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Reaper,2019-2020, l’APT della Nord Corea esperto di RAT, Spear phishing e macro di Office dannose

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Dopo aver affrontato la storia di Reaper dagli inizi fino al 2018, giungiamo nel 2019 e precisamente tra Luglio e Ottobre 2019, quando l’Unit 42 ha osservato diverse famiglie di malware tipicamente associate al gruppo Konni utilizzate per colpire principalmente un’agenzia governativa degli Stati Uniti facendo leva sui problemi di relazioni geopolitiche in corso riguardanti la Corea del Nord. Lo scopo era quello di attirare gli obiettivi ad aprire allegati di e-mail dannose. Le famiglie di malware utilizzate in questa campagna consistevano principalmente in documenti dannosi con downloader CARROTBAT con payload SYSCON, ma includevano anche un nuovo downloader malware che Unit 42 ha soprannominato CARROTBALL.

CARROTBALL, inizialmente scoperto in un attacco nel mese di ottobre 2019, è una semplice utilità di downloader FTP che facilita l’installazione di SYSCON, un trojan (RAT) ad accesso remoto completo che sfrutta l’FTP per il comando e il controllo (C2). È stato trovato incorporato in un documento Word maligno inviato come esca di phishing a un’agenzia governativa statunitense e a due cittadini stranieri non statunitensi associati professionalmente alla Corea del Nord.

Nel corso della campagna, Unit 42 ha infine osservato un totale di sei esche di documenti dannosi inviati come allegati da quattro indirizzi e-mail russi a 10 obiettivi. L’oggetto delle esche presentava articoli scritti in russo relativi a questioni di relazioni geopolitiche in corso riguardanti la Corea del Nord. Di questi documenti dannosi, cinque contenevano downloader CARROTBAT e uno conteneva un downloader CARROTBALL. Tutti i payloads maligni del secondo stadio erano SYSCON.

Questa campagna ha dimostrato una certa evoluzione nelle tattiche, tecniche e procedure (TTP) dell’attore con l’uso di una nuova famiglia di downloader e un nuovo codice dannoso sotto forma di macro di documenti Word, la maggior parte dei suoi attributi ha una forte somiglianza con la campagna Fractured Block precedentemente riportata da Unit 42 nel novembre 2018. Come tale, Unit 42 ha soprannominato questa campagna Fractured Statue.

ESRC (ESTsecurity Security Response Center) ha scoperto l’attacco APT mobile furtivo, dove APT37 ha anche distribuito un’app dannosa (APK) attraverso il sito mascherato come un servizio di raccolta fondi per sostenere i disertori nordcoreani. Il sito web è stato sviluppato costruito su piattaforma WordPress ed il dominio è stato creato il 23 agosto 2019 per poi essere aggiornato il 22 ottobre quando al portale è stato associato un link di installazione dell’app Android (Google Play).

La trappola virtuale mascherata da sito di beneficenza ingannava i disertori nordcoreani e le organizzazioni legate alla Corea del Nord a installare le applicazioni utilizzando la promozione di strategie in molte forme diverse.

Gli smartphone “zombi“, sfruttati dall’operazione cibernetica, sono poi emersi come una minaccia importante che non doveva essere trascurata visti i diversi tentativi registrati di rubare SMS e rubriche telefoniche, il potenziale spionaggio delle conversazioni telefoniche compresi i messaggi della nota piattaforma sud coreana KakaoTalk che apparivano nelle finestre di notifica. Vale anche la pena notare che celebrità piuttosto popolari sono state esposte a all’attacco APT ‘Dragon Messenger’.

L’ESRC ha chiamato l’operazione “Dragon Messenger” sulla base dei diversi fattori interessanti trovati nella campagna, come l’applicazione maligna che raccoglie i dati attraverso il percorso “DragonTask” e l’attacco eseguito travestito da messaggero sicuro.

