Connect with us

Tech

La Rai attiva il canale 4K e Mediaset testa il DVB-I

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 5 minuti.

Qualcosa si muove nel panorama delle trasmissioni del Digitale Terrestre. Sia la Rai che Mediaset provano a portare elementi interessanti in un settore dove, da troppo tempo, si parla solo del cambio standard.

Novità interessanti arrivano nel panorama nazionale delle trasmissioni del digitale terrestre DDT. Lo switch-off è in corso e prevede il passaggio dallo standard DVB-T al DVB-T2 secondo le tempistiche aggiornate e consultabili qui.

Il tema è quello che abbiamo dettagliato già lo scorso anno e prevede il passaggio alla codifica MPEG-4. Lo scopo è rendere più efficiente la trasmissione dei dati e quindi utilizzare una quantità minore di banda nelle nuove frequenze dedicate al digitale terrestre. Si parla di nuove frequenze perché una parte di quelle utilizzate è stata ceduta agli operatori mobili del 5G.

Il dettaglio in questo approfondimento.

Andiamo con ordine e approfondiamo prima il caso Rai e poi quello Mediaset, tecnicamente diversi e anche in concorrenza in futuro.

Rai4K sul canale 101

Partiamo dicendo che tutto inizia con la decisione della Rai di trasmettere i Mondiali di calcio in Qatar in 4K su un canale del digitale terrestre, il 101 e non come canale 4K integrato nell’App Rai Play. I requisiti per vedere il canale 101 in 4K sono diversi. Si tratta infatti di un canale Digitale Terrestre che però sfrutta la connessione internet del TV per scaricare i contenuti. Ecco quindi che è necessario avere una TV connessa, ma non basta. Devono infatti essere soddisfatti i seguenti requisiti:

  • il TV deve essere compatibile con HbbTV 2.0.1;
  • deve supportare l’HEVC tramite HbbTV
  • deve essere identificato dal player Rai come TV 4K;
  • deve supportare tutti i DRM di protezione utilizzati.

Il primo requisito è soddisfatto dai TV più recenti almeno in teoria, ma può capitare di leggere nelle specifiche tecniche la conferma di compatibilità HbbTV senza la specifica esatta della versione. Purtroppo, per esempio, nei casi in cui la versione sia la 1.0.0 non sarà possibile vedere il canale Rai 4K perché è dalla versione 2.0.0 in poi che sono supportati i DRM, cioè la gestione dei diritti di visione che la Rai utilizza per la trasmissione delle partite dei Mondiali di Calcio.

Prima di arrivare alla questione DRM c’è da chiarire il tema HbbTV. Partiamo dalla codifica HEVC attraverso la piattaforma HbbTV. Tale codifica infatti è normalmente gestita dalla piattaforma Smart dei TV (quella sempre più aggiornata visto che gestisce le App di streaming più famose). Non è per nulla scontato che la TV sia in grado di decodificare il flusso video attraverso la (poco utilizzata) piattaforma HbbTV. Questo spiega perché alcuni utenti sono in grado di sentire l’audio della trasmissione 4K ma non vedono il video.

Un canale HbbTV è di fatto un’applicazione HTML che gira all’interno del browser del TV. Nel Browser c’è il cosiddetto User Agent che serve per identificare il TV. Se lo User Agent del TV non identifica il TV stesso come 4K il canale Rai non attiverà la visione. Purtroppo, ed è qui il nodo della questione, la Rai sta gestendo a mano la verifica sulle parole chiave presenti nello User Agent dei TV 4K. La lista è quindi in continua evoluzione. Se il vostro TV, alla data attuale, non vede il canale 4K il motivo potrebbe essere questo e non bisogna perdere le speranze.

Veniamo al quarto requisito, quello legato ai DRM.

Al momento della presentazione del canale Rai 4K sul canale 101 la Rai non utilizzava i DRM necessari per la trasmissione delle partite di calcio. Da quando ha inserito i DRM una grande percentuale di TV, che fino a quel momento consentivano la visione del canale, hanno smesso di farlo.

