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INTERVISTA ESCLUSIVA – ANONYMOUS E LULZSEC RACCONTANO L’ATTACCO HACKER ALLE MAIL DI 30000 AVVOCATI

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La storia è molto semplice, LulZSec, il collettivo di Hackers che abbiamo già intervistato quando abbiamo affrontato l’attacco informatico alle strutture del Ministero dell’Ambiente, ha racimolato una mole di dati incredibile, tremenda, che è stata annunciata come una grande fuga di informazioni riservate. Talmente tante che hanno dovuto chiamare i colleghi di Anonymous per analizzarli e “processarli” velocemente.

E dopo qualche giorno sono sbucate le informazioni degli avvocati iscritti agli Ordini di Matera, Piacenza e Caltagirone(Sicilia). La storia però non è terminata, perchè avevano annunciato grossi guai per Virginia Raggi, Sindaco di Roma, ed il sottoscritto aveva sospettato che l’obiettivo enorme fosse il Comune di Roma. Chiedendo in giro, però, ho saputo che il Campidoglio era stato già avvisato di grosse falle nella sua infrastruttura di rete, ed aveva provveduto a risolverle, e mi sono trovato ad attendere che scoppiasse la bomba.

Ed Eccola qui, oggi, detonata su tutti i media nazionali con la notizia di 30.000 (dico trentamila) email, informazioni personali e PEC, con relativi account di accesso, di una larga parte degli avvocati iscritti all’Ordine di Roma di cui Virginia Raggi è componente. Dati visibili sul blog degli hacktivisti tramite un link che rimanda a Megaupload, una piattaforma di sharing che più volte ho accusato di essere custode di contenuti pedopornografici messi in vendita nel Dark Web, ma che hanno bisogno di connessioni veloci per essere scaricati: ed è questo il motivo per cui sono caricati sul clear web, l’internet accessibili a tutti.

Ed allora li ho contattati facendogli domande scomode alle quali non si sono sottrati nel rispondere e quindi il resto lo lascio a voi cari lettori e appassionati del mio canale You Tube. 

1) Iniziamo partendo dal perchè di questa operazione e soprattutto la mia curiosità porta a chiedervi: gli obiettivi li scegliete oppure li trovate a colpi di sqlninja e sqlmap?

    – Salve, e grazie a te per averci contattato.

     Le motivazioni dell’operazione le abbiamo scritte nel post condiviso sul nostro blog. Come detto, vogliamo ricordare i nostri Amici arrestati qualche anno fa, e per far capire che noi di Anonymous (ed in questo caso anche LulzSecIta) siamo legione. Non c’è un capo nelle nostre file, ma solo la voglia di Verità e Giustizia.     Gli obiettivi come li scegliamo ci chiedi? Se ti assegnano un tema, tu cosa scrivi? Scusa se rispondiamo ad una domanda con una domanda!. Lulz 

 2) Le vostre incursioni non si riducono, anzi, assumono sempre più una dimensione vasta, e costante anche, la domanda quindi è dove volete arrivare?

    Crediamo di averti gia risposto a questa domanda nella precedente. Comunque ci basterebbe arrivare a non avere un presidente dell’Interno cosi, e ci riferiamo anche al fatto che abbia chiamato la digos per difendersi da una ragazzina che gli ha ricordato le parole che la Lega riservava ai meridionali anni fa, oppure alle persone che il ministro HA UCCISO col suo comportamento su chi scappa dalla guerra e dalla povertà.

3) Le vostre azioni secondo il regolamento del gdpr non solo vi espongono a un crimine, di cui abbiamo già parlato e non voglio tornare su questo argomento, ma mettono in difficoltà i gestori dei dati che adesso dovranno necessariamente essere sanzionati. E’ questo anche un obiettivo vostro?  

   Sappiamo che ci esponiamo ad un crimine, ma di nuovo: siamo noi i criminali o chi fa le leggi e poi per primo non le rispetta!?

4) Così facendo (il mostrare le vulnerabilità degli amministratori), però, fornite assist alla miriade di aziende rimaste fuori da queste commesse, che adesso possono vendersi meglio ai soggetti colpiti, è corretto il ragionamento che vi sottopongo e come rispondereste dinanzi ad un sospetto di conflitto di interessi che riguarderebbe un interesse economico nascosto dalla vostra forma di hacktivismo?

