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Hacktivisti superpartes. Attacco bipartisan contro PD e Meloni

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Questa volta vale proprio la pena citare quel detto che recita “quello che fa la mano destra … non lo sa la sinistra”. Un nuovo attacco hacker da parte dei collettivi Anonymous e LulZSec Italia ha colpito bipartisan la politica italiana. La cellula italiana degli hacktivisti più famosi del mondo, ha esposto al pubblico oltre 220 informazioni sensibili di iscritti al Partito Democratico. Un data breach abbastanza fastidioso se consideriamo la quantità di dati che ha portato non pochi disagi agli iscritti al partito adesso al Governo con i Cinque Stelle. E la dichiarazione ufficiale del collettivo pubblicata sul sito è stata altrettanto forte:
Il Partito Democratico “PD” nasce nel 2007 per le elezioni primarie Italiane.
Un partito nuovo, giovane e dinamico, aperto a nuove idee… si?
O forse un partito nato dalle indagini di “OP Mani Pulite” della procura di Milano?
la DC-Democrazia Cristiana, il PSI-Partito Socialista Italiano, il PCI-Partito Comunista Italiano, il PRI-Partito Repubblicano Italiano ( e gli altri) decimati da arresti e avvisi di garanzia, decidono, in piena spirito da bancarottieri italiani, di cedere attività, cambiare nome, e ricominciare come nulla fosse successo.
Noi ci ricordiamo quando Forza Italia non esisteva, e Berlusconi era l'amicone dei Socialisti.
Noi ci ricordiamo della Lega Lombarda, e di Bossi che c'e' l'aveva duro, una pallottola per ogni magistrato e la Padania ai padani.
Noi ci ricordiamo quando i comunisti prendevano soldi dalla Russia (al tempo USSR) e i democristiani dalla CIA degli Stati Uniti.
Poi la Quercia, e l'Ulivo…
PD
In politichese:Partito Democratico
In Anonymousese:Possiamo Dumpare@pdrimini @PdCesena @PdReggioEmilia @pdempoli1 @pdparma ecc ecc ecc
Post sul blog https://t.co/PGJKVuUtbq pic.twitter.com/vU5NJzkEjw— Anonymous Italia (@Anon_ITA) October 6, 2019
Ops.. qualcosa è andato storto! @GiorgiaMeloni https://t.co/3h37GKq8q9 pic.twitter.com/QXCqnUuM7N— LulzSecITA (@LulzSec_ITA) October 9, 2019
E mentre la sinistra andava sotto attacco per mano di Anonymous, i colleghi di LulZSec Italia hanno colpito per la seconda volta Giorgia Meloni.
Un attacco di defacing del sito internet www.comitatogiorgiameloni.it dove è stata pubblicata una foto irriverente e anche un po' sessista a dire il vero, ed è per questo che non si allega all'articolo con il fine di non ledere l'immagine della Meloni in qualità di donna e madre.
Visti gli attacchi bipartisan, questa volta c'è spazio anche per una analisi spicciola delle interazioni avute dai due tweet. Il post dove si annunciava la pubblicazione dei dati del Pd, seppur più grave per i dati diffusi, è stato meno coinvolgente di quello della Meloni, che ha raccolto più consensi.
Quindi la domanda sorge spontanea: tra i seguaci degli Hacktivisti, sono più quelli che ideologicamente si sposano con l'ideologia di destra o con quella di sinistra?
A voi le conclusioni.
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Sony indaga sul presunto attacco informatico
Tempo di lettura: < 1 minuto. Sony è al centro di un’indagine riguardo a un presunto attacco informatico, mentre diversi gruppi di hacker rivendicano la responsabilità dell’attacco, creando confusione e incertezza sulla reale entità del danno.

Tempo di lettura: minuto.
Sony è attualmente al centro di un'indagine interna riguardo a un presunto attacco informatico. La notizia è emersa dopo che diversi gruppi di hacker hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco, creando confusione e incertezza sulla reale entità del danno.
Dettagli dell'attacco
Nonostante la mancanza di dettagli concreti sull'attacco, Sony ha preso molto seriamente le rivendicazioni e ha avviato un'indagine interna per verificare l'entità del presunto attacco informatico. La società sta lavorando attivamente per identificare eventuali vulnerabilità nei propri sistemi e per assicurarsi che i dati degli utenti siano al sicuro.
Disaccordo tra gli hacker
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che diversi gruppi di hacker hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco a Sony. Questo ha creato un clima di incertezza e confusione, rendendo difficile per gli investigatori determinare chi sia effettivamente dietro l'attacco. I gruppi di hacker sono in disaccordo tra loro, ognuno affermando di essere il vero responsabile dell'attacco a Sony.
Risposta di Sony
Sony ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di essere a conoscenza delle rivendicazioni e di stare lavorando incessantemente per verificare la loro veridicità. La società ha inoltre assicurato agli utenti che sta adottando tutte le misure necessarie per proteggere i loro dati e prevenire futuri attacchi informatici.
Mentre l'indagine è ancora in corso, è fondamentale che gli utenti restino vigili e adottino misure di sicurezza aggiuntive per proteggere i propri dati e informazioni personali. La situazione è in continua evoluzione e ulteriori dettagli emergeranno nei prossimi giorni.
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Nuovo APT “AtlasCross” usa la Croce Rossa Americana come esca per Phishing
Tempo di lettura: 2 minuti. Un nuovo gruppo di hacker, AtlasCross, usa la Croce Rossa Americana come esca per phishing, consegnando malware backdoor e rimanendo in gran parte non rilevato.