Il motivo è relativamente semplice: il flusso video viene codificato e protetto in partenza utilizzando come DRM PlayReady di Microsoft. Quando il segnale arriva sul TV il player web deve riprodurre il flusso della pagina internet con il browser del TV stesso. A conferma di ciò potete aprire da un PC/Mac il browser web ed andare a questo indirizzo:

http://www.replaytvmhp.rai.it/hbbtv/launcher/RemoteControl/index.html?delivery=2

Facendo salire il menù contestuale con la freccia si spostamento verso l’alto potrete navigare fino a trovare Rai4K e vedere da Browser cosa viene trasmesso. Insomma, per concludere, se manca il DRM giusto sulla TV, niente decodifica.

La gestione dei DRM

C’è anche da dire che la gestione dei DRM è tutt’altro che banale per i processori impiegati nelle SmartTV attuali. I DRM infatti in alcuni casi, anche se correttamente decodificati, danno origine a scatti molto fastidiosi nella trasmissione. Scatti che sono assenti, in assenza di DRM. Questi scatti sono inoltre proporzionali al bitrate della trasmissione. Per mitigare questo problema la Rai ha deciso di abbassare il bitrate con la conseguenza di degradare la qualità del segnale promesso. I processori dedicati a queste attività sulle moderne Smart TV non sono particolarmente evoluti e prestazionali e possiamo paragonarli a quelli di smartphone di fascia medio-bassa. Dargli in pasto anche queste attività, oltre alla gestione del sistema operativo, causa, come possiamo vedere, problemi diffusi.

Potrebbe sorgere in chi legge l’obiezione: ma se ho comprato un TV certificato con il bollino “lativù 4K” perché ho questi problemi? La risposta purtroppo è che il bollino certifica la compatibilità con lo standard utilizzato ma nel caso della Rai devono essere gestite delle accezioni attraverso lo User Agent, cosa non controllata dal rispetto dello standard. Sicuramente queste anomalie potranno essere sanate col tempo ma è un peccato non averle previste prima e fare una sperimentazione più ampia prima di pubblicizzare la novità.

Passiamo ora a quella che è appunto una sperimentazione da parte di Mediaset.

Mediaset testa il DVB-I

Durante la conferenza di Ultra HD Forum di Roma, Mediaset ha presentato il suo test del nuovo standard DVB-I. Si tratta di un sistema che consente una gestione ibrida dei canali miscelando nella stessa lista contenuti da digitale terrestre con altri in streaming da Internet.

Ma andiamo per gradi, partiamo dal fatto che Il DVB-I è lo standard della famiglia DVB per la distribuzione di contenuti via Internet. Mediaset aveva aderito alla sperimentazione iniziale. Possiamo pensare a questo standard come il concorrente del sistema utilizzato dalla Rai che abbiamo appena descritto. C’è però da dire che al momento non ci sono TV compatibili ecco perché la Rai ha fatto questa scelta.

Mediaset invece punta su questo standard per il futuro e vuole iniziare la sperimentazione nel 2023. Questi nuovi canali ibridi saranno integrati naturalmente nella lista canali al momento in cui effettueremo la sintonizzazione tradizionale dei canali TV. Una differenza interessante tra i due sistemi è che il DVB-I è in grado di funzionare anche senza collegare l’antenna mentre con l’HbbTV è necessario avere il segnale Digitale Terrestre per integrare lo streaming da internet. La sperimentazione, promette Mediaset, inizierà ad Aprile 2023 e saranno sicuramente coinvolti Canale 5, Italia 1 e Rete 4.

Dal punto di vista della qualità della trasmissione Mediaset conferma che non ci sono limiti se non la Banda a disposizione, quindi si prevede la risoluzione 4K con gamma dinamica HDR e l’audio anche Dolby Atmos.

Finalmente possiamo parlare di due novità tecniche nel panorama delle trasmissioni digitali terrestri italiane, vedremo quali saranno i frutti delle due diverse scelte tecniche. Quello che a nostro avviso conta di più è dare maggiori servizi all’utente e con minori barriere tecniche di accesso.


Iscriviti alla newsletter settimanale di Matrice Digitale

* inserimento obbligatorio

Tech

Linux, comandi del terminale per visualizzare contenuto file: “cat”, “head” e “tail”

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

La visualizzazione del contenuto dei file in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Ci sono diversi comandi utili per visualizzare il contenuto dei file, tra cui “cat”, “head” e “tail”.