Il 7 dicembre 2020 è stato identificato un documento dannoso ed è stato caricato su Virus Total che si presentava come una richiesta di incontro probabilmente usata per colpire il governo della Corea del Sud. La data della riunione menzionata nel documento era il 23 gennaio 2020 e si allineava con il tempo di compilazione del documento del 27 gennaio 2020, indicando che questo attacco ha avuto luogo quasi un anno fa.

Il file conteneva una macro incorporata che utilizzava una tecnica di auto decodifica VBA per decodificarsi all’interno degli spazi di memoria di Microsoft Office senza scrivere sul disco ed incorporando una variante del RokRat in Notepad.

Sulla base del payload utilizzato è tornato subito in mente Reaper e la campagna con suffisso “Fractured” che in passato era nota per colpire grazie alla manipolazione di documenti Hangul Office (file hwp): un software comunemente usato in Corea del Sud.

Come abbiamo visto, l’attore ha utilizzato il concetto di auto-decodifica VBA nella sua macro per la prima volta nel 2016.

Una macro dannosa è codificata all’interno di un’altra che viene poi decodificata ed eseguita dinamicamente.

Il principale vettore di infezione iniziale utilizzato da APT37 è lo spear phishing, in cui l’attore invia un e-mail a un obiettivo contenente un documento dannoso. Il caso analizzato era uno dei pochi in cui non hanno usato file Hwp (Hangul Office) come documenti phish e invece hanno usato documenti Microsoft Office armati con una macro di auto decodifica. Questa tecnica si è rivelata una scelta intelligente che bypassava diversi meccanismi di rilevamento statico e nascondeva l’intento principale di un documento dannoso. Il payload finale utilizzato da questo attore di minacce era il già noto RAT personalizzato (RokRat) che il gruppo ha utilizzato in campagne precedenti. In passato, RokRat era stato iniettato in cmd.exe, mentre qui hanno scelto Notepad.exe.

I ricercatori dell’ESRC (ESTsecurity Security Response Center) hanno poi identificato una nuova campagna APT condotta dal gruppo sponsorizzato dallo stato chiamato ‘Geumseong121’, ma è sempre Reaper, all’inizio di marzo 2020. Un rapporto intitolato “The stealthy mobile APT attack carried out by Geumseong121 APT hacking group“, pubblicato nel novembre del 2019, rivelava che il gruppo ha tentato di eseguire attacchi informatici mirati a una vasta gamma di dispositivi tra cui computer e dispositivi mobili. In particolare, il gruppo si è infiltrato in un sito web non specificato e lo ha sfruttato come un server di controllo del comando (C2) nella campagna “Operation Dragon Messenger“. Inoltre, si è notata una certa evoluzione delle strategie di attacco nei server web, che sono stati costruiti dal gruppo utilizzando il suo design, per essere utilizzati nell’attacco appena scoperto. L’uso di tattiche di attacco basate sulla fiducia come Google Play Store o YouTube si distingue dalle strategie di attacco esistenti che sono state utilizzate dalla maggior parte degli attori delle minacce. La campagna APT ha utilizzato le tecniche avanzate di spear-phishing con il file esca contenente prove di disertori nordcoreani per ingannare i destinatari delle e-mail a credere di aver ricevuto una e-mail da una fonte affidabile. L’ESRC ha denominato la campagna APT d i Reaper “Operazione Spy Cloud” sulla base dell’uso di Google Drive e del servizio PickCloud.

Verso dicembre del 2019 l’APT37 è stato scoperto per aver manomesso un programma di messaggistica di investimenti in azioni private con il fine di condurre un attacco alla catena di approvvigionamento. Fino a poco tempo, l’organizzazione utilizzava principalmente attacchi di spear phishing.

Il 16 ottobre 2020 si è verificato un caso dove un programma di messaggistica è stato creato sotto forma di programma di installazione NSIS (Nullsoft Scriptable Install System).

NSIS è un sistema di installazione basato su script per Windows ed è uno strumento di creazione del programma di installazione fornito da Nullsoft, noto per la creazione di Winamp.

