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GHB: conosciamo la droga dello stupro venduta nel Dark Web

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La cronaca degli ultimi periodo sta mettendo in ansia i genitori e le donne di tutto il mondo a causa della diffusione del GHB, la cosiddetta droga dello stupro. Il caso Genovese, le denunce di stupri dove le vittime sono rese inermi e a stento ricordano quanto accaduto nelle ore precedenti e l’ultimo sequestro di diversi litri avvenuto nei confronti di persone illustri, descrivono un fenomeno che fino a poco tempo fa era di nicchia e ben lontano come tendenza nel nostro Paese.

Cosa è il GHB?

L’acido gamma-idrossibutirrico (GHB) è un composto naturale a 4 carboni con una struttura simile al neurotrasmettitore acido gamma-aminobutirrico (GABA). Il GHB è descritto come un neurotrasmettitore e un regolatore del metabolismo energetico. Il GHB è generalmente disponibile in forma di polvere pura o mescolato con acqua. La sua forma liquida altamente concentrata è disponibile in piccoli contenitori di plastica simili a bottiglie di shampoo per hotel.

Il GHB è prodotto facilmente dal suo precursore, il gamma-butirrolattone (GBL). Il GBL è un solvente che si trova nei prodotti per la pulizia dei pavimenti, nello smalto per le unghie e nei solventi per la rimozione della supercolla.

Il GHB, gamma-idrossibutirrato, è un composto chimico classificato già negli anni 90 come un depressivo tossico ed è un sedativo usato sia come sonnifero su prescrizione che come intossicante ricreativo. È noto per la sua capacità di indurre un breve sonno (per lo più di diverse ore) simile al coma a dosi elevate. Un certo numero di morti legate al GHB in combinazione con il suo potenziale di dipendenza ha portato ad essere controllato dalla Legge Federale Statunitense nel 1999.

Che rischi comporta?

L’utilizzo medico è collegato al mondo dei sonniferi ed è prescritto in piccole dosi anche per evitare la famosa dipendenza dell’organismo che poi genera fenomeni di assuefazione. Le controindicazioni non sono una passeggiata, ma portano in alcuni casi a delle vere e proprie crisi di respirazione. Fino al 1999 alcuni studi effettuati su un campione di 68 persone durati per ben 28 anni.

Trentaquattro pazienti (39%) avevano anche consumato alcol, e 25 (28%) avevano ingerito altre droghe, più spesso anfetamine. Tutti i pazienti in entrambi questi gruppi hanno mostrato una pressione sanguigna estremamente bassa. Non c’erano prove conclusive sugli effetti delle interazioni di abuso di sostanze legate ad altri sintomi. I pazienti hanno in genere ripreso conoscenza entro 5 ore dall’ingestione del GHB.

Gli effetti a lungo termine del GHB sono sconosciuti. Negli anni ’60, il GHB è stato usato come anestetico medico, e negli anni ’80 è stato venduto nei negozi di alimenti naturali come prodotto per indurre il sonno e come aiuto per il body-building. La Food and Drug Administration ha vietato la vendita da banco del farmaco diversi anni fa a causa delle preoccupazioni sulla sicurezza dei consumatori. Attualmente, la Drug Enforcement Agency federale sta esaminando il GHB per l’aggiunta alla sua lista di sostanze controllate.

Il GHB da solo può essere fatale. Una dozzina o due di decessi sono stati direttamente legati all’uso di GHB o GBL. Sfortunatamente, alcune morti riportate come causate dal GHB non sono state adeguatamente verificate e i livelli naturali del corpo umano di GHB dopo la morte potrebbero causare attribuzioni errate ed esiste una controversia che circonda la questione di quante morti sono state effettivamente causate dal GHB.

Chi assume il GHB e quali sono i suoi effetti?

