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Inchieste

Meloni premia l’ACN e le sue ombre dopo l’allarme hacker procurato al Paese

Tempo di lettura: 5 minuti. La notizia dell’allarme hacker è stata una forzatura politica oppure un’occasione per presentare al grande pubblico un pacchetto misto tra stato, privati ed aziende già deciso a tavolino?

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Il mondo IT ha espresso forti dubbi sull’attacco hacker annunciato dai media su indicazione dell’Agenzia Nazionale di Cybersicurezza. Dopo un silenzio assordante sui siti istituzionali, il profilo dell’ACN ha diramato la notizia già ampiamente disinformata su tutti i media salvo alcune eccezioni apparse sin da subito molto critiche sulla classificazione dell’evento e sulla narrazione fornita ai media. Quello che non ha sorpreso gli analisti, ma ha creato un sufficiente sdegno tra gli utenti, professionisti tra l’altro che ogni giorni lavorano nel comparto della sicurezza informatica, è stato l’endorsment della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha preso atto del lavoro di ACN, incaricandola di stringere maggiori accordi di cooperazione con il sottosegretario Mantovano, delegato alla questione della sicurezza informatica del paese e che ha raccolto in eredità il lavoro svolto da Gabrielli.

La nota di palazzo Chigi sull’incontro succeduto all’evento “catastrofico” ha premiato l’ACN perché dinanzi ad un attacco informatico massivo, la struttura del Paese ha resistito.

In merito all’attacco hacker verificatosi su scala mondiale, la riunione tenuta stamane a Palazzo Chigi, coordinata dal Sottosegretario con la delega alla Cybersecurity Alfredo Mantovano, con l’ing. Roberto Baldoni e l’amb. Elisabetta Belloni, è servita a verificare che, pur nella gravità dell’accaduto, in Italia nessuna Istituzione o azienda primaria che opera in settori critici per la sicurezza nazionale è stata colpita.

Giusto ricordare che i computer colpiti sono stati 19 in tutta Italia e 2400 in tutto il mondo per un bug corretto nel 2021 quindi, secondo il livello mostrato dall’agenzia, si attendono molti altri attacchi informatici al Paese ogni qualvolta verrà scoperta una vulnerabilità che può fornire l’esecuzione remota di un codice malevolo.

Attacco hacker: comunicazione errata o allarme strumentale a conflitti di interessi?

Alcuni alti funzionari di Governo hanno definito in forma riservata alla redazione di Matrice Digitale “principianti allo sbaraglio” coloro che hanno diffuso la notizia dell’attacco hacker su scala nazionale dagli uffici della stessa agenzia di Governo, rimarcando più volte che chi ha diffuso l’allarme ai media era ben conscio della ridicola dimensione dei danni perché riservata a 2300 pc su scala mondiale.

Più volte è stata sottolineata, anche oltreoceano, la diffusione di allarmi sulla sicurezza informatica come uno strumento per mettere in evidenza alcune aziende rispetto ad altre. Un’operazione di marketing che facilita grandi gruppi in sfavore di piccoli e medi esperti del settore. Coincidenza del caso, ma l’ACN sta facendo anche ricognizione di progetti imprenditoriali per finanziarli successivamente.

Un’altra fonte ha riferito che in ACN sia presente anche qualche conflitto di interessi ed ha fatto riferimento a collaborazioni con altre aziende di dipendenti e consulenti, così come è stato evidenziata la presenza di alcuni rapporti di sudditanza psicologica con direttori di media e di testate giornalistiche. Professionisti dell’informazione, va sottolineato amaramente, che non hanno verificato, come spesso accade dalle fonti istituzionali, le notizie di allarme che sono state diffuse del tutto infondate e descritte in modo poco professionale per come sono state date in pasto al pubblico.

Un’altra fonte, per trovare riscontro alle ipotesi mostrate, ha consigliato di analizzare le testate giornalistiche coinvolte nella narrazione del disastro informatico e quali ospiti sono intervenuti nella qualità di esperti per analizzare delle dinamiche ascrivibile ad un eventuale utilizzo privatistico di un ente pubblico. Cosa ancora più grave se questo avviene in favore di una cerchia successivamente ad un finto allarme come quello di ieri.

