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Cos’è una botnet? casi d’uso e protezione

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Tempo di lettura: 2 minuti. Si può cadere nelle maglie di una botnet sia come vittima diretta di un attacco che infettando il proprio dispositivo inconsapevolmente, diventando parte integrante della botnet stessa

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Bot tecnologica
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Le botnet (Il termine “botnet” nasce dalla unione delle parole “bot” e “network”) nella forma più semplice si basano su due elementi:

  • una vasta rete di dispositivi infetti (denominati zombie),
  • un centro di comando e controllo (denominato bot master);

e si può cadere nelle maglie di una botnet sia come vittima diretta di un attacco che infettando il proprio dispositivo inconsapevolmente, diventando parte integrante della botnet stessa.

Come funzionano le botnet 

Continuando nella semplice trattazione, possiamo dire che esistono due modelli principali per configurare le botnet: un modello client/server e un modello P2P.

Il modello client/server è il sistema in cui i dispostivi zombie ricevono le istruzioni da una singola posizione, in genere un server condiviso. In tal caso per disattivare una botnet è sufficiente rendere non disponibile il sito o il server web di comando.

Il modello P2P prevede invece che ogni computer infetto comunichi direttamente con determinati altri dispositivi connessi alla botnet, a loro volta connessi ad altri, fino a mettere insieme l’intero sistema. In tal caso la ridondanza della infrastruttura di rete, non permette che la disattivazione di uno o più dispositivi sia sufficiente a bloccare l’intera botnet.

Botnet e trojan horse

Per creare una botnet è necessario potere ottenere l’accesso e il controllo dei dispositivi presi di mira e che si intendono connettere. In questo scenario, i trojan horse risultano essere una delle tipologie di malware più comunemente impiegate dagli attaccanti. Pur se non auto propagante, un trojan può comunque rimanere dormiente e passare inosservato fino a quando non necessario, rendendolo uno strumento estremamente adatto allo scopo.

Botnet, casi d’uso

Il compito basico di una botnet consiste nel far eseguire a tutti i device componenti la stessa operazione in contemporanea, al fine di ottenere un forte impatto nel minor tempo possibile:

  • Invio di spam. È molto meglio avere milioni di computer che operino all’unisono in modo che lo spam possa diffondersi velocemente, colpendo quanti più target possibili;
  • diffusione massiva di malware. Le botnet possono consentire ai malware di raggiungere il maggior numero possibile di target in un breve lasso di tempo, tentando infezioni via e-mail o connessioni aperte;
  • attacchi DDoS. Durante un attacco DDoS un numero molto elevato di zombie si connette nello stesso momento a un sito web, in modo da rallentarlo e renderlo fuori servizio;
  • Attacchi bruteforce. I criminali informatici tentano di violare gli account anche impiegando tecniche brute force (provando ogni combinazione possibile per individuare una password corretta in modo casuale). Una botnet potrebbe tornare utile in tal senso con un numero sufficiente di zombie;
  • Cryptojacking. Una tendenza crescente del cyber crime  è quella di organizzare botnet al solo scopo di avere zombie che eseguono il mining di bitcoin o altre valute online per loro conto.

Come proteggersi

Di seguito alcuni semplici accorgimenti per evitare di entrare a far parte di una botnet o di restare vittima di un relativo attacco:

  1. Non scaricare file da siti inaffidabili;
  2. non fare clic su annunci online;
  3. prestare attenzione alle e-mail di phishing;
  4. installare un antivirus affidabile.

Qualora sia ormai troppo tardi, non resta altro da fare, a seconda dei casi:

  • Una scansione antivirus all’avvio. Le scansioni in fase di avvio possono aiutare a rilevare malware radicati profondamente eseguendo la scansione prima dell’avvio del sistema operativo, impedendo così al malware di eluderne il rilevamento;
  • un ripristino delle impostazioni predefinite. Un modo drastico per liberarsi del problema. In questo caso, sarebbe necessario avere anche un backup dei dati pulito in quanto file, impostazioni personali e applicazioni verranno eliminati dal dispositivo.

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Cos’è lo smishing e come proteggersi

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Tempo di lettura: 2 minuti. La diffusione nell’utilizzo dei dispositivi mobili, ha certamente contribuito alla diffusione dello smishing

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Risposta al messaggio di testo
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Tra le varianti del phishing esiste il cosiddetto smishing ovvero una truffa on line che utilizza falsi messaggi di testo inviati da telefoni cellulari per ottenere informazioni personali o distribuire malware. La diffusione nell’utilizzo dei dispositivi mobili, ha certamente contribuito alla diffusione dello smishing. Essere meno inclini a dubitare della legittimità di un messaggio SMS (nel caso delle e-mail di spam gli utenti sono ormai informati rispetto ai rischi connessi, questo non succede invece nel caso degli SMS) e la rapidità di reazione dell’utente ad una richiesta di risposta immediata solitamente urgente, certamente rappresentano i punti di forza per gli attacchi di smishing.

Anche per questa declinazione del phishing i criminali informatici si affidano alle tecniche di ingegneria sociale per guadagnare la fiducia di una vittima e aumentare la probabilità che questa riveli informazioni o conceda consensi di installazione.

Questi messaggi fraudolenti spesso inserendosi tra i messaggi legittimi ricevuti già in precedenza potrebbero veicolare anche link che reindirizzano verso un sito contraffatto simile a quello ufficiale del presunto mittente o che fanno scaricare delle applicazioni .apk malware.

I testi degli SMS fraudolenti spesso affermano che c’è un problema con utenze, oppure presumono blocchi della carta di credito, adeguamenti a politiche di sicurezza o consegne di pacchi da parte di corrieri, con avvisi di giacenza e attesa.