Il GHB ha una caratteristica importante dal punto di vista di come si presenta. Può essere venduto in cristalli oppure in una sostanza liquida che è inodore ed insapore. L’utilizzo è collegato agli ambienti omosex per quanto riguarda i contesti di assunzione volontaria oppure in ambito criminale per tutti gli stupratori potenziali o seriali che lo propongono alle vittime sotto forma di bevanda da offrire. C’è anche l’utilizzo psicoattivo dove ne è prevista l’assunzione proprio per ottenere determinati effetti che possiamo riassumere in:

  • Stimolazione e sedazione – A dosi più basse, il GHB è fisicamente stimolante, incoraggiando il movimento e la veglia. A dosi più elevate, tuttavia, diventa fisicamente sedativo, incoraggiando il sonno e la letargia.
  • Depressione respiratoria – Nei casi di overdose da GHB, molti riferiscono di sperimentare un modello anormale di respirazione caratterizzato da un respiro progressivamente più profondo e talvolta più veloce seguito da una graduale diminuzione che si traduce in un arresto temporaneo della respirazione chiamato apnea.
  • Rilassamento muscolare – il GHB induce un profondo rilassamento muscolare simile, ma più intenso, di quello prodotto dalle benzodiazepine e dall’alcol. Questo rilassamento muscolare è accompagnato da una generale perdita di controllo motorio, che può mettere l’utente a maggior rischio di lesioni fisiche.
    Disidratazione
  • Vertigini – Le vertigini sono un effetto collaterale comune del GHB e possono verificarsi con dosi ricreative normali. Gli utenti possono anche sentirsi improvvisamente storditi o svenire, e sentire un forte bisogno di sdraiarsi. Colloquialmente noto come “le vertigini”.
  • Perdita del controllo motorio
  • Nausea
  • Aumento della salivazione – L’aumento della salivazione è molto comune.
  • Crampi allo stomaco
  • Crampi muscolari
  • Scivolamento ottico
  • Dilatazione della pupilla
  • Vasodilatazione
  • Mal di testa
  • Convulsioni – Dosaggi molto alti di GHB hanno costantemente prodotto convulsioni.
    Soppressione dell’orgasmo – Può verificarsi a dosi elevate o con ridosaggi multipli.

Dove si compra?

Fino a questa esplosione mediatica di questi giorni, il GHB è stato per anni destinato ad una nicchia di persone che ne conoscevano i benefici. Il Regno Unito è il primo paese del continete europeo ad aver avuto casi conclamati di stupri avvenuti con il GHB ed è per questo che prende il nome di “droga dello stupro”. Gli ultimi casi di cronaca italiana, ne hanno raccontato una larga diffusione all’interno di feste non insospettabili, ma sicuramente indirizzate solitamente ad un uso rivolto a sostanze stupefacenti solite come THC, cocaina e anfetamine. Non per uso ricreativo, ma per uso criminale teso allo stordimento della vittima per poi abusare di lei sessualmente. Il dark web è stato per anni il mezzo più conosciuto per poter acquistare il GHB e ad oggi c’è ancora una offerta variegata sui mercati neri. Noi di matricedigitale abbiamo fatto un giro nella rete oscura ed abbiamo cercato le offerte ed il primo dato che ci è arrivato agli occhi è stato sicuramente quello della provenienza. I venditori dichiarano di spedire la merce dall’Olanda o dalla Svizzera. Non sappiamo se sia quello il uogo di spedizione e nemmeno se siano laboratori professionali oppure privati. Perchè nel darkweb è anche possibile trovare la ricetta per sintetizzarsi il prodotto in casa e questo non esclude che una persona possa allestire un business di tutto rispetto. Quello altrettanto chiaro ai conoscitori della materia ed alle forze di polizia è la facilità con cui la sostanza si può spedire senza che gli addetti al controllo riescano a trovarlo. Anche su Telegram la situazione non è spenta, anzi, da una ricerca effettuata negli indici pubblici del programma di messaggistica si denota la presenza di ben 19.000 voci della parola ricercata sia per vendita sia a titolo informativo. Dalle offerte viste nel dark web, notiamo che è anche economica se lo scopo è quello di usarlo per attività criminale, escludendo di fatto una assunzione volontaria per motivi di dipendenza o di voler cedersi completamente ai partners.

