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INTERVISTA ESCLUSIVA – ANONYMOUS E LULZSEC RACCONTANO L’ATTACCO HACKER ALLE MAIL DI 30000 AVVOCATI

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La storia è molto semplice, LulZSec, il collettivo di Hackers che abbiamo già intervistato quando abbiamo affrontato l’attacco informatico alle strutture del Ministero dell’Ambiente, ha racimolato una mole di dati incredibile, tremenda, che è stata annunciata come una grande fuga di informazioni riservate. Talmente tante che hanno dovuto chiamare i colleghi di Anonymous per analizzarli e “processarli” velocemente.

E dopo qualche giorno sono sbucate le informazioni degli avvocati iscritti agli Ordini di Matera, Piacenza e Caltagirone(Sicilia). La storia però non è terminata, perchè avevano annunciato grossi guai per Virginia Raggi, Sindaco di Roma, ed il sottoscritto aveva sospettato che l’obiettivo enorme fosse il Comune di Roma. Chiedendo in giro, però, ho saputo che il Campidoglio era stato già avvisato di grosse falle nella sua infrastruttura di rete, ed aveva provveduto a risolverle, e mi sono trovato ad attendere che scoppiasse la bomba.

Ed Eccola qui, oggi, detonata su tutti i media nazionali con la notizia di 30.000 (dico trentamila) email, informazioni personali e PEC, con relativi account di accesso, di una larga parte degli avvocati iscritti all’Ordine di Roma di cui Virginia Raggi è componente. Dati visibili sul blog degli hacktivisti tramite un link che rimanda a Megaupload, una piattaforma di sharing che più volte ho accusato di essere custode di contenuti pedopornografici messi in vendita nel Dark Web, ma che hanno bisogno di connessioni veloci per essere scaricati: ed è questo il motivo per cui sono caricati sul clear web, l’internet accessibili a tutti.

Ed allora li ho contattati facendogli domande scomode alle quali non si sono sottrati nel rispondere e quindi il resto lo lascio a voi cari lettori e appassionati del mio canale You Tube. 

1) Iniziamo partendo dal perchè di questa operazione e soprattutto la mia curiosità porta a chiedervi: gli obiettivi li scegliete oppure li trovate a colpi di sqlninja e sqlmap?

    – Salve, e grazie a te per averci contattato.

     Le motivazioni dell’operazione le abbiamo scritte nel post condiviso sul nostro blog. Come detto, vogliamo ricordare i nostri Amici arrestati qualche anno fa, e per far capire che noi di Anonymous (ed in questo caso anche LulzSecIta) siamo legione. Non c’è un capo nelle nostre file, ma solo la voglia di Verità e Giustizia.     Gli obiettivi come li scegliamo ci chiedi? Se ti assegnano un tema, tu cosa scrivi? Scusa se rispondiamo ad una domanda con una domanda!. Lulz 

 2) Le vostre incursioni non si riducono, anzi, assumono sempre più una dimensione vasta, e costante anche, la domanda quindi è dove volete arrivare?

    Crediamo di averti gia risposto a questa domanda nella precedente. Comunque ci basterebbe arrivare a non avere un presidente dell’Interno cosi, e ci riferiamo anche al fatto che abbia chiamato la digos per difendersi da una ragazzina che gli ha ricordato le parole che la Lega riservava ai meridionali anni fa, oppure alle persone che il ministro HA UCCISO col suo comportamento su chi scappa dalla guerra e dalla povertà.

3) Le vostre azioni secondo il regolamento del gdpr non solo vi espongono a un crimine, di cui abbiamo già parlato e non voglio tornare su questo argomento, ma mettono in difficoltà i gestori dei dati che adesso dovranno necessariamente essere sanzionati. E’ questo anche un obiettivo vostro?  

   Sappiamo che ci esponiamo ad un crimine, ma di nuovo: siamo noi i criminali o chi fa le leggi e poi per primo non le rispetta!?