Smighing, un possibile modus operandi

Solitamente si riceve un messaggio in apparenza proveniente dalla propria banca o da un corriere che invita, con vari espedienti, a visitare una pagina di landing che sembra proprio quella afferente al mittente del messaggio.

La presunta pagina web ufficiale potrebbe invitare a inserire credenziali e codici dispositivi oppure per dare maggiore credito a scaricare un’app. In quest’ultimo caso in seguito al download, è probabile che l’app richieda per un corretto funzionamento l’accesso ai servizi di accessibilità che in realtà servirebbe per ottenere il controllo completo del dispositivo per un attacco overlay o per installare uno spyware. Alcuni di questi messaggi fraudolenti potrebbero tramite tecniche di spoofing visualizzare anche il nome di un’azienda piuttosto che visualizzare un numero di telefono sconosciuto o estero.

Consigli di protezione

Certamente i numeri sospetti meritano attenzione ma non è detto che siano illegittimi, quindi bisogna procedere sempre con cautela in caso di dubbi: una rapida ricerca online potrebbe per esempio svelare l’associazione tra il numero in esame e una truffa. Un buon modo per non lasciarsi ingannare è informarsi quanto più possibile.

Cosa fare quando ormai è troppo tardi?

Qualora sia stato appurato di aver dato seguito alle indicazioni di un sms truffa (click sul link ricevuto e scaricato un file oppure compilato un modulo) conviene quanto prima controllare i movimenti dei propri conto correnti, modificare le proprie password utilizzate per social network, e-mail, applicazioni di home banking e nei casi di infezione malware bonificare il proprio dispositivo, ripristinandolo, nei casi peggiori, alle impostazioni di fabbrica.

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Tutorial Python 3 – #1.Installazione + Primo Programma Hello world

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Che cosa sono i trojan horse. Impariamo a conoscerli

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Tempo di lettura: 2 minuti. Il trojan si nasconde all’interno di programmi apparentemente innocui restando silente, raccogliendo informazioni o sfruttando vulnerabilità dei sistemi ospitanti per ogni tipo di attività dannosa

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Cavallo di Troia
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Mentre i virus si replicano infettando altri file o computer, i trojan fungono da esca, consentendo ad altro software malevolo di infiltrarsi mascherato e di celare il proprio intento.

Il trojan che deriva il nome dal mito greco del cavallo di Troia, si nasconde all’interno di programmi apparentemente innocui inducendo gli utenti a scaricarlo, restando silente nel computer, raccogliendo informazioni o sfruttando vulnerabilità dei sistemi ospitanti per ogni tipo di attività dannosa. La loro versatilità e capacità di passare inosservati, ha reso i trojan uno dei tipi di di malware preferiti dal cyber crime.

La peculiarità del trojan è propria quella di poter convincere l’ignara vittima che si tratti di un programma legittimo inducendone l’utilizzo: un videogame, un file audio o persino un messaggio pubblicitario. Per tutti questi motivi è molto importante prestare attenzione ai siti web non sicuri ed essere prudenti nell’eseguire i download.

Trojan, azioni malevole tipiche

Solitamente i trojan, allo scopo di consentire l’accesso ad altri malware riescono a eludere i sistemi di sicurezza. In genere un trojan può essere impiegato per estendere una botnet: spesso, i criminali informatici non sono interessati ai dati e alle informazioni dell’utente, ma piuttosto a poter sfruttare il sistema colpito come strumento interno a una rete controllata. Alcune altre varianti possono assumere anche funzionalità tipiche di uno spyware, in attesa di accessi ad account, immissione di dati bancari e credenziali da inviare verso server remoti presidiati e colpire non solo pc windows ma anche computer Linux, Mac, smartphone e tablet.

Come detto i trojan non rappresentano un problema solo per notebook e pc desktop, in quanto possono attaccare anche i dispositivi mobili. Anche in questo caso si presentano sotto forma di programmi legittimi, sebbene in realtà siano false versioni contenenti malware, in genere negli store pirata e non ufficiali, spingendo gli utenti al download. Ma purtroppo anche i marketplace ufficiali potrebbero contenere app contraffatte, sfuggite ai controlli di sicurezza. Non a caso gli utenti Android sono stati spesso vittima su Google Play store. Mentre la pratica del jailbreak sui dispositivi iPhone potrebbe rendere anche gli utenti Apple vulnerabili ai trojan consentendo di installare pacchetti di terze parti non aitorizzati da Apple.

Possiamo dire che i trojan a differenza dei virus e dei worm non sono in grado di propagarsi o autoreplicarsi, e solitamente vengono principalmente impiegati per l’eliminazione, il blocco, la modifica e la copia di dati e per la compromissione delle prestazioni di computer o reti.

Come capire se si è stati infettati da un trojan

Certamente, per prima cosa, è consigliabile verificare che tra i programmi installati non ce ne sia qualcuno non voluto o sospetto, facendo ricorso alle funzionalità del pannello installazione applicazioni per gli utenti PC.

Potrebbe essere anche utile:

  • controllare l’elenco completo di tutto il software installato, controllando la chiave regedit di Windows dedicata (HKEY_CURRENT_USER/ SOFTWARE);
  • valutare le prestazioni PC visualizzando dalla “Gestione attività” la scheda “Processi”, controllando quali programmi utilizzano la CPU e la memoria del computer;
  • prevenire le infezioni tramite un antivirus affidabile. 

Come evitare l’infezione

Oltre agli accorgimenti appena accennati, poiché bisogna ricordare come il fattore umano sia “l’anello più debole nella catena della sicurezza informatica”, senza ombra di dubbio anche l’utente deve dare il proprio contributo positivo nelle attività di prevenzione, prestando attenzione ai download, alle condivisioni di file e contenuti multimediali pirata ed essere consapevole dei rischi correlati al phishing e al malspam.

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