Connect with us

Notizie

Europol: cambia la pedopornografia, Monero moneta dei criminali. Dark Web in caduta

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 5 minuti.

Continua il nostro approfondimento sulla relazione annuale del crimine informatico ad opera dell’Europol (IOCTA) con l’analisi di altre due branchie dei reati online. Nell’articolo precedente si sono analizzati i fenomeni delle truffe online e degli attacchi criminali cibernetici. In questo scritto, invece, si relaziona un sunto dell’attività intrapresa dalla polizia europea nel Dark Web e nel contrasto alla pedopornografia. Prima di procedere, ci preme sottolineare al lettore che il rapporto di quest’anno è molto più sintetico di quello precedente e, secondo la redazione di matricedigitale, è anche povero di contenuti innovativi.

Che sia un segnale di decadimento del crimine informatico? Oppure è preferibile non svelare troppe informazioni in modo da cogliere impreparati i criminali stessi?

Cresce e cambia la produzione di materiale pedopornografico

La pedopornografia ha raggiunto picchi vertiginosi nella sua diffusione a causa della pandemia che ha avvicinato i minori al mondo della rete, esponendoli per molto più tempo su Internet rispetto agli anni precedenti. La fonte principale degli abusi filmati o fotografati resta la famiglia e la cerchia ad essa vicina. Un dato, questo, che è facilmente riscontrabile da tempo nelle ricerche che coinvolgono il fenomeno degli abusi sui minori e non trae nulla di nuovo, se non evidenziare la capacità della rete internet di amplificare in negativo abitudini del genere. Quello che emerge in modo allarmante è altresì l’aumento dell’autoproduzione di contenuti tra i giovani che, oltre a scambiarsi foto e video vietate ai minori reperibili facilmente in rete, si filmano e scambiano i loro contenuti. La ragione della crescita esponenziale di questo fenomeno deriva dall’evoluzione, o involuzione, della percezione che i minori hanno del sesso. Maggior tempo si è collegati ai dispositivi tecnologici e maggiore è la frequentazione dei programmi di messaggistica, aumenta considerevolmente la possibilità di essere esposti alla visione di contenuti proibiti. Il dato preoccupante non è solo che i 2/3 dei video segnalati per essere rimossi siano autoprodotti, ma che dietro questa diffusione ci sia anche una attività economica collegata che vede i minori prostituirsi o in casi peggiori sfruttati sessualmente e costretti a vendere contro volere il proprio corpo online. Da segnalare che molti dei video autoprodotti derivano da estorsioni sessuali che vengono eseguite ai danni dei minori proprio da adulti che prima si nascondono dietro una identità fittizia, dichiarandosi coetanei per ottenere fiducia, poi li ricattano dopo l’invio del primo video sapendo che il bambino perde il controllo della situazione perché esposto. Cala il mercato del turismo sessuale minorile perché i pedofili hanno smesso di viaggiare a causa delle restrizioni mediche in contrasto al Covid19 ed ecco che le vacanze proibite vengono sostituite dagli abusi via webcam grazie a contatti diretti con i genitori dei per assistere agli abusi dei figli piccoli via webcam.

Le comunità di pedofili oltre il Dark Web

Si consolidano le comunità di pedofili nella rete internet ed ampliano i loro confini oltre il Dark Web. Cresce l’utilizzo di sistemi P2P dove è possibile deviare la fruizione di contenuti del genere dalla navigazione web su siti, nascosti o pubblici, dirottando lo scambio diretto sulle piattaforme gestite dai pedofili attraverso reti decentralizzate e programmi di file sharing. La crescita della tecnologia investigativa in possesso delle Autorità Internazionali ha reso ancora più coese le comunità che si annidano sia nel lato oscuro della rete sia all’interno di forum dove è possibile entrarci secondo canoni di iscrizione molto più rigidi. Una delle richieste per potersi affiliare alle comunità sostenitrici dell’abuso sui bambini è quella di proporre video auto prodotti sul genere. Inoltre, c’è oramai in rete una ampia presenza di “letteratura” che incita al rapporto con i bambini e fornisce consigli su come istaurarlo, tramite delle vere e proprie guide. Altro fenomeno rischioso è quello dei rapimenti che vengono effettuati dai pedofili, singoli o in gruppo, per poter produrre contenuti pedopornografici. Le strutture criminali di questo genere hanno oramai una connotazione transnazionale ed una organizzazione settaria che desta molta preoccupazione per l’efficacia con cui rendono il tessuto criminale impenetrabile, basato su più livelli di appartenenza e ruolo con il classico schema piramidale. Ancora più agghiacciante il fatto che ai piani alti di queste associazioni vi sia una frequentazione non solo virtuale, ma anche reale che si tramuta in azioni collettive di abusi sui minori.

