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INCHIESTA ANONIMATO ONLINE: Parla una vittima di chi abusa dei profili falsi e non ha la scorta della Segre

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Oggi continuiamo la nostra inchiesta con una persona che per motivi giudiziari deve restare anonima. La chiameremo con un nome di fantasia, Partenope, e ci spiegherà un travaglio ancora in corso con la giustizia italiana dove si è trovata in una situazione di stalking dove la stalker ha denunciato lei ed ha utilizzato profili falsi su Facebook e Whats App per contattarne la cerchia familiare e lavorativa con il fine di diffamarla.

Ciao, parlaci del tuo caso.

Anni fa frequentavo una persona in un rapporto di amicizia e quando ho capito che soffriva di disturbi psichici, ho preferito non frequentarla più.

Per quale motivo?

Abitavamo vicino, nello stesso quartiere, una sera eravamo al telefono serene e pronte per partire per le vacanze e mi disse “tu comunque smettila di rubarmi i fidanzati”. Così si è interrotta la nostra conversazione, non partimmo per le ferie e soprattutto capì successivamente che saltuariamente si sottoponeva a delle cure.

Quindi avete interrotto i rapporti e poi?

Poi non ho avuto più contatti fisici, ma solo squilli sul telefono di casa in continuazione, soprattutto quando ero presente. Squilli singoli, irrintracciabili dalla polizia alla quale mi rivolsi, ma sapevo che era lei perché incontrai un amico in comune che mi parlò di lei e di un suo interessamento nei miei confronti, descrivendola anche “disposta ad utilizzare l’acido perché pazza”.

Hai denunciato?

No, perché oltre agli squilli ogni tanto mi contattava con dei profili falsi, chiamava i miei amici e fidanzati, ma in fondo non era molto fastidiosa, anche se ultimamente ha contattato il mio compagno in privato su WhatsApp e lì l’ho avvisata a non continuare e lei mi ha rinfacciato per l‘ennesima volta che faccio lo stesso con i suoi fidanzati. Non le ho mai dato molto peso fino a quando non mi ha denunciato.

Denunciata? E per cosa?

Lei è andata dalla Autorità Giudiziaria a dire che la seguivo, le mettevo le cimici in auto e sono finita sotto indagine per stalking.

E cosa hai fatto?

Considera che studio, non lavoro, ho dovuto prendere un legale per difendermi da un reato penale, dimostrare che è tutta finzione e l’ho dovuto fare anche con il sospetto che fossi colpevole da parte di un magistrato.

Quindi come è andata a finire

Dopo l’interrogatorio, credevo di aver spiegato tutto e invece il Pubblico Ministero ha chiesto altro tempo, forse perché ha compreso la gravità della sua condizione psicologica, ma è successo qualcosa di grave ancora.

Cosa precisamente?

Con diverse telefonate anonime ha contattato persone della mia famiglia dicendo che io sono una pessima persona, così come con un profilo falso ha chiesto addirittura testimoni nei gruppi FB della mia università. 

Come hai vissuto la vicenda dal punto di vista psicologico?

E’ frustrante avere una persona che ti scheda, che ti segue, che addirittura ti mette nella condizione di non dormire o stare serena per degli squilli intermittenti dove le autorità non possono fare niente. Mi sono trovata disperata quando ha chiamato i miei parenti, anche quelli lontani per diffamarmi, ma almeno loro sanno chi sono. Invece ho pianto ed ho avuto una crisi isterica quando mi sono trovata i suoi commenti nei gruppi Facebook dell’università, dove tra l’altro vorrei affermarmi anche dopo gli studi. 

Cosa si dovrebbe fare secondo te, hai letto la proposta di Marattin circa l’associazione di un documento digitale ai profili social?

