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Truffa Facebook Little Flowers ai danni de La Repubblica: la matrice è cinese

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In questi giorni abbiamo analizzato come attraverso Google Adwords è possibile veicolare dei software apparentemente legittimi, ma che in realtà trasformano il proprio dispositivo ostaggio di file malevoli. Anche su Facebook la storia non è differente e la strategia truffaldina sembrerebbe avere alle spalle l’attività di un governo. La pagina nominata Little Flowers sta conducendo delle sponsorizzate che sfruttano il nome del quotidiano La Repubblica per indurre gli utenti a scaricare dapprima un’app di trading, per poi proporne una di incontri.

Nella prima immagine è possibile notare come il post sponsorizzato proponga un articolo di Repubblica nel quale si promuove la potenzialità della valuta digitale in cambio di quella cartacea ed il punto di riferimento è ovviamente lo Yuan cinese. Basta poco per comprendere che il tasto “scopri di più” in realtà non è funzionante perché è parte dell’immagine caricata così com’è. Nessun articolo è stato pubblicato da la Repubblica con questo titolo e con questa finalità.

Cliccato sul link, o meglio sull’immagine fraudolenta che punta ad un link, si apre un articolo di Forbes che parla della criptovaluta ufficiale della Cina, che in realtà è una valuta digitale perchè è quella ufficiale adottata dal Governo. Osservando però il link a cui fa riferimento lo pseudo articolo di Forbes, è possibile notare che punta a un dominio denominato wiseoffers.net e che di fatto non corrisponde a quello ufficiale della nota testata giornalistica internazionale.

Procedendo nella lettura dell’articolo si arriva finalmente ad un link per ottenere la famosa valuta digitale cinese “che sta spiazzando il mondo della finanza globalista ancorata al dollaro ed in contrasto alla valuta più utilizzata nei mercati”. Addirittura c’è un claim che propone “un ritorno di 4000 e 400 € per ogni singolo euro investito”.

Una volta entrati in possesso del link per registrarsi, si apre una app di incontri che sembrerebbe essere stata sviluppata proprio in Cina.

Il sito internet Wiseoffers.net è apparentemente situato in Lituania ed è registrato in Islanda con l’offuscamento della proprietà.

Ovviamente nulla è come sembra e soprattutto come viene proposto da una pagina Facebook che ha pochi utenti, ma una grande capacità di convertire eventuali sponsorizzate agganciando ignari utenti che credono di guadagnare e invece si ritrovano in un piattaforma che offre compagnia proprio come Tinder ed altre su cui andrebbe aperta una segnalazione ad Apple, nonostante abbia superato l’esame del centro sviluppo dell’AppStore. Sono frequenti inoltre i casi di utenti truffati da “donne” cinesi sulle piattaforme di trading ed in questo caso specifico le premesse ci sono tutte.

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Brasile, Interpol smantella call center che truffava i clienti

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La polizia brasiliana e la sezione portoghese dell’Interpol hanno smantellato una rete criminale che operava una falsa società a Lisbona, frodando migliaia di brasiliani in un sistema ispirato al film “The Wolf of Wall Street”. Un cittadino ceco residente a Lisbona aveva aperto un call center e assunto centinaia di lavoratori brasiliani in difficoltà che vivevano nella capitale portoghese. Questi lavoratori erano incaricati di chiamare persone in Brasile e convincerle a investire in azioni. I soldi delle vittime finivano sui conti della società, mentre loro venivano informati che erano stati persi sul mercato. A causa della disperazione, venivano incoraggiati a fare nuovi investimenti nella speranza di invertire la perdita, ma i nuovi investimenti generavano anche perdite, creando così un effetto a catena. Il gruppo operava da almeno quattro anni e aveva causato danni a migliaia di persone, molte delle quali avevano perso i loro risparmi, generando milioni di reais brasiliani. Sono stati arrestati sei leader della rete per frode e riciclaggio di denaro, sono stati bloccati i conti bancari e sono state eliminate diverse false pagine web. La polizia ha riferito che c’era un’atmosfera sociopatica al call center, che imitava il film del 2013 “The Wolf of Wall Street”, basato sulle memorie di Jordan Belfort, finito in prigione negli anni ’90 per aver truffato gli investitori di milioni di dollari. I lavoratori venivano incoraggiati a guardare il film e a replicare il comportamento del personaggio principale interpretato da Leonardo Di Caprio. “Il motto dell’azienda era: pensate a voi stessi e alle vostre famiglie, dimenticate le vittime”, ha detto il capo della polizia.