4) Così facendo (il mostrare le vulnerabilità degli amministratori), però, fornite assist alla miriade di aziende rimaste fuori da queste commesse, che adesso possono vendersi meglio ai soggetti colpiti, è corretto il ragionamento che vi sottopongo e come rispondereste dinanzi ad un sospetto di conflitto di interessi che riguarderebbe un interesse economico nascosto dalla vostra forma di hacktivismo?

    LOL interesse economico? Hai pagato qualcosa per intervistarci? Hai mai sentito qualcuno pagare Anonymous per qualcosa? Accettiamo donazioni certo, che servono per tenere in linea i nostri servizi, ma non abbiamo mai chiesto e mai chiederemo denaro. D’altronde avremmo potuto chiedere un riscatto per tutti i dati pubblicati, cambiare password e fare chissa cos’altro. Ma anche se siamo sempre stati definiti criminali, abbiamo una nostra etica, molto più forte e più rispettosa delle compagnie di cui pubblichiamo i dati.

 5) Molti sostengono che le vostre azioni non rispettino la filosofia degli hacker perchè coinvolgono persone ignare vittime di falle informatiche generate da disattenzione ed incapacità dei gestori di dati. Cosa rispondete a queste accuse?

Cosa dovremmo risponderti. Non siamo hacker, ma hacktivisti. Fossimo stati hacker con quei dati saremmo diventati ricchi!

 6) La questione personale che affronto quotidianamente è certamente il contrasto a ben altre aziende, i pesci grossi per intenderci come Google, Amazon e Facebook , come vi posizionate nei confronti di queste multinazionali? Avete in programma qualche azione in merito?

 Caro Livio, il problema non sono i pesci grossi, ma quelli piccoli. Se tutti i pesci piccoli si riunissero, potrebbero far tremare tutto, d’altronde in natura succede questo. Ma invece no, ognuno pensa al suo nel Belpaese. Non serve prendere azioni verso di loro, prendi Facebook, ha avuto piu multe nell’ultimo anno che solo la metà di quei soldi avrebbe probabilmente sfamato l’Africa. Un altro problema è che non c’è scelta, e tu che sei Napoletano lo sai bene!

7) Un’altra questione che mi sta a cuore è la lotta alla pedopornografia online e dalle mie ricerche ho notato che le piattaforme di sharing, come quella che utlizzate per diffondere i dati, purtroppo ospitano anche questi contenuti. Come si può superare questo problema da cui siete estranei (è doveroso specificare che non siete alleati dei pedofili)?

La pedopornografia, non è un ambiente facile. Alcuni di noi hanno combattuto e stanno combattendo anche in quell’ambiente, e credici ti logora dentro(PURTROPPO LO SO ANCHE IO NDR). L’unica cosa che possiamo dirti è di riportare tutto quello che trovi alle autorità competenti e poi ci fai sapere la risposta. Le piattaforme non le creiamo noi ne facciamo solo uso, e ci dispiace se queste hanno pedopornografia, ma non sta a noi indagare, nonostante in molti casi abbiamo aiutato a far arrestare molte persone che facevano accesso a quelle schifezze.

Inchieste

Truffa dimarcoutletfirenze.com: merce contraffatta e diversi dalle prenotazioni

Tempo di lettura: 2 minuti. La segnalazione alla redazione di dimarcoutletfirenze.com si è rivelata puntuale perchè dalle analisi svolte è risultato essere una truffa

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dimarcoutletfirenze sito truffa
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Un altro sito truffa è stato segnalato alla redazione di Matrice Digitale. Un utente ha acquistato dal sito internet https://dimarcoutletfirenze.com/ e gli è stata consegnata merce contraffatta e diversa da quella apparsa al momento della prenotazione.

La prima cosa che balza all’occhio è che il sito offre uno sconto di 700 euro circa su un prodotto che viene venduto a listino a 795. Come già è stato evidenziato, quando la scontistica è così forte, bisogna fare attenzione.

Pacchi in rete: truffe online o utenti sprovveduti? La guida

Il sito ha firme digitali che non destano sospetto e lo rendono autorevole agli occhi dell’utente grazie ad una normale veridicità garantita dal browser. Aspetto da non sottovalutare è che se ci si affaccia nella pagina dei contatti non c’è alcun riferimento all’attività societaria, assente anche nel piede della pagina.