Momenti bui per il Dark Web

Se uno dei business predominanti nel dark web è la pedopornografia, con l’avvento delle applicazioni di messaggistica sui dispositivi di tutto il mondo, ha scemato l’interesse nei confronti del lato oscuro di Internet più famoso del mondo. Il report dell’Europol dice nulla di nuovo in materia.

Telegram e Wickr sono le piattaforme di comunicazione preferite dai frequentatori dei mercati criminali di ogni genere. Calano i traffici nei markets che sono stati messi alle strette dalle operazioni di polizia internazionale e chiusi in massa. Ad ogni chiusura, però, segue una migrazione degli utenti verso mercati più piccoli seppur ci sia un trend già notato da molti in questi anni e che riguarda le attività in proprio messe in piedi da venditori con grossi giri d’affari. La strategia della creazione dei siti di ecommerce personali è utile per proseguire indisturbati l’attività criminale senza impattare nella lente di ingrandimento delle Forze di Polizia, interessate per lo più a smantellare i giri più imponenti.

Più aumenta la qualità degli attacchi, maggiore è l’esigenza di protezione che emerge sia tra venditori sia tra utenti ed aumentano i sistemi di prevenzione informatica messi in campo come la configurazione dei server contro gli attacchi di tipo DDOS, colpevoli di rendere inutilizzabili ed irraggiungibili i domini onion anche per giorni. Aumenta anche la diffusione dell’utilizzo di comunicazioni crittografate per evitare di essere intercettati, ma la sua applicazione non è accessibile a tutti ed è questo uno dei motivi che hanno portato gli utenti a migrare verso altre piattaforme di messaggistica più conosciute.

Un crollo significativo del mercato lo registriamo nel settore delle armi su cui ci sono da sempre poche precisioni e molte leggende nel narrare i traffici illeciti in questione. Un caso interessante è quello invece delle guide che consigliano come produrre armi con le stampanti 3d su cui si evidenzia l’arresto di un produttore artigianale coinvolto in flagrante. Florido invece il mercato dei Ransomware as a Service dove utenti, esperti e non, possono acquistare dei servizi informatici per l’attacco con riscatto e agire per conto proprio o con il pagamento di una royalties sui riscatti avvenuti grazie alla tecnologia messa in noleggio dalle gangs.

Soldi sporchi e all’oscuro

Altro aspetto fondamentale per gli investigatori è il flusso economico da sempre associato al Bitcoin come valuta ufficiale dei mercati neri. Cade questo mito e mette una pietra sopra alla credenza popolare che Bitcoin sia uguale ad anonimato. Le valute preferite nei mercati illegali sono Monero e Z-cash, anzi, si sottolinea come l’Europol abbia recepito in ritardo un rapporto dell’FBI sull’abitudine da parte dei criminali informatici di convertire le proprie criptovalute in Monero in modo tale da custodire in anonimato i ricavi delle attività illecite. Inoltre, c’è una struttura di servizi che facilitano il proliferare e l’impunità dei commerci illegali in rete decentralizzata come i server bullet proof che godono di immunità verso le richieste di accesso o chiusura da parte delle pubbliche autorità mondiali, facilitati soprattutto dalle leggi dei paesi che ne ospitano l’hosting. A questi si aggiunge il sistema di riciclaggio e di pulizia possibile grazie alle lavanderie digitali che mixano criptovalute, bitcoin soprattutto, con transazioni fittizie che spacchettano le somme per poi ricongiungerle verso un portafogli insospettabile.

