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Apple mi ha truffato. Deluso da Iphone 12 pro max

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L’editoriale di oggi racconta una esperienza utente maggiore di un anno con un cellulare della Apple di nuovissima generazione e del suo metodo di intendere la politica commerciale degli ultimi anni.

Perchè qui si parla di un prodotto tecnologico pagato a peso d’oro e non conta quanto sia la capacità di un soggetto nel potersi permettere un bene di “lusso” come un Iphone. Perchè di questo parliamo quando ci affacciamo al mondo della mela morsicata dove le persone sono essenzialmente affascinate dal design e dalla semplicità che offre il sistema chiuso.

Da Iphone 7 plus al 12 pro max

L’ultimo cellulare acquistato prima della versione 12 è stato un Iphone 7 plus oro rosa. Un oggetto esclusivo per davvero se consideriamo il fatto che solo il colore valeva il prezzo del cellulare. All’epoca, però, feci l’errore di acquistare quello con la capacità di 32 GB. Il resoconto di ben 7 anni almeno di utilizzo è stato più che positivo. Precisiamo anche l’utilizzo che si fa del cellulare: lavoro, social, mail, telefonate. Qualcuno direbbe che magari l’iphone non è nemmeno necessario all’utilizzo preposto, ma è durato sette anni. Il passaggio ad un nuovo cellulare è stato un pò travagliato se consideriamo che nell’ultimo anno l’esigenza di cambiare era notevole per due motivi: la batteria e lo spazio sul disco.

La batteria dopo sette anni era arrivata all’89%. Un risultato più che positivo e che sorprendeva anche chi veniva a conoscenza di questo dato perchè lo stato di utilizzo faceva intendere che ci fosse stata una sostituzione del pezzo nell’intermezzo temporale quando invece non era mai stato cambiato. Questo stato di durata ridotta, dovuta anche al fatto che le nuove app richiedevano maggiore consumo energetico, mi costringeva ad avere sempre la luminosità bassa e, nonostante questo, non riuscivo ad andare oltre le 8 ore.

Lo spazio ahimè era troppo poco, tra app e mail era praticamente stata raggiunta la metà dei 32 gb alla quale si aggiungeva nell’altra metà la voce “altro”. Quando chiamavo in assistenza, dall’altra parte mi veniva risposto sempre “ah, c’è poco da fare”. Dirvi che per aggiornare il solo sistema operativo, è stato necessario resettare più volte alcune app di uso quotidiano per poter passare sempre allo stesso prodotto. Tutta colpa di “altro”.

Perchè non ho cambiato il cell nonostante questi disagi?

Vi chiederete.

Perchè in fondo il cellulare è un prodotto indispensabile della nostra vita, ma non è effettivamente giusto pagare per un upgrade che non ti offre il salto di qualità. Molti ritengono che aggiornare gli iphone è anche un modo per aggiornare la fotocamera, ma allora non è il prodotto Apple a suscitare la curiosità degli aspiranti fotografi bensì alcuni cellulari Android che montano prodotti di primissima qualità a prezzi più contenuti.

Il motivo che mi ha fatto propendere all’acquisto del cellulare è stato il modem 5g perchè offriva un upgrade sostanziale all’utilizzo quotidiano dello smartphone, arrivando anche a scaricare alla bellezza di 800 mbit al minuto.

Vista l’esperienza negativa dello spazio limitato, mi sono deciso ad acquistare il 12 pro max, simile al 7 plus per grandezza, con uno spazio di 512 gb, pagandolo più di 1600 euro.

