dell’immagine ISO e della velocità del dispositivo di archiviazione esterno. Una volta completato, la chiavetta USB può essere utilizzata per avviare il computer e installare Linux.
  • Ricorda che alcuni sistemi potrebbero non avviarsi con una chiavetta USB, in questo caso sarebbe necessario modificare la sequenza di avvio del bios del computer in modo da avviare da un supporto esterno.

Riavvia il computer e accedi al menu di avvio.

Seleziona la chiavetta USB o il DVD come dispositivo di avvio e premi Invio.

Per selezionare una chiavetta USB come dispositivo di avvio su una macchina, è necessario accedere alla BIOS o al UEFI (Unified Extensible Firmware Interface) del computer. Il processo può variare leggermente a seconda del produttore del computer e del sistema operativo in uso, ma in generale i passi sono i seguenti:

  1. Accendere il computer e premere il tasto appropriato per accedere alla BIOS o UEFI. Questo può essere F2, Del, Esc o un altro tasto specifico del produttore del computer.
  2. Utilizzare i tasti freccia per navigare tra le varie opzioni e selezionare “Boot” o “Avvio”.
  3. Trovare l’opzione per selezionare l’ordine di avvio e modificarlo in modo che la chiavetta USB sia l’opzione di avvio principale.
  4. Salvare le modifiche e uscire dalla BIOS o UEFI.
  5. Il computer ora si avvierà dalla chiavetta USB, permettendoti di installare Linux o avviare un sistema operativo live.

Tenere presente che alcuni sistemi potrebbero avere delle opzioni di sicurezza che richiedono di confermare la modifica dell’ordine di avvio. Inoltre, alcuni computer moderni hanno la possibilità di selezionare il dispositivo di avvio premendo un tasto specifico come F12 o Esc all’accensione del computer. è sempre meglio leggere il manuale dell’utente o fare una ricerca su internet per capire come effettuare questa operazione per il proprio modello di computer.

Configurazione

Seguire le istruzioni a schermo per la configurazione iniziale, come la scelta della lingua, la configurazione della tastiera e la creazione di un account utente.

Partizione

Seleziona la partizione su cui si desidera installare Linux. In alcuni casi, potrebbe essere necessario creare una nuova partizione o ridimensionare una esistente.

La gestione delle partizioni durante l’installazione di Linux è un passaggio cruciale per garantire che il sistema operativo venga installato correttamente e sfrutti al meglio il proprio spazio su disco.

Innanzitutto, è importante capire cosa siano le partizioni del disco rigido. Un disco rigido può essere diviso in più partizioni, ognuna delle quali può essere utilizzata per contenere file diversi. Ad esempio, è possibile creare una partizione per il sistema operativo, un’altra per i dati personali e un’altra ancora per i programmi. Ciò consente di organizzare meglio i file e di facilitare la gestione dello spazio su disco.

Durante l’installazione di Linux, è possibile scegliere tra diverse opzioni di gestione delle partizioni. Una delle opzioni più comuni è quella di utilizzare una partizione esistente per installare Linux, sovrascrivendo il sistema operativo precedente. Tuttavia, questa opzione comporta il rischio di perdere i dati esistenti su quella partizione.

Un’altra opzione è quella di creare una nuova partizione per Linux. Ciò consente di conservare i dati esistenti su altre partizioni del disco rigido, ma richiede una maggiore conoscenza della gestione delle partizioni. Inoltre, è necessario assicurarsi di avere abbastanza spazio libero su disco per creare una nuova partizione.

Infine, è possibile scegliere l’opzione di utilizzare un’immagine di sistema, ovvero un’immagine precostituita di un sistema operativo Linux già configurato, che verrà installato su una partizione esistente o su una nuova partizione. Questa opzione può essere utile per gli utenti meno esperti o per coloro che vogliono installare Linux in modo rapido e semplice.

In ogni caso, è importante prestare attenzione alle scelte effettuate durante la gestione delle partizioni, per evitare problemi di spazio su disco o perdita di dati. Inoltre, è sempre consigliabile fare un backup dei propri dati prima di procedere con l’installazione di Linux.

Istruzioni per completare l’installazione

Configurare connessione a Internet e la configurazione del software.

Scelta ambiente grafico

L’interfaccia utente di Linux è una delle caratteristiche più importanti del sistema operativo. Esistono diverse interfacce utente disponibili per Linux, tra cui GNOME e KDE.

GNOME è un ambiente desktop moderno e intuitivo che si concentra sulla semplicità e la facilità d’uso. È stato progettato per essere facilmente comprensibile per gli utenti che si avvicinano per la prima volta a Linux. Offre un’interfaccia grafica utente pulita e ordinata, con icone grandi e ben organizzate che rendono facile navigare tra i file e lanciare programmi.

KDE, d’altra parte, è un ambiente desktop più avanzato e personalizzabile. Offre una vasta gamma di opzioni di personalizzazione, come la possibilità di modificare il tema, la barra delle applicazioni e la disposizione dei desktop. KDE è una scelta popolare tra gli utenti esperti di Linux che vogliono un maggiore controllo sull’aspetto e sul funzionamento del proprio sistema.

