LâACN ha di recente diramato un bollettino riguardo ad un nuovo tentativo di estorsione che fa leva su una presunta compromissione dei sistemi informatici aziendali.
Cosa leggere
Lâe-mail estorsiva
In particolare lâattore malevolo, attraverso un messaggio di posta elettronica, comunicherebbe alla vittima lâavvenuta compromissione del sito aziendale utilizzando una presunta vulnerabilitĂ e la conseguente sottrazione di tutti i database. La richiesta di riscatto da pagare in bitcoin entro 3 giorni ammonterebbe a 3000$.
Talvolta a corredo del messaggio, secondo quando riportato dagli esperti dellâagenzia, sarebbe stato rilevato anche lâutilizzo di dati esfiltrati per confermare la veridicitĂ della comunicazione.
Il contenuto del messaggio è articolato secondo il modello tipico delle note a tema sextortion e della doppia estorsione ransomware. Ecco i punti salienti:
- Incipit semplice e diretto con riferimenti al target mirato;
- Descrizione della compromissione. Sfruttata una presunta vulnerabilitĂ del sito aziendale;
- La minaccia. Danno di reputazione a piĂš livelli (dataleak/vendita db azienda, dati clienti e contenuti caselle di posta elettronica, deindicizzazione sui motori di ricerca);
- Il rimedio. Pagare un riscatto in bitcoin;
- Cosa succede se non si paga il riscatto. Si finirĂ a sostenere sempre piĂš spese per trovare una vana soluzione alternativa;
- Conclusione ad effetto. Non è uno scherzo, nessuna trattativa è ammessa. Nessun punto di contatto.
PerchĂŠ il bitcoin per il pagamento del riscatto
Le criptovalute hanno diverse caratteristiche che le rendono particolarmente affini allâattivitĂ criminale:
- Per questo tipo di transazioni, pur essendo assolutamente trasparenti e tracciabili, risulta praticamente impossibile risalire al titolare di un certo portafoglio digitale, proprio per le peculiaritĂ tipiche della criptovaluta: anonimato, trasparenza, velocitĂ e non ripudiabilitĂ ;
- non ci sono banche/autoritĂ centrali che segnalino le transazioni sospette o che possano intervenire per bloccare le frodi;
- i trasferimenti in criptovalute una volta avviati non possono essere annullati.
I consigli dellâACN
LâAgenzia consiglia a utenti e organizzazioni di verificare scrupolosamente le e-mail ricevute e attivare alcune misure:
- analizzare i log dei sistemi indicati come compromessi ricercando evidenze di possibili attivitĂ malevole;
- procedere allâanalisi di tutte le componenti dellâinfrastruttura (sistemi operativi e applicazioni) dichiarata come compromessa;
- procedere allâaggiornamento allâultima versione disponibile di tutte le precedenti componenti;
- procedere alla ricerca di eventuali vulnerabilitĂ applicative e alla risoluzione delle stesse;
- implementare, qualora non presenti, sistemi di protezione come il Web Application Firewall.
Ovviamente si raccomanda di non pagare in ogni caso alcun riscatto. Il pagamento della somma richiesta oltre a non garantire alcuna soluzione, potrebbe dare adito agli attaccanti di proseguire lâillecito.