Iscriviti alla newsletter settimanale di Matrice Digitale

* inserimento obbligatorio

Notizie

Mélofée: un nuovo malware Linux collegato ai gruppi APT cinesi

Condividi questo contenuto

Tempo di lettura: 2 minuti. Un gruppo di hacker sponsorizzato dallo stato cinese è stato collegato a un nuovo malware per server Linux

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

Un gruppo di hacker sconosciuto, sponsorizzato dallo stato cinese, è stato collegato a un nuovo tipo di malware indirizzato ai server Linux. La società francese di cybersecurity ExaTrack ha scoperto tre campioni del malware precedentemente documentato, risalenti all’inizio del 2022, e lo ha denominato Mélofée.

Il funzionamento del malware Mélofée

Uno degli artefatti di Mélofée è progettato per rilasciare un rootkit in modalità kernel basato su un progetto open source chiamato Reptile. Secondo le informazioni della società, il rootkit ha un set limitato di funzionalità, principalmente l’installazione di un hook progettato per nascondersi.

Sia l’impianto che il rootkit vengono distribuiti utilizzando comandi shell che scaricano un programma di installazione e un pacchetto binario personalizzato da un server remoto. L’installer prende il pacchetto binario come argomento e poi estrae il rootkit e un modulo di impianto server attualmente in fase di sviluppo.

Le funzionalità di Mélofée non sono diverse da altre backdoor simili, consentendo al malware di contattare un server remoto e ricevere istruzioni che gli permettono di eseguire operazioni sui file, creare socket, avviare una shell ed eseguire comandi arbitrari.

Collegamenti del malware alla Cina

I collegamenti del malware alla Cina derivano da sovrapposizioni infrastrutturali con gruppi come APT41 (noto anche come Winnti) e Earth Berberoka (noto anche come GamblingPuppet). Earth Berberoka è il nome dato a un attore sponsorizzato dallo stato che mira principalmente a siti web di gioco d’azzardo in Cina dal 2020, utilizzando malware multi-piattaforma come HelloBot e Pupy RAT. Secondo Trend Micro, alcuni campioni del Pupy RAT basato su Python sono stati nascosti utilizzando il rootkit Reptile.

Un’altra minaccia per la sicurezza informatica

ExaTrack ha inoltre scoperto un altro impianto chiamato AlienReverse, che condivide similitudini nel codice con Mélofée e utilizza strumenti pubblicamente disponibili come EarthWorm e socks_proxy. “La famiglia di impianti Mélofée è un altro strumento nell’arsenale degli attaccanti sponsorizzati dallo stato cinese, che mostra costante innovazione e sviluppo”, ha dichiarato la società. “Le capacità offerte da Mélofée sono relativamente semplici, ma possono consentire agli avversari di condurre i loro attacchi sotto il radar. Questi impianti non sono stati ampiamente osservati, il che indica che gli aggressori stanno probabilmente limitando il loro utilizzo a obiettivi di alto valore”.

Prosegui la lettura

Notizie

Il dark web preoccupa le aziende ma si fa poco per risolvere il problema

Condividi questo contenuto

Tempo di lettura: 2 minuti. Un nuovo rapporto rivela che le aziende sono preoccupate per le minacce provenienti dal dark web, ma fanno poco per affrontarle

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

Un recente rapporto di Searchlight Cyber evidenzia come gli addetti all’intelligence siano preoccupati per le numerose minacce che si verificano nel dark web e come le aziende, pur essendo consapevoli del problema, non stiano facendo abbastanza per risolverlo.

I risultati del sondaggio di Searchlight Cyber

Searchlight Cyber, un’azienda leader nell’intelligence sul dark web, ha condotto un sondaggio su circa 1000 addetti all’intelligence di grandi aziende, scoprendo che il 93% di loro è preoccupato per i pericoli provenienti dal dark web, mentre il 72% ritiene che una soluzione fondamentale sia acquisire informazioni sui cybercriminali per proteggere le aziende.

Cosa fanno realmente le aziende?

Le aziende si stanno concentrando sulla raccolta di informazioni relative a strumenti e reti legati al dark web, ma non stanno facendo abbastanza per affrontare il problema. Secondo gli esperti, il 71% degli addetti all’intelligence vorrebbe vedere i fornitori colpiti sul dark web, ma in realtà il 32% delle persone che utilizzano i dati di intelligence provenienti dal dark web li impiega per pianificare e attuare attacchi alla catena di fornitura.