Il fatto che l’attacco hacker sia stato associato, erroneamente, al fail di Tim, fa anche intendere che una notizia data in modo così superficiale può essere sia un errore che grida provvedimenti da parte del pubblico, in Giappone forse ci sarebbero state già delle dimissioni, sia una notizia data appositamente in un momento in cui si parla di cambi in borsa e di prezzi che possono scendere per favorire una transazione più favorevole a soggetti rispetto ad altri svalutando l’ennesima struttura tecnologica del Paese.

illazioni gravi, ma considerate naturali in un paese come l’Italia dove i conflitti di interessi non sembrano essere un punto critico nella PA, bensì una risorsa per i privati e, nel caso di ACN, bisognerebbe paragonare i dipendenti, manager e collaboratori a servitori del paese per una questione di sicurezza.

Infine, più di un esperto di sicurezza informatica ha sospettato che l’allarme fosse stato confezionato per creare attenzione sull’agenzia e sul suo ruolo strategico. Classica mossa politica per ottenere fondi e maggior potere. La risposta del Governo sembra aver accolto le istanze dell’Agenzia

Meloni premierà la struttura pubblica oppure ascolterà i militari?

Proprio per quel che concerne l’aspetto strategico della Sicurezza del Paese, il Ministro della Difesa Guido Crosetto in audizione alle commissioni riunite della Difesa della Camera e degli Affari esteri e Difesa del Senato ha espressamente chiesto una visione più militarizzata del perimetro cibernetico nazionale “Serve una strategia di sicurezza nazionale, dobbiamo essere uno strumento capace di operare multi-dominio con la piena flessibilità dell’impiego delle Forze Armate in tutti i domìni fisici e non fisici, dove è messo a repentaglio il futuro delle nostre istituzioni democratiche. Dobbiamo dotarci di una propria capacità cyber (sia offensiva sia difensiva).” fonte cybersec Italia

Una strategia di fatto che boccia lo scatto in avanti messo in piedi dall’ACN nell’appropriarsi una competenza militare che strategicamente non ha vista la presenza di validi funzionari della Polizia Postale che mischiano la loro immagine istituzionale a docenti, imprenditori, dirigenti d’azienda e professionisti politicizzati, compreso il presidente Baldoni che, però, proviene dal Dis ed è stato nominato cyber zar perchè in possesso di titoli e ruoli nel settore della sicurezza cibernetica. Sulla figura dello stimato professore della Sapienza c’è una falla sul concetto di nazionalizzazione del comparto cibernetico italiano come riportato da Matrice Digitale sulle troppe commistioni tra la linea politica dell’agenzia e le grandi multinazionali statunitensi.

In poche parole, l’impressione che ha fornito la linea politica dell’agenzia è quella di aver definito il perimetro cibernetico del Paese, dopo averlo consegnato a logiche atlantiche ed è questo che lo rende ancora più gradito alla Presidente del Consiglio che sta lavorando in continuità con Draghi su molte questioni strategiche afferenti alle competenze della Presidenza.

Dopo la nostra denuncia sui troppi accordi strategici che odorano di svendita del capitale umano italico in favore di gruppi stranieri, l’ACN ha in modo del tutto fortuito corretto il tiro organizzando l’intervista al suo presidente dove precisa di valorizzare il capitale umano italiano indirizzandolo verso una conoscenza propria.

Autorità di Stato rispettata o potere di arruolamento politico?

Suggestioni o vere e proprie ombre, quello che rende forte la squadra dell’agenzia dal punto di vista dell’arruolamento dell’opinione pubblica non è sicuramente lo spessore mostrato in questi primi anni, ma le promesse imprenditoriali, i budget di spesa pubblicitaria, incarichi a privati e aziende ed infine le 700 assunzioni entro il 2027 da inglobare. Proprio per questo motivo, la paura di molti è che anche la sicurezza informatica possa diventare l’ennesimo carrozzone inutile, dispendioso e poco professionale, che la politica ci ha fornito in quasi un secolo di democrazia.

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Truffa lavoro Online: analisi metodo Mazarsiu e consigli

Tempo di lettura: 4 minuti. Mazarsiu e Temunao sono solo due portali di arrivo della truffa di lavoro online che sta rubando soldi agli italiani

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Dopo l’inchiesta di Matrice Digitale sui portali web Mazarsiu e Temunao, molti lettori hanno ringraziato la redazione per aver trattato la notizia che li ha favoriti nell’essere più prudenti nel versare fondi a quel metodo che si sarebbe rivelato in futuro una vera e propria truffa. Il merito non è della testata, ma di coloro che hanno segnalato via WhatsApp o tramite sezione anonima sul sito di aver subito una truffa e di aver effettuato denunce presso la Polizia Postale o i Carabinieri del proprio comune. Chi ha scampato il fosso dell’effettuare un investimento, ha avuto il merito e la premura di cercare online se la piattaforma fosse o meno legittima.