Non lo so, non sono convinta, ma una cosa è certa: la Giustizia deve essere più veloce. Non si può immaginare di essere chiamata in giudizio, dimostrare di essere la vittima e non l’aggressore ed essere diffamata pubblicamente sui social durante la procedura di indagine. Quindi, sarei d’accordo in un caso del genere a sequestrare i dispositivi digitali, negare temporaneamente l’accesso ai social, almeno fino al giudizio. Comunque una bella campagna di sensibilizzazione sull’uso dei social andrebbe fatta per educare le nuove generazioni e sui loro educatori.

Se fossi stata famosa, sarebbe stato lo stesso?

No assolutamente, anche quando vengono diffusi i video hard di alcune star, queste diventano addirittura più famose. La Cantone si è suicidata, ad esempio. Quando i VIP vengono diffamati, fanno un post sui social ed hanno cassa di risonanza. Le persone normali come me invece non solo devono spendere soldi per tutelarsi, ma vivono in ambienti ristretti che espongono ad un giudizio falsato, che pregiudica vita privata, carriera lavorativa e soprattutto la serenità. E poi consentimi di dire che se un personaggio famoso alza i toni oltre il consentito, è tutto normale, se lo facessi io invece non solo passerei dalla parte del torto, ma soprattutto si compenserebbe il reato dell’altra persona e questa condizione di passività alle ingiustizie, rende la situazione più devastante.

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Genitore attenzione: Sonic.exe è la nuova tendenza insana di YouTube

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Un gioco del 2013 che imperversa in rete, nato da un racconto horror che distorce la trama dell’antico personaggio della Sega, Sonic, a distanza di anni sta ancora terrorizzando i bambini della rete con la compiacenza degli youtubers.

Sonic.exe non è altro che un remake della versione di uno dei primi giochi del personaggio, tra l’altro in questi giorni al cinema con il secondo film della saga, dove si sono modificati gli scenari di gioco in versione splatter e si vedono personaggi inseguiti da Sonic in modalità “cattivo” che li rincorre e, nel caso vengono catturati, il giocatore perde. Piste colme di sangue, personaggi non solo del gioco, ma anche pagliacci sanguinari, sono la tendenza proposta dagli youtubers nel corso degli ultimi anni e nessuno ancora ha provveduto a gettare nell’oblio contenuti simili dati tutt’oggi in pasto ai bambini.

Nel tempo, il gioco continua ad essere modificato in nuove versioni e sempre più paurose e, nonostante video obsoleti, i bambini si ritrovano questi contenuti su YouTube a causa degli algoritmi che hanno premiato nel tempo i video con più visualizzazioni e più interazioni.

Anche in questo caso è possibile acquistare i pupazzi del gioco e l’audio è stato ampiamente modificato proprio per trasformare il videogame più ambito dai ragazzini degli anni 90 in un terrificante percorso ludico digitale.

Altro gioco a tema è Sonic.EXE Sadness dove il personaggio di Sonic.EXE viaggia in un percorso composto da molti livelli ed ha lo scopo di raccogliere anelli e le anime delle sue vittime, diffondendo tristezza ovunque vada e facendosi strada attraverso quadri pieni di insidie e come sempre sanguinosi.

Nonostante il tempo trascorso, video come questi non solo se rimossi porterebbero un danno a YouTube per le visualizzazioni organiche che si potrebbero perdere nei prossimi anni, ma è anche una opportunità degli stessi creator di guadagnare.

Nell’ambito dei gamer o dei narratori di storie, spesso manca l’originalità ed è in voga lo “scopiazzamento” delle fonti statunitensi che danno vita poi ad eventi virali di questo genere.

A differenza di Huggy Wuggy e Phasmofobia, già trattati in questa inchiesta a puntate, ci sono pochi riferimenti tra dark web e Sonic.exe e questo fa intendere che si tratta di un evento non ancora superato del tutto ed anche in questo caso bisognerebbe tagliarlo dalle piattaforme che contano.

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Clubhouse, cresce la tensione: “No a liste di proscrizione e pressioni psicologiche”

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Dopo la nostra inchiesta sul mondo italiano di Clubhouse sono giunte in redazione le segnalazioni degli utenti sulle attività messe in piedi dalle “squadre” formatesi in questi mesi.