Le offerte commerciali del darkweb sono sempre accattivanti. Per 15$ è possibile acquistare “GHB puro fatto da GBL distillato ORIGINALE BASF. GHB di qualità superiore. Ti ubriacherai come un uccello. Vola in alto, ti piacerà essere ubriaco e sentirti dannatamente sballato. Grande qualità made in Holland come tutti i nostri prodotti. Godetevi. Consegniamo in tutto il mondo”.

C’è anche chi dal Canada, e solo dentro quei confini, vende “50G polvere GHB Standard o spedizione espressa Imballaggio discreto” ad una cifra di 123 $

50g di cristalli di GBL provenienti dalla Svizzera corrispondono a 100 ml di sostanza liquida e sono in vendita per 90 euro. La cosa strana di questo annuncio è essenzialmente il fatto che tra le voci di consegna c’è Europa e Mondo, ma per 10 euro si può spedire in Olanda. Questo fa dedurre che la spedizione avvenga dall’Olanda e non dalla Svizzera

Attenzione alle nuove generazioni di droghe

Sempre lo stesso venditore olandese, ma in un altro mercato nero, propone il BLU 69. “MIX DI GHB BLUE CURACAO SPEED E MDMA. BLUE69 di alta qualità. Ti ubriacherai come un uccello. Vola in alto, ti piacerà essere ubriaco e sentirti dannatamente sballato. Grande qualità made in Holland come tutti i nostri prodotti. Divertitevi. Consegniamo in tutto il mondo”. Dieci ml per 27 dollari.

L’esistenza di questo prodotto, dovrebbe chiarire a tutti la potenzialità distruttiva sull’organismo umano se consumato in dosi massicce o per lunghi periodi di tempo. Quello che si può fare per prevenire il fenomeno è sensibilizzare le donne, gli uomini ed i bambini, a non accettare mai bevande dagli sconosciuti e a seguire attentamente da dove le bevande dei conoscenti e amici provengono. Un dettaglio, quest’ultimo, che deve farci riflettere ancora di più sulla pericolosità dei giorni nostri. Per quanto riguarda la spedizione e la produzione, ahimè il fenomeno è difficilmente monitorabile sia per la composizione della droga sia per la facilità con cui può essere riprodotta da chiunque, sia esso un chimico o provetto tale sia una casa di produzione di detersivi che ha avviato un suo mercato parallelo.

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Inchieste

Facebook censura i giornalisti che pubblicano le foto del figlio di Biden

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Tempo di lettura: 2 minuti. Continuano le pressioni dell’FBI sulla piattaforma di Zuckerberg. Censurati i post di chi ha pubblicato le foto dei rapporti del figlio del presidente USA con prostitute diffuse dalla stampa internazionale

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All’improvviso provo ad accedere a Facebook da cellulare e mi ritrovo con “errore nel recuperare i dati” e dopo aver riprovato più volte capisco che c’è qualcosa che non va. Entro da PC ed ecco comparire un messaggio:

Hai provato a condividere foto intime

Il primo pensiero va a qualche mio dispositivo hackerato o a qualche accesso non autorizzato al mio profilo che ha postato qualche foto proibita e invece scorrendo più in avanti scopro che la foto incriminata e quella di Hunter Biden mentre è in dolce compagnia, accompagnata da quella in cui posa insieme al padre Joe Biden. Il post faceva riferimento in modo ironico agli affari in Ucraina della famiglia Biden tra settore energetico e traffico di armi ed aveva preso spunto dalle inchieste internazionali che prima delle elezioni hanno pubblicato lo scandalo.

Poi è calato il silenzio sulla vicenda. Chi pubblicava questi contenuti veniva apostrofato come “complottista” o “eversivo” dalle piattaforme social oppure veniva ignorato ed il suo post nascosto in fondo alle bacheche di tutti i potenziali lettori. La strategia era chiara sin da subito, così come chi aveva consegnato il portatile alle autorità, dimenticato per mesi dal figlio del presidente USA in un negozio, ha subito una macchina del fango che adesso però ha deciso di denunciare per riacquisire la dignità sottrattagli per aver curato gli interessi della nazione fornendo alle autorità un portatile con documenti sensibili.