Nonostante in questi giorni ci sia molto clamore sulle notizie di lavoro online, siamo riusciti ad ottenere su collaborazione di un lettore una prova di uno dei tanti ganci che vengono utilizzati dai criminali per adescare le proprie vittime. Come visto in precedenza, gli strumenti per veicolare pagine di arrivo che stabiliscono il contatto con i criminali sono le piattaforme di pubblicità dei social media come Facebook, Telegram e le stesse Google Ads.

Quando si arriva una pagina che propone di offrire un lavoro, imprenditoriale e che garantisce una rendita di 800 al mese come in questo caso, è possibile notare che vengono richiesti i recapiti di telefono e email. Dopodiché le potenziali vittime vengono contattate in forma privata sui programmi di messaggistica Telegram e Whatsapp e vengono introdotte ad iscriversi all’interno della piattaforma Mazarsiu o Temunao ed ha inizio la truffa.

Una segnalazione arrivata alla Redazione spiega il metodo: Ho risposto all’annuncio, chiedono ancora di collegarsi a Mazars e creare un profilo per completare 38 ordini. Ad un certo punto bloccano il completamento e ti impongono di risolvere il problema contattando Lara Cruz, la quale ti consiglia di scaricare bitget e di acquistare, tramite carta di credito, cripto valuta per 65 euro. Se interrompi la comunicazione ti sollecita a continuare e ti propone l’aiuto se le invii screenshot con dati sensibili.

Se in questo momento stai leggendo questo articolo ed hai già concesso i dati telefonici ed email ai criminali e sei nella fase intermedia che comprende la post registrazione al sito e l’apertura di un conto corrente su piattaforma legittima Bitget, sappi che devi bloccare immediatamente il tuo reclutatore e lo devi segnalare alle Autorità competenti. Avendo già fornito i dati telefonici ed email non devi essere preoccupata di essere truffati successivamente, al massimo sarà possibile in futuro essere contattati via mail o attraverso numeri diversi con proposte simili.  

Tra gli utenti che hanno contribuito a renderci il quadro più chiaro circa l’utilizzo delle chat e su cui già si è prospettato che vengono creati diversi gruppi WhatsApp con il nome del sito Internet Mazarsiu ed un numero incrementale per ogni singola chat, resta il fatto che alcuni utenti siano stati aggiunti da reclutatori all’interno di gruppi creati ad hoc per loro dove risulterebbero dei commenti senza senso o sgrammaticati, generati probabilmente o dallo stesso reclutatore o da un sistema di bot con l’aiuto di una traduzione automatica, ma questo non è possibile confermarlo. Quello che invece è possibile affermare, grazie alle indicazioni di un utente, tra i primi a segnalarci questo metodo truffaldino, è stato che ha provato ad iscriversi fornendo lo stesso numero di telefono ed è stato contattato più di una volta da reclutatori che avevano sembianze e numeri di telefono diversi. Seppur questo possa far intendere ad un sistema automatizzato, risulta poco conforme all’automazione il fatto che la vittima o potenziale tale possa non essere individuata da chi compie la truffa e ricontattata più volte.

Un singolo truffatore o un sistema criminale?

Quello che invece risulta da questa analisi è sicuramente il fatto che ad agire non sia un singolo bensì un’intera squadra e che i reclutatori in realtà siano i agenti commerciali di questo sistema truffaldino. Molti dei reclutatori non rispondono al telefono e questo non vuol dire di certo che si tratta di robot, ma c’è chi è riuscito ad interloquire con soggetti che sono sembrati anche disponibili al telefono ed addirittura qualcuno ha preso impegno di invitare un truffato presso la sede romana che ovviamente non esiste.

C’è anche chi è riuscito ad ottenere una breve conversazione su WhatsApp mostrando la nostra inchiesta ed il truffatore ha insultato lui ed e tutti gli italiani facendo riferimento ad un maiale. L’associazione italiani-maiali è ovviamente un riferimento alla tecnica del pig butchering che consiste nello spolpare a poco a poco la vittima di truffa.

Consigli non richiesti

I consigli che la redazione di Matrice Digitale si sente di dare, sulla base della sua esperienza maturata grazie alle migliaia di pubblicazioni inerenti il crimine informatico e le truffe online, sono quelle di verificare sempre la fonte che promette guadagni che ad oggi sono impossibili o quasi da ottenere nel mercato del lavoro globale. Grazie a questo modus operandi, alcune persone si sono salvate dalla truffa Mazarsiu perché hanno trovato chi è già stato truffato e non ha avuto vergogna di comunicare la propria esperienza a degli sconosciuti, mai vergognarsi di aver subito una truffa, che hanno raccontato la sua esperienza condividendola con noi e denunciando il fatto alla Polizia Postale ed ai Carabinieri, garantendo così che altre persone non cadessero nella truffa.

