Bitcoin e crypto tra Stati USA e Wall Street: IPO, riserve strategiche e capitali istituzionali nel 2026

di Redazione
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Il 2026 segna un passaggio strutturale per Bitcoin e per l’intero settore crypto, con iniziative che non arrivano più solo da startup o investitori retail ma direttamente da Stati USA, gestori patrimoniali globali e infrastrutture finanziarie regolamentate. Dalla proposta del Kansas per una riserva strategica di asset digitali all’IPO annunciata di BitGo, passando per i flussi istituzionali di BlackRock e le mosse su Ethereum e Chainlink, il quadro che emerge è quello di una normalizzazione accelerata della finanza crypto.

Kansas e riserve strategiche di asset digitali

Il Kansas ha introdotto un disegno di legge che propone la creazione di una riserva strategica di asset digitali, includendo Bitcoin come componente centrale. Il provvedimento, sponsorizzato dal senatore repubblicano Chris Steineger, prevede un’allocazione fino a 917 milioni di euro destinata all’acquisto e alla detenzione di crypto per un orizzonte pluriennale, con vincoli stringenti sulle vendite anticipate.

Il modello richiama esplicitamente le riserve auree statali, segnando un cambio di paradigma: Bitcoin non più solo asset speculativo, ma strumento di diversificazione delle tesorerie pubbliche. Se approvata, la misura renderebbe il Kansas uno dei primi Stati USA a formalizzare una strategia di riserva digitale, con potenziale effetto emulativo su altre giurisdizioni.

A livello locale, anche le amministrazioni cittadine si muovono. Kingsport, Tennessee, ha approvato un’ordinanza che regola il mining Bitcoin, imponendo limiti su rumore, consumo energetico e localizzazione industriale. L’obiettivo è bilanciare attrattività economica e sostenibilità ambientale, segnalando che la regolazione crypto negli USA si sta articolando su più livelli istituzionali.

IPO BitGo e maturazione del settore crypto

Sul fronte dei mercati dei capitali, BitGo ha annunciato l’intenzione di lanciare una IPO al NYSE nel 2026, puntando a valorizzare il proprio ruolo chiave nei servizi di custody, wallet e infrastruttura istituzionale. L’azienda è valutata circa 1,56 miliardi di euro e mira a intercettare la domanda crescente di soluzioni regolamentate per fondi, ETF e grandi investitori.

L’IPO di BitGo rappresenta un segnale di maturazione del settore crypto, sempre più integrato nei mercati tradizionali. Non si tratta più di exchange o token, ma di società infrastrutturali che forniscono servizi critici a banche, asset manager e Stati.

Capitali istituzionali: BlackRock, Nomura e ETF

L’ingresso dei grandi capitali continua ad accelerare. BlackRock ha depositato 183 milioni di euro in asset crypto su Coinbase Prime, rafforzando i flussi legati agli ETF Bitcoin e consolidando il ruolo della custodia istituzionale come pilastro dell’ecosistema. Per il mercato, questi movimenti sono un segnale chiaro di fiducia strutturale, non tattica.

In Asia, Nomura, tramite la divisione Laser Digital, ha lanciato un fondo Bitcoin diversificato che utilizza derivati per generare yield potenziato, rivolgendosi a investitori istituzionali in cerca di rendimento oltre la semplice esposizione spot. Parallelamente, Bitwise continua a promuovere gli ETF crypto come copertura contro il debasement valutario, in un contesto di politiche monetarie espansive.

Ethereum, staking e infrastrutture blockchain

Non solo Bitcoin. Ethereum beneficia di un crescente interesse istituzionale, con BitMine che detiene circa 3,2 miliardi di euro in Ether staked, contribuendo alla sicurezza della rete e generando ricavi da staking. Questo tipo di esposizione rafforza l’idea di Ethereum come infrastruttura finanziaria, non solo piattaforma tecnologica.

Sul fronte delle infrastrutture dati, Chainlink ha acquisito Atlas, un’operazione mirata a scalare la tecnologia SVR e migliorare l’affidabilità degli oracoli decentralizzati. È un passaggio chiave per supportare applicazioni DeFi, tokenizzazione di asset reali e integrazioni con la finanza tradizionale.

Macro-economia, oro e competizione tra riserve di valore

Il contesto macro resta determinante. L’oro ha raggiunto nuovi massimi come bene rifugio, superando 2.383 euro l’oncia, riflettendo le tensioni geopolitiche e l’incertezza sulle valute fiat. Allo stesso tempo, il PIL USA è cresciuto del 3% nel Q3, oltre le attese, sostenendo asset risk-on e rafforzando la narrativa di una convivenza tra oro e Bitcoin come riserve di valore complementari.

In questo scenario, le scelte di Stati come il Kansas e i movimenti di colossi come BlackRock indicano che Bitcoin non viene più visto in contrapposizione all’oro, ma come estensione digitale del concetto di riserva.

Domande frequenti su Bitcoin e crypto nel 2026

Perché la riserva strategica del Kansas è rilevante?

Perché introduce Bitcoin nella gestione delle finanze pubbliche, legittimandolo come asset di riserva e aprendo la strada ad altre iniziative statali simili.

Cosa significa l’IPO di BitGo per il settore crypto?

Segna la maturazione infrastrutturale del settore, con aziende crypto che entrano nei mercati regolamentati offrendo servizi critici a investitori istituzionali.

I flussi di BlackRock influenzano davvero il prezzo di Bitcoin?

Sì, perché indicano domanda strutturale tramite ETF e custodia istituzionale, riducendo la dipendenza dai flussi retail e aumentando la stabilità del mercato.

Ethereum può competere con Bitcoin come riserva di valore?

Ethereum svolge un ruolo diverso: più che riserva pura, è una infrastruttura produttiva grazie allo staking e alle applicazioni finanziarie che genera.

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