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Truffe cripto, Hong Kong raddoppia le perdite a 281 milioni

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Le perdite di Hong Kong per truffe legate alle criptovalute sono raddoppiate a 217 milioni di dollari statunitensi lo scorso anno, secondo un rapporto della polizia locale. Le truffe legate alle criptovalute rappresentavano oltre il 50% dei 407 milioni di dollari rubati ai residenti della città in crimini informatici nel 2022. Il numero di truffe legate alle criptovalute segnalate a Hong Kong nel 2022 è stato pari a 2.336 casi, in aumento del 67% rispetto ai 1.397 casi registrati dalla polizia nel 2021. Secondo le fonti, la polizia ha notato un aumento dell’uso delle criptovalute come mezzo per le truffe online, con i truffatori che sono in grado di nascondere la loro identità e il flusso di transazioni. La forza di polizia di Hong Kong ha descritto i truffatori come persone che si fingono esperte di investimenti in cripto-asset, metalli preziosi o prodotti di cambio esteri e che spesso invitano le vittime ad installare applicazioni di investimento fraudolente che mostrano transazioni e rendimenti falsi.

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Agenzia delle Entrate, attenti alla nuova campagna truffa via posta elettronica

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Tempo di lettura: 2 minuti. L’Agenzia delle Entrate si dichiara totalmente estranea a questi messaggi che disconosce completamente

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L’agenzia delle Entrate segnala nuovi tentativi di truffa via e-mail riferiti ad Agenzia delle Entrate Riscossione, effettuati mediante l’invio di messaggi di posta elettronica con le seguenti caratteristiche:

  • Mittente: no.reply@www.agenziaentrate.gov.it (l’indirizzo reale è no.reply@agenziaentrate.gov.it) con alias associato a AgenziaEntrate Riscossione;
  • oggetto: Avviso Raccomandata #[numero di raccomandata variabile];
  • corpo del messaggio: nel testo si parla di una notifica amministrativa cui si potrebbe accedere tramite un link e che verrà comunque spedita anche in forma cartacea tramite una raccomandata semplice.
Campione e-mail di phishing (Fonte Agenzia delle Entrate)

Il falso sito web

Il link proposto conduce a una pagina web contraffatta (l’indirizzo https://agenziaentrate[.]com è già stato revocato, si ricorda che gli indirizzi ai siti legittimi sono https://www.agenziaentrate.gov.it/ e https://agenziaentrateriscossione.gov.it), riportante il logo dell’Agenzia delle Entrate, nella quale è presente un modulo di login che richiede l’accesso all’area di notifica tramite indirizzo di posta elettronica e password, solo allo scopo in realtà di carpire queste credenziali.

Form login del falso sito web (Fonte Agenzia delle Entrate)

Raccomandazioni

Nel ricordare che l’accesso ai cittadini all’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è consentito solo tramite Spid, Carta nazionale dei servizi, Carta di identità elettronica e credenziali di Agenzia delle Entrate (AdE) si raccomanda, in caso di dubbi sull’autenticità di ipotetiche comunicazioni da parte dell’Ente, di fare riferimento ai contatti reperibili sul sito istituzionale o all’ufficio territorialmente competente.

Ovviamente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è assolutamente estranea all’invio di questi messaggi che disconosce completamente.

Mantenersi sempre aggiornati

E’ stata inoltre predisposta sul portale dell’Agenzia una sezione dedicata a segnalazioni e approfondimenti sui casi di phishing e malspam a tema, cui ci si può riferire per eventuali riscontri e aggiornamenti. Infatti già all’inizio del mese di Febbraio sono state segnalate ulteriori campagne simili. In questi casi le potenziali vittime venivano avvisate di “incoerenze” o “incongruenze” dei dati relativi alle liquidazioni periodiche per Il trimestre 2023 e invitate a cliccare “sull’immancabile link malevolo“.

Nel frattempo su WhatsApp, in merito alla campagna in oggetto, è virale il seguente messaggio di allarme (un po’ discutibile nella forma scritta ma si spera efficace nell’intento!).

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Facebook

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