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Inchieste

Israele vs Hamas oppure vs Palestina? Le AI più importanti rispondono

Tempo di lettura: 10 minuti. Israele vs Hamas oppure vs Palestina? Lo abbiamo chiesto alle intelligenze artificiali ChatGpt-4o, Google Gemini, Mirosoft Copilot e Grok

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Il conflitto nella Striscia di Gaza imperversa dal 7 ottobre con vittime che sono arrivate a 36.000 circa dalla parte dei palestinesi a cui si aggiungono i 1400 circa degli israeliani colpiti dall’attacco di Hamas il 7 ottobre 2023 . ad oggi la guerra e tra Israele e Hamas oppure tra Israele e di palestinesi ? una domanda questa che richiede un’analisi oggettiva e che trova una forte divisione nell’opinione pubblica tra i sostenitori della legittimazione di Israele contro Hamas non curanti delle vittime dei palestinesi . chi invece è più sensibile al conflitto e non accetta il sacrificio di 35 000 abitanti di Gaza , tra cui molte donne e bambini , ed è contro la narrazione portata avanti dalla maggior parte dei media per cui la guerra sia tra Israele ed Hamas.

Scopo della ricerca

Come già avvenuto per il conflitto in Ucraina , Matrice Digitale interpellato quattro applicativi di intelligenza artificiale e precisamente Google Gemini, Microsoft Copilot, ChatGPT nella sua ultima versione 4o e Grok sviluppata da Elon Musk per la piattaforma di social media X.

La ricerca intende far emergere quanto le risposte dell’AI siano corrette ed approfondite e tengano conto di diverse variabili su un contesto difficile come quello della guerra. Si vuole comprendere anche come l’opinione pubblica ritenga che debba essere trattata questa notizia e se le risposte fornite dalle intelligenze artificiali interpellate siano in linea con il buon senso senza entrare nel merito di chi ha ragione o di chi ha torto.

Impostazione della ricerca

La ricerca ha una sua impostazione molto elementare e che pone alcune domande uguali a tutti e quattro gli strumenti interpellati:

Perchè c’è la guerra a Gaza?

Chi è in guerra?

Come sta andando la guerra?

Di chi è la colpa?

Successivamente si sono insinuate delle domande con il fine di capire da dove nascono le risposte e se cè margine di trattativa nella formulazione di un ragionamento alternativo a quello ottenuto in piena autonomia dall’intelligenza artificiale, stuzzicata secondo un ragionamento che, almeno a noi, sembra concentrato sulla logica di chi pensa in modo diverso, non giusto sia chiaro, e sull’analisi semantica del testo fornito.

Google Gemini si tira fuori dal dibattito

Interpellato, Google Gemini si è tirato fuori dal dibattito invitando l’utente ad effettuare delle ricerche online perché la situazione è molto complessa e, nonostante abbiamo provato a fare un giro un pò più largo per poi richiedergli le stesse cose, si è rifiutato di fornirci una sua interpretazione.

Chat Gpt-4o non è aggiornato, ma la ricerca conferma Israele vs Hamas

ChatGpt-4o dimostra di non essere aggiornato Ed ha iniziato a raccontare il conflitto palestinese come se nulla fosse successo oggi senza preoccuparsi di fare una ricerca su Internet . appena gli è stato chiesto di andare in rete e trovare delle informazioni sull’attuale conflitto ha continuato nel parlare di Israele ed Hamas come soggetti coinvolti tra le parti senza prendere in considerazione la variante dei 35.000 morti, tra cui figurano donne e bambini inermi palestinesi.

Continuando nella conversazione, l’applicativo ha più volte ribadito che le responsabilità sono di più parti, ma nella dinamica del conflitto è ancorato a notizie non proprio fresche seppur riconosce che le azioni di Israele siano spesso inefficaci e mortali per la sua popolazione. Fa riferimento, ad esempio, agli attacchi precedenti in cui Israele avvisava i cittadini con correttezza istituzionale, ma questo esclude il presente dove Gaza è stata raggiunta da 40.000 e più dispositivi di esplosione.

La sorpresa GroK: Il conflitto è Hamas – Israele

Nel social più “libero” dell’Internet, abbiamo lanciato un sondaggio elencando diverse bolle ed ottenendo 196 voti, il pubblico ha elencato come affermazione corretta all’89,3% che l’affermazione corretta è Israele vs Palestina.