La truffa dei caricatori e della batteria

E’ possibile che dopo appena un anno e qualche mese dall’acquisto del cellulare la batteria sia già arrivata al 92%? Questo dato è davvero allarmante se paragoniamo la longevità della carica del 7 plus a quella attuale, siamo vicini a quell’89% ottenuto in sette anni con il modello precedente. Questo non è un valore scientificamente paragonabile per via della maggiore durata del 12, ma è un parametro proporzionale di tutto rispetto se calcoliamo il numero in se. Altro dettaglio commerciale da non trascurare è sicuramente quello della svolta green dei caricatori che sono stati esclusi dalle confezioni di prodotti che hanno sempre un valore commerciale altissimo. Un pò come se Louis Vitton vendesse una valigia senza un lucchetto per intenderci. La motivazione data da Apple è stata “perchè in ogni casa c’è un caricatore e quindi facciamo bene all’ambiente” e questo dato è anche giusto, ma non per chi come il sottoscritto si è trovato un cavo usb-c ed aveva caricatori di Ipad e Iphone in USB di prima generazione. Il risultato è stato quello di una spesa iniziale maggiore rispetto al prezzo di acquisto. Come se Playstation fornisse la console senza cavo di alimentazione. In sintesi, chi fosse passato da Android ad Iphone per la prima volta, poteva utilizzarlo solo per il tempo della ricarica fornita dal dispositivo in fase di acquisto.

Il sistema operativo che si blocca spesso

Un cellulare nuovo dovrebbe presentare sempre meno problemi di funzionamento al software, ma sembrerebbe non essere così. Con Iphone 7 non ho mai registrato blocchi del cellulare che invece con il nuovo di zecca sono frequenti. Gli errori più comuni sono quelli che:

  • ti arriva una chiamata e mentre provi a sbloccarlo non parte il face id e si blocca il cell con il tastierino per l’immissione del PIN per almeno 20 minuti dove non puoi nè usare nè spegnere il telefono.
  • Si fa lo swipe down per cercare una app e si offusca il menu senza visualizzare le app recenti e la tastiera per immetterne di nuove rendendo necessario il riavvio del dispositivo seguendo la procedura di spegnimento entrando nel menu e scorrendo manualmente fino alla voce spegni
  • Se messo in orizzontale, il touch screen confonde il tasto virtuale di chiusura della App o della finestra con un contenuto cliccabile
  • Ancora più irritante l’apertura della fotocamera in diverse situazioni come ad esempio quella di mettersi il telefono in tasca. Non avete idea di quante foto “improvvise” mi sono trovato in un anno nella galleria fotografica.
  • Più di una volta mi ha dato il problema di gestione della connessione telefonica da E a 4-5g. Per riavere la connessione di tipo G è stato necessario riavviare lo smartphone. Immaginate se avete impostate del mappe e siete alla guida ed avete esigenza di riavviare perchè il cell non prende.

Siri quando serve non c’è.

Anni fa ebbi un Huawei che aveva all’epoca un lettore di voce mondiale. Vi assicuro che Siri è inutile rispetto ai suoi colleghi cinesi o sviluppati dal competitor principale. Il dettato di Siri non è per niente perfetto, necessita spesso di più correzioni al testo ed è fastidioso nell’interpretazione di lettere accentate o della punteggiatura. Un giornalista che vuole dettare un pezzo a Siri non ce la farà mai ad avere il prodotto completo almeno al 90%, la media è molto più bassa.

Siri non spegne il telefono. Quante volte è stata interpellata per spegnere il telefono e non lo fa soprattutto quando lo smartphone necessita di un riavvio per i problemi citati più in alto.

La ricerca su internet non è delle migliori e poi alcune cose le trova dicendo “trovami il numero di telefono di pinco pallo” mentre altre volte sei costretto a dire “cerca su internet il numero di pinco pallo”.

Consumi eccessivi della batteria

Una volta ho provato il dettato di Siri per diversi minuti, 30 circa, e vi assicuro che la batteria si è esaurita del 70% con errori devastanti riscontrati in fase di correzione. Una precisione del 40% massimo. La fonte erano vocali di Whats App.

Provate ad eseguire più di uno speed test in 5g e vi accorgete che oltre a muovere qualche centinaio di mb in fase di test, se ad alta velocità, la batteria inizia a cedere percentuali di utilizzo in modo abbastanza evidente.

L’Iphone fa degli ottimi video? Vero, ma registrando massimo 20 minuti, si è consumato il 70% di batteria. Quindi vi consiglio di centellinare bene quello che volete riprendere.