Sono stati due i tipi trovati questa volta e il comando ‘wmic.exe‘ si connetteva a un server FTP specifico e scarica file di comando aggiuntivi. I file aggiuntivi ricevuti vengono eseguiti in base al comando VBS e ‘OracleCache’, PackageUninstall‘ e ‘USODrive‘ venivano creati nella sottocartella %ProgramData%. Quindi, si connetteva al server ‘frog.smtper[.]co‘ ed eseguivano comandi aggiuntivi.

Il programma operativo qui utilizzato è ‘ usopub.vbs‘ creato nella cartella ‘OracleCache‘, che periodicamente tentava anche di connettersi all’indirizzo FTP tramite il comando wmic.

Quindi, l’attore della minaccia selezionava la persona infetta in base alle informazioni primarie raccolte e inviava uno strumento di controllo remoto (RAT) aggiuntivo. Inoltre, il server utilizzato dagli aggressori ha registrato il programma di invio email Leaf Smtper. ESRC ha anche trovato un file di documento dannoso utilizzando la stessa tecnica. Questo file manipolava lo schermo come se fosse un documento protetto e induceva gli utenti a fare clic sul pulsante [Usa contenuto] e se ciò avveniva la comunicazione veniva eseguita al server FTP (search.greenulz[.]com) designato dall’attore della minaccia tramite lo stesso comando wmic os get incluso all’interno.

L’ESRC ha rivelato a suo tempo che Reaper ha utilizzato la tecnica “XSL Script Processing” per attacchi di nicchia e non solo negli attacchi di spear phishing dannosi basati su documenti, ma anche negli attacchi alla catena di approvvigionamento che in questo caso erano rivolti agli investitori in azioni con il fine di ottenere rendimenti finanziari.

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Genitore attenzione: Sonic.exe è la nuova tendenza insana di YouTube

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Un gioco del 2013 che imperversa in rete, nato da un racconto horror che distorce la trama dell’antico personaggio della Sega, Sonic, a distanza di anni sta ancora terrorizzando i bambini della rete con la compiacenza degli youtubers.

Sonic.exe non è altro che un remake della versione di uno dei primi giochi del personaggio, tra l’altro in questi giorni al cinema con il secondo film della saga, dove si sono modificati gli scenari di gioco in versione splatter e si vedono personaggi inseguiti da Sonic in modalità “cattivo” che li rincorre e, nel caso vengono catturati, il giocatore perde. Piste colme di sangue, personaggi non solo del gioco, ma anche pagliacci sanguinari, sono la tendenza proposta dagli youtubers nel corso degli ultimi anni e nessuno ancora ha provveduto a gettare nell’oblio contenuti simili dati tutt’oggi in pasto ai bambini.

Nel tempo, il gioco continua ad essere modificato in nuove versioni e sempre più paurose e, nonostante video obsoleti, i bambini si ritrovano questi contenuti su YouTube a causa degli algoritmi che hanno premiato nel tempo i video con più visualizzazioni e più interazioni.

Anche in questo caso è possibile acquistare i pupazzi del gioco e l’audio è stato ampiamente modificato proprio per trasformare il videogame più ambito dai ragazzini degli anni 90 in un terrificante percorso ludico digitale.

Altro gioco a tema è Sonic.EXE Sadness dove il personaggio di Sonic.EXE viaggia in un percorso composto da molti livelli ed ha lo scopo di raccogliere anelli e le anime delle sue vittime, diffondendo tristezza ovunque vada e facendosi strada attraverso quadri pieni di insidie e come sempre sanguinosi.

Nonostante il tempo trascorso, video come questi non solo se rimossi porterebbero un danno a YouTube per le visualizzazioni organiche che si potrebbero perdere nei prossimi anni, ma è anche una opportunità degli stessi creator di guadagnare.

Nell’ambito dei gamer o dei narratori di storie, spesso manca l’originalità ed è in voga lo “scopiazzamento” delle fonti statunitensi che danno vita poi ad eventi virali di questo genere.

A differenza di Huggy Wuggy e Phasmofobia, già trattati in questa inchiesta a puntate, ci sono pochi riferimenti tra dark web e Sonic.exe e questo fa intendere che si tratta di un evento non ancora superato del tutto ed anche in questo caso bisognerebbe tagliarlo dalle piattaforme che contano.