    LOL interesse economico? Hai pagato qualcosa per intervistarci? Hai mai sentito qualcuno pagare Anonymous per qualcosa? Accettiamo donazioni certo, che servono per tenere in linea i nostri servizi, ma non abbiamo mai chiesto e mai chiederemo denaro. D’altronde avremmo potuto chiedere un riscatto per tutti i dati pubblicati, cambiare password e fare chissa cos’altro. Ma anche se siamo sempre stati definiti criminali, abbiamo una nostra etica, molto più forte e più rispettosa delle compagnie di cui pubblichiamo i dati.

 5) Molti sostengono che le vostre azioni non rispettino la filosofia degli hacker perchè coinvolgono persone ignare vittime di falle informatiche generate da disattenzione ed incapacità dei gestori di dati. Cosa rispondete a queste accuse?

Cosa dovremmo risponderti. Non siamo hacker, ma hacktivisti. Fossimo stati hacker con quei dati saremmo diventati ricchi!

 6) La questione personale che affronto quotidianamente è certamente il contrasto a ben altre aziende, i pesci grossi per intenderci come Google, Amazon e Facebook , come vi posizionate nei confronti di queste multinazionali? Avete in programma qualche azione in merito?

 Caro Livio, il problema non sono i pesci grossi, ma quelli piccoli. Se tutti i pesci piccoli si riunissero, potrebbero far tremare tutto, d’altronde in natura succede questo. Ma invece no, ognuno pensa al suo nel Belpaese. Non serve prendere azioni verso di loro, prendi Facebook, ha avuto piu multe nell’ultimo anno che solo la metà di quei soldi avrebbe probabilmente sfamato l’Africa. Un altro problema è che non c’è scelta, e tu che sei Napoletano lo sai bene!

7) Un’altra questione che mi sta a cuore è la lotta alla pedopornografia online e dalle mie ricerche ho notato che le piattaforme di sharing, come quella che utlizzate per diffondere i dati, purtroppo ospitano anche questi contenuti. Come si può superare questo problema da cui siete estranei (è doveroso specificare che non siete alleati dei pedofili)?

La pedopornografia, non è un ambiente facile. Alcuni di noi hanno combattuto e stanno combattendo anche in quell’ambiente, e credici ti logora dentro(PURTROPPO LO SO ANCHE IO NDR). L’unica cosa che possiamo dirti è di riportare tutto quello che trovi alle autorità competenti e poi ci fai sapere la risposta. Le piattaforme non le creiamo noi ne facciamo solo uso, e ci dispiace se queste hanno pedopornografia, ma non sta a noi indagare, nonostante in molti casi abbiamo aiutato a far arrestare molte persone che facevano accesso a quelle schifezze.

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Genitore attenzione: Sonic.exe è la nuova tendenza insana di YouTube

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Un gioco del 2013 che imperversa in rete, nato da un racconto horror che distorce la trama dell’antico personaggio della Sega, Sonic, a distanza di anni sta ancora terrorizzando i bambini della rete con la compiacenza degli youtubers.

Sonic.exe non è altro che un remake della versione di uno dei primi giochi del personaggio, tra l’altro in questi giorni al cinema con il secondo film della saga, dove si sono modificati gli scenari di gioco in versione splatter e si vedono personaggi inseguiti da Sonic in modalità “cattivo” che li rincorre e, nel caso vengono catturati, il giocatore perde. Piste colme di sangue, personaggi non solo del gioco, ma anche pagliacci sanguinari, sono la tendenza proposta dagli youtubers nel corso degli ultimi anni e nessuno ancora ha provveduto a gettare nell’oblio contenuti simili dati tutt’oggi in pasto ai bambini.

Nel tempo, il gioco continua ad essere modificato in nuove versioni e sempre più paurose e, nonostante video obsoleti, i bambini si ritrovano questi contenuti su YouTube a causa degli algoritmi che hanno premiato nel tempo i video con più visualizzazioni e più interazioni.

Anche in questo caso è possibile acquistare i pupazzi del gioco e l’audio è stato ampiamente modificato proprio per trasformare il videogame più ambito dai ragazzini degli anni 90 in un terrificante percorso ludico digitale.

