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Draghi non aveva la gente dalla sua parte, ma gli analisti social sì

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Tempo di lettura: 3 minuti. Matrice Digitale ha dato una lettura corretta sulla popolarità del premier, sui suoi nemici e sui suoi punti deboli.

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Alla ricerca di Matrice Digitale Draghi Asocial” che ha analizzato l’attività di comunicazione del Premier fino al 17 giugno 2022, si sono sovrapposte quelle sul dibattito pubblico della crisi di governo messa in piedi da Conte che davano un Draghi come vincente sui social

Le ricerche sono state pubblicate da La Stampa e Repubblica ad opera di tre realtà dell’emergente panorama degli analisti social e si scopre che l’analisi Draghi vince il dibattito con Conte online si è verificata fallace.

Quali sono i motivi?

Se Draghi ha una grande parte dei personaggi “famosi” dei contesti politici, sociali ed accademico, è chiaro che totalizza il massimo dei like. Ma siamo sicuri che questi gradimenti siano espressione di post in favore?

Assolutamente no.

Cosa ha portato la vittoria di Draghi sui social?

La risposta è stata chiara: le manifestazioni di piazza in favore di una permanenza di Draghi, che sono seguite nei giorni successivi hanno totalizzato un numero diverso dai consensi social che il premier ha avuto. Il vuoto più totale, con un manipolo di persone che circondavano i politici e gli influencer autori dei tweets che hanno fatto racimolare i mi piace su Draghi.

Perchè l’analisi di Matrice Digitale è stata più completa e veritiera?

La lettura del modello di intelligenza artificiale che viene proposto dai nuovi soggetti non è credibile, lo sappiamo anche noi che l’abbiamo provato per molti motivi, quindi leggere alcuni indicatori è più credibile che passare dei tweet sotto un motore che legge ed interpreta, ove mai questo davvero sia stato utilizzato.

Chi era l’ammazza Draghi?

Dalle ricerche effettuate, l’ammazza Draghi è stato individuato in Conte per la sua presenza nei dibattiti social insieme al presidente della BCE, a cui è seguito Matteo Salvini e non è un caso che a staccare la spina al Premier sia stato prima Conte a colpito e poi Salvini a dargli il colpo di grazia.

E non è un caso che siano stati colpiti dalla richiesta politica di cambio ministri sia Speranza sia Lamorgese che risultano tra i più considerati dalle polemiche social.

Seppur avendo finito la ricerca cronologicamente un mese prima circa della crisi di Governo, Matrice Digitale ha presentato al pubblico la differenza tra i profili istituzionali ed i dibattiti che ospitava la rete.

Nel caso specifico del Premier, chi aveva i più alti indici di gradimento nel dibattito sono stati i suoi oppositori, e chi veniva contestato dal pubblico non addetto ai lavori e popolino. Quindi sostenere che il dibattito social sulla crisi di governo su Draghi non solo è stato scorretto mediaticamente, ma ha dimostrato come ci si è prestati al potente di turno per favorirlo agli occhi dell’opinione pubblica.

L’affidabilità delle ricerche sta in questo: dire meno di quanto si può dire e leggere manualmente i dati analizzandone i flussi per superare l’imperfezione attuale delle macchine.

Ovviamente è una garanzia che Matrice Digitale, che non vive proponendosi ai politici come analisti per business, può garantire ai lettori e questa imparzialità consente di leggere i dati per come sono senza interpretarli secondo convenienza.

Ancora una volta, si è provato a nascondere il fronte di opposizione all’attività del Governo dietro l’attività di influencer discutibili tra cui molti giornalisti che dovrebbero essere cronisti, ma si dilettano ad esprimere commenti di gradimento simili agli inni delle tifoserie calcistiche creando ulteriore divisione.

Anzi, con questi dati falsati, Draghi è andato in Parlamento dicendo che dovevano votargli la fiducia “perchè gli italiani lo volevano al Governo

Sono 5 anni che Matrice Digitale fa ricerche OSINT senza aver paura di rompere equilibri o strategie politiche perché la filosofia delle nostre ricerche è: “i dati si leggono e non si offrono al miglior compratore”.