L’anomalia in questo caso è il pagamento alla consegna che nella natura di questi siti internet non è assolutamente previsto perché vengono richieste carte di credito Visa-Mastercard. L’utente ha provato a fare reso e rimborso, ma è riuscito ad ottenere nessuna delle due opzioni.

Risultati della ricerca WHOIS
Domain Name: DIMARCOUTLETFIRENZE.COM
Registry Domain ID: 2849420651_DOMAIN_COM-VRSN
Registrar WHOIS Server: whois.tucows.com
Registrar URL: http://www.tucows.com
Updated Date: 2024-01-26T11:25:15Z
Creation Date: 2024-01-25T16:25:24Z
Registry Expiry Date: 2025-01-25T16:25:24Z
Registrar: Tucows Domains Inc.
Registrar IANA ID: 69
Registrar Abuse Contact Email: domainabuse@tucows.com
Registrar Abuse Contact Phone: +1.4165350123
Domain Status: clientTransferProhibited https://icann.org/epp#clientTransferProhibited
Domain Status: clientUpdateProhibited https://icann.org/epp#clientUpdateProhibited
Name Server: NS-CLOUD-C1.GOOGLEDOMAINS.COM
Name Server: NS-CLOUD-C2.GOOGLEDOMAINS.COM
Name Server: NS-CLOUD-C3.GOOGLEDOMAINS.COM
Name Server: NS-CLOUD-C4.GOOGLEDOMAINS.COM
DNSSEC: unsigned

Anche i dati della registrazione web, la sciano intendere che il provider utilizzato dal titolare di dimarcoutletfirenze.com in realtà è uno di quelli non frequenti per chi ha un business in Italia.

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Inchieste

Digital Services Act DSA, stretta sulle BigTech che collaborano contro la disinformazione nelle prossime elezioni

Tempo di lettura: 7 minuti. Grandi aziende tech come Google, Meta e OpenAI firmano un accordo per combattere l’interferenza elettorale AI, mentre il DSA è operativo

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L’entrata in vigore dell’Atto sui Servizi Digitali (DSA) segna un punto di svolta per il settore digitale nell’Unione Europea. A partire dal 17 febbraio, queste nuove normative ambiziose pongono sotto una nuova luce le responsabilità delle piattaforme online, con l’obiettivo di creare un ambiente digitale più sicuro e trasparente.

Nuovo Orizzonte del DSA

L’Unione Europea ha intrapreso un percorso pionieristico con l’introduzione del DSA, estendendo le sue maglie a coprire un vasto panorama di piattaforme digitali. Questa estensione riguarda non solo i giganti del web già soggetti alla normativa da agosto, ma ora si estende a migliaia di altre piattaforme che interagiscono con utenti europei. La portata del DSA è tale da includere servizi noti come eBay e OnlyFans, oltre ai 19 grandi operatori online e motori di ricerca precedentemente identificati.

Obblighi rafforzati e trasparenza

Il cuore del DSA risiede nei suoi rigidi obblighi, che mirano a garantire una maggiore trasparenza e accountability delle piattaforme online. Tra questi, spiccano il divieto di targeting pubblicitario basato sui dati personali dei minori e il divieto di utilizzare dati sensibili per la personalizzazione degli annunci. Inoltre, le piattaforme sono ora tenute a fornire giustificazioni chiare ogni volta che moderano contenuti o account, offrendo agli utenti un percorso per contestare tali decisioni.

La sfida della Moderazione dei Contenuti

Un aspetto cruciale del DSA è la sua enfasi sulla moderazione dei contenuti. Le piattaforme dovranno adottare meccanismi che permettano agli utenti di segnalare facilmente contenuti e servizi illegali. Questo approccio non solo aumenta la sicurezza online ma incoraggia anche una maggiore responsabilità nell’ecosistema digitale.