Conclusioni

L’acquisto del 12 pro max è stato utile solo per questioni di spazio, pagato a caro prezzo. Le foto hanno una manipolazione molto forte dell’intelligenza artificiale che spesso fa danni: in uno scatto, ad esempio, mi ha addirittura troncato la parte superiore della testa. La batteria, che rappresenta il requisito fondamentale per chi lavora, non supererà il rendimento annuale avuto dall’Iphone 7 plus ed è quindi DELUDENTE. Lo è ancora di più quando si tratta di spingere il cellulare per qualche ora di utilizzo su applicazioni come video, mappe e connessione 5g sul web. Un prezzo troppo alto per un prodotto che si colloca anche per il business di alto profilo, ma che tecnicamente ha mostrato un calo vertiginoso nella stabilità del software e nella durata della compatibilità con le app. Vergognoso il fatto che si blocchi spesso e ancora più vergognoso il fatto che l’angolo alto dello schermo provochi degli errori simili a windows vista o 95 su un software di una azienda che produce beni di lusso.

Se volete acquistare un Iphone, pensateci bene, più di una volta.

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Chaos, il malware multipiattaforma è in rapida espansione. Italia coinvolta

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Tempo di lettura: 3 minuti. Il malware basato su Go sta crescendo rapidamente prendendo di mira una una vasta gamma di architetture software Windows e Linux compresi

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I ricercatori di Black Lotus Labs presso Lumen Technologies, hanno recentemente scoperto il malware multifunzionale Chaos scritto in Golang e sviluppato per colpire dispositivi basati su sistemi operativi Windows e Linux, nonché una vasta gamma di architetture software (ARM, Intel (i386), MIPS e PowerPC) utilizzate in dispositivi che vanno dai router SOHO (Small Office/Home Office) ai server aziendali.

Gli esperti avrebbero analizzato circa 100 campioni del malware Chaos, constatando che risulta essere scritto in lingua cinese, si basa su un’infrastruttura C2 con sede in Cina e include funzionalità precedentemente documentate nella botnet Kaiji Linux .

Inoltre secondo il rapporto, alcuni campioni analizzati dagli esperti sarebbero stati in grado di sfruttare le vulnerabilità CVE-2017-17215 e CVE-2022-30525 , impattando rispettivamente sui dispositivi Huawei e Zyxel.

La catena d’infezione

A differenza delle botnet di distribuzione di ransomware su larga scala come Emotet che sfruttano lo spam per diffondersi e crescere, Chaos si propaga attraverso CVE noti e chiavi SSH brute force e rubate.” commentano i ricercatori.

La catena d’infezione può essere così riassunta:

  • Chaos viene installato su un dispositivo host, stabilisce la persistenza e invia segnali al C2 integrato. 
  • L’host riceve quindi una serie di comandi di staging a seconda del campione e dell’ambiente host (comandi per inizializzare la propagazione sfruttando un CVE noto, per propagarsi tramite SSH, tramite brute force, chiavi SSH rubate e IP spoofing). 
  • L’host riceve una serie di comandi di esecuzione aggiuntivi, inclusa l’esecuzione della propagazione tramite il CVE designato, ulteriori sfruttamenti del target corrente, i lancio di attacchi DDoS e il cryptomining.

Gli obiettivi

Gli esperti sono stati in grado di enumerare i C2 e gli obiettivi di più cluster Chaos distinti, alcuni dei quali sono stati impiegati in recenti attacchi DDoS contro i settori dei servizi finanziari e della tecnologia, dei media e dell’intrattenimento. 

L’analisi dei contagi da metà giugno a metà luglio 2022 ha rivelato che la maggior parte dei bot si trovava in Europa e in particolare in Italia. Altre infezioni sono state osservate in Nord e Sud America e Asia Orientale.

Malware del caos

In crescita i malware scritti in Golang

Prima riflessione da fare nell’analisi del Chaos Malware è la capacità del codice malevolo di infettare una ampia gamma di sistemi basati su molteplici piattaforme, ciò grazie al fatto che è stato scritto nel linguaggio di programmazione Go. Il linguaggio Go conferisce ai malware portabilità, flessibilità, capacità di eludere sistemi di difesa e di analisi, per questo motivo negli ultimi anni si è assistito ad un incremento delle minacce scritte in Go.” – commenta per #MatriceDigitale Pierluigi Paganini CEO Cybhorus, esperto di cybersecurity ed intelligence.