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Clubhouse, cresce la tensione: “No a liste di proscrizione e pressioni psicologiche”

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Dopo la nostra inchiesta sul mondo italiano di Clubhouse sono giunte in redazione le segnalazioni degli utenti sulle attività messe in piedi dalle “squadre” formatesi in questi mesi.

Nell’universo del social audio più famoso al mondo, ma che vanta meno del 3% di penetrazione nel mercato mondiale e dello 0,00001 italiano, coesistono realtà di confronto amichevole parallelamente a stanze di confronto su dibattiti politici attuali o su vicende storiche importanti che hanno cambiato il corso dei tempi passati.

Secondo le ultime indiscrezioni, ci sono persone che hanno ricevuto pressioni nel non organizzare room con altri utenti, altre, invece, sono accusate di millantare minacce ricevute mai esistite o individuate come artefici di strumentalizzazioni delle clip audio estratte dai dibattiti concitati, agitati molte volte grazie a sodali agenti provocatori, con il fine di delegittimare un ignaro utente con l’infamia del compimento di reati.

Un tritacarne imbastito da un manipolo di gruppi con una strategia certosina che già ha mietuto molte vittime sul social. Gli obiettivi preferiti sembrerebbero essere le donne portatrici di un pensiero conservatore che subiscono attività di gruppo che ricordano il cyberbullismo o addirittura lo squadrismo.

Secondo alcune fonti interpellate dalla redazione, ma anche sbandierate pubblicamente in piattaforma, dalla bolla del social si è finiti ai luoghi di lavoro dove alcuni utenti hanno ricevuto telefonate nelle quali sono stati apostrofati alle orecchie dei propri colleghi, o addirittura superiori, come “fascisti“, “filoputiniani“, “antisemiti” e addirittura “pro life“.

Quanto accaduto non fa altro che confermare il motivo per il quale viene discriminata più una linea di pensiero a differenza di altre e non sorprende che siano le donne a soffrirne per prime. Alcune hanno denunciato di aver avuto stati di ansia e attacchi di panico per giorni, causati dalle vessazioni subite.

Anche per questo motivo è accaduto che, negli ultimi giorni, sono state aperte diverse stanze con il fine di facilitare un confronto utile nel superare questi scontri. Purtroppo però, non si è arrivati a un’intesa perché le intenzioni di alcuni sembrerebbero essere quelle di svolgere attività predatorie finalizzate a spuntarla in un conflitto, “inesistente” secondo molti habituè indignati, invece che preferire una convivenza pacifica basata sul confronto o sull’ignorarsi senza adire ai famigerati blocchi colpevoli di affondare l’audience delle rooms.

Secondo un articolo pubblicato negli States, il fantastico mondo di Clubhouse non esisterebbe in madre patria e, anzi, riporta la presenza di un mal comune globale composto da conflitti, scontri, litigi e ripicche frequenti.

Una delle ragioni centrali è il narcisismo insito in ogni utente del social, ma ecco che, secondo un esperto psicologo interpellato da Matrice Digitale, lo stesso narcisismo ha manifestazioni più o meno estreme.

C’è chi “pompa” il suo ego parlando, anche in modo prolisso, e chi mette in auge strategie di manipolazione delle masse come abbiamo affrontato in precedenza.

Non solo le proprie idee prima di se o degli altri, ma una necessità di prevaricare sulle opinioni altrui che nasce secondo lo psicologo “da una mancanza di amor proprio in primis che rende necessaria l’approvazione di terzi“.

Situazioni presentate come “estreme” agli occhi dell’audience, ma che non ravvisano la necessità, sbandierata quotidianamente nell’ultimo periodo, di far intromettere la Pubblica Autorità nelle beghe social a detta di molti utenti, evidenziano un’altra forma di manipolazione messa in piedi dai narcisisti: il vittimismo.