Percentuale che scende in diversi gruppi WhatsApp dove è stato chiesto lo stesso quesito e su 320 voti il 78% ha scelto che l’affermazione corretta è sempre Israele vs Palestina. La piattaforma di Musk, ha posto senza ombra di dubbio che il conflitto è tra Hamas ed Israele e quando gli viene fatto notare la morte dei civili Palestinesi, donne e bambini per l’esattezza, così come ChatGPT afferma che sono morti collaterali ed innocenti al conflitto le cui responsabilità sono di entrambi.

Le 35.000 vittime citate nel contesto si riferiscono alle vittime di Gaza dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas, il 7 ottobre 2023. Queste cifre si basano sui rapporti del Ministero della Sanità palestinese a Gaza e di altre fonti. È importante notare che il conflitto ha provocato vittime da entrambe le parti, con perdite significative di vite umane e sfollamenti a Gaza.

Ad una domanda successiva e diretta su tra chi fosse il conflitto, Grok risponde però in modo più delicato:

Il conflitto è principalmente tra Israele e Hamas, un gruppo militante palestinese che governa la Striscia di Gaza. Tuttavia, fa anche parte del più ampio conflitto israelo-palestinese, che coinvolge anche altri attori e fattori.

Microsoft Copilot “umanamente” sicuro: Israele vs Hamas

La discussione più accesa è con l’applicativo web di Microsoft con AI, Copilot, che parte subito a razzo, ma fornisce una lettura più completa individuando l’anno 2007 come l’inizio delle tensioni tra Hamas e Israele senza ascriverlo a tutto il conflitto iniziato nel 1948:

La guerra a Gaza è un conflitto complesso che coinvolge principalmente Israele e Hamas1Questo conflitto ha radici profonde e risale a decenni fa2La Striscia di Gaza, dove si svolge la maggior parte del conflitto, è un territorio densamente popolato che confina a sud-ovest con l’Egitto e a est con Israele2Dal 2007, la Striscia di Gaza è sotto il controllo di Hamas3.

Recentemente, la guerra è stata riaccesa quando Hamas ha lanciato un attacco senza precedenti a Israele24Da allora, ci sono stati continui bombardamenti e attacchi da entrambe le parti567.

Per quanto riguarda la colpa, è un argomento molto delicato e complesso. Il conflitto tra Israele e Palestina è stato definito come “la pace impossibile” a causa delle continue divergenze tra i due Paesi2Alcuni ritengono che Hamas sia il principale responsabile per l’escalation recente del conflitto8. Tuttavia, è importante notare che la situazione è molto complessa e ci sono molte sfaccettature e prospettive da considerare.

Ti prego di notare che queste informazioni potrebbero non essere aggiornate. Ti consiglierei di cercare notizie recenti per avere le informazioni più aggiornate sulla situazione.

Mi parli di guerra tra Israele e Hamas, ma ci sono in realtà 35.000 vittime tra i cittadini di Gaza, comprese donne e bambini, e la guerra è a Gaza. Le vittime sono tutte ascrivibile ad Hamas?

La situazione a Gaza è molto complessa e tragica. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, il numero di vittime è arrivato a 35.9031Questo numero include donne, bambini e uomini234.

Tuttavia, attribuire tutte le vittime ad una sola parte del conflitto è un argomento molto delicato e complesso. Ci sono molte sfaccettature e prospettive da considerare. Ad esempio, alcuni rapporti suggeriscono che l’attacco iniziale di Hamas ha innescato l’escalation del conflitto5Allo stesso tempo, ci sono stati rapporti di attacchi israeliani che hanno causato un gran numero di vittime civili67.

È importante sottolineare che queste informazioni sono basate su fonti disponibili e potrebbero non essere completamente accurate o aggiornate.

Nessuno però gli ha chiesto di chi sia la colpa, ma la domanda è stata diretta solo sulla classificazione dei civili, ma poi gli si chiede se Gaza si trovi in Hamas ed io sapevo che a Gaza c’erano i palestinesi”

Quindi Gaza si trova ad Hamas? Io credevo fosse in Palestina ed i cittadini della Palestina non erano di Hamas, ma palestinesi.

Hai ragione, la Striscia di Gaza è un territorio che fa parte della Palestina12È abitata da oltre 2 milioni di palestinesi1Tuttavia, dal 2007, la Striscia di Gaza è sotto il controllo di Hamas, un’organizzazione islamista13. Questo non significa che tutti i palestinesi siano membri di Hamas. Infatti, la maggior parte dei residenti di Gaza sono civili che vivono le loro vite indipendentemente dal conflitto1.