Preparazione e Compliance

Nonostante l’imminente applicazione del DSA, sorgono dubbi sulla preparazione degli stati membri dell’UE nell’applicare queste regole in modo più ampio. La nomina dei Coordinatori dei Servizi Digitali da parte degli stati membri è fondamentale per l’attuazione efficace del DSA, ma solo un terzo ha finora adempiuto a questo compito. Questa lacuna solleva interrogativi sulla prontezza complessiva dell’UE a far fronte alle sfide poste da queste normative all’avanguardia.

Prospettive Future

L’implementazione del DSA rappresenta un momento significativo per il digitale nell’UE, ponendo nuove basi per la regolamentazione delle piattaforme online. Mentre le piattaforme si adattano a questi cambiamenti, l’effetto a lungo termine del DSA sulla trasparenza online e sulla sicurezza degli utenti rimane un campo aperto all’osservazione e all’analisi.

Accordo tecnologico Globale per combattere l’interferenza Elettorale AI

Ventidue aziende tecnologiche hanno sottoscritto un accordo per prevenire l’uso improprio dell’intelligenza artificiale in contesti elettorali. Tra i firmatari figurano giganti come OpenAI, Microsoft, Adobe, Meta Platforms, TikTok e X, unitisi nella lotta contro contenuti ingannevoli generati dall’AI.

Un fronte unito contro l’AI

Durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, queste aziende hanno concordato di sviluppare strumenti per identificare e contrastare immagini, video e audio falsificati dall’AI. Gli impegni includono anche campagne di sensibilizzazione pubblica e interventi sui contenuti fuorvianti sui loro servizi.

Tecnologie e Impegni

Le tecnologie proposte per distinguere i contenuti AI includono watermarking e metadati. L’accordo non delinea tempi specifici per l’attuazione, ma segna un passo importante verso standard condivisi nella lotta all’AI fuorviante.

La sfida della generazione AI

L’uso dell’AI per influenzare la politica è già una realtà, come dimostrato da episodi di disinformazione durante le elezioni. L’accordo mira a mitigare questi rischi, ponendo un focus particolare su foto, video e audio, considerati più impattanti sul piano emotivo.

Focus su Foto, Video e Audio

La scelta di concentrarsi su media visivi e auditivi risponde alla loro maggiore capacità di influenzare l’opinione pubblica. L’accordo punta a creare un ambiente digitale più sicuro, dove l’AI è utilizzata responsabilmente.

L’iniziativa rappresenta un impegno significativo delle aziende tecnologiche per proteggere l’integrità dei processi elettorali dalla disinformazione AI, evidenziando l’importanza della collaborazione per salvaguardare la democrazia digitale.

Adattamento di Discord al DSA dell’UE

Discord sta apportando cambiamenti significativi alla propria architettura di sicurezza in risposta all’entrata in vigore dell’Atto sui Servizi Digitali (DSA) dell’Unione Europea. Questo regolamento impatta il modo in cui le aziende moderano i contenuti all’interno dell’UE, e Discord è determinata a rimanere in linea con queste nuove normative, enfatizzando la trasparenza e la sicurezza per gli utenti europei.

Priorità alla sicurezza

La sicurezza è una priorità assoluta per Discord, che dedica oltre il 15% dei suoi dipendenti a questa causa, impegnandosi costantemente per rafforzare le proprie Linee Guida della Comunità e rimuovere contenuti e attori nocivi. Questi sforzi sono indipendenti da qualsiasi regolamentazione e mirano a creare un ambiente sicuro per la connessione.

Innovazioni per la trasparenza

Discord valorizza la trasparenza e ha introdotto un Sistema di Avvisi all’interno dell’app, che consente agli utenti di rivedere lo stato del proprio account, comprendere le violazioni commesse e apprendere come migliorare in futuro. Queste informazioni sono accessibili nelle impostazioni di Privacy & Sicurezza degli utenti, offrendo una visione centralizzata delle azioni intraprese da Discord.

