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Furto di identità, il Vademecum per mantenere alta l’attenzione

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Tempo di lettura: 6 minuti. Consigli utili per mantenere sempre alto il livello d’attenzione alla protezione dei propri dati personali

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Il Vademecum sul furto di identità, consultabile sia sul sito dell’Associazione Bancaria Italiana che sul portale della Polizia Postale è stato pubblicato allo scopo di fornire indicazioni su come comportarsi per agire in sicurezza e su cosa fare nei casi di truffe.

Come proteggere la nostra identità

Si tratta di pochi semplici accorgimenti e buone prassi, forniti con un linguaggio semplice e diretto per ridurre i fattori di vulnerabilità e i comportamenti potenzialmente rischiosi. Così si legge nel comunicato emesso dalla Polizia Postale .

Ecco gli accorgimenti da seguire raccolti in 12 punti essenziali:

1.      In caso di smarrimento o furto di documenti personali, recarsi immediatamente dalle Autorità di polizia preposte per sporgere denuncia. In caso di furto o smarrimento di carte di credito e/o di debito, dopo averne ordinato il blocco chiamando il numero messo a disposizione, la denuncia va comunicata anche alla propria banca.

2.      Fare molta attenzione nello smaltimento della documentazione cartacea che contiene informazioni personali (es. estratti conto, utenze domestiche): è opportuno rendere illeggibili i dati sensibili riportati nei documenti prima di cestinarli.

3.      Proteggere con cura le credenziali di accesso ai conti online e i codici delle carte di credito e/o di debito e tutti gli altri codici di accesso (es. lo SPID); se si sceglie di salvare questi dati sui propri dispositivi (es. computer e/o cellulare) assicurarsi che siano adeguatamente protetti (es. cifrati). Allo stesso modo occorre tenere sempre attentamente custodite le credenziali e i codici utili a disporre della propria firma digitale.

4.      Salvaguardare le proprie carte di pagamento dotate di tecnologia “contactless” (ovvero quelle per cui non è richiesto l’inserimento nel POS per effettuare la transazione), con custodie schermate (rivestite in alluminio) per ridurre al minimo la possibilità di essere vittime di truffe che prevedano la lettura del chip [es. con comunicazione RFID (identificazione con la radiofrequenza) e NFC (identificazione attraverso comunicazione di prossimità)].

5.      Cambiare frequentemente le credenziali di accesso (le password) per entrare nei conti online ed evitare di utilizzare password che potrebbero essere facilmente individuate dai frodatori (es. la data di nascita). In generale, una password, per avere un livello di sicurezza considerato adeguatamente tutelante, deve essere caratterizzata da lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.

6.      È importante imparare a riconoscere i messaggi autentici dai messaggi fraudolenti. Le banche: non chiedono mai, né tramite posta elettronica, né telefonicamente, né con messaggi sms, le credenziali di accesso al conto e i codici delle carte del cliente. Qualora si ricevano richieste di questo tipo, avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla richiesta ricevuta; non inviano mai e-mail contenenti link se non nell’ambito di un processo avviato dall’utente (es. modifica e-mail personale, aggiornamento documento di riconoscimento). Qualora il cliente ricevesse un messaggio con link dalla banca senza preventiva richiesta da parte sua, occorre avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla comunicazione ricevuta.

7.      Ogni volta che si usa un computer pubblico per accedere al proprio conto online, occorre poi ricordarsi di chiudere la sessione (logout). Inoltre, è sempre preferibile digitare personalmente l’indirizzo online della propria banca e non cliccare su indirizzi già memorizzati. Se la connessione è pubblica, è maggiore il rischio che possibili malintenzionati sfruttino la connessione precedentemente aperta per carpire informazioni.

8.      I messaggi fraudolenti contengono spesso link malevoli (attraverso cui il computer e/o cellulare vengono violati) o collegamenti per reindirizzare l’utente su siti clone (utilizzati per carpire informazioni personali). Per questo motivo, è fondamentale non cliccare mai su questi link.

9.      Diffidare da presunti operatori che contattano le potenziali vittime affermando di aver bisogno di informazioni personali, bancarie o di credito, per verificare l’identità o per sapere dove inviare pacchi, denaro, vincite fasulle o documenti legati alla giustizia.

10.    Nel caso il proprio cellulare non sia più in grado di effettuare/ricevere chiamate, verificarne i motivi contattando il proprio operatore telefonico: si potrebbe essere vittima di una frode effettuata tramite scambio della tua scheda telefonica (ovvero una truffa denominata Sim Swap).

11.    Utilizzare con attenzione e prudenza i canali social e soprattutto non comunicare e non condividere mai attraverso questi canali dati personali o finanziari.

12.    Scegliere un programma antivirus e mantenerlo sempre aggiornato, installare regolarmente gli aggiornamenti del sistema operativo utilizzato in modo da proteggere tutte le apparecchiature e i dispositivi in uso da infezioni da malware.