Scarica la ricerca:

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OSINT

Draghi al 63%? Cosa non torna nei sondaggi sul Premier

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Tempo di lettura: 3 minuti. Società di sondaggi che non riescono a fornire uno spaccato di realtà nel pensiero dei cittadini del Paese, ma che però aiutano le testate nelle loro linee editoriali.

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Nando Pagnoncelli ha pubblicato un sondaggio sul Corriere dove ha evidenziato il successo di Draghi nonostante le dimissioni. La cifra indicata da Pagnoncelli è quella del 63% di gradimento da parte degli italiani, ma c’è qualcosa che non torna.

Più volte è stata messa in evidenza l’agenda Draghi trasformatasi nel metodo Draghi in occasione della campagna elettorale che ha visto le destre salire al Governo ed in attesa di presentare la lista del futuro Direttivo al presidente Mattarella. L’aspetto più interessante lo abbiamo riportato anche noi di Matrice Digitale nella nostra analisi Draghi Asocial dove abbiamo notato che il consenso dell’ex governatore BCE si divide tra portatori di Like nel mondo dell’informazione italiana ed estera e gente qualunque che ne ha dette di tutti colori contro la gestione del Premier.

Questo è quello che riguarda il popolo dei social dove addetti ai lavori della politica e del giornalismo hanno il potere di essere più rappresentativi con una base di consensi che però non fa testo dinanzi ai commenti di tantissimi utenti che spesso sono sfavorevoli circa l’operato del Premier o dei modelli promossi dai giornalisti. Draghi è essenzialmente stato criticato per delle grandi bugie sul Covid, confermate anche da Pagella Politica, per aver negato l’economia di guerra così come per aver escluso l’aumento dei prezzi del gas a causa del conflitto russo ucraino. Nel marzo 2022 è stato sonoramente fischiato a Napoli ed in molte altre parti d’Italia i suoi ministri, Speranza e Di Maio, non hanno avuto vita facile. Quindi come è possibile che Draghi sia ancora stimato dal 63% degli italiani che in proporzione ai voti ottenuti dal centro sinistra, Terzo Polo non è rappresentativo di questa fetta che Pagnoncelli esprime come gradimento in crescita acquisito da Draghi?

Secondo Pagnoncelli, la Lega è il terzo partito dopo terzo polo e PD che gradisce Draghi tra i suoi elettori. Il voto della Lega è però finito a Fratelli d’Italia, da sempre in opposizione a Draghi, così come nella Lega sono rimasti i duri e puri Salviniani nonostante Giorgetti e Fedriga, ministro e governatore preferito dall’ex governatore della BCE, abbiano provato a scippare la Lega dalle mani del suo premier con la compiacenza di Zaia.

Un dato riciclato

Il dato espresso da Pagnoncelli è in linea con le previsioni pre elettorali fatte da YouTrend e Cattaneo Zanetto di cui ne riportiamo la schermata:

Questo ovviamente ci fa intendere che anche prima delle elezioni il Premier è stato lodato da una abbondante metà degli italiani, compresi gli astensionisti, ma il primo riscontro della ricerca avuto su Twitter non è stato positivo.

Nella massima trasparenza vi invitiamo a leggere i commenti, più delle preferenze, e non sono tutti positivi, anzi, per la maggiore sono negativi. Preferiamo che sia il lettore a farsi una idea visto che ci troviamo dinanzi ad una vera e propria notizia che mette in dubbio una società seria come quella di Pagnoncelli e anche molte altre che in questi mesi hanno caldeggiato il Draghi salvatore della patria. D’altronde già abbiamo fatto un approfondimento su questo rilasciando il foglio con tutti e 100.000 circa commenti che il pubblico social ha fatto in un determinato momento.

Se poi consideriamo il consenso che hanno avuto tutti coloro che hanno preso in giro il sondaggio o contestato i contenuti, comprendiamo allora che, almeno su Twitter e nelle urne, Draghi non è assolutamente gradito come vogliono farci credere.