“Individuarsi agli occhi degli altri come vittima è un modo per catalizzare l’attenzione su di sè” conferma l’esperto “e attecchisce sulle persone che non hanno voglia o modo di andare oltre quello che gli viene raccontato, oppure non sanno gestire l’eventualità di schierarsi al di fuori del gruppo e vivere la solitudine in un confronto. Atri utenti portano la tesi che oltre ai narcisisti c’è un livello superiore composto da persone che amano gestirli dietro le quinte per raggiungere uno scopo diverso: simile a come avviene nel gioco dei bussolotti“.

Chi ha letto quanto scritto più in alto, potrebbe decodificare Clubhouse come un Grande Fratello in chiave vocale ed in effetti è così se pensiamo all’esiguo numero di utenti attivi che da un anno e mezzo ha fatto gruppo, nel bene e nel male, e che vive le stesse beghe quotidiane di un condominio composto da una babele di razze, religioni, opinioni politiche e generi sessuali presenti nel paese italico. A differenza del noto reality, su Clubhouse non è il pubblico a decidere chi viene eliminato e chi resta, ma dinamiche da branco che superano i confini del confronto virtuale con modi e toni non sempre civili e pacifici.

Chiedendo allo psicologo se l’imporre la frequentazione di stanze ad altri utenti fosse una forma di narcisismo, la risposta ha lasciato di stucco i presenti:

“più che narcisismo, povertà d’animo”

Un povertà d’animo che ha fatto “scoppiare” profili dal social con segnalazioni di massa, che ha messo gli utenti sul chi va là quando si tratta di esprimere una opinione personale, insinuando un senso di paura per l’essere etichettati in base alle idee. A differenza degli albori della piattaforma, quando si dibatteva senza la minaccia costante di carte bollate come deterrente in danno alla libertà di espressione individuale, l’aria che si respira nella piattaforma non è serena.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è duplice: questi atteggiamenti fanno bene a qualcuno che ha scopi commerciali precisi oppure sono frutto di menti malate, sadiche semplicemente povere d’animo?

Da come si è svuotato il social, la risposta sembrerebbe scontata: meglio lasciar perdere per non finire nelle turbe mentali di utenti vittime di loro stessi e delle loro sadiche perversioni.

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KillNet ed il suo battaglione Legion ostile alla NATO. Intervista esclusiva agli hacker russi che hanno colpito l’Italia

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L’Italia è precipitata nella guerra cibernetica attesa da tempo con gli attacchi hacker che hanno sconquassato i siti governativi del Ministero della Difesa, che ha smentito, ACI, Iss e molti altri. Ad accendere il dibattito pubblico è stata la paternità dell’attacco. Secondo molti c’è differenza tra KillNet e Legion, ma la redazione li ha contattati per comprendere meglio chi sono coloro che hanno destabilizzato le certezze sulla tenuta informatica di un paese avanzato come l’Italia.

L’intervista è stata realizzata in russo e ci scusiamo per eventuali sbavature nella traduzione e vi anticipiamo che non è stato possibile controbattere alle loro dichiarazioni per motivi tecnici dovuti alla piattaforma Telegram.

Aldilà degli ideali espressi,

su cui la redazione prende fermamente le distanze perchè condanna ogni guerra

scopriamo chi sono, come sono strutturati, se sono legati all’intelligence russa e se continueranno a fare danni in Italia o altrove.

Intanto, l’indiscrezione data da Matrice Digitale sugli attacchi ai media è stata confermata dalla stessa Legion con un commento ironico sul profilo Twitter “It’s Biden“.

Esclusiva: Media Italiani sotto attacco dei “ragazzi” di Legion e KillNet

Qual è la differenza tra Killnet e Legion? Dite che siete diversi, ma su Telegram siete connessi.

Sono il fondatore di Killnet, sono il fondatore di Legion. L’ho creato io, ma non voglio controllarlo. Stiamo formando migliaia di persone pronte a combattere la NATO in futuro. Quando Legion sarà formata e avrà un proprio sistema di gestione, li lascerò senza la mia supervisione.

Quando è nato Killnet e qual è il suo scopo?