Contro il phishing, indispensabile l’awareness

Per puntare i riflettori ulteriormente sul fenomeno del phishing e su quanto sia fondamentale la consapevolezza come primo baluardo di difesa abbiamo chiesto un commento a Gaetano Scavo Cyber Security Specialist presso Exprivia che riportiamo di seguito:

Le tecniche di phishing sono usate per impadronirsi dei dati personali degli utenti ingannando la vittima per farsi rilasciare informazioni personali, fingendosi un soggetto pubblico o privato affidabile. Le tecniche di phishing diventano ogni giorno più sofisticate e cercano costantemente di avvicinarsi il più possibile ai template utilizzati dai vari enti interessati.
Queste tecniche sono le più utilizzate per diffondere malware o realizzare truffe sfruttando le debolezze di della vittima.

I primi casi di attacchi di phishing così come li intendiamo oggi si sono verificati a partire dalla metà degli anni ’90. I criminali utilizzavano tipicamente messaggi istantanei o e-mail per indurre gli utenti a comunicare le proprie password e pertanto l’account poteva essere utilizzato, ad esempio, per inviare nuovo spam e svolgere altre attività simili.
Un aspetto chiaro è che il profilo del criminale è ormai cambiato. Mentre il criminale di qualche anno fa poteva essere probabilmente il classico adolescente che lanciava campagne di phishing per goliardia, mentre i criminali moderni, operano in gruppi ben organizzati con precise motivazioni, il più delle volte finanziarie.

Il vettore più utilizzato dalle tecniche di phishing sono le mail. Tra le tematiche più comunemente utilizzate vi è la comunicazione da parte di un istituto bancario.
Il cyber criminale, nonché, il mittente della mail si presenta come un’organizzazione affidabile, come gli istituti bancari. Il contenuto del messaggio comunica la presenza di un eventuale problema relativo al proprio account. Per risolverlo invita la vittima a cliccare su un link che riconduce ad un sito web falso controllato dal malintenzionato. La maggior parte delle volte è difficoltoso accorgersi della differenza dal sito reale, dato che la pagina riproduce esattamente il portale dell’istituto bancario. Così la vittima inserisce i propri dati personali consegnandoli al cyber criminale. Mediante questi siti è possibile infettare i propri dispositivi da qualsiasi tipo di malware.

La presenza di errori ortografici e grammaticali in una mail, sono il segnale evidente che l’email ricevuta non sia attendibile, tanto che gli utenti hanno iniziato a pensare erroneamente che qualsiasi sito/email per esser autentico non debba contenere errori di natura grammaticale e ortografica. Ovviamente i criminali sono in costante aggiornamento e molte delle nuove campagne di phishing sono organizzate in modo talmente preciso e professionale da trarre in inganno anche utenti esperti.

Le e-mail di phishing sono realizzate in modo puntuale e preciso, includendo vari meccanismi per provano ad eludere i filtri antispam e sistemi anti-phishing.
Negli ultimi anni si riscontra un forte escalation nell’utilizzo delle tecniche di phishing utilizzando i sistemi di messaggistica rapida messi a disposizione dalle applicazioni dei social media come Whatsapp, Telegram, Instagram, Messanger o i classici servizi SMS.
Il modus operandi è lo stesso utilizzato con le mail, il cyber criminale invia un messaggio alla vittima inducendola a cliccare su un link malevolo utilizzando le motivazioni più disparate come l’ottenimento di un buono o la violazione dell’account home banking.

Nelle tecniche più evolute viene inviato un link mascherato sotto forma di short link contenente alcuni riferimenti della vittima come il numero di telefono recuperato da precedenti data breach o recuperate dalla pubblicazione di annunci sui siti di compra/vendita online. Attraverso queste nuove tecniche più sofisticate la vittima viene contattata telefonicamente (dal sedicente istituto di credito) ed invitata ad effettuare una serie di controlli di sicurezza utilizzando le proprie credenziali online o addirittura a disinstallare e successivamente reinstallare l’applicazione di home banking dal proprio smartphone. Quest’ultima tecnica consente all’attaccante di operare un momentaneo switch dello smartphone e del numero autorizzato consentendo all’attaccante di procedere in autonomia ad autorizzare disposizioni bancarie online come un bonifico.
Un malintenzionato, dunque, prima di inviare una mail o qualsiasi messaggio alla vittima, studia il suo comportamento al fine di carpire informazioni utili per rendere il messaggio appropriato alle esigenze dell’utente. Questo studio è chiamato Social Engineering.

Oltre alla classica comunicazione da parte di un istituto bancario, l’oggetto dei messaggi di phishing riguardano tematiche più disparate che vengono introdotte anche in base agli avvenimenti che accadono nel mondo. Ad esempio, nei mesi scorsi la tematica più utilizzata era legata al coronavirus, oggi invece, è legata alla guerra in ucraina.

Nonostante vengano introdotti strumenti all’avanguardia o procedure restrittive per aumentare il livello di sicurezza informatica, essa non è assicurata, perché tutte queste soluzioni potrebbero essere rese nulle da un semplice click su un link malevolo. Possiamo affermare, quindi, che molte volte “l’anello debole della catena” sono gli stessi utenti.