La verità sul sondaggio e consigli a Pagnoncelli e ad altri

Il campione statistico si basa su 1000 interviste dopo le elezioni paragonate alle 5000 circa prima delle elezioni. Parliamoci chiaramente, non solo il dato è minore rispetto a quello fornito spesso da Matrice Digitale, ma consigliamo a Pagnoncelli di cambiare bolla di contatti perchè, prima di elaborare i sondaggi, dovrebbe qualificare le persone altrimenti rischia di pescare sempre negli stessi circoli di popolazione restando risucchiato in una bolla che non rappresenta la realtà delle opinioni del paese.

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OSINT

La bestia del PD è Filippo Sensi? Prima Yoda, poi Elena Visconti e chi altro? Ecco svelato il quarto profilo

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Tempo di lettura: 4 minuti. Due profili Twitter ostili alla destra e politicamente scorretti sarebbero collegati all’ex portavoce di due Presidenti del Consiglio appena escluso dal parlamento.

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Filippo Sensi è un nome che dice poco o nulla se non agli addetti ai lavori del mondo del giornalismo e della politica da cui è tanto stimato. Fondatore del blog Nomfup, con cui ha realizzato uno scoop che ha portato alle dimissioni il Ministro della Difesa britannico nel 2011, è stato dal 2014 al 2018 portavoce e capoufficio stampa dei presidenti del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e Paolo Gentiloni ed è stato dal 2018 fino ad oggi deputato per il Partito Democratico.

Romano, ma eletto nel PD in Toscana, quest’anno è stato meno fortunato in Campania dove ha dovuto a malincuore frequentare i percettori del Reddito di Cittadinanza per portarsi a casa una rielezione, arrivata per molti suoi colleghi, compresi i rivali Renzi e Rosato, ma non a lui. Quello per cui è famoso Filippo Sensi al grande pubblico nelle ultime ore non sono scoop giornalistici o manuali di comunicazione politica, bensì una fenomenologia social di successo sulla quale sono emerse diverse “strane” coincidenze. Da buon comunicatore politico, Sensi ha il suo profilo ufficiale Twitter di Nomfup da cui ha fatto anche un pò di campagna elettorale, ma allo stesso tempo Carlo Calenda ha chiamato “Filippo” uno dei cavalli di battaglia del pensiero scorretto del Partito Democratico sui social: Yoda.

Chi è Yoda?

Yoda è parte di quella strategia che utilizza profili falsi per parlare di questioni attuali senza tanti filtri e nemmeno senza risparmiarsi in allusioni che verrebbero contestate ad ogni professionista della comunicazione e bollate come scorrette. Yoda è come il Sofista per la sinistra: un agente provocatore delle masse che non mette la faccia, ma crea dibattiti sui social scaldando un pubblico contro un altro.

Elena Visconti, la nuova creatura di Sensi?

Ad essere entrata nella scena di Twitter in favore della propaganda del PD e dell’atlantismo c’è Elena Visconti. Yoda è stato creato nel 2016 mentre sua “sorella” è di febbraio del 2020 ed ha 15.000 follower circa. L’abilità di Elena Visconti è quella di porsi da donna, con toni da gattamorta, ed è anche un’abile vignettista secondo alcuni disegni che pubblica.

Dietro il volto di una donna, sempre secondo quanto affermato da Calenda, Sensi avrebbe nascosto molte provocazioni nei confronti degli elettori di destra, novax e sovranisti, ed anche lei gode di grande stima nel mondo autoreferenziale del giornalismo e della politica di una parte ben definita.

Anche i migliori sbagliano

Atlantista, europeista, abile comunicatore, uomo di apparato dell’elite del Partito Democratico, è Filippo Sensi colui che ha risposto ad un commento di Bonaccini al post di Yoda, ma con il profilo di Elena Visconti?