Le pressioni dell’FBI

Prima dell’election day americano, Facebook e Twitter ricevettero una visita dell’FBI che li invitò a ridurre la portata della notizia di una serie di scandali che riguardavano il figlio di Biden. Lo stesso proprietario di Facebook ha ammesso questa ingerenza e quindi la “fonte” della notizia è diretta. Questo tipo di attività, nonostante la denuncia del capo di una piattaforma Social, continua ad esserci e questo sta a significare che le pressioni della polizia federale sui social è una costante e non per quel che concerne la sicurezza nazionale, ma per tutelare il Presidente degli USA coinvolto da sempre in affari con l’Ucraina che ha un figlio venditore di armi ed il momento di una guerra non facilita di certo a far emergere le buone intenzioni della resistenza di Kiev.

Cosa non torna nell’attività di Facebook

E’ davvero singolare il fatto che, dinanzi ad una accusa così grave come quella di favorire il sexiting, la piattaforma social non abbia provveduto a bloccare, ma ha ammonito, come riferito dai diretti interessati, tutti coloro che hanno condiviso il post senza ovviamente metterli nella condizione di subire blocchi e questo perchè il contenuto non è intimo, ma preso dalla stampa internazionale e le foto di Hunter Biden con una prostituta minorenne sono censurate come la legge prevede. In poche parole possiamo affermare che anche questa volta Facebook ha censurato un giornalista della Repubblica Italiana, ha intrapreso un’azione politica e non oggettiva e quindi, come direbbe Meloni, ha assunto ad una posizione parziale più indicata ad un mezzo di informazione che ad una piattaforma social.

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Inchieste

Facebook ha spiato i messaggi privati degli americani che hanno messo in dubbio le elezioni del 2020

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Tempo di lettura: 4 minuti. Secondo fonti del Dipartimento di Giustizia, Facebook ha spiato i messaggi e i dati privati degli utenti americani e li ha segnalati all’FBI se esprimono sentimenti antigovernativi o antiautoritari o mettono in discussione le elezioni del 2020.

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Nell’ambito dell’operazione di collaborazione con l’FBI, qualcuno in Facebook ha contrassegnato questi messaggi privati presumibilmente sovversivi nel corso degli ultimi 19 mesi e li ha trasmessi in forma redatta all’unità operativa per il terrorismo interno del quartier generale dell’FBI a Washington, DC, senza un mandato di comparizione.

“È stato fatto al di fuori del processo legale e senza una causa probabile”, ha dichiarato una delle fonti, che ha parlato a condizione di anonimato.

“Facebook fornisce all’FBI conversazioni private, protette dal Primo Emendamento, senza alcun mandato di comparizione”.

Questi messaggi privati sono stati poi distribuiti come “indizi” agli uffici dell’FBI in tutto il Paese, che hanno poi richiesto un mandato di comparizione all’ufficio del procuratore degli Stati Uniti del loro distretto per ottenere ufficialmente le conversazioni private che Facebook aveva già mostrato loro.

Ma quando gli utenti di Facebook presi di mira sono stati indagati dagli agenti di un ufficio locale dell’FBI, a volte utilizzando tecniche di sorveglianza segrete, non è emerso nulla di criminale o violento. “È stata una perdita di tempo”, ha dichiarato una fonte che ha familiarità con le richieste di citazione presentate durante 19 mesi di frenesia da parte del quartier generale dell’FBI a Washington, per produrre un numero di casi che corrispondesse alla retorica dell’amministrazione Biden sul terrorismo interno dopo la rivolta del 6 gennaio 2021 in Campidoglio.

Biden ha preso di mira specificamente Facebook per la sua disinformazione.

