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LinkedIn, ora rappresenta la metà di tutti i tentativi di phishing a livello globale

L’ultimo rapporto Check Point Research sul fenomeno del brand phishing relativo al primo trimestre del 2022 ha messo in evidenza i marchi che sono stati più frequentemente sfruttati dai cyber criminali nel tentativo di rubare informazioni personali e credenziali di pagamento nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022.

In cosa consiste il brand phishing

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In un attacco di brand phishing, i criminali cercano di imitare il sito Web ufficiale di un noto marchio, utilizzando un nome di dominio, un URL e una grafica delle pagine Web che richiamano il sito originale. 

Inoltre il collegamento al sito web falso potrebbe essere inviato tramite e-mail o SMS, reindirizzamenti durante la navigazione oppure essere attivato da un’applicazione mobile fraudolenta. In tutti i casi le pagine di landing spesso contengono dei moduli destinati a rubare le credenziali degli utenti, i dettagli di pagamento o altre informazioni personali.

LinkedIn in pole

Dal rapporto emerge come la categoria delle reti dei social media abbia superato quelle delle spedizioni, della vendita al dettaglio e della tecnologia come categorie nelle preferenze dei gruppi criminali. 

In particolare il marchio di LinkedIn è stato collegato a più della metà (52%) di tutti gli attacchi di phishing a livello globale, raggiungendo per la prima volta la vetta della classifica e facendo un balzo in avanti (con un +44) dalla quinta posizione rispetto al trimestre precedente.

Al secondo posto si è posizionato il marchio DHL con una incidenza del 14% su tutti i tentativi di phishing durante lo stesso trimestre.

FedEx è passata dalla settima alla quinta posizione, rappresentando il 6% di tutti i tentativi di phishing. WhatsApp ha invece mantenuto la sua posizione nella top ten, rappresentando il 4% degli attacchi di phishing in tutto il mondo. Infine Maersk, AliExpress e Apple chiudono la classifica.

Un esempio di esca LinkedIn

Il rapporto segnala anche un esempio particolare in cui gli utenti di LinkedIn verrebbero contattati tramite un’e-mail dall’aspetto ufficiale nel tentativo di indurli a cliccare su un collegamento ad una pagina di falso login (LinkedIn) allo scopo di carpire le credenziali eventualmente inserite.

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Le osservazioni degli esperti

Il rapporto evidenzia una tendenza emergente da parte degli attori delle minacce nello sfruttare i social network, ora divenuta la categoria target preferita, superando anche i giganti della tecnologia come Google, Microsoft e Apple.

“Come sempre, incoraggiamo gli utenti a prestare attenzione quando divulgano dati personali e credenziali ad applicazioni o siti Web aziendali e a pensarci due volte prima di aprire allegati o collegamenti e-mail, in particolare e-mail che affermano di provenire da aziende come LinkedIn o DHL, poiché è più probabile che si tratti di impersonificazioni

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Purtroppo queste statistiche non fanno altro che confermare quanto già evidenziato da matricedigitale in passato sullo sfruttamento di LinkedIn in campagne di phishing mirato e falso recruiting da parte ad esempio di APT russi, cinesi e coreani.

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