Entrambe le interfacce utente sono disponibili per la maggior parte delle distribuzioni Linux e possono essere installate e selezionate durante l’installazione del sistema operativo. Scegliere tra GNOME e KDE dipende dalle preferenze personali e dal livello di esperienza con il sistema operativo.

Inoltre esistono anche interfacce come Xfce, LXDE, Cinnamon, MATE che offrono una combinazione tra semplicità e personalizzazione.

Xfce è un ambiente desktop leggero e veloce, ideale per i sistemi a bassa potenza. Ha una interfaccia semplice ma personalizzabile con una serie di strumenti integrati per la gestione dei file e dei programmi.

LXDE è un ambiente desktop ancora più leggero di Xfce, progettato per i sistemi a bassa potenza e per gli utenti che cercano un’interfaccia semplice. Includi un’icona del desktop, un gestore file e un launcher.

Cinnamon è un ambiente desktop sviluppato dalla comunità Linux Mint che offre un’interfaccia intuitiva e personalizzabile. Ha un’interfaccia simile a quella di Windows e include una serie di strumenti integrati per la gestione dei file e dei programmi.

MATE è un ambiente desktop sviluppato per i sistemi a bassa potenza. E’ una versione più recente di GNOME 2 e include un’interfaccia intuitiva e personalizzabile con una serie di strumenti integrati per la gestione dei file e dei programmi.

In generale, questi ambienti desktop sono una buona scelta per gli utenti che cercano un’interfaccia semplice e personalizzabile. Tuttavia, è importante notare che la scelta dell’ambiente desktop dipende dalle preferenze personali dell’utente e dalle esigenze del sistema.

Per gestire l’interfaccia utente di Linux, gli utenti possono utilizzare il gestore di finestre per organizzare le finestre aperte, il pannello delle applicazioni per lanciare i programmi e il gestore dei file per navigare tra i file del sistema. Inoltre, gli utenti possono personalizzare l’aspetto del proprio ambiente desktop modificando il tema, la disposizione dei desktop e le icone.

Riavvia il computer e seleziona Linux come sistema operativo predefinito all’avvio.

Tenere presente che i requisiti di sistema variano a seconda della distribuzione scelta, ma in generale, si consiglia di avere almeno 4GB di RAM e 40GB di spazio su disco. Inoltre, è sempre consigliabile eseguire un backup dei dati importanti prima di effettuare qualsiasi tipo di installazione.

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Linux, comandi del terminale per visualizzare contenuto file: “cat”, “head” e “tail”

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La visualizzazione del contenuto dei file in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Ci sono diversi comandi utili per visualizzare il contenuto dei file, tra cui “cat”, “head” e “tail”.

  1. “cat”: Il comando “cat” (concatenate) è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file sullo schermo. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “cat file1.txt”.
  2. “head”: Il comando “head” è utilizzato per visualizzare le prime righe di un file. Ad esempio, per visualizzare le prime 10 righe di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “head -n 10 file1.txt”.
  3. “tail”: Il comando “tail” è utilizzato per visualizzare le ultime righe di un file. Ad esempio, per visualizzare le ultime 10 righe di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “tail -n 10 file1.txt”.
  4. “less”: Il comando “less” è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file in modalità interattiva. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt” utilizzando less si utilizzerebbe il seguente comando: “less file1.txt”
  5. “more”: Il comando “more” è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file in modalità interattiva, simile a less. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt” utilizzando more si utilizzerebbe il seguente comando: “more file1.txt”
  6. “nl”: Il comando “nl” (number lines) è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file con le righe numerate. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt” con le righe numerate, si utilizzerebbe il seguente comando: “nl file1.txt”
  1. “wc”: Il comando “wc” (word count) è utilizzato per visualizzare il numero di righe, parole e caratteri di un file. Ad esempio, per visualizzare il numero di righe, parole e caratteri di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “wc file1.txt”

In generale, la visualizzazione del contenuto dei file in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Utilizzando questi comandi, è possibile visualizzare il contenuto di un file, le prime o le ultime righe di un file, visualizzare il contenuto in modalità interattiva e anche numerare le righe o contare il numero di righe, parole e caratteri di un file.

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Windows 11: come utilizzare al meglio Microsoft Edge

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Microsoft Edge è il browser predefinito di Windows 11 e offre una serie di funzionalità progettate per migliorare l’esperienza di navigazione. Ecco alcuni consigli per utilizzare al meglio Microsoft Edge su Windows 11.