Altro gioco a tema è Sonic.EXE Sadness dove il personaggio di Sonic.EXE viaggia in un percorso composto da molti livelli ed ha lo scopo di raccogliere anelli e le anime delle sue vittime, diffondendo tristezza ovunque vada e facendosi strada attraverso quadri pieni di insidie e come sempre sanguinosi.

Nonostante il tempo trascorso, video come questi non solo se rimossi porterebbero un danno a YouTube per le visualizzazioni organiche che si potrebbero perdere nei prossimi anni, ma è anche una opportunità degli stessi creator di guadagnare.

Nell’ambito dei gamer o dei narratori di storie, spesso manca l’originalità ed è in voga lo “scopiazzamento” delle fonti statunitensi che danno vita poi ad eventi virali di questo genere.

A differenza di Huggy Wuggy e Phasmofobia, già trattati in questa inchiesta a puntate, ci sono pochi riferimenti tra dark web e Sonic.exe e questo fa intendere che si tratta di un evento non ancora superato del tutto ed anche in questo caso bisognerebbe tagliarlo dalle piattaforme che contano.

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Clubhouse, cresce la tensione: “No a liste di proscrizione e pressioni psicologiche”

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Dopo la nostra inchiesta sul mondo italiano di Clubhouse sono giunte in redazione le segnalazioni degli utenti sulle attività messe in piedi dalle “squadre” formatesi in questi mesi.

Nell’universo del social audio più famoso al mondo, ma che vanta meno del 3% di penetrazione nel mercato mondiale e dello 0,00001 italiano, coesistono realtà di confronto amichevole parallelamente a stanze di confronto su dibattiti politici attuali o su vicende storiche importanti che hanno cambiato il corso dei tempi passati.

Secondo le ultime indiscrezioni, ci sono persone che hanno ricevuto pressioni nel non organizzare room con altri utenti, altre, invece, sono accusate di millantare minacce ricevute mai esistite o individuate come artefici di strumentalizzazioni delle clip audio estratte dai dibattiti concitati, agitati molte volte grazie a sodali agenti provocatori, con il fine di delegittimare un ignaro utente con l’infamia del compimento di reati.

Un tritacarne imbastito da un manipolo di gruppi con una strategia certosina che già ha mietuto molte vittime sul social. Gli obiettivi preferiti sembrerebbero essere le donne portatrici di un pensiero conservatore che subiscono attività di gruppo che ricordano il cyberbullismo o addirittura lo squadrismo.

Secondo alcune fonti interpellate dalla redazione, ma anche sbandierate pubblicamente in piattaforma, dalla bolla del social si è finiti ai luoghi di lavoro dove alcuni utenti hanno ricevuto telefonate nelle quali sono stati apostrofati alle orecchie dei propri colleghi, o addirittura superiori, come “fascisti“, “filoputiniani“, “antisemiti” e addirittura “pro life“.

Quanto accaduto non fa altro che confermare il motivo per il quale viene discriminata più una linea di pensiero a differenza di altre e non sorprende che siano le donne a soffrirne per prime. Alcune hanno denunciato di aver avuto stati di ansia e attacchi di panico per giorni, causati dalle vessazioni subite.

Anche per questo motivo è accaduto che, negli ultimi giorni, sono state aperte diverse stanze con il fine di facilitare un confronto utile nel superare questi scontri. Purtroppo però, non si è arrivati a un’intesa perché le intenzioni di alcuni sembrerebbero essere quelle di svolgere attività predatorie finalizzate a spuntarla in un conflitto, “inesistente” secondo molti habituè indignati, invece che preferire una convivenza pacifica basata sul confronto o sull’ignorarsi senza adire ai famigerati blocchi colpevoli di affondare l’audience delle rooms.

Secondo un articolo pubblicato negli States, il fantastico mondo di Clubhouse non esisterebbe in madre patria e, anzi, riporta la presenza di un mal comune globale composto da conflitti, scontri, litigi e ripicche frequenti.

Una delle ragioni centrali è il narcisismo insito in ogni utente del social, ma ecco che, secondo un esperto psicologo interpellato da Matrice Digitale, lo stesso narcisismo ha manifestazioni più o meno estreme.

C’è chi “pompa” il suo ego parlando, anche in modo prolisso, e chi mette in auge strategie di manipolazione delle masse come abbiamo affrontato in precedenza.