Nell’universo del social audio più famoso al mondo, ma che vanta meno del 3% di penetrazione nel mercato mondiale e dello 0,00001 italiano, coesistono realtà di confronto amichevole parallelamente a stanze di confronto su dibattiti politici attuali o su vicende storiche importanti che hanno cambiato il corso dei tempi passati.

Secondo le ultime indiscrezioni, ci sono persone che hanno ricevuto pressioni nel non organizzare room con altri utenti, altre, invece, sono accusate di millantare minacce ricevute mai esistite o individuate come artefici di strumentalizzazioni delle clip audio estratte dai dibattiti concitati, agitati molte volte grazie a sodali agenti provocatori, con il fine di delegittimare un ignaro utente con l’infamia del compimento di reati.

Un tritacarne imbastito da un manipolo di gruppi con una strategia certosina che già ha mietuto molte vittime sul social. Gli obiettivi preferiti sembrerebbero essere le donne portatrici di un pensiero conservatore che subiscono attività di gruppo che ricordano il cyberbullismo o addirittura lo squadrismo.

Secondo alcune fonti interpellate dalla redazione, ma anche sbandierate pubblicamente in piattaforma, dalla bolla del social si è finiti ai luoghi di lavoro dove alcuni utenti hanno ricevuto telefonate nelle quali sono stati apostrofati alle orecchie dei propri colleghi, o addirittura superiori, come “fascisti“, “filoputiniani“, “antisemiti” e addirittura “pro life“.

Quanto accaduto non fa altro che confermare il motivo per il quale viene discriminata più una linea di pensiero a differenza di altre e non sorprende che siano le donne a soffrirne per prime. Alcune hanno denunciato di aver avuto stati di ansia e attacchi di panico per giorni, causati dalle vessazioni subite.

Anche per questo motivo è accaduto che, negli ultimi giorni, sono state aperte diverse stanze con il fine di facilitare un confronto utile nel superare questi scontri. Purtroppo però, non si è arrivati a un’intesa perché le intenzioni di alcuni sembrerebbero essere quelle di svolgere attività predatorie finalizzate a spuntarla in un conflitto, “inesistente” secondo molti habituè indignati, invece che preferire una convivenza pacifica basata sul confronto o sull’ignorarsi senza adire ai famigerati blocchi colpevoli di affondare l’audience delle rooms.

Secondo un articolo pubblicato negli States, il fantastico mondo di Clubhouse non esisterebbe in madre patria e, anzi, riporta la presenza di un mal comune globale composto da conflitti, scontri, litigi e ripicche frequenti.

Una delle ragioni centrali è il narcisismo insito in ogni utente del social, ma ecco che, secondo un esperto psicologo interpellato da Matrice Digitale, lo stesso narcisismo ha manifestazioni più o meno estreme.

C’è chi “pompa” il suo ego parlando, anche in modo prolisso, e chi mette in auge strategie di manipolazione delle masse come abbiamo affrontato in precedenza.

Non solo le proprie idee prima di se o degli altri, ma una necessità di prevaricare sulle opinioni altrui che nasce secondo lo psicologo “da una mancanza di amor proprio in primis che rende necessaria l’approvazione di terzi“.

Situazioni presentate come “estreme” agli occhi dell’audience, ma che non ravvisano la necessità, sbandierata quotidianamente nell’ultimo periodo, di far intromettere la Pubblica Autorità nelle beghe social a detta di molti utenti, evidenziano un’altra forma di manipolazione messa in piedi dai narcisisti: il vittimismo.

“Individuarsi agli occhi degli altri come vittima è un modo per catalizzare l’attenzione su di sè” conferma l’esperto “e attecchisce sulle persone che non hanno voglia o modo di andare oltre quello che gli viene raccontato, oppure non sanno gestire l’eventualità di schierarsi al di fuori del gruppo e vivere la solitudine in un confronto. Atri utenti portano la tesi che oltre ai narcisisti c’è un livello superiore composto da persone che amano gestirli dietro le quinte per raggiungere uno scopo diverso: simile a come avviene nel gioco dei bussolotti“.