La posizione di Ben Jones, capo di Searchlight Cyber

Ben Jones sostiene che le aziende non stiano facendo abbastanza e che abbiano un percorso difficile davanti a loro. Egli osserva un modello distinto tra la raccolta di molte informazioni sulle minacce e i dati provenienti dal dark web, utilizzati per ottenere una buona postura di sicurezza. Raccogliendo più informazioni, le aziende potranno familiarizzare con il modo in cui i criminali operano e aumentare le possibilità di identificare gli attacchi.

Differenze tra settori nell’affrontare le minacce del dark web

Le ricerche mostrano che le aziende di vari settori rispondono in modo diverso alle minacce provenienti dal dark web. Il settore finanziario è quello più attivo nella raccolta di dati, con l’85% delle aziende che estraggono informazioni da questa parte del web. Al secondo posto si trova il settore sanitario, con il 57%, mentre il settore petrolifero e del gas potrebbe migliorare, dato che solo il 66% dei CISO raccoglie dati dal dark web.

Prosegui la lettura

Notizie

Google: utilizzato spyware prodotto in Spagna per colpire utenti negli Emirati Arabi Uniti

Condividi questo contenuto

Tempo di lettura: 2 minuti. Gli utenti di Samsung Android browser negli Emirati Arabi Uniti sono stati presi di mira da un gruppo di hacker che utilizza il software spia Variston.

Pubblicato

il

Condividi questo contenuto
Tempo di lettura: 2 minuti.

Google ha recentemente rivelato che gli hacker stanno usando il software spia Variston per colpire utenti negli Emirati Arabi Uniti.

Il software spia Variston e il suo utilizzo negli Emirati Arabi Uniti

Il Gruppo di Analisi delle Minacce (TAG) di Google ha scoperto che gli hacker stavano prendendo di mira le persone negli Emirati Arabi Uniti che utilizzavano il browser Android nativo di Samsung, una versione personalizzata di Chromium. Gli attaccanti hanno utilizzato una serie di vulnerabilità concatenate insieme e inviate tramite link web monouso inviati ai bersagli tramite messaggi di testo. Tra le quattro vulnerabilità nella catena, due erano zero-day al momento dell’attacco, il che significa che non erano state segnalate al produttore del software ed erano sconosciute fino a quel momento.

Campagna di hacking e vittime potenziali

Non è chiaro chi sia dietro la campagna di hacking o chi siano le vittime. Un portavoce di Google ha dichiarato a TechCrunch che il TAG ha osservato circa 10 link web dannosi in natura. Alcuni dei link reindirizzavano a StackOverflow dopo lo sfruttamento e potrebbero essere stati i dispositivi di test dell’attaccante, ha detto Google.

Variston e i suoi fondatori

Ralf Wegener e Ramanan Jayaraman sono i fondatori di Variston, secondo Intelligence Online, una pubblicazione di notizie online che copre l’industria della sorveglianza. La società ha sede a Barcellona, in Spagna, e nel 2018 ha acquisito l’azienda italiana di ricerca sulle vulnerabilità zero-day Truel.

La scoperta di altre campagne di hacking

Google ha anche annunciato di aver scoperto hacker che sfruttano un bug zero-day di iOS, corretto a novembre, per piantare a distanza spyware sui dispositivi degli utenti. I ricercatori hanno osservato gli aggressori che abusano del difetto di sicurezza come parte di una catena di exploit che prende di mira i proprietari di iPhone con iOS 15.1 e versioni precedenti in Italia, Malesia e Kazakistan.

Prosegui la lettura

Facebook

CYBERWARFARE

Notizie40 minuti fa

Mélofée: un nuovo malware Linux collegato ai gruppi APT cinesi

Tempo di lettura: 2 minuti. Un gruppo di hacker sponsorizzato dallo stato cinese è stato collegato a un nuovo malware...

Notizie6 ore fa

La guerra in Ucraina e la nuova geografia della guerra cibernetica

Tempo di lettura: < 1 minuto. L'autunno 2022 ha segnato una svolta nella cyberwar legata al conflitto ucraino, estendendosi in...

DeFi1 settimana fa

Hacker travestito da Zelensky intervista Lagarde sull’euro digitale?

