Samsung porta Gemini AI su 800 milioni di dispositivi nel 2026 e trasforma l’ecosistema tra Galaxy, SmartThings e casa connessa

di Redazione
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Gemini AI entra nel 2026 come architrave dell’ecosistema Samsung e punta a raggiungere 800 milioni di dispositivi, un salto che raddoppia l’adozione del 2025 e che sposta l’intelligenza artificiale da semplice funzione a infrastruttura trasversale. L’AI non vive più solo nello smartphone ma si estende a tablet, SmartThings, TV e frigoriferi Family Hub, con l’obiettivo di rendere l’interazione più naturale, continua e invisibile nella vita quotidiana.

Il punto chiave non è solo il numero. Otto­cento milioni di dispositivi significano che Samsung ha deciso di trattare l’AI come piattaforma di sistema. Non un assistente da attivare a comando, ma un livello operativo permanente che interpreta contesto, priorità e intenzioni dell’utente. In questo modello, l’AI non stupisce con una singola funzione, ma lega esperienze diverse in un unico flusso coerente.

Quando Gemini AI diventa onnipresente, l’utente non sceglie più un prodotto isolato. Sceglie un ecosistema. È qui che Samsung tenta il salto strategico: continuità tra dispositivi, capacità di iniziare un’azione su uno schermo e completarla su un altro, suggerimenti che nascono da abitudini reali e non da menu statici. La promessa implicita è forte: meno interfacce, più intenzioni comprese.

Galaxy S26 e l’AI come interfaccia primaria

La serie Galaxy S26 diventa il nodo centrale di questa trasformazione. Lo smartphone resta il dispositivo più personale e quindi il sensore principale dell’ecosistema: calendario, posizione, comunicazioni, routine. Con Gemini AI, Samsung punta a trasformare questi segnali in azioni automatiche e pertinenti, riducendo il passaggio continuo tra app.

L’integrazione di comandi vocali avanzati, come il trigger “Hey Plex” per Perplexity, indica una direzione precisa. Accedere alle informazioni anche a schermo spento significa ridurre drasticamente la frizione tra domanda e risposta. L’AI diventa un motore di instradamento, capace di decidere quale servizio interrogare e quale azione eseguire, senza chiedere all’utente di ricordare percorsi o nomi di app.

In parallelo emergono le tensioni tipiche del 2026: aumenti selettivi di prezzo, costi dei componenti in crescita e la scomparsa di alcuni perk storici come l’upgrade gratuito dello storage. Samsung sembra puntare su un messaggio chiaro: l’innovazione passa sempre più dal software e dall’AI, non solo dall’hardware. È una scommessa che regge solo se l’esperienza quotidiana risulta davvero superiore.

One UI 8.5 e il peso della stabilità nell’era dell’AI

Il rilascio della terza beta di One UI 8.5 per Galaxy S25, basata su Android 16 QPR2, assume un significato più profondo del classico update. In un ecosistema dominato dall’AI, ogni bug diventa una frattura dell’esperienza. Un problema al lock screen o un lag nella galleria non sono più difetti marginali: minano la fiducia nell’intelligenza del sistema.

Quando l’utente chiede qualcosa all’AI e riceve una risposta corretta, ma poi inciampa in un’interazione banale, la percezione complessiva diventa negativa. Per questo i fix mirati, le ottimizzazioni energetiche e la fluidità dell’interfaccia sono fondamentali. L’AI amplifica sia l’efficienza sia la frustrazione: non esiste una via di mezzo.

Il rollout progressivo e l’inclusione delle patch di sicurezza di gennaio 2026 mostrano anche un altro aspetto: l’AI vive di aggiornamenti continui. Promettere Gemini AI su centinaia di milioni di dispositivi significa essere in grado di gestire un parco enorme e frammentato, mantenendo coerenza funzionale e sicurezza.

SmartThings e il controllo della casa come leva strategica

Con 430 milioni di utenti attivi e l’obiettivo di 500 milioni entro fine 2026, SmartThings rappresenta il vero campo di battaglia dell’AI domestica. Qui l’intelligenza artificiale non deve solo rispondere, ma coordinare dispositivi eterogenei, spesso di generazioni diverse, all’interno di ambienti complessi come la casa.

L’AI in SmartThings agisce come interprete delle intenzioni: decide cosa notificare, cosa automatizzare e cosa ignorare. L’aumento della base utenti significa anche più contesto e più dati di utilizzo, elementi cruciali per affinare suggerimenti e automazioni realmente utili.

La partnership con Hartford Steam Boiler introduce una dimensione nuova. La casa smart non viene più venduta solo come comodità, ma come fattore di riduzione del rischio assicurativo. Sensori e automazioni diventano strumenti certificabili, e l’AI è il cervello che li rende affidabili. Samsung, in questo scenario, non vende solo dispositivi: vende un modello di casa misurabile e assicurabile.

TV 2026 e Vision AI Companion

Con i TV 2026, Samsung spinge Vision AI Companion oltre la semplice ottimizzazione audiovisiva. Funzioni come AI Soccer Mode Pro non si limitano a migliorare immagine e suono, ma aggiungono contesto informativo e adattamenti in tempo reale. L’AI interpreta ciò che stai guardando e decide come mostrartelo meglio.

Questa è una linea sottile. Se l’AI è discreta, diventa naturale. Se è invadente, rompe l’esperienza. Lo stesso vale per HDR10+ Advanced, che sposta il vantaggio competitivo dall’hardware puro all’elaborazione intelligente dei contenuti. L’AI diventa un motore percettivo, capace di adattare colori, motion e luminosità al genere e alla scena.

Family Hub e la cucina come sistema intelligente

Il frigorifero Family Hub è forse l’esempio più concreto della strategia AI di Samsung. Non si tratta più solo di uno schermo su un elettrodomestico, ma di un sistema decisionale. Il riconoscimento automatico degli alimenti, l’inventario aggiornato e i suggerimenti basati su ciò che è realmente disponibile riducono drasticamente l’input manuale.

Qui l’AI elimina il problema storico delle app alimentari: la fatica di inserire i dati. Se il frigorifero vede cosa c’è dentro, allora le ricette suggerite diventano pertinenti. L’integrazione con Samsung Food, i forni touchscreen e funzioni come Video to Recipe trasformano l’informazione in azione. Dalla proposta alla preparazione, senza interruzioni.

La cucina diventa così un ambiente dove l’AI anticipa bisogni, suggerisce soluzioni e coordina dispositivi. Ma è anche uno spazio sensibile, dove l’AI deve restare trasparente e non giudicante. Più che altrove, qui la fiducia è tutto.

La strategia 2026 in sintesi

Samsung punta a fare di Gemini AI il collante tra mobilità, casa e intrattenimento. Non una funzione spettacolare, ma un vantaggio sistemico: più dispositivi possiedi, più l’AI diventa utile. È una forma di lock-in, ma anche una promessa di comodità reale, se l’esperienza resta coerente.

La vera prova non sarà il keynote, ma la quotidianità. Otto­cento milioni di dispositivi con AI integrata significano che ogni incoerenza verrà amplificata. Se Samsung riuscirà a mantenere stabilità, sicurezza e continuità, Gemini AI potrebbe diventare una delle più grandi implementazioni consumer di intelligenza artificiale al mondo.


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