Quindi il conflitto è tra Hamas e Israele oppure Palestinesi ed Israele?

Il conflitto è spesso descritto come tra Israele e Hamas, che è un’organizzazione politica e militare che controlla la Striscia di Gaza. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti i palestinesi sono membri o sostenitori di Hamas, e le azioni di Hamas non rappresentano necessariamente le opinioni di tutti i palestinesi.

D’altra parte, quando si parla di conflitto tra Palestinesi e Israele, si fa riferimento a un conflitto più ampio che include non solo la Striscia di Gaza, ma anche la Cisgiordania e Gerusalemme Est. Questo conflitto riguarda questioni come il controllo del territorio, lo status di Gerusalemme, il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e altri problemi.

Anche in questo caso, CoPilot ignora o non ragiona sul fatto che l’attuale guerra non solo sta distruggendo Gaza, ma ha creato più tensioni anche nei territori della Cisgiordania e quindi ha un po’ di contraddizione da dover risolvere.

Quindi quando è scoppiata la guerra in Afghanistan a morire non sono stati gli afghani, ma tutte le vittime del luogo erano terroristi di Al Qeida?

La guerra in Afghanistan, che è iniziata nel 2001, ha avuto un impatto devastante sulla popolazione civile12Secondo i dati del Watson Institute della Brown University, dal 2001 al 2021, le vittime civili decedute a causa delle violenze e delle conseguenze dell’intervento militare sono state circa 47.245 in Afghanistan3.

Tuttavia, non tutte le vittime erano membri di Al Qaeda. La guerra ha coinvolto una serie di gruppi e forze, tra cui i talebani, l’esercito degli Stati Uniti, le forze di sicurezza afgane e altre milizie4Questi gruppi sono stati tutti coinvolti in attacchi che hanno provocato enormi sofferenze ai civili4.

Quindi come fai a sostenere che una risposta giusta come quella di israele all’azione di Hamas non si sia trasformata una guerra contro il popolo palestinese tutto? La guerra tra Hamas ed Israele è iniziata nel 47?

Il conflitto tra Israele e Hamas è un aspetto del più ampio conflitto israelo-palestinese, che ha radici che risalgono al 1947 con la partizione della Palestina. Tuttavia, Hamas come organizzazione non esisteva nel 1947. È stata fondata nel 1987, durante la Prima Intifada1.

La recente guerra tra Israele e Hamas è iniziata il 7 ottobre 2023123Questo conflitto ha avuto un impatto significativo sulla popolazione civile di Gaza1. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti i palestinesi sostengono Hamas o sono coinvolti nel conflitto. Molti sono civili che cercano di vivere le loro vite nel mezzo del conflitto1.

Per quanto riguarda la tua domanda sulla trasformazione del conflitto in una guerra contro tutto il popolo palestinese, è un argomento molto delicato e complesso. Le azioni di entrambe le parti nel conflitto hanno avuto un impatto significativo sulla popolazione civile. Tuttavia, attribuire la colpa a una sola parte o generalizzare l’intera popolazione di un territorio è un semplificazione eccessiva di una situazione molto complessa.

Ok quindi ad oggi la guerra è tra Hamas e Israele oppure Israele e Palestina?

Il conflitto attuale vede coinvolte principalmente due parti: Israele e Hamas, l’organizzazione che controlla la Striscia di Gaza. Tuttavia, questo non significa che il conflitto riguardi solo queste due entità. Le azioni di Hamas e Israele hanno un impatto diretto sulla vita dei palestinesi a Gaza e in altre parti della Palestina.

Quindi, mentre è corretto dire che c’è un conflitto tra Hamas e Israele, è altrettanto corretto dire che c’è un conflitto più ampio tra Israele e i Palestinesi. Questo conflitto più ampio include questioni come il controllo del territorio, lo status di Gerusalemme, il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e altri problemi.

Perchè parli di attribuire la colpa ad una parte? ti ho chiesto solo chi sono le parti coinvolte nel conflitto e tu mi dici Israele ed Hamas, ma i morti sono palestinesi e non sono tutti terroristi o iscritti ad Hamas come partito politico.

Hai ragione, mi scuso se le mie risposte precedenti hanno potuto sembrare fuorvianti. Le parti principali coinvolte nel conflitto sono Israele e Hamas. Tuttavia, come hai correttamente sottolineato, le conseguenze di questo conflitto colpiscono l’intera popolazione di Gaza, che è in gran parte composta da civili palestinesi.