L’errore non è passato sottobanco e subito è stato rilanciato dalla rete che ha fatto riferimento a lui entrando nelle tendenze Twitter. Se Carlo Calenda non l’avesse “cantato” in pubblico, ora tutti saprebbero che Yoda ed Elena Visconti sono la stessa persona, ma il fatto che la loro strategia di comunicazione subdola, seppur abile e geniale, sia stata caldeggiata da molti parlamentari del PD e da alcuni giornalisti, rende i due profili ufficialmente parte della bestia del partito ostile a quella di Salvini.

Non gli resta che il Reddito di Cittadinanza

Quando a malincuore Filippo Sensi è stato mandato a Napoli, il suo primo pensiero è stato il Reddito di Cittadinanza.

“Sarà dura” anche ora che è fuori dal Parlamento e vive con il sospetto del pubblico social di aver creato profili illustri “avvelenatori di pozzi”, perdendo l’anonimato? Eppure secondo Secondo la redazione di Matrice Digitale ce ne sarebbe un altro ed alcune strade portano a …

Miss Freedom, stesso stile della vignetta di Elena Visconti, ma poca attività. Che sia il profilo di riserva? Ma la domanda che vorremmo rivolgere a Filippo Sensi, o forse è più opportuno a Calenda è un altra:

“Mica il Sofista è parte dello stesso giro?”

Scherzi a parte, se da un lato la rete continua a scrivere di Sensi proprietario di Yoda e per proprietà transitiva di Elena Visconti, lo stesso Sensi ha smentito, insieme a Yoda che però di credibilità ne ha zero, l’accusa di Calenda e questo rende difficile se applicare il criterio di fiducia oppure affidarsi all’equazione “smentita uguale a doppia conferma“.

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OSINT

Campagna elettorale sui social: chi ha guadagnato e chi ha perso negli ultimi giorni

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Tempo di lettura: 8 minuti. L’analisi di Matrice Digitale sulla battaglia Twitter tra i candidati alle elezioni politiche del 25 settembre. Chi vince, chi perde nella comunicazione politica sui social e nel confronto sulle piazze virtuali

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Continua l’analisi social delle elezioni politiche e della campagna elettorale incentrata sul dibattito tra i capi di partito e le coalizioni messe in piedi. In tal senso, Matrice Digitale ha pubblicato una ricerca valida fino al 4 settembre. Un punto iniziale per comprendere ora negli ultimi 20 giorni di campagna elettorale invece come è andata ai front man della politica: se hanno recuperato credibilità oppure no.

Matrice Digitale offre uno spaccato social innovativo secondo un calcolo basato sui leader politici delle forze in campo nel dibattito Twitter che più si presta alle analisi della pancia degli elettori ed alle impressioni degli addetti ai lavori.

Premessa:

Matrice Digitale prende le distanze da chi vende proiezioni sui social sulla base di calcoli forniti dal sentiment effettuati dall’intelligenza artificiale

I dati che espone sono freddi e vertono su uno studio che esula dal fornire a lettore statistiche ininfluenti come la visualizzazione dei post che gonfia i dati di engagement.

La ricerca offre un’analisi al servizio del lettore e degli addetti ai lavori senza secondi fini e non è stata commissionata da soggetti terzi.

Il metodo utilizzato non può considerarsi scientifico, ma rappresenta il miglior compromesso sulla base dell’esperienza acquisita nel corso di questi anni con numerose ricerche OSINT pubblicate soprattutto in campo politico.

La piattaforma utilizzata è Anthares ed è di proprietà di Matrice Digitale

per approfondimenti sul tema leggere:

Continuano le fake news sui dati social: Draghi è stato già dimenticato dagli Italiani

Draghi non aveva la gente dalla sua parte, ma gli analisti social sì

Dataset:

Il dataset di riferimento è stato ricavato da una scansione dei profili istituzionali sul social network Twitter dal 4 al 23 settembre 2022 di coloro che sono candidati in qualità di capi partito e sono raggruppati nei calcoli in questo modo

Centrodestra: Matteo Salvini, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Maurizio Lupi

Centro Sinistra: Enrico Letta, Nicola Fratoianni, Emma Bonino, Roberto Speranza, Luigi Di Maio

Terzo Polo: Matteo Renzi, Carlo Calenda

Movimento Cinque Stelle: Giuseppe Conte

Sinistra: Luigi De Magistris

Altro (sovranisti – no greenpass): Mario Adinolfi, Simone di Stefano, Marco Rizzo, Gianluigi Paragone

Il twittatore seriale

Il numero dei Tweet espressi dai profili ufficiali dei capipartito ha subito un’accelerata di pubblicazioni negli ultimi giorni.