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Un nuovo gruppo di hacker APT denominato ‘AtlasCross' prende di mira le organizzazioni con esche di phishing che si spacciano per la Croce Rossa Americana per consegnare malware backdoor. La società di cybersecurity NSFocus ha identificato due trojan precedentemente non documentati, DangerAds e AtlasAgent, associati agli attacchi del nuovo gruppo APT. NSFocus riferisce che gli hacker di AtlasCross sono sofisticati ed elusivi, impedendo ai ricercatori di determinare la loro origine.
Catena di attacco AtlasCross

Gli attacchi di AtlasCross iniziano con un messaggio di phishing che finge di essere dalla Croce Rossa Americana, chiedendo al destinatario di partecipare a un “September 2023 Blood Drive”. Queste email contengono un allegato di un documento Word abilitato per macro (.docm) che invita la vittima a fare clic su “Abilita contenuto” per visualizzare il contenuto nascosto. Tuttavia, facendo ciò si attiveranno macro malevoli che infetteranno il dispositivo Windows con i malware DangerAds e AtlasAgent.
Dettagli AtlasAgent

AtlasAgent è un trojan personalizzato in C++ e le sue funzioni principali includono l'estrazione di dettagli host e processo, impedendo l'avvio di numerosi programmi, eseguendo ulteriore shellcode sulla macchina compromessa e scaricando file dai server C2 dell'attaccante. Al primo avvio, il malware invia informazioni ai server dell'attaccante, inclusi nome del computer locale, informazioni sull'adattatore di rete, indirizzo IP locale, informazioni sulla scheda di rete, architettura e versione del sistema operativo e una lista di processi in esecuzione.
Conclusione
Nonostante il rapporto di NSFocus sia il primo a dettagliare il nuovo gruppo di hacking, AtlasCross rimane una minaccia in gran parte sconosciuta che opera con motivi poco chiari e un ambito di targeting oscuro. La selezione mirata dell'attore della minaccia, i trojan su misura e i loader di malware, combinati con una preferenza per metodi di infezione discreti rispetto all'efficienza, hanno permesso loro di operare non rilevati per una durata indefinita.
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Hacker sfruttano attivamente una falla in Openfire per criptare i server
Tempo di lettura: 2 minuti. L’applicazione degli aggiornamenti di sicurezza disponibili è urgente per prevenire ulteriori attacchi. È cruciale applicare tutti gli aggiornamenti di sicurezza per i server non appena diventano disponibili.

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Gli hacker stanno sfruttando attivamente una vulnerabilità di alta gravità nei server di messaggistica Openfire per criptare i server con ransomware e distribuire cryptominer. Openfire è un server di chat open-source basato su Java, scaricato 9 milioni di volte e utilizzato estensivamente per comunicazioni di chat sicure e multi-piattaforma.
Dettagli della vulnerabilità
La falla, tracciata come CVE-2023-32315, è un bypass dell'autenticazione che colpisce la console di amministrazione di Openfire, permettendo agli aggressori non autenticati di creare nuovi account amministrativi sui server vulnerabili. Utilizzando questi account, gli aggressori installano plugin Java maligni (file JAR) che eseguono comandi ricevuti tramite richieste HTTP GET e POST. Questa pericolosa falla impatta tutte le versioni di Openfire dalla 3.10.0, datata 2015, fino alla 4.6.7 e dalla 4.7.0 alla 4.7.4.
Risposta di Openfire e Attacchi in Corso
Nonostante Openfire abbia risolto il problema con le versioni 4.6.8, 4.7.5 e 4.8.0, rilasciate a maggio 2023, VulnCheck ha segnalato che a metà agosto 2023, oltre 3.000 server Openfire erano ancora in esecuzione con una versione vulnerabile. Dr. Web ora segnala segni di sfruttamento attivo, poiché gli hacker hanno preso vantaggio della superficie di attacco per le loro campagne maligne.
Modalità di attacco
Il primo caso di sfruttamento attivo visto da Dr. Web risale a giugno 2023, quando la società di sicurezza ha indagato su un attacco ransomware a un server che è avvenuto dopo che CVE-2023-32315 è stato sfruttato per violare il server. Gli aggressori hanno sfruttato la falla per creare un nuovo utente amministrativo su Openfire, acceduto, e usato per installare un plugin JAR maligno che può eseguire codice arbitrario.
Ransomware sconosciuto
BleepingComputer ha trovato molteplici rapporti da clienti che affermano che i loro server Openfire sono stati criptati con ransomware, con uno che afferma che i file sono stati criptati con l'estensione .locked1. Non è chiaro quale ransomware sia dietro questi attacchi, ma le richieste di riscatto sono generalmente piccole, variando da 0,09 a 0,12 bitcoin ($2.300 a $3.500).
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