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Inchieste

ESCLUSIVA – Anonymous e LulZSec su Europa, Zte e le operazioni contro medici e Forze dell’Ordine

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Negli ultimi 10 giorni i collettivi di Anonymous e LulZSec hanno continuato a colpire con i loro attacchi informatici. Gli obiettivi primari degli attacchi sono stati i Medici e le Forze dell’Ordine, in particolare Polizia e Carabinieri.

I motivi delle operazioni riguardano, per i medici, lo scandalo delle morti negli ospedali spesso coperti a loro dire dalla cricca, per la Pubblica Autorità invece, c’è non solo rancore per gli arresti di membri del collettivo, ma si invitano gli agenti ed i militari a schierarsi contro le attuali politiche del Governo.

E nonostante questa volta le mie domande sono state più dure, il loro modo serafico, deciso allo stesso tempo, non è scemato, anzi.

Oggi vogliamo portare la vostra attenzione su un problema che affligge tutti, la malasanità.
Continua a leggere: https://t.co/08VMpS0xfg #Hacked #Defaced #Anonymous pic.twitter.com/PwdhDrFztd— Anonymous Italia (@Anon_ITA) May 15, 2019

In queste ultime settimane avete pubblicato i dati dei medici primari perché secondo voi responsabili di un sistema marcio. Non credete sia sbagliato fare di un’erba tutto un fascio? Conosco le dinamiche della Sanità e credo che Ippocrate subisca molto la politica nella maggior parte dei casi e non i suoi fedelissimi che lavorano in ospedali di frontiera dove subiscono, tra l’altro, anche aggressioni fisiche

Caro Livio non siamo noi quelli che fanno di tutta l’erba un fascio, noi i fasci li schifiamo :p .

Come abbiamo detto altre volte, non ce la prendiamo con la gente comune, ma tramite le nostre azioni, vorremmo che quest’ultime si uniscano a noi proprio per combattere i casi Ippocrati (concedici la licenza poetica). Dovrebbero fare tutti come noi, e cioè rendere pubbliche tutte le cose che possano informare il Popolo dei disgustosi piani, compromessi e porcherie che la politica come appunto tu dici, fa.

Successivamente c’è stata l’operazione contro le FF.OO. E qui avete, consentitemi, fatto anche una scelta politica. Comprendo che avete il dente avvelenato con loro, ma non avete preso in considerazione il fatto che questi servitori dello Stato rispondono ad un indirizzo governativo e soprattutto spesso rischiano la vita per pochi spiccioli. Anche qui non avete generalizzato troppo?

Ancora con questa scelta politica… L’abbiamo anche scritto nel nostro post, che sappiamo che sappiamo di quanto guadagna uno sbirro, e appunto per questo dovrebbe anche lui stare da questa parte delle barricate, e invece no!!! Continuano a proteggere un assassino che viene contestato ai suoi comizi, e dove hanno rischiato la vita caricando studenti, anziani, donne.

Il titolo del nostro post non era chiaro?

Purtroppo loro sono sempre dalla parte sbagliata, caricando su studenti, vecchi, donne inermi come fossero animali da macello. Continua a leggere sul nostro blog: https://t.co/qRYDYvWGfp #Anonymous #Hacked #Defaced #Polizia #Carabinieri pic.twitter.com/IHocCutukx— Anonymous Italia (@Anon_ITA) May 21, 2019

A proposito di politica, che nesso c’è tra voi ed il Partito Pirata?

E qual è questo partito pirata?

Nonostante vi definiate superpartes, ideologicamente vi identificano più vicini alla sinistra anarchica con visioni allo stesso tempo globaliste. Cosa rispondete e che aspettative avete dalle Elezioni Europee?

Ci auguriamo che vinca una politica di accoglienza e di umanità verso il prossimo. Siamo tutti figli di una stessa terra, senza confini di nessun tipo.

Agiamo su internet, che notoriamente non ha mai avuto confini.

 È vero che i colossi del WEB non sono un vostro problema, ma in Italia viviamo in una situazione molto ambigua, come sempre del resto, e lo abbiamo visto dall’apertura dei cinquestelle alla Cina con ZTE che ha inaugurato il primo centro di Cybersecurity in Italia. Secondo voi la sicurezza informatica nazionale va condivisa con altre nazioni? Non è questa forse una debolezza di noi italiani? E come giudicate l’attuale politica governativa su questo aspetto strategico?

Come hai gia detto nella domanda Livio, (in Italia viviamo in una situazione molto ambigua, come sempre del resto). Cosa non ci siamo venduti?? Dovevamo aspettare la ZTE???