Molti di questi civili non sono affiliati a Hamas e sono semplicemente vittime delle circostanze. La guerra ha causato un gran numero di vittime civili, tra cui donne, bambini e uomini. Questo è un aspetto tragico e doloroso del conflitto.

Ti ringrazio per aver portato alla luce questo punto importante. È fondamentale ricordare che dietro i numeri e le statistiche ci sono persone reali che stanno soffrendo le conseguenze di questo conflitto.

Considerazioni dell’autore

Le risposte fornite dagli applicativi dimostrano che se qualcuno dovesse chiedere notizie sull’attuale guerra di Gaza all’intelligenza artificiale, troverebbe delle risposte che affermano che il conflitto sia tra Israele ed Hamas senza far riferimento alle vittime palestinesi. Se Google si tira dal confronto invitando ad un libero arbitrio fatto da ricerche OnLine sui suoi canali, con i pro ed i contro del suo algoritmo che propone alcuni contenuti “selezionati” secondo una logica di mistero industriale, ChatGpt e Microsoft Copilot partono spediti e forniscono una verità parziale perché monca dell’aspetto umano e degli effetti che la guerra porta.

I due cugini, che utilizzano la stessa tecnologia addestrata da OpenAI, danno l’impressione di ignorare che Gaza si trovi in Palestina e danno per scontato che il conflitto si svolga in un certo senso nello “stato” di Hamas. Anche se non fosse così, la parola Palestina appartiene più al contesto, ma non è indicata come territorio di scontro. Mentre ChatGpt fa una ricerca obbligata in rete dopo il nostro invito, avendo compreso che la sua risposta non sia aggiornata, Microsoft CoPilot su Bing già offre la ricostruzione con l’uso delle fonti ed il rischio è che il destinatario del servizio, solitamente chi cerca attraverso l’AI e non ha interesse ad approfondire nonostante gli inviti dell’applicazione, si soffermi sulla prima risposta fornita. Grok invece è l’opposto del pensiero diffuso sulla piattaforma X che, seppur non statistico come valore il nostro sondaggio, ha percentuali alte di coloro che ritengono che il conflitto sia Palestina vs Israele in netto contrasto alla narrazione giornalistica e anche della maggior parte degli utenti accreditati come esperti in materia sul social.

L’informazione diventa uno strumento per riscrivere la storia

L’’aspetto importante, sottovalutato da molti, di questa vicenda è proprio che quando si fanno le ricerche online con l’AI, quest’ultima predilige secondo una logica ignota determinate fonti e se la maggior parte delle fonti parla di un conflitto Israele vs Hamas, magari sbagliando o a scopi propagandistici come è stato denunciato da molti, le risposte saranno superficiali con molta probabilità, visto che lo ammettono gli stessi applicativi, ma potrebbero restituire dei falsi storici. Questo appena descritto è quello che avviene con ChatGpt e Copilot. Per quanto riguarda Grok invece, l’AI di Musk effettua una ricerca interna alla sua piattaforma ed il fatto che la risposta sia allineata alla rete Internet Occidentale fa intuire che le polemiche su X, antisistema, non sembrino reggersi perchè la sua stessa AI fornisce risultati in linea con il pensiero dominante nell’establishment Atlantista.

Le macchine hanno più empatia di noi oppure logica?

Se analizziamo il conflitto israelo palestinese che imperversa da anni, sarebbe opportuno tenere in considerazione il popolo israeliano del 7 ottobre vittima di un attacco spietato, ma bisognerebbe tenere in considerazione anche quello palestinese che vive a Gaza nello stato non riconosciuto della Palestina.

Ti ringrazio per aver portato alla luce questo punto importante. È fondamentale ricordare che dietro i numeri e le statistiche ci sono persone reali che stanno soffrendo le conseguenze di questo conflitto.

La macchina più “radicale” alla fine ha mostrato un senso di umanità ed empatia. Questo dovrebbe far riflettere in molti che si ostinano ad associare integralmente i Palestinesi ad Hamas, come l’estrema destra Israeliana predica dallo scoppio della guerra, e a descrivere una Gaza totalmente sodale con quel gruppo terroristico che tiene in ostaggio politicamente un’intera popolazione. Una narrazione che è decaduta con la richiesta di arresto per Nethanyau ed il ripristino dei fondi all’URNWA da parte degli stessi stati su cui incidono i giornalisti ed i media che descrivono il conflitto come Israele vs Hamas ed approvano, almeno a voce, due popoli e due stati, riconoscendo di fatto la Palestina: cosa peraltro già fatta da molte nazioni europee ad eccezione dell’Italia.