Chi ha letto quanto scritto più in alto, potrebbe decodificare Clubhouse come un Grande Fratello in chiave vocale ed in effetti è così se pensiamo all’esiguo numero di utenti attivi che da un anno e mezzo ha fatto gruppo, nel bene e nel male, e che vive le stesse beghe quotidiane di un condominio composto da una babele di razze, religioni, opinioni politiche e generi sessuali presenti nel paese italico. A differenza del noto reality, su Clubhouse non è il pubblico a decidere chi viene eliminato e chi resta, ma dinamiche da branco che superano i confini del confronto virtuale con modi e toni non sempre civili e pacifici.

Chiedendo allo psicologo se l’imporre la frequentazione di stanze ad altri utenti fosse una forma di narcisismo, la risposta ha lasciato di stucco i presenti:

“più che narcisismo, povertà d’animo”

Un povertà d’animo che ha fatto “scoppiare” profili dal social con segnalazioni di massa, che ha messo gli utenti sul chi va là quando si tratta di esprimere una opinione personale, insinuando un senso di paura per l’essere etichettati in base alle idee. A differenza degli albori della piattaforma, quando si dibatteva senza la minaccia costante di carte bollate come deterrente in danno alla libertà di espressione individuale, l’aria che si respira nella piattaforma non è serena.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è duplice: questi atteggiamenti fanno bene a qualcuno che ha scopi commerciali precisi oppure sono frutto di menti malate, sadiche semplicemente povere d’animo?

Da come si è svuotato il social, la risposta sembrerebbe scontata: meglio lasciar perdere per non finire nelle turbe mentali di utenti vittime di loro stessi e delle loro sadiche perversioni.

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KillNet ed il suo battaglione Legion ostile alla NATO. Intervista esclusiva agli hacker russi che hanno colpito l’Italia

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L’Italia è precipitata nella guerra cibernetica attesa da tempo con gli attacchi hacker che hanno sconquassato i siti governativi del Ministero della Difesa, che ha smentito, ACI, Iss e molti altri. Ad accendere il dibattito pubblico è stata la paternità dell’attacco. Secondo molti c’è differenza tra KillNet e Legion, ma la redazione li ha contattati per comprendere meglio chi sono coloro che hanno destabilizzato le certezze sulla tenuta informatica di un paese avanzato come l’Italia.

L’intervista è stata realizzata in russo e ci scusiamo per eventuali sbavature nella traduzione e vi anticipiamo che non è stato possibile controbattere alle loro dichiarazioni per motivi tecnici dovuti alla piattaforma Telegram.

Aldilà degli ideali espressi,

su cui la redazione prende fermamente le distanze perchè condanna ogni guerra

scopriamo chi sono, come sono strutturati, se sono legati all’intelligence russa e se continueranno a fare danni in Italia o altrove.

Intanto, l’indiscrezione data da Matrice Digitale sugli attacchi ai media è stata confermata dalla stessa Legion con un commento ironico sul profilo Twitter “It’s Biden“.

Esclusiva: Media Italiani sotto attacco dei “ragazzi” di Legion e KillNet

Qual è la differenza tra Killnet e Legion? Dite che siete diversi, ma su Telegram siete connessi.

Sono il fondatore di Killnet, sono il fondatore di Legion. L’ho creato io, ma non voglio controllarlo. Stiamo formando migliaia di persone pronte a combattere la NATO in futuro. Quando Legion sarà formata e avrà un proprio sistema di gestione, li lascerò senza la mia supervisione.

Quando è nato Killnet e qual è il suo scopo?