  1. Sincronizzazione dei dati: Microsoft Edge consente di sincronizzare i preferiti, la cronologia e le password su tutti i dispositivi utilizzando un account Microsoft. In questo modo, è possibile accedere ai propri dati di navigazione su qualsiasi dispositivo.
  2. Gestione dei segnalibri: Microsoft Edge consente di creare cartelle di segnalibri, per organizzare i siti preferiti e accedervi rapidamente. È inoltre possibile importare e esportare i segnalibri da altri browser.
  3. Utilizzo dei lettori: Microsoft Edge offre una funzione di lettura per visualizzare i contenuti senza distrazioni e una modalità di lettura notturna per la lettura comoda di notte.
  4. Utilizzo dei Web Note: Microsoft Edge offre un’integrazione con la funzione Web Note, che consente di evidenziare, annotare e condividere i contenuti del web.
  5. Utilizzo della modalità di navigazione in privato: Microsoft Edge offre una modalità di navigazione in privato che permette di navigare senza lasciare tracce di cronologia, cookie o password.
  6. Utilizzo dell’integrazione con Cortana: Microsoft Edge offre un’integrazione con Cortana, l’assistente virtuale di Windows 11, che consente di effettuare ricerche vocali, impostare promemoria e altro ancora.
  1. Utilizzo delle estensioni: Microsoft Edge supporta una vasta gamma di estensioni, come adblocker, password manager e strumenti per la produttività. Utilizzando queste estensioni è possibile personalizzare il proprio browser e aggiungere funzionalità.
  2. Utilizzo della funzionalità “Collections”: Microsoft Edge offre una funzionalità “Collections” che consente di salvare, organizzare e condividere i contenuti del web.
  3. Utilizzo della funzionalità “Sleeping Tabs”: Microsoft Edge offre una funzionalità “Sleeping Tabs” che consente di sospendere i tab non utilizzati per risparmiare risorse del sistema.
  4. Utilizzo della funzionalità “Internet Explorer mode”: Microsoft Edge offre una funzionalità “Internet Explorer mode” che consente di navigare in modalità compatibilità con i siti che non funzionano correttamente con Edge.

Utilizzando questi consigli, è possibile sfruttare al massimo le funzionalità di Microsoft Edge su Windows 11 e migliorare l’esperienza di navigazione.

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Gestione dei file e delle cartelle: spiegazione dei comandi del terminale di Linux

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La gestione dei file e delle cartelle in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Ci sono diversi comandi utili per gestire i file e le cartelle, tra cui “cp”, “mv” e “rm”.

“cp”: Il comando “cp” (copy) è utilizzato per copiare un file o una cartella in un’altra posizione. Ad esempio, per copiare un file chiamato “file1.txt” in una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “cp file1.txt cartella1/”.

“mv”: Il comando “mv” (move) è utilizzato per spostare un file o una cartella in un’altra posizione. Ad esempio, per spostare un file chiamato “file1.txt” in una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “mv file1.txt cartella1/”. È possibile utilizzare anche per rinominare un file o una cartella, utilizzando sempre “mv” seguito dal vecchio nome, lo spazio e il nuovo nome.

“rm”: Il comando “rm” (remove) è utilizzato per rimuovere un file o una cartella. Ad esempio, per rimuovere un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “rm file1.txt”. È importante essere molto cauti quando si utilizza il comando “rm”, poiché rimuove permanentemente i file e non c’è possibilità di recupero.

“mkdir”: Il comando “mkdir” (make directory) è utilizzato per creare una cartella. Ad esempio, per creare una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “mkdir cartella1”.

“ls”: Il comando “ls” (list) è utilizzato per visualizzare i file e le cartelle presenti in una determinata cartella. Ad esempio, per visualizzare i file e le cartelle presenti nella cartella corrente, si utilizzerebbe il seguente comando: “ls”.

“chmod”: Il comando “chmod” (change mode) è utilizzato per modificare i permessi dei file e delle cartelle. Ad esempio, per dare i permessi di lettura, scrittura e esecuzione a un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “chmod 755 file1.txt”

“du”: Il comando “du” (disk usage) è utilizzato per visualizzare l’utilizzo dello spazio disco da parte dei file e delle cartelle presenti in una cartella. Ad esempio, per visualizzare l’utilizzo dello spaziodisco delle cartelle presenti nella cartella corrente, si utilizzerebbe il seguente comando: “du -sh *”

“find”: Il comando “find” è utilizzato per cercare file o cartelle in una determinata directory e sottodirectory. Ad esempio, per cercare un file chiamato “file1.txt” nella cartella corrente e nelle sottocartelle, si utilizzerebbe il seguente comando: “find . -name ‘file1.txt'”

“grep”: Il comando “grep” è utilizzato per cercare una parola o una frase all’interno di un file o in una serie di file. Ad esempio, per cercare la parola “test” all’interno di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “grep ‘test’ file1.txt”

“tar”: Il comando “tar” è utilizzato per creare e decomprimere archivi. Ad esempio, per creare un archivio di una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “tar -cvf cartella1.tar cartella1” e per decomprimere “tar -xvf cartella1.tar”

In generale, la gestione dei file e delle cartelle in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Utilizzando questi comandi, è possibile copiare, spostare, rimuovere, creare, visualizzare, modificare i permessi, cercare e creare archivi dei file e delle cartelle.

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