  1. “cat”: Il comando “cat” (concatenate) è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file sullo schermo. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “cat file1.txt”.
  2. “head”: Il comando “head” è utilizzato per visualizzare le prime righe di un file. Ad esempio, per visualizzare le prime 10 righe di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “head -n 10 file1.txt”.
  3. “tail”: Il comando “tail” è utilizzato per visualizzare le ultime righe di un file. Ad esempio, per visualizzare le ultime 10 righe di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “tail -n 10 file1.txt”.
  4. “less”: Il comando “less” è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file in modalità interattiva. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt” utilizzando less si utilizzerebbe il seguente comando: “less file1.txt”
  5. “more”: Il comando “more” è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file in modalità interattiva, simile a less. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt” utilizzando more si utilizzerebbe il seguente comando: “more file1.txt”
  6. “nl”: Il comando “nl” (number lines) è utilizzato per visualizzare il contenuto di un file con le righe numerate. Ad esempio, per visualizzare il contenuto di un file chiamato “file1.txt” con le righe numerate, si utilizzerebbe il seguente comando: “nl file1.txt”
  1. “wc”: Il comando “wc” (word count) è utilizzato per visualizzare il numero di righe, parole e caratteri di un file. Ad esempio, per visualizzare il numero di righe, parole e caratteri di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “wc file1.txt”

In generale, la visualizzazione del contenuto dei file in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Utilizzando questi comandi, è possibile visualizzare il contenuto di un file, le prime o le ultime righe di un file, visualizzare il contenuto in modalità interattiva e anche numerare le righe o contare il numero di righe, parole e caratteri di un file.

Prosegui la lettura

Tech

Windows 11: come utilizzare al meglio Microsoft Edge

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

Microsoft Edge è il browser predefinito di Windows 11 e offre una serie di funzionalità progettate per migliorare l’esperienza di navigazione. Ecco alcuni consigli per utilizzare al meglio Microsoft Edge su Windows 11.

  1. Sincronizzazione dei dati: Microsoft Edge consente di sincronizzare i preferiti, la cronologia e le password su tutti i dispositivi utilizzando un account Microsoft. In questo modo, è possibile accedere ai propri dati di navigazione su qualsiasi dispositivo.
  2. Gestione dei segnalibri: Microsoft Edge consente di creare cartelle di segnalibri, per organizzare i siti preferiti e accedervi rapidamente. È inoltre possibile importare e esportare i segnalibri da altri browser.
  3. Utilizzo dei lettori: Microsoft Edge offre una funzione di lettura per visualizzare i contenuti senza distrazioni e una modalità di lettura notturna per la lettura comoda di notte.
  4. Utilizzo dei Web Note: Microsoft Edge offre un’integrazione con la funzione Web Note, che consente di evidenziare, annotare e condividere i contenuti del web.
  5. Utilizzo della modalità di navigazione in privato: Microsoft Edge offre una modalità di navigazione in privato che permette di navigare senza lasciare tracce di cronologia, cookie o password.
  6. Utilizzo dell’integrazione con Cortana: Microsoft Edge offre un’integrazione con Cortana, l’assistente virtuale di Windows 11, che consente di effettuare ricerche vocali, impostare promemoria e altro ancora.
  1. Utilizzo delle estensioni: Microsoft Edge supporta una vasta gamma di estensioni, come adblocker, password manager e strumenti per la produttività. Utilizzando queste estensioni è possibile personalizzare il proprio browser e aggiungere funzionalità.
  2. Utilizzo della funzionalità “Collections”: Microsoft Edge offre una funzionalità “Collections” che consente di salvare, organizzare e condividere i contenuti del web.
  3. Utilizzo della funzionalità “Sleeping Tabs”: Microsoft Edge offre una funzionalità “Sleeping Tabs” che consente di sospendere i tab non utilizzati per risparmiare risorse del sistema.
  4. Utilizzo della funzionalità “Internet Explorer mode”: Microsoft Edge offre una funzionalità “Internet Explorer mode” che consente di navigare in modalità compatibilità con i siti che non funzionano correttamente con Edge.