Non solo le proprie idee prima di se o degli altri, ma una necessità di prevaricare sulle opinioni altrui che nasce secondo lo psicologo “da una mancanza di amor proprio in primis che rende necessaria l’approvazione di terzi“.

Situazioni presentate come “estreme” agli occhi dell’audience, ma che non ravvisano la necessità, sbandierata quotidianamente nell’ultimo periodo, di far intromettere la Pubblica Autorità nelle beghe social a detta di molti utenti, evidenziano un’altra forma di manipolazione messa in piedi dai narcisisti: il vittimismo.

“Individuarsi agli occhi degli altri come vittima è un modo per catalizzare l’attenzione su di sè” conferma l’esperto “e attecchisce sulle persone che non hanno voglia o modo di andare oltre quello che gli viene raccontato, oppure non sanno gestire l’eventualità di schierarsi al di fuori del gruppo e vivere la solitudine in un confronto. Atri utenti portano la tesi che oltre ai narcisisti c’è un livello superiore composto da persone che amano gestirli dietro le quinte per raggiungere uno scopo diverso: simile a come avviene nel gioco dei bussolotti“.

Chi ha letto quanto scritto più in alto, potrebbe decodificare Clubhouse come un Grande Fratello in chiave vocale ed in effetti è così se pensiamo all’esiguo numero di utenti attivi che da un anno e mezzo ha fatto gruppo, nel bene e nel male, e che vive le stesse beghe quotidiane di un condominio composto da una babele di razze, religioni, opinioni politiche e generi sessuali presenti nel paese italico. A differenza del noto reality, su Clubhouse non è il pubblico a decidere chi viene eliminato e chi resta, ma dinamiche da branco che superano i confini del confronto virtuale con modi e toni non sempre civili e pacifici.

Chiedendo allo psicologo se l’imporre la frequentazione di stanze ad altri utenti fosse una forma di narcisismo, la risposta ha lasciato di stucco i presenti:

“più che narcisismo, povertà d’animo”

Un povertà d’animo che ha fatto “scoppiare” profili dal social con segnalazioni di massa, che ha messo gli utenti sul chi va là quando si tratta di esprimere una opinione personale, insinuando un senso di paura per l’essere etichettati in base alle idee. A differenza degli albori della piattaforma, quando si dibatteva senza la minaccia costante di carte bollate come deterrente in danno alla libertà di espressione individuale, l’aria che si respira nella piattaforma non è serena.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è duplice: questi atteggiamenti fanno bene a qualcuno che ha scopi commerciali precisi oppure sono frutto di menti malate, sadiche semplicemente povere d’animo?

Da come si è svuotato il social, la risposta sembrerebbe scontata: meglio lasciar perdere per non finire nelle turbe mentali di utenti vittime di loro stessi e delle loro sadiche perversioni.

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KillNet ed il suo battaglione Legion ostile alla NATO. Intervista esclusiva agli hacker russi che hanno colpito l’Italia

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L’Italia è precipitata nella guerra cibernetica attesa da tempo con gli attacchi hacker che hanno sconquassato i siti governativi del Ministero della Difesa, che ha smentito, ACI, Iss e molti altri. Ad accendere il dibattito pubblico è stata la paternità dell’attacco. Secondo molti c’è differenza tra KillNet e Legion, ma la redazione li ha contattati per comprendere meglio chi sono coloro che hanno destabilizzato le certezze sulla tenuta informatica di un paese avanzato come l’Italia.

L’intervista è stata realizzata in russo e ci scusiamo per eventuali sbavature nella traduzione e vi anticipiamo che non è stato possibile controbattere alle loro dichiarazioni per motivi tecnici dovuti alla piattaforma Telegram.

Aldilà degli ideali espressi,

su cui la redazione prende fermamente le distanze perchè condanna ogni guerra

scopriamo chi sono, come sono strutturati, se sono legati all’intelligence russa e se continueranno a fare danni in Italia o altrove.

Intanto, l’indiscrezione data da Matrice Digitale sugli attacchi ai media è stata confermata dalla stessa Legion con un commento ironico sul profilo Twitter “It’s Biden“.

Esclusiva: Media Italiani sotto attacco dei “ragazzi” di Legion e KillNet

Qual è la differenza tra Killnet e Legion? Dite che siete diversi, ma su Telegram siete connessi.