Carlo Calenda conferma il suo primato come politico più attivo sui social mentre Salvini è stato scavalcato da Gianluigi Paragone. Letta e Adinolfi invece sono cresciuti nelle pubblicazioni scavalcando Giorgia Meloni, che perde posizioni anche contro Conte e addirittura un Berlusconi diventato più attivo su Twitter ultimamente. Di Maio ha preso coraggio ed ha scavalcato Lupi e Bonino così come Simone di Stefano ha twittato di più di altri raggiungendo la stessa quota tweet di Rizzo.

Indice gradimento: oltre ai like c’è di più

A differenza di chi propone una lettura, falsata aggiungiamo noi per esperienza diretta, dei commenti a cura dell’intelligenza artificiale, Matrice Digitale ha provato a calcolare l’indice di gradimento secondo una media ponderata tra due valori: Like e Commenti.

Il calcolo non è perfetto, sia chiaro, ma rende l’idea del successo o meno che la campagna di comunicazione del profilo individuale del candidato sta avendo e si compone grazie alla differenza tra il numero dei mi piace a quello dei commenti ricevuti con il fine di rendere “nette le preferenze“, in virtù del fatto che la presenza di commenti non sempre indica gradimento, anzi, chi commenta sotto a un post, in linea di massima, lo fa per protesta e non per approvazione.

L’indice di gradimento conferma Conte al primo posto anche se ha abbassato la media. Rizzo perde posizioni insieme a Calenda e Renzi, ma conservano un posto in vetta. Chi invece sorprende è proprio Giorgia Meloni al secondo posto con un gradimento maggiore rispetto alla prima rilevazione. Scendono molto Lupi, Fratoianni e Boninomentre a sorpresa guadagnano Speranza e Simone di Stefano, confermando l’analisi precedente dove si individuava un certo gradimento dell’ex ministro alla Salute Pubblica bersaglio preferito sui social del popolo no vax, così come si conferma la tendenza del binomio Di Stefano qualità – Adinolfi quantità.

Nel centro sinistra, la zavorra Di Maio conferma un sorprendete rendimento negativo, ma che è migliorato pur conservando un primato negativo spropositato rispetto alle preferenze che hanno avuto gli altri.

Viralità: Si parla bene o male, l’importante che si condivida

Viralità significa capacità di un contenuto di essere diffuso che è diverso dal dato precompilato che viene fornito spesso sul numero di visualizzazioni che un post ha avuto. Al massimo quello è il fine ultimo, ma è soggetto a diversi fattori come il numero di follower in partenza che rendono lo scontro impari.

La media di viralità calcolata da Matrice Digitale è stata possibile sommando le condivisioni con le citazioni per poi dividerne il risultato per il numero di tweet.

Salvo Adinolfi e De Magistris, la media sulla viralità è stata negativa per tutti, ma la classifica ha visto Letta imporsi di più su tutti, così come si è abbassato di molto il vociare su Di Maio. La positività di Letta nel gradimento fa comprendere che, a differenza, di Di maio, il candidato di Centro Sinistra è stato condiviso positivamente. Meloni ferma al 4 posto con Renzi che ha superato l’ex ministro degli esteri mentre è da notare, rispetto all’altra volta, il balzo di Adinolfi e De Magistris nelle posizioni più alte della classifica. Sceso di molto Speranza e confermato Paragone nelle ultime posizioni con Simone di Stefano che è sceso in classifica guadagnando più consensi nel gradimento.

Il parlamento di Twitter

Sulla base dell’indice di gradimento sommato tra i leader dei partiti che compongono le coalizioni in campo si è ricavato questo esito “elettorale”:

Chi ha lavorato meglio di tutti si conferma essere Giuseppe Conte con il Terzo Polo, ma fa riflettere come la Destra abbia recuperato posizioni sul fronte sovranista. Il centro sinistra è ultimo ma esce dalla negatività portata da di Maio all’inizio.