Ma LOOOOOL I cinesi si sono comprata mezza italia anni fa,quanti prodotti e marchi non sono piu italiani!?! vedi il polo industriale di Firenze, Milano, e qui potremmo fare una lista piu lunga di 5 stelle LOL

Ma queste sono cose che la mafia cinese ha concordato con quelle italiane, stiamo attenti.(battuta)

Avete mai pensato di appendere mouse e tastiera al chiodo per servire il Paese proprio nell’ottica delle competenze necessarie che voi stessi avete reso ancora più indispensabili con le vostre operazioni?

Si ognuno di noi ci ha pensato almeno mille volte, soprattutto per quello che rischiamo. Vedi, noi protestiamo e loro che fanno??? Vogliono arrestarci, chiuderci in una cella credendo che cosi tutto finisca, e che la facciano franca ancora una volta. Il nostro motto è stato sempre: non si può arrestare un’idea!!

E oltretutto come dice il proverbio, meglio morire da piccoli con i peli del culo a batuffoli che morire da grandi soldati coi peli del culo bruciati, ma qui non si parla di guerra si parla di bruciature da sfregamento. Speriamo che tu abbia capito la battuta.

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Minori e pedopornografia: dal dark web una ricerca che deve far preoccupare i genitori

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L’associazione finlandese “Protect Children” per avere riscontri sul consumo di filmati vietati in rete lancia una pietra nello stagno e la risposta è agghiacciante. L’idea di pubblicare un sondaggio nel dark web ha avuto un riscontro positivo in termini di partecipazione degli utenti. Cinquemila frequentatori della parte oscura di internet, famigerata più per i traffici illeciti che per la diffusione di Internet libero e anonimo, hanno risposto al sondaggio pubblicato su una pagina .onion nel circuito Tor, scelto proprio perché garanzia di anonimato.

I dati che emergono dalla ricerca non sono dei migliori ed il numero di persone che vi ha partecipato non è poi così ridotto per delineare un fenomeno sempre crescente ed i motivi risultano essere ancora più chiari da questa ricerca.

Il questionario è stato presentato in lingua inglese e spagnola, ma gli attivisti di Protect Children riferiscono che sono arrivate anche risposte in lingua araba cinese e russa.

I dati dell’orrore

Il 70% degli intervistati ha dichiarato di aver visto per la prima volta i filmati pedopornografici quando era ancora minorenne.

Il 40% di questi quando era al di sotto dei 13 anni

Il 45% degli intervistati ha ammesso di essere in cerca di video con protagoniste femminili di età compresa tra i 4 ed i 13 anni

Il 18% vuole protagonisti maschili

Il resto invece è in cerca di contenuti con protagonisti sotto i 4 anni

La richiesta d’aiuto nelle risposte

L’anonimato potenzialmente garantito dalla rete Tor ha messo in moto, secondo gli ideatori del sondaggio, una sorta di richiesta di aiuto da parte degli intervistati. Una buona fetta di quelli che hanno partecipato al sondaggio ha fatto intendere che hanno provato più volte a smettere di guardare i video illegali e di aver cercato di porre fine a questo desiderio anche tramite atti di autolesionismo con istinti suicidi.

Considerazioni sulla ricerca

Quanto espresso nell’inchiesta denota già due profili diversi di consumatori della pedopornografia. Il primo è quello di coloro che cercano contenuti sessualmente espliciti con minori, mentre un altro è quello di coloro che sono alla ricerca di contenuti forti come sevizie e torture inflitte su una fetta di bambini appena nati o in età prescolare.

Questo ci fa intendere che nel secondo caso il bambino non è meramente un oggetto del desiderio sessuale, ma una vittima di crimini atroci il cui contorno sessuale spesso è marginale. Una tendenza questa che ovviamente fa riferimento a video presenti in rete, spesso anche facilmente consultabili, di torture e omicidi con adulti protagonisti di contenuti snuff e gore.

La richiesta di aiuto che emerge dal risultato è invece dovuta al fatto che chi guarda il filmato pedopornografico, sa di commettere un qualcosa di sbagliato, ma consumandone sempre di più, entra in quella fase di Burn Out dove il processo di valutazione della psiche tende a normalizzare un fenomeno nella maggior parte dei casi “consapevolmente sbagliato”. Non è un caso che gli operatori di sicurezza internazionale siano sotto costante terapia psicologica proprio per non raggiungere questa soglia di tolleranza a dei veri atti di orrore, essendo costretti a consumare migliaia di video proibiti per cercare di individuare i colpevoli e salvare i poveri bambini malcapitati.