Per gli utenti dell’UE, Discord sta implementando una funzionalità che consente di visualizzare lo stato del proprio account anche quando questo è sospeso, migliorando la trasparenza e facilitando la presentazione di appelli. Inoltre, Discord sta arricchendo le notifiche di azione con maggiori contesti, inclusi i contenuti che hanno violato le politiche, e sta inviando notifiche via email per ogni azione intrapresa in base al DSA.

Segnalazioni e appelli

Discord ha sempre facilitato la segnalazione di violazioni delle Linee Guida della Comunità. Con l’introduzione del DSA, è stato creato un metodo semplificato affinché gli utenti dell’UE possano segnalare contenuti illegali direttamente dall’app, ricevendo poi un’email che informa sull’esito della segnalazione e sulle modalità di appello.

Collaborazione con Forze dell’Ordine e Trusted Flaggers

Le forze dell’ordine e i Trusted Flaggers sono partner fondamentali per mantenere la piattaforma sicura. Discord ha un Portale Governativo dedicato e ha stabilito un percorso specifico per ricevere segnalazioni dai Trusted Flaggers in base al DSA. Questo facilita una comunicazione efficiente e accurata tra Discord, le forze dell’ordine e i Trusted Flaggers, con un processo di registrazione e validazione dedicato per queste organizzazioni.

Responsabilità e trasparenza pubblica

Come altre aziende soggette al DSA, Discord invierà informazioni relative alle segnalazioni ricevute e alle risposte fornite a un database pubblico. Inoltre, verrà pubblicato un nuovo Rapporto di Trasparenza focalizzato sul DSA, offrendo ulteriori dettagli sulle azioni di moderazione dei contenuti intraprese, incluse le richieste di rimozione dei contenuti da parte dei governi dell’UE.

Discord è impegnata a mantenere un ambiente sicuro per i suoi utenti, lavorando con l’industria, i genitori, le forze dell’ordine, gli esperti di sicurezza, le organizzazioni non profit e i regolatori di tutto il mondo. L’adeguamento all’Atto sui Servizi Digitali è un passo importante per garantire che la piattaforma rimanga un luogo sicuro e accogliente per tutti gli utenti, con una particolare attenzione alla trasparenza e alla responsabilità nei confronti degli utenti europei.

Il Programma di Fact-Checking di Threads: Tra Impegno e Sviluppo

Threads, il servizio simile a Twitter di Meta e concorrente di X, sta prendendo le distanze dalla politica, ma ciò non significa che non stia affrontando il problema della disinformazione che si diffonde sui social media, soprattutto in vista delle elezioni nazionali. A seguito di segnalazioni degli utenti riguardanti i controlli di veridicità sulla rete, l’azienda ha confermato il suo impegno con le organizzazioni di fact-checking per contrastare le false informazioni circolanti su Threads, sebbene il sistema di verifica diretta dei contenuti di Threads non sia ancora completamente implementato.

Un Passo Verso la Verifica dei Fatti

Meta aveva annunciato a dicembre che, all’inizio del 2024, i suoi partner di fact-checking avrebbero potuto esaminare e valutare direttamente i contenuti falsi su Threads. Nel frattempo, Meta era in grado solo di abbinare controlli di veridicità esistenti a “contenuti quasi identici su Threads”. Gli utenti hanno iniziato a notare etichette di avviso sui post, indicando che il contenuto era stato valutato come “Informazioni false” da organizzazioni di fact-checking, anche se la valutazione diretta dei contenuti su Threads è ancora in attesa di implementazione completa.

Sfide e potenzialità del sistema

Il sistema di fact-checking di Threads, sebbene non ancora pienamente operativo, si distingue da quello del suo rivale X, dove i controlli di veridicità sono gestiti principalmente tramite crowdsourcing. X utilizza le Community Notes, dove volontari indipendenti verificano i post e aggiungono contesto o correzioni, cercando un consenso tra persone con opinioni diverse. Se entrambe le parti concordano sulla necessità di un controllo dei fatti, la nota della comunità diventa pubblica. Threads, d’altro canto, sta lavorando per implementare un sistema più diretto e forse più strutturato di fact-checking.