Cosa ci dice quindi la campagna elettorale appena chiusa?

La campagna elettorale appena chiusa ci ha mostrato grande impegno del Terzo Polo e grande consenso social su Giuseppe Conte, così come un nutrito fronte di eletti nell’ala alternativa del paese con un recupero del Centro Destra nell’ultimo periodo. Dalle analisi invece della coalizione di Centro Sinistra, Letta ha recuperato, ma ha due nuovi problemi come la negatività di Fratoianni ( che potrebbe giovare o a lui o a Unione Popolare) e l’insipidità della Bonino che non è stata per nulla efficace nella sua campagna elettorale sui grandi social e questo fa intendere che non porterà più voti alla lista. Nel centrosinistra c’è il problema di Maio, rientrato, ma pur sempre un problema mentre a dare man forte a Letta, possiamo dire che c’è Speranza.

Paragone non sfonda mentre Di Stefano viene apprezzato di più così come Adinolfi ha fatto passare in modo più virale il suo messaggio. Rizzo sarà anche un grande comunicatore, ma non convince del tutto nonostante abbia una portata di visibilità mostruosa per essere un partito dato sotto il 3 per cento.

La destra ha ottenuto invece un ottimo riscontro su Meloni, meno su Berlusconi e Salvini e questo sta a significare una potenziale crescita della leader di Fratelli d’Italia non sugli indecisi, ma sui suoi alleati.

Altri dati della Campagna elettorale:

La campagna elettorale ha mostrato dall’apertura della crisi al governo draghi al 23 settembre un numero di: 2.798.881 tweets riferiti all’ecosistema generato dai profili istituzionali dei capi partito e che hanno generato in tutto:

14.050.281 di Mi piace, 2.032.155 di retweet, 251.707 citazioni e 3.019.464 di commenti

Top 10 Like:

Calenda si conferma come acchiappa like seguito da Meloni e Conte nella top ten. Sorprende la presenza di Elio Vito come unico politico non candidato

Top 10 menzioni

Nella top ten delle menzioni Letta ed il Partito Democratico sono rispettivamente primo candidato e primo partito in classifica, Calenda al secondo posto mentre Meloni al terzo e Fratelli d’Italia secondo partito meglio di Azione e Italia Viva, ma che presi singolarmente invece superano il partito della meloni.

Top 10 Condivisioni

Carlo Calenda il più condiviso di tutti così come Giuseppe Conte al secondo posto e Giorgia meloni al terzo. Enrico Letta scavalcato da Rizzo e Renzi così come il fronte alternativo composto da Rizzo, Adinolfi, Paragone, Di Stefano ha ottenuto percentuali che se messe insieme avrebbero scavalcato i big.

Top 10 commenti

Enrico Letta è stato il politico più commentato, seguito da Carlo Calenda e Matteo Salvini. Nella top 10 figura anche il PD. Di Maio ed Adinolfi in ultima posizione con Berlusconi in classifica.

Top 10 Hashtags

Draghi è presente per via della sua caduta e del periodo di crisi, ma anche perché è stato proposto da due coalizioni come PD e Terzo Polo sia come metodo Draghi che come possibile premier. Berlusconi è stato l’argomento più chiacchierato tra i politici mentre il terzo polo è stata la novità di questa campagna elettorale spinta da Renzi e Calenda. Il partito democratico è la lista più chiacchierata mentre il movimento cinque stelle il più acclamato con #iovotoconte e #dallapartegiusta monopolizzando l’area centrale con una media del 7,50. Calenda ha ceduto il passo a Draghi, ma è presente in lista mentre Letta no.

