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Mela morsicata? Macchè bucata! Apple piena di bug, corre ai ripari

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Apple ha recentemente risolto una vulnerabilità di sicurezza nel sistema operativo macOS che potrebbe essere stata potenzialmente sfruttata da un attore minaccioso per bypassare semplicemente una “miriade di meccanismi di sicurezza macOS fondamentali” ed eseguire un codice arbitrario.

Il ricercatore di sicurezza Patrick Wardle ha dettagliato la scoperta in una serie di tweet. Tracciato come CVE-2021-30853 (punteggio CVSS: 5.5), il problema si riferisce a uno scenario in cui un’app rogue macOS può eludere i controlli Gatekeeper, che assicurano che solo le app di fiducia possono essere eseguite e che hanno superato un processo automatizzato chiamato “app notarization“.

Il produttore degli iPhone di Cupertino ha dichiarato di aver affrontato la debolezza con controlli migliorati come parte degli aggiornamenti di macOS 11.6 rilasciati ufficialmente il 20 settembre 2021.

Tali bug sono spesso particolarmente impattanti per gli utenti quotidiani di macOS, in quanto forniscono un mezzo agli autori di adware e malware di aggirare i meccanismi di sicurezza di macOS, … meccanismi che altrimenti ostacolerebbero i tentativi di infezione“, ha detto Wardle in una scrittura tecnica del difetto.

In particolare, il bug non solo aggira Gatekeeper, ma anche File Quarantine e i requisiti di autenticazione di macOS, permettendo effettivamente ad un file PDF apparentemente innocuo di compromettere l’intero sistema semplicemente aprendolo. Secondo Wardle, il problema è radicato nel fatto che un’applicazione basata su script non firmata e non autenticata non può specificare esplicitamente un interprete, risultando in un bypass completo.

In altre parole, gli attori delle minacce possono sfruttare questa falla ingannando i loro obiettivi ad aprire un’app canaglia che può essere camuffata come aggiornamenti di Adobe Flash Player o versioni troianizzate di app legittime come Microsoft Office, che, a sua volta, può essere consegnata attraverso un metodo chiamato search poisoning dove gli attaccanti aumentano artificialmente il ranking dei motori di ricerca dei siti web che ospitano il loro malware per attirare potenziali vittime.

Questa non è la prima volta che sono stati scoperti difetti nel processo Gatekeeper. All’inizio di questo aprile, Apple si è mossa per patchare rapidamente una falla zero-day attivamente sfruttata (CVE-2021-30657) che avrebbe potuto aggirare tutte le protezioni di sicurezza, permettendo così al software non approvato di essere eseguito sui Mac.

Poi in ottobre, Microsoft ha rivelato una vulnerabilità soprannominata “Shrootless” (CVE-2021-30892), che potrebbe essere stata sfruttata per eseguire operazioni arbitrarie, elevare i privilegi a root e installare rootkit su dispositivi compromessi. Apple ha detto che ha rimediato al problema con ulteriori restrizioni come parte degli aggiornamenti di sicurezza compresi nella versione del suo sistema operativo il 26 ottobre 2021.

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Cos’è lo smishing e come proteggersi

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Tempo di lettura: 2 minuti. La diffusione nell’utilizzo dei dispositivi mobili, ha certamente contribuito alla diffusione dello smishing

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Risposta al messaggio di testo
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Tra le varianti del phishing esiste il cosiddetto smishing ovvero una truffa on line che utilizza falsi messaggi di testo inviati da telefoni cellulari per ottenere informazioni personali o distribuire malware. La diffusione nell’utilizzo dei dispositivi mobili, ha certamente contribuito alla diffusione dello smishing. Essere meno inclini a dubitare della legittimità di un messaggio SMS (nel caso delle e-mail di spam gli utenti sono ormai informati rispetto ai rischi connessi, questo non succede invece nel caso degli SMS) e la rapidità di reazione dell’utente ad una richiesta di risposta immediata solitamente urgente, certamente rappresentano i punti di forza per gli attacchi di smishing.

Anche per questa declinazione del phishing i criminali informatici si affidano alle tecniche di ingegneria sociale per guadagnare la fiducia di una vittima e aumentare la probabilità che questa riveli informazioni o conceda consensi di installazione.

Questi messaggi fraudolenti spesso inserendosi tra i messaggi legittimi ricevuti già in precedenza potrebbero veicolare anche link che reindirizzano verso un sito contraffatto simile a quello ufficiale del presunto mittente o che fanno scaricare delle applicazioni .apk malware.

I testi degli SMS fraudolenti spesso affermano che c’è un problema con utenze, oppure presumono blocchi della carta di credito, adeguamenti a politiche di sicurezza o consegne di pacchi da parte di corrieri, con avvisi di giacenza e attesa.

Smighing, un possibile modus operandi

Solitamente si riceve un messaggio in apparenza proveniente dalla propria banca o da un corriere che invita, con vari espedienti, a visitare una pagina di landing che sembra proprio quella afferente al mittente del messaggio.

La presunta pagina web ufficiale potrebbe invitare a inserire credenziali e codici dispositivi oppure per dare maggiore credito a scaricare un’app. In quest’ultimo caso in seguito al download, è probabile che l’app richieda per un corretto funzionamento l’accesso ai servizi di accessibilità che in realtà servirebbe per ottenere il controllo completo del dispositivo per un attacco overlay o per installare uno spyware. Alcuni di questi messaggi fraudolenti potrebbero tramite tecniche di spoofing visualizzare anche il nome di un’azienda piuttosto che visualizzare un numero di telefono sconosciuto o estero.