Gli utenti di Facebook le cui comunicazioni private erano state segnalate all’FBI come terrorismo interno erano tutti “individui conservatori di destra”.

“Erano americani armati e di sangue rosso [che] erano arrabbiati dopo le elezioni e si sono sfogati parlando di organizzare proteste. Non c’era nulla di criminale, nulla che parlasse di violenza, massacri o assassinii.

“Non appena è stato richiesto un mandato di comparizione, nel giro di un’ora Facebook ha inviato gigabyte di dati e foto. Era tutto pronto. Stavano solo aspettando il processo legale per poterli inviare”.

Facebook ha negato ieri le accuse.

In due dichiarazioni contrastanti, inviate a distanza di un’ora l’una dall’altra, Erica Sackin, portavoce della società madre di Facebook, Meta, ha affermato che le interazioni di Facebook con l’FBI sono state concepite per “proteggere le persone dai danni”. Nella prima dichiarazione ha affermato che: “Queste affermazioni sono false perché riflettono un’incomprensione di come i nostri sistemi proteggono le persone dai danni e di come ci impegniamo con le forze dell’ordine. Esaminiamo attentamente tutte le richieste governative di informazioni sugli utenti per assicurarci che siano legalmente valide e strettamente mirate e spesso ci opponiamo. Rispondiamo alle richieste legali di informazioni in conformità con la legge applicabile e con i nostri termini e forniamo un avviso agli utenti ogni volta che è consentito”. In una seconda “dichiarazione aggiornata”, inviata 64 minuti dopo, la Sackin ha modificato il suo linguaggio per dire che le affermazioni sono “sbagliate”, non “false”.

“Queste affermazioni sono semplicemente sbagliate. L’idea che cerchiamo nei messaggi privati delle persone un linguaggio antigovernativo o domande sulla validità delle elezioni passate e poi li forniamo proattivamente all’FBI è palesemente inesatta e non ci sono prove a sostegno”, ha detto Sackin, un’esperta di risposta alle crisi con sede a Washington che in precedenza ha lavorato per Planned Parenthood e “Obama per l’America” e ora dirige le comunicazioni di Facebook su “antiterrorismo e organizzazioni e individui pericolosi”.

In una dichiarazione di mercoledì, l’FBI non ha confermato né smentito le accuse che le sono state rivolte in merito all’operazione congiunta con Facebook, definita “non classificata/sensibile alle forze dell’ordine”. Rispondendo alle domande sull’uso improprio dei dati dei soli utenti americani, la dichiarazione si è curiosamente concentrata su “attori stranieri di influenza maligna”, ma ha riconosciuto che la natura del rapporto dell’FBI con i fornitori di social media consente un “rapido scambio” di informazioni ed è un “dialogo continuo”.

La linea diretta di Fauci con Zuck dimostra che la censura COVID di Facebook era tutta una questione di potere, non di salute pubblica.

“L’FBI intrattiene rapporti con entità del settore privato statunitense, compresi i fornitori di social media. L’FBI ha fornito alle aziende indicatori di minacce straniere per aiutarle a proteggere le loro piattaforme e i loro clienti dall’abuso di attori stranieri che esercitano un’influenza maligna. Le aziende statunitensi hanno anche fornito all’FBI informazioni di valore investigativo relative all’influenza maligna straniera. L’FBI lavora a stretto contatto con i partner interagenzie, nonché con i partner statali e locali, per garantire la condivisione delle informazioni non appena disponibili. Queste possono includere informazioni sulle minacce, piste percorribili o indicatori. L’FBI ha anche stabilito relazioni con diverse aziende di social media e tecnologia e mantiene un dialogo continuo per consentire un rapido scambio di informazioni sulle minacce”.