Tempo di lettura: < 1 minuto. Verità o deep fake? Non è dato saperlo se si riflette

Notizie1 settimana fa

Armis pubblica rapporto sulla guerra cibernetica e le difese del Regno Unito

Tempo di lettura: 2 minuti. Condividi questo contenutoIntroduzione: Armis, una delle principali aziende nel campo della visibilità e sicurezza degli...

Notizie1 settimana fa

KillNet mira alle applicazioni sanitarie ospitate su Microsoft Azure

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenutoUn gruppo hacktivist affiliato alla Russia noto come KillNet è stato osservato...

Notizie1 settimana fa

Cremlino vieta iPhone a operatori coinvolti nella campagna elettorale di Putin nel 2024

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenutoIl Cremlino ha imposto il divieto di utilizzo degli iPhone per i...

Notizie1 settimana fa

Gli hacker cinesi e russi usano il malware Silkloader per eludere il rilevamento

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenutoLa regina canadese di QAnon, Romana Didulo, è stata etichettata come “falsa”...

Notizie2 settimane fa

NoName057 mette in palio 1 milione di rubli per chi partecipa ai DDoS

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenuto Il gruppo di attivisti NoName057, conosciuto in Italia per essere stato...

Notizie2 settimane fa

Microsoft: Usa e Polonia i paesi più spiati dai russi

Tempo di lettura: < 1 minuto. Condividi questo contenutoSecondo un nuovo rapporto di intelligence di Microsoft, la Russia ha intensificato...

Notizie2 settimane fa

Microsoft: come sarà il secondo anno di guerra cibernetica

Tempo di lettura: 3 minuti. "La collaborazione tra settore pubblico e privato è essenziale per la difesa cibernetica e per...

Truffe recenti

Truffe online1 giorno fa

Truffa “wangiri”: donna perde tutto il credito telefonico richiamando numero misterioso

Tempo di lettura: < 1 minuto. La truffa dello squillo senza risposta continua a mietere vittime tra gli ignari utenti...

Truffe online2 giorni fa

Sim swap a Napoli, condannate Intesa Sanpaolo e Telecom Italia

Tempo di lettura: < 1 minuto. Le due aziende dovranno risarcire il 50% dei 29.000 euro rubati

Notizie3 giorni fa

Esperto di tecnologia smaschera la truffa del “numero sbagliato”

Tempo di lettura: 2 minuti. Un esperto di sicurezza informatica indaga a fondo una truffa sofisticata e rivela come funziona

Truffe online2 mesi fa

Truffa Facebook Little Flowers ai danni de La Repubblica: la matrice è cinese

Tempo di lettura: 3 minuti. Condividi questo contenuto In questi giorni abbiamo analizzato come attraverso Google Adwords è possibile veicolare...

Truffe online2 mesi fa

Truffa da 25.000 euro su Hiobit.com : la matrice è asiatica

Tempo di lettura: 2 minuti. Da Tinder ad un sito internet di trading, come un profilo asiatico è riuscito a...

Truffe online2 mesi fa

Pacco e contropaccotto: Vinted consente truffa “Morada” ai danni dei suoi venditori

Tempo di lettura: 2 minuti. Altro venditore di 500 euro, la società ha rimborsato il criminale a migliaia di km...

Truffe online2 mesi fa

Malware trasmesso da Google Ads prosciuga l’intero portafoglio di criptovalute di un influencer NFT

Tempo di lettura: 2 minuti. Un link pubblicitario sponsorizzato su Google ha nascosto un malware che ha travasato migliaia di...

Notizie3 mesi fa

“Entra nell’Interpol” la nuova truffa sui social media che spopola in Sud Africa

Tempo di lettura: 2 minuti. L'Organizzazione internazionale di polizia criminale (Interpol) ha lanciato un allarme su una truffa online che...

DeFi4 mesi fa

Scandalo FTX, i genitori di Sam Bankman Fried sono indagati: confermata l’inchiesta di Matrice Digitale

Tempo di lettura: 2 minuti. Avrebbero speso i fondi societari per acquisti personali e sono il collante con le "coperture"...

Truffe online5 mesi fa

Sospettati di uno schema Ponzi arrestati in Grecia e Italia ricercati da INTERPOL

Tempo di lettura: 2 minuti. INTERPOL ha lanciato l'IFCACC all'inizio di quest'anno, per fornire una risposta globale coordinata contro la...

Tendenza