KILLNET è nato nel 2021. Fin dall’inizio, abbiamo fornito servizi DDOS per le aziende concorrenti. Quando è scoppiata la guerra, abbiamo chiuso il servizio e ci siamo convertiti ad azioni collegato all’estensione dell’Internet nazionale russo.

Quando è nata Legion e a cosa serve?

Lo scopo di Legion è la distruzione della NATO.

Legion è un collettivo indiano noto per essere anti-russo, avete legami con loro o siete un gruppo diverso?

Legion non è un collettivo, ma un’unità speciale. Possiamo definirlo un battaglione che comprende 5 unità di forze speciali. 4 di loro hanno una specifica di attacco DDoS. 1 Squadra è la Squadra di hacking. Come ho già detto, la Legione è un ramo della KILLNET.

Gli Stati Uniti non vi riconoscono come un’entità associata all’intelligence russa. Siete un gruppo finanziariamente motivato, singoli attivisti o ragazzi che amano creare danni “grossi” da queste parti?

Sono una persona comune della Russia. In tutto il tempo in cui abbiamo lavorato, nessuna persona dalla Russia ci ha offerto un aiuto finanziario. Per quanto riguarda le agenzie governative, è sciocco pensare di avere a che fare con loro. Non siamo bambini. Abbiamo un alto profilo di età, ma non siamo alla ricerca di avventure per divertimento. Stiamo creando danni a quei Paesi che stanno motivando questa guerra. Combatteremo la guerra come sappiamo fare con coloro che aiutano i nazisti in Ucraina. Se gli Stati Uniti pensano che siamo dei bambini, vi dico che ho mandato gli Stati Uniti a quel paese. Stiamo preparando una grande sorpresa per loro.

Secondo alcune ricerche effettuate, sembra che stiate utilizzando un servizio DDoS simile alla botnet Mirai, secondo alcuni rapporti si tratta di Mirai. Cosa c’è di vero in queste due riflessioni?

Prima di tutto, coloro che fanno ricerche sui nostri attacchi sono idioti e pagliacci. La botnet Mirai e la Mirai Squad sono la stessa cosa. Ma si tratta di una Squadra di 5, Killnet non fa parte di queste squadre. Che tipo di alimentazione utilizza KILLNET? A questa domanda risponderanno 500.000 computer negli Stati Uniti.

DdoS è l’unica cosa che sapete fare?

Al momento stiamo sviluppando l’infrastruttura informatica del nostro movimento. Le nostre competenze non si limitano agli attacchi ddos. È il più semplice. La mia azione preferita contro i nemici sono i cryptolocker, le iniezioni e altro ancora. Al momento abbiamo oltre 30 tipi di specifiche.

Quanto è stato difficile entrare in Italia? Quali erano gli obiettivi del Paese per cui vi siete candidati e quali no?

Non ci sono difficoltà ad entrare in nessun Paese. C’è una difficoltà solo nel comprendere l’atteggiamento dello Stato nei confronti del nazismo. È per questo che facciamo ricerca. Se si intende “L’Italia ha una buona protezione per i suoi server?” no, non ce l’ha. La vostra infrastruttura di rete presenta enormi lacune. Se volessimo attaccare i vostri ISP, Internet cesserebbe semplicemente di esistere. Ma non siamo vandali e non siamo contro la gente comune. Siamo contro il governo nazista!

Sostenete la propaganda russa? Se sì, perché?

Amo il mio paese! Il mio Paese non ha propaganda, il mio Paese ha solo un obiettivo: distruggere i nazisti in Ucraina. I vostri Paesi sono pieni di propaganda statunitense. Sono loro i vostri veri nemici, ma non la Russia. Lo capirete presto!

Come considerate la scelta di Anonymous nello scendere in campo in favore dell’Ucraina?

Non lo considero un nemico. Coloro che dicono di essere anonimi e parlano contro il popolo russo non sono veri hacker. Sono chiaramente propagandisti provenienti dall’Ucraina. Anonymous non sosterrà mai in vita sua il governo degli Stati Uniti. Anonymous non minaccerà mai le persone.

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