Preoccupante il tasso di crescita delle infezioni

Chaos malware è estremamente insidioso, la capacità di supportare oltre 70 differenti commandi lo rende uno strumento ottimale per condurre molteplici attività malevole, dall’esecuzione di attacchi DDoS ad attività di crypto mining.”prosegue l’esperto e conclude – “Sebbene ad oggi la botnet basata su Chaos non sia comparabile alle principali nel panorama delle minacce, preoccupa il tasso di crescita delle infezioni, ad aggravare la situazione una prevalenza di sistemi compromessi da questa minaccia proprio in Italia Abbiamo pochi dubbi sul fatto che questa minaccia continuerà a crescere grazie ai fattori illustrati.

I consigli dei ricercatori

Poiché uno dei modi principali in cui si diffonde Chaos è lo sfruttamento di vulnerabilità note è consigliabile garantire una gestione efficace delle patch dei CVE scoperti e monitorare le connessioni a qualsiasi infrastruttura sospetta. In questo contesto gli utilizzatori di router SOHO dovrebbero sempre assicurare l’installazione di aggiornamenti e patch di sicurezza disponibili sui propri dispositivi e gli smart worker dovrebbero sempre modificare le password predefinite e disabilitare l’accesso root remoto sui computer qualora non necessario.

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Erbium, il nuovo infostealer si nasconde nei software crack

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Tempo di lettura: 3 minuti. Il nuovo MaaS viene distribuito tramite applicazioni e videogiochi pirata per rubare credenziali e crypto wallet

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I ricercatori di sicurezza Cyfirma hanno scoperto una campagna che sfrutta falsi software e giochi pirata per distribuire l’infostealer noto con il nome di Erbium, di cui ne ha parlato anche Cluster25 in un altrettanto recente rapporto, rilevando attacchi in diversi paesi, Italia inclusa (Stati Uniti, Francia, Colombia, Spagna, India, Vietnam e Malesia).

Erbium sta riscuotendo successo e in un mese è stato possibile osservare un crescente livello di diffusione di questa minaccia in tutto il mondo.

ErbiumStealer come MaaS

Erbium è un nuovo Malware-as-a-Service (MaaS) che fornisce agli abbonati uno strumento per il furto di informazioni che sta guadagnando sempre più popolarità nella comunità underground della criminalità informatica grazie alle sue funzionalità, all’assistenza offerta e ai prezzi competitivi.

Il campione analizzato sarebbe un binario eseguibile a 32 bit, con dati offuscati (per eludere il rilevamento da parte di prodotti di sicurezza e firewall) che vengono decrittografati utilizzando la logica XORing, che stabilisce infine una comunicazione di comando e controllo C2.

Ecco le principali capacità del malware:

  • Capacità di enumerare le unità.
  • Possibilità di enumerare percorsi, file e cartelle.
  • Possibilità di caricare librerie, processi e DLL in memoria.
  • Capacità di raccogliere informazioni di sistema.
  • Capacità di comunicazione di rete.
  • Raccolta di credenziali utente, come password, da una gamma di popolari programmi chat, e-mail e browser Web.
  • Possibilità di ottenere informazioni da varie applicazioni installate.
  • Possibilità di ottenere informazioni su crypto wallet [credenziali di accesso e fondi archiviati].
  • Possibilità di raccogliere dati di autenticazione (2FA) e software di gestione password.

Erbium, le funzionalità

In pratica si legge che l’infostealer può raccogliere dai browser (Cyberfox, Firefox, K-Meleon, BlackHawk, Pale Moon, Google Chrome e Thunderbird) diversi tipi di dati quali password, cookie, numeri di carte di credito e altre informazioni che vengono salvate nei moduli web oltre ad esfiltrare i dati da diversi Crypto Wallet installati come estensioni browser.

Inoltre il malware sarebbe anche in grado di carpire i codici per l’autenticazione multifattore dalle applicazioni EOS Authenticator, Authy 2FA e Authenticator 2FA, acquisire schermate, rubare file di autenticazione Telegram e profilare gli host in base al loro sistema operativo e all’hardware installati, inviando il tutto ad un server di presidio C2  tramite un sistema API integrato, scaricando persino payload aggiuntivi.