Tweet di maggior successo:

Sep 9, 2022 @ 18:13:27.000
Enrico Letta
Domanda per @GiorgiaMeloni. Quindi #PeppaPig va censurata e il video della donna violentata a Piacenza va rilanciato senza limiti?
16,248

Sep 8, 2022 @ 17:22:18.000
giorsss saw H & L
italian culture is chiedersi ogni volta che qualcuno di famoso/rilevante muore quando arriva il turno di berlusconi
14,167

Jul 20, 2022 @ 19:25:45.000
Enrico Letta
In questo giorno di follia il Parlamento decide di mettersi contro l’Italia. Noi abbiamo messo tutto l’impegno possibile per evitarlo e sostenere il #governoDraghi. Gli italiani dimostreranno nelle #urne di essere più saggi dei loro rappresentanti.
13,409

Aug 8, 2022 @ 21:09:52.000
Paglia Giovanni
Salvini lancia la flat tax al 15%.
Significa che Mario Rossi, metalmeccanico, pagherà esattamente le stesse tasse di oggi.
Silvio Berlusconi, miliardario, ne pagherà invece 14 milioni in meno.
Che servirebbero a pagare l’ospedale pubblico per Mario Rossi.
Roba delinquenziale.
12,541

Jul 20, 2022 @ 20:42:41.000
Sandro Sabatini
Sono un cittadino italiano. Ho 60 anni. Sono disgustato da @GiuseppeConteIT e @matteosalvinimi e deluso da tutti quelli che li hanno seguiti. Stop.
12,465

Sep 12, 2022 @ 20:42:47.000
Enrico Letta
. @GiorgiaMeloni: “I bambini hanno bisogno di un padre e una madre.”
Io: “No, i bambini hanno bisogno di amore”.
Meloni: “Lo Stato non norma l’amore”.
Io: “Appunto: tu lo stai normando. Stai decidendo quale è amore e quale non lo è”.
LettaMeloni
Scegli.
12,380

Jul 20, 2022 @ 18:52:01.000
Carlo Calenda
Sarà un caso ma il governo più serio e atlantista della storia recente viene mandato a casa da tutti quelli che hanno sostenuto posizioni filoputiniane. Sarà un caso. #crisidigoverno
10,855

Aug 23, 2022 @ 14:12:15.000
Abolizione del suffragio universale
La vittima dello #stupro di Piacenza ha comunicato al Pubblico Ministero di essere stata riconosciuta a causa del video. Si dice disperata.
In un Paese normale, @GiorgiaMeloni verrebbe costretta ad abbandonare la scena politica.
10,735

Sep 8, 2022 @ 15:48:00.000
valentina
chissà se anche per silvio berlusconi esiste un messaggio in codice tipo “london bridge is down” perché se esiste per me è tipo “il bunga bunga è finito”
10,622

Jul 29, 2022 @ 20:22:44.000
Corrado Formigli
Nigeriano invalido massacrato a bastonate da un italiano a Civitanova Marche. Attendiamo post indignati di @matteosalvinimi e @GiorgiaMeloni
10,501

Sep 1, 2022 @ 19:53:46.000
Eva Zuccari
Ha detto tutto lei #tiktok #Berlusconi #renzi
9,909

Jul 21, 2022 @ 12:43:12.000
Matteo Renzi
Dicono: sono tutti uguali. Eh no! Noi abbiamo voluto e sostenuto Mario Draghi. Invece Conte, Salvini e Berlusconi lo hanno mandato a casa. Altro che tutti uguali: ricordiamocelo ai seggi, grazie
9,703

Jul 20, 2022 @ 14:54:14.000
Carlo Calenda
La Lega interviene dicendo “come si fa a governare con chi non vuole i rigassificatori”. La Lega cinque giorni fa ha partecipato alla protesta a Piombino contro il rigassificatore. Pagliacci. Non esiste un altro termine.
9,692

Aug 22, 2022 @ 14:04:04.000
Il Grande Flagello
🔥 Berlusconi e Cetto La Qualunque si scontrano nello stesso studio
9,426
Sep 8, 2022 @ 20:21:49.000
||caro²³||: SAW LOUIS
Raffaella Carrà è morta.
Piero Angela è morto.
La regina Elisabetta è morta.
Berlusconi è ancora vivo.
9,389

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