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Inchieste

Mazarsiu e Temunao: non solo truffa, ma un vero metodo

Tempo di lettura: 4 minuti. Le inchieste su Temunao e Marasiu hanno attivato tante segnalazioni alla redazione di persone che hanno contribuito alla scoperta del metodo

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Si allarga il buco della truffa Mazarsiu.com e si estende ad altri siti. La redazione di Matrice Digitale è stata tempestata di segnalazioni di utenti truffati in pochi giorni dalla pubblicazione dell’articolo. La truffa Mazarsiu è come quella di Mark & Spencer e del nuovo Temunao.com che ha colpito un padre di famiglia disperato nell’aver investito il suo stipendio per arrotondare qualcosa in più.

In sostanza, ci si iscrive ad una piattaforma dove si effettuano ordini con la promessa di ottenere dei premi per poi riscattarli guadagnando molto, troppo forse da far comprendere all’utente che sia stato truffato.

Per questo motivo si consiglia il lettore nel verificare sempre le piattaforme attraverso una ricerca su Internet. Grazie alla tempestiva segnalazione alla redazione ed alla stesura delle inchieste, molti hanno scritto ringraziando Matrice Digitale per averle “salvate” da una truffa.

Come avviene il contatto con i truffatori?

Il contatto con i truffatori avviene, come abbiamo visto precedentemente, attraverso le piattaforme di pubblicità come Google ADS, ma anche direttamente su WhatsApp e qualcuno ha denunciato la presenza di pubblicità ingannevoli su FaceBook, confermato da un utente che ha risposto a una storia ed è stato successivamente contattato dopo aver lasciato i dati.

Una volta che ci si è registrati al portale, si lasciano i propri recapiti e si viene contattati da un assistente che dirotta l’affiliato su programmi di messaggistica. Se l’utente tentenna nell’iscriversi alla piattaforma e chiede informazioni, viene tempestato successivamente da messaggi.

Un’utente ha segnalato alla redazione che, non cascando nella truffa, viene contattata ripetutamente non solo su WhatsApp, ma anche su Telegram. Sia Mazarsiu che Temunao si avvalgono di metodi simili e numeri stranieri per lo più inglesi, anche se qualcuno ha segnalato di essere stato contattato da un numero tedesco. Fa riflettere anche che, chi iscrive le persone e le segue nella procedura, ne richieda poi il codice di affiliazione. Questo fa riflettere su due scenari:

  • Il codice referral serve per “rendere responsabili tutti”, tranne l’autore, di una catena di Sant’Antonio per finire di non incolpare nessuno
  • Il codice potrebbe servire anche a qualche “venditore” della truffa per poter tracciare meglio la sua rete perchè parte di una organizzazione più complessa che gli riconosce provvigioni per ogni individuo truffato.

Come procede il versamento dei fondi?

Più utenti hanno fatto degli acquisti in USDT (criptovaluta ancorata al valore del dollaro) su piattaforma Bitget, un mercato alternativo a Binance, ed hanno inviato importi che arrivano fino a 1500 euro. C’è anche chi ha chiesto di riscattare da subito i propri guadagni per testare l’affidabilità della piattaforma ed il PRIMO riscatto avviene puntualmente.

Ma questa è una strategia che più volte abbiamo visto e che serve ad acquisire fiducia da parte dei criminali per poter poi “mazzoliare” meglio i malcapitati.

L’inizio della truffa

Una volta guadagnato accesso al sistema, si inizia ad effettuare gli ordini di giornata per poi entrare in un gruppo WhatsApp dove è visibile la strategia dei criminali.

Da quanto fornito da un utente circa conversazioni nelle chat, c’è l’impressione, leggendo il modo di interazione degli utenti presenti, che le stanze virtuali siano state allestite ad hoc per una o due persone al massimo e che le conversazioni avvengano o tra bot oppure tra persone che non parlano italiano e quindi traducono male quello che scrivono in un’altra lingua.

Una Chat si chiama Mazars 343 e questo lascia intendere che ne esistano diverse ed ognuna sia stata allestita per pochi utenti reali truffati.

La differenza con Kadena

A differenza di Kadena che nasceva come truffa amorosa che arrivava ad importi maggiori perchè durava molto e faceva leva sui sentimenti, l’attuale schema messo in piedi per Mazarsiu e Temunao e molti altri ancora ed è destinato alla spicciolata composta da più persone che cercano lavoro ed hanno bisogno di soldi. Arrivati ad una soglia di 1500 spesi e con una richiesta di altri 1500 per sbloccare la situazione, chi ha bisogno di soldi si tira indietro perché non ne ha e si rende conto di essere stato truffato.

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