L’Approccio di Meta alla Disinformazione

Meta sta adottando un approccio più cauto riguardo alle notizie e al potenziale per la disinformazione. Adam Mosseri, capo di Instagram, ha dichiarato che Threads non “amplificherà le notizie” sulla sua piattaforma, deludendo giornalisti e consumatori di notizie in cerca di un’alternativa a Twitter. L’azienda ha mantenuto queste promesse, annunciando di recente che non promuoverà più proattivamente contenuti politici nelle sue raccomandazioni su Threads e Instagram. Tuttavia, notizie e politica potranno ancora apparire nella nuova funzionalità di tendenze dell’app, “gli argomenti del giorno”.

Mentre Threads continua a distanziarsi dalla politica e ad affinare il suo sistema di fact-checking, la piattaforma si pone in un punto di osservazione unico nel panorama dei social media, cercando di bilanciare la libertà di espressione con la responsabilità di contrastare la disinformazione. L’impegno di Meta nel fact-checking su Threads riflette un tentativo di navigare in queste acque complesse, garantendo al contempo che la piattaforma rimanga un ambiente affidabile per la discussione pubblica, ma non sempre la credibilità del sistema è garantita se si considerano falle passate e dichiarazioni spontanee di Zuckerberg che ha più volte dichiarato di aver censurato notizie vere in seguito a pressioni o autocensura preventiva a causa di ingerenze governative.

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Inchieste

Chiara, pensati libera. Napoli, l’Italia, hanno Geolier e le sue ombre

Tempo di lettura: 6 minuti. Ferragni in disgrazia social mentre Napoli e l’Italia festeggiano Geolier che, secondo gli esperti, ha appena iniziato ad avere successo.

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Napoli è pazza di Geolier. Il rapper napoletano di Secondigliano ha sbancato al televoto del festival di Sanremo tra mille polemiche, arrivando secondo classificato, tra cui quella di aver partecipato al Festival con un testo in dialetto grazie ad una deroga di Amadeus al regolamento.

L’idolo delle nuove generazioni di tutto lo Stivale con con tantissimi successi collezionati nelle migliori classifiche internazionali, è diventato un mito nella sua città di origine per lo stile con cui ha respinto le accuse alla sua musica ed alle insinuazioni che in alcuni casi puzzavano dell’unico razzismo concesso nell’Italia progressista: quello contro i napoletani. Motivo ha voluto anche che Geolier sia andato a Sanremo: per rappresentare la Napoli della riscossa, a suo dire, ed è stato osteggiato in casa dai puristi della lingua partenopea e da coloro che ne hanno sindacato le origini del successo artistico.

L’attuale idolo di Napoli più volte ha raccontato attraverso le sue musiche ed i suoi video quella Napoli criminale, presentandosi al grande pubblico con AK47 d’oro e mostrando comportamenti non proprio civili come quello di impennare su un motorino senza casco. Questi campanelli d’allarme non sono bastati a far scattare pareri cautelativi da parte della borghesia napoletana e soprattutto da coloro che ne dirigono i fili delle Pubbliche Amministrazioni, compresi i contesti accademici illuminati. Dopo il successo sanremese, Geolier è stato premiato dal sindaco di Napoli ed è stato accolto con un invito formale all’università Federico Secondo per parlare della sua storia fatta di riscatto da una periferia nota alle cronache del mondo per essere terra di Gomorra.

Perchè Geolier è la nuova Ferragni

L’esplosione di Geolier accade in un momento storico ben preciso nel mondo dei social network e precisamente durante la caduta dell’impero d’immagine del brand Chiara Ferragni in seguito a multe per presunte truffe presentate al pubblico sottoforma di beneficenza. Il sostenere che chi ha creato la Ferragni ha già provato a sostituirla, è stato un’analisi puntuale, e non è fuori luogo credere che tutta la miniera d’oro scavata in questi anni dall’influencer più nota d’Italia verrà pian piano occupata da Geolier con la spinta del brand Napoli.