Consigli di protezione

Certamente i numeri sospetti meritano attenzione ma non è detto che siano illegittimi, quindi bisogna procedere sempre con cautela in caso di dubbi: una rapida ricerca online potrebbe per esempio svelare l’associazione tra il numero in esame e una truffa. Un buon modo per non lasciarsi ingannare è informarsi quanto più possibile.

Cosa fare quando ormai è troppo tardi?

Qualora sia stato appurato di aver dato seguito alle indicazioni di un sms truffa (click sul link ricevuto e scaricato un file oppure compilato un modulo) conviene quanto prima controllare i movimenti dei propri conto correnti, modificare le proprie password utilizzate per social network, e-mail, applicazioni di home banking e nei casi di infezione malware bonificare il proprio dispositivo, ripristinandolo, nei casi peggiori, alle impostazioni di fabbrica.

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Tutorial Python 3 – #1.Installazione + Primo Programma Hello world

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Che cosa sono i trojan horse. Impariamo a conoscerli

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Tempo di lettura: 2 minuti. Il trojan si nasconde all’interno di programmi apparentemente innocui restando silente, raccogliendo informazioni o sfruttando vulnerabilità dei sistemi ospitanti per ogni tipo di attività dannosa

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Cavallo di Troia
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Mentre i virus si replicano infettando altri file o computer, i trojan fungono da esca, consentendo ad altro software malevolo di infiltrarsi mascherato e di celare il proprio intento.

Il trojan che deriva il nome dal mito greco del cavallo di Troia, si nasconde all’interno di programmi apparentemente innocui inducendo gli utenti a scaricarlo, restando silente nel computer, raccogliendo informazioni o sfruttando vulnerabilità dei sistemi ospitanti per ogni tipo di attività dannosa. La loro versatilità e capacità di passare inosservati, ha reso i trojan uno dei tipi di di malware preferiti dal cyber crime.

La peculiarità del trojan è propria quella di poter convincere l’ignara vittima che si tratti di un programma legittimo inducendone l’utilizzo: un videogame, un file audio o persino un messaggio pubblicitario. Per tutti questi motivi è molto importante prestare attenzione ai siti web non sicuri ed essere prudenti nell’eseguire i download.

Trojan, azioni malevole tipiche

Solitamente i trojan, allo scopo di consentire l’accesso ad altri malware riescono a eludere i sistemi di sicurezza. In genere un trojan può essere impiegato per estendere una botnet: spesso, i criminali informatici non sono interessati ai dati e alle informazioni dell’utente, ma piuttosto a poter sfruttare il sistema colpito come strumento interno a una rete controllata. Alcune altre varianti possono assumere anche funzionalità tipiche di uno spyware, in attesa di accessi ad account, immissione di dati bancari e credenziali da inviare verso server remoti presidiati e colpire non solo pc windows ma anche computer Linux, Mac, smartphone e tablet.

Come detto i trojan non rappresentano un problema solo per notebook e pc desktop, in quanto possono attaccare anche i dispositivi mobili. Anche in questo caso si presentano sotto forma di programmi legittimi, sebbene in realtà siano false versioni contenenti malware, in genere negli store pirata e non ufficiali, spingendo gli utenti al download. Ma purtroppo anche i marketplace ufficiali potrebbero contenere app contraffatte, sfuggite ai controlli di sicurezza. Non a caso gli utenti Android sono stati spesso vittima su Google Play store. Mentre la pratica del jailbreak sui dispositivi iPhone potrebbe rendere anche gli utenti Apple vulnerabili ai trojan consentendo di installare pacchetti di terze parti non aitorizzati da Apple.

Possiamo dire che i trojan a differenza dei virus e dei worm non sono in grado di propagarsi o autoreplicarsi, e solitamente vengono principalmente impiegati per l’eliminazione, il blocco, la modifica e la copia di dati e per la compromissione delle prestazioni di computer o reti.

Come capire se si è stati infettati da un trojan

Certamente, per prima cosa, è consigliabile verificare che tra i programmi installati non ce ne sia qualcuno non voluto o sospetto, facendo ricorso alle funzionalità del pannello installazione applicazioni per gli utenti PC.

Potrebbe essere anche utile:

  • controllare l’elenco completo di tutto il software installato, controllando la chiave regedit di Windows dedicata (HKEY_CURRENT_USER/ SOFTWARE);
  • valutare le prestazioni PC visualizzando dalla “Gestione attività” la scheda “Processi”, controllando quali programmi utilizzano la CPU e la memoria del computer;
  • prevenire le infezioni tramite un antivirus affidabile. 

Come evitare l’infezione

Oltre agli accorgimenti appena accennati, poiché bisogna ricordare come il fattore umano sia “l’anello più debole nella catena della sicurezza informatica”, senza ombra di dubbio anche l’utente deve dare il proprio contributo positivo nelle attività di prevenzione, prestando attenzione ai download, alle condivisioni di file e contenuti multimediali pirata ed essere consapevole dei rischi correlati al phishing e al malspam.

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