La smentita di Facebook sul fatto che fornisca proattivamente all’FBI i dati privati degli utenti senza un mandato di comparizione o di perquisizione, se fosse vera, indicherebbe che il trasferimento iniziale è stato fatto da una persona (o più persone) dell’azienda designata come “fonte umana confidenziale” dall’FBI, una persona con l’autorità di accedere e cercare i messaggi privati degli utenti. In questo modo, Facebook avrebbe una “smentita plausibile” in caso di domande sull’uso improprio dei dati degli utenti e la riservatezza dei suoi dipendenti sarebbe protetta dall’FBI. Secondo una delle fonti del Dipartimento di Giustizia, “hanno avuto accesso alla ricerca e sono stati in grado di individuarla, di identificare queste conversazioni tra milioni di conversazioni”.

Nessuno era degli Antifa

Prima che venisse richiesto un mandato di comparizione, “queste informazioni erano già state fornite alla sede centrale dell’FBI. La traccia conteneva già informazioni specifiche sui messaggi privati degli utenti. Alcune di esse erano state redatte, ma la maggior parte non lo era. In pratica avevano una parte della conversazione e poi saltavano la parte successiva, in modo che le parti più gravi fossero evidenziate e tolte dal contesto. “Ma quando si è letta la conversazione completa nel contesto [dopo l’emissione del mandato di comparizione] non è sembrato così male… Non c’era alcun piano o orchestrazione per compiere alcun tipo di violenza”. Alcuni degli americani presi di mira avevano postato foto di loro stessi che “sparavano insieme e si lamentavano di ciò che era successo [dopo le elezioni del 2020]. Alcuni erano membri di una milizia, ma erano protetti dal Secondo Emendamento… “Loro [Facebook e l’FBI] cercavano individui conservatori di destra. Nessuno era di tipo Antifa”. Una conversazione privata oggetto di indagine “si è trasformata in più casi perché c’erano più individui in tutte queste diverse chat”.

Le fonti del Dipartimento di Giustizia hanno deciso di parlare con il Post, rischiando la propria carriera, perché temono che le forze dell’ordine federali siano state politicizzate e stiano abusando dei diritti costituzionali di americani innocenti. Dicono che altri informatori sono pronti a unirsi a loro. Il malcontento si è sviluppato per mesi tra i funzionari dell’FBI e in alcuni settori del Dipartimento di Giustizia. È arrivata al culmine dopo l’incursione del mese scorso nella casa di Mar-a-Lago dell’ex presidente Donald Trump in Florida. “La cosa più spaventosa è il potere combinato delle Big Tech in collusione con il braccio esecutivo dell’FBI”, dice un informatore. “Google, Facebook e Twitter, queste aziende sono globaliste. Non hanno a cuore il nostro interesse nazionale”.

Fonte della traduzione

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Inchieste

Orban ha bloccato il price cap sul gas: vile fake news diffusa dagli oppositori di Meloni

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Tempo di lettura: 3 minuti. Spieghiamo la politica propone scelte potenzialmente sbagliate approfittando dell’urgenza e come strumentalizza il problema per fini politici, grazie alle fake news non smentite dalla stampa

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Nel periodo del caro bollette c’è una frenesia da parte dei partiti nel trovare soluzioni urgenti e già c’è una differenza sostanziale tra Meloni, che prova a risolvere i problemi senza lo scostamento di bilancio, e chi invece propone di fare ulteriore debito per aiutare gli italiani le bollette sapendo di creare un problema al prossimo governo dove sarà opposizione, vedi PD e Calenda, e chi in maggioranza, Lega e Forza Italia, riuscendo a fare una forte opposizione. La discussione del giorno nel settore energetico è stata quella del price cap.

Cosa è il price cap sul prezzo del gas?

Un tetto al prezzo del gas si intende proprio l’individuazione di una soglia oltre la quale decidere di non procedere all’acquisto. Al momento, le cifre di cui si parla sono tra gli 80 e i 90 euro/Mwh. Riducendo i costi di acquisto della materia prima, anche i fornitori che la comprano all’ingrosso dovrebbero rivenderla a prezzi più bassi. Il risultato finale sarebbero bollette alleggerite per le famiglie e soprattutto per le imprese. La stortura di quanto sostenuto è che questa misura coinvolgerebbe solo la materia prima proveniente dalla Russia

Dinamiche Europee

Non è un caso che in seno all’Europa il price cap è stato invocato da molti, in primis da Draghi, ma tutti hanno paura di attuarlo perchè Putin ha già minacciato di tagliare definitivamente e improvvisamente le forniture. Chi invece ha una deroga alle sanzioni russe è Orban con l’Ungheria che attualmente elude le sanzioni autorizzato dall’Europa stessa.