Un fenomeno prima popolar e poi nazionale, perché partito dei quartieri di periferia di Napoli e poi sbarcato sullo scenario nazionale ed internazionale grazie ai social network ed alla piattaforma musicale Spotify dove con 6 milioni di visualizzazioni al mese Geolier regna sovrano su tutti gli altri artisti contemporanei del panorama musicale italiano. A differenza di molti che hanno avuto bisogno di Sanremo per farsi conoscere o essere rilanciati dopo anni di fallimenti e disastri, Geolier è andato a Sanremo portando la sua nutrita base di cui molti veterani erano all’oscuro.

Ad aggiungere un ulteriore spinta al giovane ex operaio di fabbrica, c’è anche il mondo della moda con gli stilisti blasonati che stanno scommettendo sul “manichino” Geolier da vestire e lo stesso cantante ostenta molta ricchezza come copione del Rap vuole. Non mancano infatti foto del cantante con indosso abiti firmati che rappresentano la chimera da raggiungere per la maggior parte dei giovani di oggi figli delle famiglie italiane sempre più povere e con pochi mezzi per accedere al lusso. Spaccato sociale che spesso riemerge a macchia d’olio nello stivale per eventi di cronaca nera, frutto della mentalità dell’ottenere tutto e subito ad ogni costo.

La Federico II come Harvard

L’operazione pulizia dell’immagine borderline di Geolier è già iniziata in città. Dopo il premio del sindaco Gaetano Manfredi, ex rettore della Federico II, la stessa università ha invitato Geolier a parlare al pubblico utilizzando la stessa strategia di legittimazione che fu fatta a suo tempo con Chiara Ferragni presso il prestigioso ateneo statunitense di Harvard dove tenne una lezione sul suo modello di business innovativo perchè tra le prime influencer nel mondo dei social media. Difficile contestare questa analogia. La strategia in atto nei confronti di Geolier rappresenta un modello oramai già consolidato per rendere un personaggio con una storia di classe sociale debole, brutto dirlo seppur sia vero, e di un modello estremamente diverso dai canoni “aristocratici”, controverso nei contenuti, quanto più forte. Lo si fa scomodando pareri accademici per legittimare non solo di uno stile musicale, bensì di un modo di vivere che non riesce alla maggior parte dei ragazzi che si ritrovano in Geolier perchè come lui provengono da famiglie di origini difficili e contesti degradati. Non è un caso che per difendere Geolier ed il suo testo scritto in uno slang napoletano molto elementare, proprio da sedicenni moderni su WhatsApp, si è subito mobilitato un docente della stessa università che poi l’ha invitato a parlare.

Il carro di Geolier

Un altro aspetto da non sottovalutare è che in virtù dei suoi numeri così forti, il beniamino partenopeo è stato già vestito in occasione della passerella di Sanremo dalla Società Sportiva Calcio Napoli con cui ha chiuso un accordo di sponsorizzazione che dovrebbe portare le sue canzoni all’interno dello stadio Maradona nel corso delle partite di Serie A. Anche questo dettaglio fa comprendere che la macchina del carro di Geolier sia stata presa da assalto opportunamente da coloro che ne hanno bisogno in termini di immagine ed in termini di rappresentanza istituzionale.

Dinanzi ad una città ed ai suoi giovani, tra i più numerosi in Italia in termini di penetrazione demografica, il carro di Geolier è stato poco osteggiato dal popolo in virtù della sua partecipazione a Sanremo, facilitato dal fatto che più rappresentanti del mondo del giornalismo lo abbiano stroncato non tanto per le sue qualità musicali, bensì per il fatto che avesse attirato una fiumana di gente sul televoto della Kermesse canora più famosa d’Italia definita “di indubbia provenienza”. E’ stato questo il fattore scatenante di una rivincita anche da parte di coloro che non vedono Gioelier di buon occhio e la presenza di tre big della musica come Gigi D’Alessio, il milanese-svizzero Gué, Luchè della storica band Co’Sang, da cui trova origini il filone dell’hip-hop partenopeo, ha accompagnato il cantante nella serata cover dove ha stracciato al televoto anche la commuovente, seppur non eccelsa prestazione, Angelina Mango che si è immedesimata nella canzone del suo defunto padre.