Utilizzando questi consigli, è possibile sfruttare al massimo le funzionalità di Microsoft Edge su Windows 11 e migliorare l’esperienza di navigazione.

Prosegui la lettura

Tech

Gestione dei file e delle cartelle: spiegazione dei comandi del terminale di Linux

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

La gestione dei file e delle cartelle in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Ci sono diversi comandi utili per gestire i file e le cartelle, tra cui “cp”, “mv” e “rm”.

“cp”: Il comando “cp” (copy) è utilizzato per copiare un file o una cartella in un’altra posizione. Ad esempio, per copiare un file chiamato “file1.txt” in una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “cp file1.txt cartella1/”.

“mv”: Il comando “mv” (move) è utilizzato per spostare un file o una cartella in un’altra posizione. Ad esempio, per spostare un file chiamato “file1.txt” in una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “mv file1.txt cartella1/”. È possibile utilizzare anche per rinominare un file o una cartella, utilizzando sempre “mv” seguito dal vecchio nome, lo spazio e il nuovo nome.

“rm”: Il comando “rm” (remove) è utilizzato per rimuovere un file o una cartella. Ad esempio, per rimuovere un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “rm file1.txt”. È importante essere molto cauti quando si utilizza il comando “rm”, poiché rimuove permanentemente i file e non c’è possibilità di recupero.

“mkdir”: Il comando “mkdir” (make directory) è utilizzato per creare una cartella. Ad esempio, per creare una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “mkdir cartella1”.

“ls”: Il comando “ls” (list) è utilizzato per visualizzare i file e le cartelle presenti in una determinata cartella. Ad esempio, per visualizzare i file e le cartelle presenti nella cartella corrente, si utilizzerebbe il seguente comando: “ls”.

“chmod”: Il comando “chmod” (change mode) è utilizzato per modificare i permessi dei file e delle cartelle. Ad esempio, per dare i permessi di lettura, scrittura e esecuzione a un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “chmod 755 file1.txt”

“du”: Il comando “du” (disk usage) è utilizzato per visualizzare l’utilizzo dello spazio disco da parte dei file e delle cartelle presenti in una cartella. Ad esempio, per visualizzare l’utilizzo dello spaziodisco delle cartelle presenti nella cartella corrente, si utilizzerebbe il seguente comando: “du -sh *”

“find”: Il comando “find” è utilizzato per cercare file o cartelle in una determinata directory e sottodirectory. Ad esempio, per cercare un file chiamato “file1.txt” nella cartella corrente e nelle sottocartelle, si utilizzerebbe il seguente comando: “find . -name ‘file1.txt'”

“grep”: Il comando “grep” è utilizzato per cercare una parola o una frase all’interno di un file o in una serie di file. Ad esempio, per cercare la parola “test” all’interno di un file chiamato “file1.txt”, si utilizzerebbe il seguente comando: “grep ‘test’ file1.txt”

“tar”: Il comando “tar” è utilizzato per creare e decomprimere archivi. Ad esempio, per creare un archivio di una cartella chiamata “cartella1”, si utilizzerebbe il seguente comando: “tar -cvf cartella1.tar cartella1” e per decomprimere “tar -xvf cartella1.tar”

In generale, la gestione dei file e delle cartelle in Linux può essere effettuata utilizzando i comandi del terminale. Utilizzando questi comandi, è possibile copiare, spostare, rimuovere, creare, visualizzare, modificare i permessi, cercare e creare archivi dei file e delle cartelle.

Prosegui la lettura

Facebook

CYBERWARFARE

Notizie2 giorni fa

Killnet mette a sedere i siti web tedeschi

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoGli hacker attivisti russi hanno messo offline diversi siti web tedeschi mercoledì in...

Notizie3 giorni fa

Ex diplomatico: Cina spia i cittadini con frigoriferi, portatili e lampadine britannico

Tempo di lettura: < 1 minuto. Secondo un rapporto inviato al governo dall'ex diplomatico, la tecnologia "cavallo di Troia" rappresenta...

Notizie2 settimane fa

NoName057 offre ricompense finanziarie per partecipare agli attacchi DDoS

Tempo di lettura: 2 minuti. Ai volontari vengono offerte ricompense fino a 80.000 rubli per attacchi riusciti con il client...