Sono il fondatore di Killnet, sono il fondatore di Legion. L’ho creato io, ma non voglio controllarlo. Stiamo formando migliaia di persone pronte a combattere la NATO in futuro. Quando Legion sarà formata e avrà un proprio sistema di gestione, li lascerò senza la mia supervisione.

Quando è nato Killnet e qual è il suo scopo?

KILLNET è nato nel 2021. Fin dall’inizio, abbiamo fornito servizi DDOS per le aziende concorrenti. Quando è scoppiata la guerra, abbiamo chiuso il servizio e ci siamo convertiti ad azioni collegato all’estensione dell’Internet nazionale russo.

Quando è nata Legion e a cosa serve?

Lo scopo di Legion è la distruzione della NATO.

Legion è un collettivo indiano noto per essere anti-russo, avete legami con loro o siete un gruppo diverso?

Legion non è un collettivo, ma un’unità speciale. Possiamo definirlo un battaglione che comprende 5 unità di forze speciali. 4 di loro hanno una specifica di attacco DDoS. 1 Squadra è la Squadra di hacking. Come ho già detto, la Legione è un ramo della KILLNET.

Gli Stati Uniti non vi riconoscono come un’entità associata all’intelligence russa. Siete un gruppo finanziariamente motivato, singoli attivisti o ragazzi che amano creare danni “grossi” da queste parti?

Sono una persona comune della Russia. In tutto il tempo in cui abbiamo lavorato, nessuna persona dalla Russia ci ha offerto un aiuto finanziario. Per quanto riguarda le agenzie governative, è sciocco pensare di avere a che fare con loro. Non siamo bambini. Abbiamo un alto profilo di età, ma non siamo alla ricerca di avventure per divertimento. Stiamo creando danni a quei Paesi che stanno motivando questa guerra. Combatteremo la guerra come sappiamo fare con coloro che aiutano i nazisti in Ucraina. Se gli Stati Uniti pensano che siamo dei bambini, vi dico che ho mandato gli Stati Uniti a quel paese. Stiamo preparando una grande sorpresa per loro.

Secondo alcune ricerche effettuate, sembra che stiate utilizzando un servizio DDoS simile alla botnet Mirai, secondo alcuni rapporti si tratta di Mirai. Cosa c’è di vero in queste due riflessioni?

Prima di tutto, coloro che fanno ricerche sui nostri attacchi sono idioti e pagliacci. La botnet Mirai e la Mirai Squad sono la stessa cosa. Ma si tratta di una Squadra di 5, Killnet non fa parte di queste squadre. Che tipo di alimentazione utilizza KILLNET? A questa domanda risponderanno 500.000 computer negli Stati Uniti.

DdoS è l’unica cosa che sapete fare?

Al momento stiamo sviluppando l’infrastruttura informatica del nostro movimento. Le nostre competenze non si limitano agli attacchi ddos. È il più semplice. La mia azione preferita contro i nemici sono i cryptolocker, le iniezioni e altro ancora. Al momento abbiamo oltre 30 tipi di specifiche.

Quanto è stato difficile entrare in Italia? Quali erano gli obiettivi del Paese per cui vi siete candidati e quali no?

Non ci sono difficoltà ad entrare in nessun Paese. C’è una difficoltà solo nel comprendere l’atteggiamento dello Stato nei confronti del nazismo. È per questo che facciamo ricerca. Se si intende “L’Italia ha una buona protezione per i suoi server?” no, non ce l’ha. La vostra infrastruttura di rete presenta enormi lacune. Se volessimo attaccare i vostri ISP, Internet cesserebbe semplicemente di esistere. Ma non siamo vandali e non siamo contro la gente comune. Siamo contro il governo nazista!

Sostenete la propaganda russa? Se sì, perché?

Amo il mio paese! Il mio Paese non ha propaganda, il mio Paese ha solo un obiettivo: distruggere i nazisti in Ucraina. I vostri Paesi sono pieni di propaganda statunitense. Sono loro i vostri veri nemici, ma non la Russia. Lo capirete presto!

Come considerate la scelta di Anonymous nello scendere in campo in favore dell’Ucraina?

Non lo considero un nemico. Coloro che dicono di essere anonimi e parlano contro il popolo russo non sono veri hacker. Sono chiaramente propagandisti provenienti dall’Ucraina. Anonymous non sosterrà mai in vita sua il governo degli Stati Uniti. Anonymous non minaccerà mai le persone.

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