Tutte le operazioni inoltre possono essere monitorate da un pannello di controllo generale. La dashboard Erbium sarebbe raggiungibile tramite tre URL (https[://] panel[.]erbium [.]ml, raw[. ]githubusercontent[.]com e cdn[.]discordapp[.]com) tra cui figura anche il CDN di un server Discord, la nota piattaforma chat già nota per essere sfruttata dagli operatori malware.

Conclusioni

Sebbene Erbium sia ancora in fase di sviluppo, i prezzi concorrenziali e la volontà di venire incontro alle richieste dei clienti senz’altro stanno influenzando il mercato del MaaS (l’uso di malware stealer può ridurre di molto i costi e i tempi operativi), portando anche verso una diversificazione dei vettori di distribuzione dell’infostealaer Erbium (spear-phishing, malvertising, kit di exploit e loader vari).

Consigli

Ricordiamo che scaricare software pirata è sempre da bandire. Oltre ad essere illegale, può mettere a serio rischio la privacy e sicurezza di chi scarica, in quanto è possibile subire infezioni malware con probabili perdite finanziare, estorsioni e furti di identità.

 “Una volta che l’attore delle minacce infostealer ottiene le informazioni raccolte dai sistemi delle vittime, agirà come broker di accesso iniziale [IAB], pubblicizzando i dettagli ottenuti come violati sul dark web, su forum XSS clandestini in lingua russa, forum ad accesso speciale e marketplace dei criminali informatici“, è il commento di Cyfirma.

Si consiglia pertanto di:

  • evitare i siti che distribuiscono software pirata;
  • evitare la memorizzazione delle password nei moduli browser;
  • installare una soluzione di sicurezza adeguata.
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Apple inizia a produrre l’iPhone 14 in India

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Tempo di lettura: 2 minuti. L’iPhone 14 è il primo dispositivo di punta di Apple a essere prodotto in India poco dopo il lancio

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Secondo quanto riportato da TechCrunch e Bloomberg, Apple ha iniziato ad assemblare l’iPhone 14 in India. È la prima volta che Apple sposta la produzione dalla Cina all’India così rapidamente dopo il lancio di un nuovo iPhone. Come riportato da TechCrunch, Apple sta utilizzando gli impianti di Foxconn a Sriperumbudur, in India, per produrre il dispositivo. In passato Apple ha prodotto i suoi iPhone di punta in India, ma in genere lo ha fatto ben dopo il lancio iniziale del telefono. L’azienda ha iniziato a produrre l’iPhone 13 in India solo ad aprile e ha fatto lo stesso con altri modelli di iPhone, tra cui l’iPhone 12 e l’iPhone 11. Abbiamo appreso per la prima volta che Apple intendeva colmare il divario tra i tempi di trasferimento della produzione dalla Cina all’India già ad agosto, sperando inizialmente di terminare la produzione dei primi iPhone in India a fine ottobre. Una fonte che ha familiarità con la situazione ha dichiarato a Bloomberg che Apple e Foxconn sono riuscite ad appianare i problemi della catena di fornitura, consentendo ad Apple di spostare la produzione in India più velocemente.

“Siamo entusiasti di produrre l’iPhone 14 in India”, ha dichiarato un portavoce di Apple a TechCrunch. Apple non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento di The Verge. Apple ha iniziato a produrre iPhone in India nel 2017 con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’azienda dalla Cina a causa dei crescenti conflitti con gli Stati Uniti. Questo rende inoltre i dispositivi più interessanti per il mercato indiano, in quanto la produzione locale dei dispositivi in India può renderli più accessibili nel Paese. Secondo TechCrunch, l’iPhone 14 standard costa attualmente 79.900 rupie (circa 980 dollari) in India, contro i 799 dollari degli Stati Uniti. Anche altre aziende, come Google, sembrano prendere in considerazione centri di produzione al di fuori della Cina. Google starebbe pensando di spostare la produzione del suo smartphone Pixel in India o in Vietnam. Samsung produce dispositivi nel Paese dal 2007 e nel 2018 ha aperto in India la più grande fabbrica di telefoni al mondo.

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