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Tutorial Python 3 – #1.Installazione + Primo Programma Hello world

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Cos’è lo smishing e come proteggersi

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Tempo di lettura: 2 minuti. La diffusione nell’utilizzo dei dispositivi mobili, ha certamente contribuito alla diffusione dello smishing

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Risposta al messaggio di testo
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Tempo di lettura: 2 minuti.

Tra le varianti del phishing esiste il cosiddetto smishing ovvero una truffa on line che utilizza falsi messaggi di testo inviati da telefoni cellulari per ottenere informazioni personali o distribuire malware. La diffusione nell’utilizzo dei dispositivi mobili, ha certamente contribuito alla diffusione dello smishing. Essere meno inclini a dubitare della legittimità di un messaggio SMS (nel caso delle e-mail di spam gli utenti sono ormai informati rispetto ai rischi connessi, questo non succede invece nel caso degli SMS) e la rapidità di reazione dell’utente ad una richiesta di risposta immediata solitamente urgente, certamente rappresentano i punti di forza per gli attacchi di smishing.

Anche per questa declinazione del phishing i criminali informatici si affidano alle tecniche di ingegneria sociale per guadagnare la fiducia di una vittima e aumentare la probabilità che questa riveli informazioni o conceda consensi di installazione.

Questi messaggi fraudolenti spesso inserendosi tra i messaggi legittimi ricevuti già in precedenza potrebbero veicolare anche link che reindirizzano verso un sito contraffatto simile a quello ufficiale del presunto mittente o che fanno scaricare delle applicazioni .apk malware.

I testi degli SMS fraudolenti spesso affermano che c’è un problema con utenze, oppure presumono blocchi della carta di credito, adeguamenti a politiche di sicurezza o consegne di pacchi da parte di corrieri, con avvisi di giacenza e attesa.

Smighing, un possibile modus operandi

Solitamente si riceve un messaggio in apparenza proveniente dalla propria banca o da un corriere che invita, con vari espedienti, a visitare una pagina di landing che sembra proprio quella afferente al mittente del messaggio.

La presunta pagina web ufficiale potrebbe invitare a inserire credenziali e codici dispositivi oppure per dare maggiore credito a scaricare un’app. In quest’ultimo caso in seguito al download, è probabile che l’app richieda per un corretto funzionamento l’accesso ai servizi di accessibilità che in realtà servirebbe per ottenere il controllo completo del dispositivo per un attacco overlay o per installare uno spyware. Alcuni di questi messaggi fraudolenti potrebbero tramite tecniche di spoofing visualizzare anche il nome di un’azienda piuttosto che visualizzare un numero di telefono sconosciuto o estero.

Consigli di protezione

Certamente i numeri sospetti meritano attenzione ma non è detto che siano illegittimi, quindi bisogna procedere sempre con cautela in caso di dubbi: una rapida ricerca online potrebbe per esempio svelare l’associazione tra il numero in esame e una truffa. Un buon modo per non lasciarsi ingannare è informarsi quanto più possibile.

Cosa fare quando ormai è troppo tardi?

Qualora sia stato appurato di aver dato seguito alle indicazioni di un sms truffa (click sul link ricevuto e scaricato un file oppure compilato un modulo) conviene quanto prima controllare i movimenti dei propri conto correnti, modificare le proprie password utilizzate per social network, e-mail, applicazioni di home banking e nei casi di infezione malware bonificare il proprio dispositivo, ripristinandolo, nei casi peggiori, alle impostazioni di fabbrica.

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Che cosa sono i trojan horse. Impariamo a conoscerli

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Tempo di lettura: 2 minuti. Il trojan si nasconde all’interno di programmi apparentemente innocui restando silente, raccogliendo informazioni o sfruttando vulnerabilità dei sistemi ospitanti per ogni tipo di attività dannosa

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Cavallo di Troia
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Mentre i virus si replicano infettando altri file o computer, i trojan fungono da esca, consentendo ad altro software malevolo di infiltrarsi mascherato e di celare il proprio intento.

Il trojan che deriva il nome dal mito greco del cavallo di Troia, si nasconde all’interno di programmi apparentemente innocui inducendo gli utenti a scaricarlo, restando silente nel computer, raccogliendo informazioni o sfruttando vulnerabilità dei sistemi ospitanti per ogni tipo di attività dannosa. La loro versatilità e capacità di passare inosservati, ha reso i trojan uno dei tipi di di malware preferiti dal cyber crime.

La peculiarità del trojan è propria quella di poter convincere l’ignara vittima che si tratti di un programma legittimo inducendone l’utilizzo: un videogame, un file audio o persino un messaggio pubblicitario. Per tutti questi motivi è molto importante prestare attenzione ai siti web non sicuri ed essere prudenti nell’eseguire i download.

Trojan, azioni malevole tipiche

Solitamente i trojan, allo scopo di consentire l’accesso ad altri malware riescono a eludere i sistemi di sicurezza. In genere un trojan può essere impiegato per estendere una botnet: spesso, i criminali informatici non sono interessati ai dati e alle informazioni dell’utente, ma piuttosto a poter sfruttare il sistema colpito come strumento interno a una rete controllata. Alcune altre varianti possono assumere anche funzionalità tipiche di uno spyware, in attesa di accessi ad account, immissione di dati bancari e credenziali da inviare verso server remoti presidiati e colpire non solo pc windows ma anche computer Linux, Mac, smartphone e tablet.