Il primo video pedopornografico osservato ad una età inferiore di 13 anni, ma anche meno di 18, può dirci molto dell’identità anagrafica del partecipante al sondaggio anonimo. Nei primi anni di internet, prima che nascesse Google per intenderci, la visione di questi contenuti era facilmente raggiungibile grazie ad una mancanza di filtro da parte dei motori di ricerca dell’epoca e quindi qualsiasi bambino lasciato solo dinanzi ad un pc poteva accedere a contenuti porno che poi rimandavano a siti proibiti che mostravano sesso tra minori e adulti.

C’è però un altro dettaglio che non va sottovalutato e viene affrontato minuziosamente già dalla prima edizione di Cultura Digitale (manuale di sopravvivenza per genitori, docenti e figli) è che con l’avvento dei social di messagistica come Whats App e Telegram, l’accesso dei minori a contenuti forti è potenzialmente più alto ed è per questo che il rischio di avere una generazione di millennials consumatori di video pedopornografici è non solo concreto, ma anche reale se analizziamo alcuni casi che la cronaca ci riporta.

Inoltre, sempre spiegato nel libro, la normalizzazione negli under 18 del sesso tra adulti e minori è la strategia più diffusa dai pedofili per approcciare prima nel virtuale per poi entrare in contatto nel reale.

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Attivisti di #OpChildSafety segnalano a Matricedigitale altri link Twitter su bambole del sesso per pedofili

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Pochi giorni fa abbiamo raccontato in esclusiva la storia delle bambole del sesso destinate ai pedofili in vendita nel dark web.

Il gruppo #1ЭЭ7РэdоНцитэяs capitanato da Fifidh ha avviato una ricerca su larga scala di questo prodotto proibito ed ha fornito 20 più di venti links provenienti da Twitter dove si possono osservare queste bambole del sesso nei loro particolari.

Fattezze asiatiche per lo più, vestite in bikini oppure come scolarette, fino ad arrivare ad abiti da ragazze immagine, le bambole per pedofili suscitano un interesse maggiore in paesi come Cina e Giappone. 

I problemi sulla materia sono tanti. Iniziamo dell’esistenza di questi prodotti, consideriamo la loro esposizione sul social Twitter accessibile a tutti e per finire non possiamo non considerare le interazioni di utenti compiaciuti a tale orrore.

Abbiamo raggiunto FifiDh e le abbiamo chiesto se è stato difficile trovare questo contenuto su Twitter e la risposta è stata destabilizzante:

“ho semplicemente cercato gli Hashtag doll”

Come giudichi la presenza di questi contenuti su Twitter?

Ritengo che Twitter stia diventando come il Dark Web

Nella mia Fanpage di Facebook, alcuni utenti hanno anche immaginato che questi strumenti possono tenere lontano i pedofili dai bambini reali, sfogando così le loro perversioni. Come ritieni questa analisi?

Non è la soluzione, ma potrebbe essere un deterrente alle loro perversioni. Purtroppo queste persone hanno un istinto predatore che non si soddisfa del tutto con delle bambole.

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Bambole del sesso per pedofili in vendita nel Dark Web

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A distanza di anni riemerge il mercato delle bambole gonfiabili per pedofili. La scoperta è stata fatta da noi di matricedigitale durante le nostre ricerche nel lato più oscuro della rete internet. La materia è stata affrontata già qualche tempo e riportata nel libro “la prigione dell’umanità”, ma il business sembra essere migliorato.

Non solo un modello grafico di sito web rammodernato, ma anche la presenza di un carrello di commercio elettronico. Inoltre c’è la possibilità di scegliere non più su tre modelli, ma su una ventina di campioni, compreso uno che raffigura una bambola Hentai simile alla nota Lamu. L’altezza parte dal metro fino ai 124 cm e questo denota una rappresentazione di bambine d’età compresa tra i 4 ed i 6 anni. 

Per quanto concerne invece i costi della merce proibita, si parte dai 260 dollari per arrivare fino ai 360. In una sezione del sito riservata alle Frequently Asked Questions è possibile ricavare maggiori informazioni sul servizio offerto.

In sintesi, la merce è di fabbricazione cinese, la consegna è garantita in tutto il mondo tramite DHL, ma la notizia più sorprendente è che consentono il pagamento all’arrivo con ritiro del pacco presso un punto di smistamento DHL. Unica differenza tra l’ordine pagato in anticipo e quello saldato alla consegna è la differenza di 25 euro per la consegna.

Tutto bello potrebbe sembrare se si hanno delle perversioni simili, ma c’è sempre un dubbio. Queste bambole sono bandite e quindi illegali e molto spesso dietro questi servizi, si nascondono agenti delle forze dell’ordine pronti a stanare criminali in giro nella rete. 

Speriamo sia così anche questa volta.

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