Multilingua2 settimane fa

L’Ucraina propone la NATO della Guerra Cibernetica

Tempo di lettura: 2 minuti. Il principale funzionario ucraino per la sicurezza informatica ha proposto lo sviluppo di una "Cyber...

Inchieste2 settimane fa

NoName057(16) a Matrice Digitale: stiamo analizzando il perimetro cibernetico italiano

Tempo di lettura: 3 minuti. Esclusiva mondiale al gruppo di hacktivisti che hanno colpito diversi paesi europei tra cui l'Italia

Notizie2 settimane fa

NoName057 rivendica gli attacchi informatici ai siti web danesi

Tempo di lettura: < 1 minuto. Gli hacktivisti russi sostengono di aver attaccato la banca centrale danese, il ministero delle...

Notizie2 settimane fa

ESET svela l’attività di StrongPity: malevola con l’app Telegram troianizzata

Tempo di lettura: 3 minuti. Condividi questo contenutoI ricercatori ESET hanno identificato una campagna attiva del gruppo StrongPity APT che...

Notizie2 settimane fa

Il curioso caso delle capacità informatiche estoni

Tempo di lettura: 4 minuti. Condividi questo contenutoDutch Ruppersberger, un deputato degli Stati Uniti, una volta ha dovuto rispondere a...

Notizie2 settimane fa

APT Dark Pink prende di mira governi e militari nella regione APAC

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoLe organizzazioni governative e militari della regione Asia-Pacifico sono prese di mira da...

Notizie2 settimane fa

Iran: banche sotto attacco DDOS. Rischio sventato

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenutoL’Iran ha sventato un attacco informatico alla sua banca centrale, ha dichiarato...

Truffe recenti

Truffe online2 settimane fa

Malware trasmesso da Google Ads prosciuga l’intero portafoglio di criptovalute di un influencer NFT

Tempo di lettura: 2 minuti. Un link pubblicitario sponsorizzato su Google ha nascosto un malware che ha travasato migliaia di...

Notizie3 settimane fa

“Entra nell’Interpol” la nuova truffa sui social media che spopola in Sud Africa

Tempo di lettura: 2 minuti. L'Organizzazione internazionale di polizia criminale (Interpol) ha lanciato un allarme su una truffa online che...

DeFi1 mese fa

Scandalo FTX, i genitori di Sam Bankman Fried sono indagati: confermata l’inchiesta di Matrice Digitale

Tempo di lettura: 2 minuti. Avrebbero speso i fondi societari per acquisti personali e sono il collante con le "coperture"...

Truffe online3 mesi fa

Sospettati di uno schema Ponzi arrestati in Grecia e Italia ricercati da INTERPOL

Tempo di lettura: 2 minuti. INTERPOL ha lanciato l'IFCACC all'inizio di quest'anno, per fornire una risposta globale coordinata contro la...

Truffe online3 mesi fa

Truffa del Trust Wallet PayPal

Tempo di lettura: 2 minuti. Scoperta da Trend Micro, la truffa che sfrutta il brand di PayPal, può essere così...

Truffe online3 mesi fa

Sospetto arrestato in relazione a una frode di investimento da un milione di euro

Tempo di lettura: 2 minuti. L'azione ha portato l'Europol a rilasciare consigli in tal senso.

Truffe online4 mesi fa

I truffatori e i disonesti al telefono: è possibile fermarli?

Tempo di lettura: 4 minuti. I consigli di Sophos e l'invito di Matrice Digitale a segnalarli al nostro modello

Truffe online4 mesi fa

Curriculum Online, la denuncia: CVfacile.com attiva abbonamenti nascosti

Tempo di lettura: 3 minuti. C'è anche il sito expressCV ed è stato già segnalato per illeciti.

Truffe online4 mesi fa

Truffa Vinted: spillati 195 euro grazie a un link falso di Subito

Tempo di lettura: 2 minuti. Altro utente truffato, ma le responsabilità non sono tutte della piattaforma.

Truffe online4 mesi fa

Truffe della rete Theta e phishing di MetaMask

Tempo di lettura: 3 minuti. Questa settimana abbiamo trovato altre ingannevoli truffe di criptovalute a cui dovete prestare attenzione.

Tendenza