Come detto i trojan non rappresentano un problema solo per notebook e pc desktop, in quanto possono attaccare anche i dispositivi mobili. Anche in questo caso si presentano sotto forma di programmi legittimi, sebbene in realtà siano false versioni contenenti malware, in genere negli store pirata e non ufficiali, spingendo gli utenti al download. Ma purtroppo anche i marketplace ufficiali potrebbero contenere app contraffatte, sfuggite ai controlli di sicurezza. Non a caso gli utenti Android sono stati spesso vittima su Google Play store. Mentre la pratica del jailbreak sui dispositivi iPhone potrebbe rendere anche gli utenti Apple vulnerabili ai trojan consentendo di installare pacchetti di terze parti non aitorizzati da Apple.

Possiamo dire che i trojan a differenza dei virus e dei worm non sono in grado di propagarsi o autoreplicarsi, e solitamente vengono principalmente impiegati per l’eliminazione, il blocco, la modifica e la copia di dati e per la compromissione delle prestazioni di computer o reti.

Come capire se si è stati infettati da un trojan

Certamente, per prima cosa, è consigliabile verificare che tra i programmi installati non ce ne sia qualcuno non voluto o sospetto, facendo ricorso alle funzionalità del pannello installazione applicazioni per gli utenti PC.

Potrebbe essere anche utile:

  • controllare l’elenco completo di tutto il software installato, controllando la chiave regedit di Windows dedicata (HKEY_CURRENT_USER/ SOFTWARE);
  • valutare le prestazioni PC visualizzando dalla “Gestione attività” la scheda “Processi”, controllando quali programmi utilizzano la CPU e la memoria del computer;
  • prevenire le infezioni tramite un antivirus affidabile. 

Come evitare l’infezione

Oltre agli accorgimenti appena accennati, poiché bisogna ricordare come il fattore umano sia “l’anello più debole nella catena della sicurezza informatica”, senza ombra di dubbio anche l’utente deve dare il proprio contributo positivo nelle attività di prevenzione, prestando attenzione ai download, alle condivisioni di file e contenuti multimediali pirata ed essere consapevole dei rischi correlati al phishing e al malspam.

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Proteggiamo la nostra identità elettronica

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Tempo di lettura: 2 minuti. Svolgere attività online personali non adeguatamente protette potrebbe permettere ai criminali informatici l’acquisizione di informazioni necessarie per sottrarre una identità digitale

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Carta identità elettronica
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Quando si parla di acquisizione non consensuale di informazioni personali riservate di un individuo potremmo essere di fronte a casi di furto d’identità. Questa appropriazione indebita può consentire di svolgere attività fraudolente tramite impersonificazione. In pratica, ciò accade quando chi si impossessa dei dati identificativi personali altrui, li utilizza illecitamente sfruttando l’identità rubata. Ma cosa può fare un criminale in possesso di tali informazioni? Potrebbe svuotare conti bancari e per conto della vittima inconsapevole fare acquisti con carte di credito, richiedere prestiti e assumere il controllo dei suoi account.

Furto d’identità, modalità di azione

Numerose le modalità con cui i criminali informatici possono trarre profitto indebito (frode) attraverso un furto di identità.

Ad esempio i dati sottratti attraverso data breach possono includere estremi riservati, dati di carte di credito, credenziali che potrebbero essere divulgati e/o rivenduti. Ma non solo, anche la navigazione non sicura, attacchi di phishing e pharming potrebbero esporre a tali tipi di rischio.

Inoltre svolgere attività online personali non adeguatamente protette potrebbe consentire ai pirati informatici di riuscire ad acquisire le informazioni necessarie per sottrarre una identità digitale durante l’impiego di una rete wifi pubblica o computer condivisi (gli hotspot wifi non criptati, come quelli nei bar, negli aeroporti o in altri luoghi pubblici, sono i bersagli preferiti) o visitando un sito contraffatto piuttosto che inserire su form, con estrema superficialità, dati personali.

Ma anche un router domestico vulnerabile o un account di posta elettronica violato potrebbe rappresentare un potenziale punto di accesso per un ladro di identità.

In tutti i casi una volta ottenuto un accesso non autorizzato i criminali informatici potrebbero avere facoltà:

  • nel caso di violazione di un router, di installare uno sniffer (monitorare il traffico rete) o sferrare un attacco man-in-the-middle (per intercettare le comunicazioni tra due interlocutori);
  • nel caso di violazione di un account di posta elettronica, di acquisire informazioni sulla vittima e  inviare e-mail per suo conto;
  • Nel caso di violazione di un account di home banking di effettuare transazioni illecite.

La vigilanza è importante  

Purtroppo chiunque può diventare vittima di un furto d’identità,  ma sicuramente il target preferito e ideale è chi non è propenso a controllare regolarmente i propri resoconti bancari e a seguire pratiche di sicurezza preventive. La vigilanza, dunque, ha un’importanza fondamentale per rilevare quanto prima un furto di identità. Addebiti imprevisti, accessi a servizi non utilizzati, solleciti di riscossione sono alcuni dei segnali indice di una possibile frode correlata ad un furto d’identità.

Misure di protezione minime

Ecco alcune pratiche di sicurezza base:

  • Utilizzare una password esclusiva per ogni proprio account, preferendo quando possibile l’autenticazione 2FA;
  • limitare la condivisione di informazioni sui social network;
  • impiegare una VPN per proteggersi dai tentativi di accesso a dati dall’esterno;
  • monitorare con frequenza le liste movimento dei propri conti correnti;
  • prestare attenzione al phishing e al malspam;

Qualora si sospetti un furto di identità elettronica, prima di tutto, conviene controllare i propri rapporti di credito, verificando ogni possibile compromissione, e in caso si riscontrassero anomalie bloccare subito il conto, aggiornare le proprie credenziali e denunciare il fatto alla Polizia Postale.

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