Quando le cose vanno bene, nessuno ha il coraggio di contestare le scelte musicali di un artista dal punto di vista qualitativo, ma se ne sfruttano i numeri così come ha fatto lo stesso Bob Sinclar che vorrebbe realizzare un pezzo con Geolier. Nessuno si è messo contro dal punto di vista artistico del cantante anche perché è difficile commentare tecnicamente uno stile sconosciuto ai più come quello della musica rap, ma che negli ultimi anni sta racimolando consensi su tutta la Penisola. Lo dimostra il fatto che Gioelier sia il cantante più ascoltato fuori dal suo perimetro di Secondigliano in grandi città come Roma, Milano ed altre metropoli italiane, e questo rende ancora più ostico farselo nemico. Quindi meglio sia amico, sfruttando il volano di opinioni e pareri positivi che attualmente la sua immagine sta incassando. Perché se prima Geolier era famoso, ed è lui che ha portato a Sanremo un contributo maggiore di visibilità traghettando Amadeus definitivamente verso il successo di aver sdoganato il festival tra i giovani, oggi il cantante napoletano è il fenomeno da supportare per svariati motivi, compreso quello di riuscire a massimizzare accordi commerciali e musicali attraverso partnership a cui abbiamo assistito negli ultimi anni tra artisti blasonati e non napoletani nell’ecosistema della musica giovanile.

Le ombre di Geolier

Dietro quel faccione umile e quelle risposte da persona per bene che hanno respinto accuse spesso infamanti, c’è tutto un modo che andrebbe messo all’attenzione della società civile che dimostra incoerenza su questioni ben più serie del dialetto.

Per quanto riguarda l’aspetto etico delle operazioni intraprese in favore dell’immagine dell’artista, c’è da fare una riflessione seria che non può non scindere l’aspetto commerciale da quello meramente istituzionale. Perché se si fa un’analisi di un potenziale fatturato con cui chiunque ha interesse ad associare il suo nome a Geolier, risulta molto difficile digerire il fenomeno sotto l’aspetto sociale. Se i numeri danno un segno di forza che rende una conversione degli investimenti fatti sul personaggio in termini di immagine, dovrebbe essere difficile normalizzare un modello come quello di Geolier in un contesto sociale dove tra le critiche, comprese quelle del mondo accademico che lo sta premiando con un cappello, figura quella che rappresenta l’opposto di come i giovani dovrebbero essere al giorno d’oggi nella società definita dagli standard elitari.

Non si può trascurare il fatto che il suo testo scritto in napoletano sia in realtà uno slang giovanile che rappresenta una crisi culturale di una popolazione che viene additata di non saper leggere e nemmeno scrivere. Stupisce che questo venga normalizzato da un ateneo come evoluzione del dialetto napoletano. Questo modo di fare è quello già visto negli ultimi anni dove si utilizza il metodo accademico per sancire delle verità che in realtà restano controverse, o addirittura false e strumentali, ma c’è anche il fattore umano che vede Geolier essere ancora oggi rappresentante di un popolo in grave sofferenza e che spesso lamenta l’assenza delle istituzioni sul proprio territorio.

Sorprende per questo motivo la scelta di un sindaco di dare maggior valore ad una figura che in realtà è l’esempio del fallimento della politica stessa. Qualcuno direbbe che è un modo per avvicinare le istituzioni al popolo deluso, ma è chiaro che ci troviamo dinanzi all’ennesimo impoverimento della politica dinanzi ad interessi privati su cui si scommette il rilancio della città in controtendenza alle misure del Governo definite “dure” contro i contesti criminali ed il degrado da loro generato. Un’americanata già vista e ben sponsorizzata nei filoni politici progressisti con l’intervento di una corrente potente quanto solvibile dal punto di vista economico composta da multinazionali che hanno la capacità di cambiare, manipolare ed influenzare il pensiero soprattutto delle nuove generazioni … e non è una coincidenza che Geolier si rivolga proprio a loro.

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