KILLNET è nato nel 2021. Fin dall’inizio, abbiamo fornito servizi DDOS per le aziende concorrenti. Quando è scoppiata la guerra, abbiamo chiuso il servizio e ci siamo convertiti ad azioni collegato all’estensione dell’Internet nazionale russo.

Quando è nata Legion e a cosa serve?

Lo scopo di Legion è la distruzione della NATO.

Legion è un collettivo indiano noto per essere anti-russo, avete legami con loro o siete un gruppo diverso?

Legion non è un collettivo, ma un’unità speciale. Possiamo definirlo un battaglione che comprende 5 unità di forze speciali. 4 di loro hanno una specifica di attacco DDoS. 1 Squadra è la Squadra di hacking. Come ho già detto, la Legione è un ramo della KILLNET.

Gli Stati Uniti non vi riconoscono come un’entità associata all’intelligence russa. Siete un gruppo finanziariamente motivato, singoli attivisti o ragazzi che amano creare danni “grossi” da queste parti?

Sono una persona comune della Russia. In tutto il tempo in cui abbiamo lavorato, nessuna persona dalla Russia ci ha offerto un aiuto finanziario. Per quanto riguarda le agenzie governative, è sciocco pensare di avere a che fare con loro. Non siamo bambini. Abbiamo un alto profilo di età, ma non siamo alla ricerca di avventure per divertimento. Stiamo creando danni a quei Paesi che stanno motivando questa guerra. Combatteremo la guerra come sappiamo fare con coloro che aiutano i nazisti in Ucraina. Se gli Stati Uniti pensano che siamo dei bambini, vi dico che ho mandato gli Stati Uniti a quel paese. Stiamo preparando una grande sorpresa per loro.

Secondo alcune ricerche effettuate, sembra che stiate utilizzando un servizio DDoS simile alla botnet Mirai, secondo alcuni rapporti si tratta di Mirai. Cosa c’è di vero in queste due riflessioni?

Prima di tutto, coloro che fanno ricerche sui nostri attacchi sono idioti e pagliacci. La botnet Mirai e la Mirai Squad sono la stessa cosa. Ma si tratta di una Squadra di 5, Killnet non fa parte di queste squadre. Che tipo di alimentazione utilizza KILLNET? A questa domanda risponderanno 500.000 computer negli Stati Uniti.

DdoS è l’unica cosa che sapete fare?

Al momento stiamo sviluppando l’infrastruttura informatica del nostro movimento. Le nostre competenze non si limitano agli attacchi ddos. È il più semplice. La mia azione preferita contro i nemici sono i cryptolocker, le iniezioni e altro ancora. Al momento abbiamo oltre 30 tipi di specifiche.

Quanto è stato difficile entrare in Italia? Quali erano gli obiettivi del Paese per cui vi siete candidati e quali no?

Non ci sono difficoltà ad entrare in nessun Paese. C’è una difficoltà solo nel comprendere l’atteggiamento dello Stato nei confronti del nazismo. È per questo che facciamo ricerca. Se si intende “L’Italia ha una buona protezione per i suoi server?” no, non ce l’ha. La vostra infrastruttura di rete presenta enormi lacune. Se volessimo attaccare i vostri ISP, Internet cesserebbe semplicemente di esistere. Ma non siamo vandali e non siamo contro la gente comune. Siamo contro il governo nazista!

Sostenete la propaganda russa? Se sì, perché?

Amo il mio paese! Il mio Paese non ha propaganda, il mio Paese ha solo un obiettivo: distruggere i nazisti in Ucraina. I vostri Paesi sono pieni di propaganda statunitense. Sono loro i vostri veri nemici, ma non la Russia. Lo capirete presto!

Come considerate la scelta di Anonymous nello scendere in campo in favore dell’Ucraina?

Non lo considero un nemico. Coloro che dicono di essere anonimi e parlano contro il popolo russo non sono veri hacker. Sono chiaramente propagandisti provenienti dall’Ucraina. Anonymous non sosterrà mai in vita sua il governo degli Stati Uniti. Anonymous non minaccerà mai le persone.

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