Le fake news della sinistra

Consapevoli che Orban è un partner politico della Meloni, la notizia che è stata diffusa da esponenti politici del centro sinistra che hanno dato notizia che il leader ungherese è contrario al price cap ed il tweet di Calenda sul tema esprime al meglio questo pensiero

Carlo Calenda non è l’unico della lista ad aver dato risalto alla notizia di Orban, anche dai nemici in casa del Partito Democratico sono partite notizie in tal senso Marianna Madia e Laura Boldrini

Ma è davvero Orban il problema dell’accettazione del price cap a livello europeo?

Secondo Politico.eu, la posizione dei paesi europei non è quella raccontata del “tutti contro uno“, ma è più complessa perché si divide in paesi che sono d’accordo al price cap, paesi che non lo sono solo sul gas russo ed altri che invece vogliono che sia fatto esclusivamente sul gas di Putin.

Nell’Europa dei paesi uniti, gli unici ad essere d’accordo sono Italia, Belgio, Polonia e Grecia, gli altri che invece sono in disaccordo ad applicarlo solo a quello russo sono Belgio e Ungheria, mentre chi è contrario alla valutazione di un tetto al prezzo del gas è la Germania e l’Austria.

La strumentalizzazione politica messa in piedi dalla sinistra nell’individuare in Orban il male dell’unità europea nelle misure sul Gas è un’operazione che nasconde invece la frattura in seno all’Unione Europea dove invece tutto funziona a meraviglia nonostante il periodo di difficoltà così come invece profondono gli europeisti con grande ottimismo.

Perchè questa divisione sul tema del Price Cap?

La divisione delle posizioni è molto semplice: i paesi che importano di più vedono nel price cap la soluzione al problema del prezzo del GAS, i paesi che importano poco possono invece rinunciare al gas russo perché hanno una produzione energetica che li aiuta a compensare eventuali perdite. Chi non è d’accordo, come la Germania, è perché sta provvedendo ad effettuare studi ed analisi è perché il price cap, se il prezzo di mercato dovesse salire oltre la soglia, sarebbe lo Stato a compensare il surplus e questo dovrebbe essere ben specificato dai partiti.

Una vile strumentalizzazione

Proporre come soluzione il price cap a livello europeo è una scelta discutibile indipendentemente dal fatto che sia positiva o negativa. Chi la propone con superficialità o non sa come funziona o sa che se i prezzi vanno alti, sopra la soglia, ci troviamo invece ad affrontare lo scostamento di bilancio ed un ulteriore debito non previsto oltre ai 115 miliardi fatti da Draghi grazie al suo “metodo”.

Generare una confusione tale sul tema, spingendo le persone a credere che quella soluzione sia giusta “perchè non c’è tempo” è una strategia di terrorismo psicologico che può normalizzare una scelta sbagliata e comunque controproducente per molti paesi, vedi Germania e Italia, che sono ovviamente consapevoli che questa guerra sul gas è tecnicamente un’azione rischiosa per i propri settori produttivi e di conseguenza per la propria economia. Anche l’ostile Polonia, che vorrebbe vedere Putin morto, sa bene che il gas è una componente importante e vitale per un Paese individuato come territorio di delocalizzazione industriale da altri. Quindi, anche la Polonia, che fomenta la guerra e la difesa Ucraina dall’inizio dello scontro, non vede solo nel gas russo il problema, ma nel sistema.

Prendere un problema serio che mette a rischio la sussistenza delle famiglie europee, strumentalizzarlo per fini politici, è un atto di malafede e quindi vile.

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