Diviene, pertanto, indispensabile aumentare la consapevolezza (awareness) del rischio cyber negli utenti, in maniera da rafforzare il così detto “anello debole della catena”, e minimizzare i possibili vettori di attacco ed evitare che le informazioni personali possano in qualche modo compromettere la nostra sicurezza.

Le collaborazioni

Il progetto “IL FURTO DI IDENTITÀ – Un vademecum per saperne di più” è stato realizzato dall’Associazione Bancaria Italiana in collaborazione con:

  • OSSIF (il centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine);
  • CERTFin (CERT Finanziario Italiano);
  • la Polizia Postale;
  • le Associazioni dei Consumatori.

Hai subito una truffa online? Vuoi segnalarci un reato o un sito Internet illegale nel clear o nel dark web? Scrivi alla nostra redazione.

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WhatsApp Business: in arrivo nuova funzione

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Tempo di lettura: 2 minuti. Sarà possibile per le aziende creare ordini all’interno delle chat

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WhatsApp è una piattaforma che aiuta molte persone a rimanere in contatto con i propri cari e, in questo caso, a gestire la propria attività dal telefono senza dover creare un sito web. È qui che entra in gioco WhatsApp business. Questa applicazione consente di creare un account aziendale da cui ricevere ordini e parlare con i clienti.

Poiché ogni applicazione ha bisogno di aggiornamenti per mantenere l’interesse e aiutare i propri utenti, lo stesso vale per WhatsApp, che rilascerà due nuove funzioni di WhatsApp Business. La prima è la funzione che consentirà agli utenti di tenere traccia degli annunci pubblicati su Facebook.

Quando un utente fa clic sull’opzione “Pubblicità su Facebook“, gli si apriranno due schede: Crea e Gestisci. La prima era già presente, ma l’opzione Gestisci è nuova e consentirà all’utente di tenere traccia degli annunci pubblicati su Facebook.

In realtà questa funzione è nuova e non è ancora la versione finale, quindi le modifiche saranno visibili nel tempo. Poiché questa funzione è stata lanciata di recente, le aziende possono controllare solo l’elenco degli annunci che hanno impostato su “Clicca su WhatsApp“, ma se vogliono un controllo più dettagliato devono aprire Facebook.

Ma non è tutto, perché WhatsApp sta lanciando un’altra funzione: “Crea ordini” su Desktop. Questa funzione è attualmente in lavorazione e sarà presto disponibile in un futuro aggiornamento di WhatsApp beta per Android, iOS e Desktop.

Questa funzione consentirà alle aziende di creare ordini all’interno della chat stessa. Quando un utente commerciale clicca sull’opzione ordine, apparirà una nuova sezione chiamata Crea ordine. L’utente potrà aggiungere gli articoli, la loro quantità e l’applicazione calcolerà automaticamente il prezzo dell’ordine. Quando l’ordine è completo, viene automaticamente condiviso nella chat in cui è stato creato.

Si tratta di una funzione creata per la versione business dell’app, quindi sarà disponibile solo per le aziende che utilizzano una versione futura di WhatsApp, perché questa funzione non è ancora stata rilasciata nemmeno nella versione Beta. Inoltre WhatsApp sta pianificando di rilasciare la stessa funzione per le scommesse di WhatsApp, ma la limiterà solo agli account aziendali.

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I prezzi delle GPU scendono al di sotto del prezzo consigliato, colpa del crash delle criptovalute?

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I prezzi delle GPU ultimamente tendono al ribasso, forse anche a causa del crollo del valore delle criptovalute. Alcune GPU popolari, di Nvidia e AMD, sono però rimaste centinaia di dollari al di sopra dei prezzi al dettaglio suggeriti dai produttori, i cosiddetti MSRP.

Da diversi mesi riportiamo da un lato la carenza di GPU, a causa dello shortage di materie prime, dall’altro l’elevato utilizzo nel settore del mining di criptovalute. Di pari passo ci sono stati interventi dei produttori per garantire l’approvvigionamento di GPU per il settore del gaming. Ora i prezzi stanno crollando a un ritmo elevato anche grazie al recente crollo del valore di mercato della criptovalute nei vari cross valutari.

Come riportato da Tom’s Hardware, i prezzi delle GPU sono già diminuiti di un significativo 15% durante tutto il mese di maggio. Anche prima che i prezzi di Bitcoin ed Ethereum crollassero in modo eclatante, i prezzi delle schede stavano iniziando ad avvicinarsi, o addirittura a scendere al di sotto in alcuni casi, del prezzo di vendita consigliato (manufacturer’s suggested retail prices-MSRP).

Nelle ultime settimane, il valore di Bitcoin è crollato del 30%, mentre Ethereum, spesso legato alle elaborazioni da parte di schede Nvidia RTX serie 30, è diminuito di oltre il 40%. L’effetto tangibile di questo stato di cose è stato un enorme cambiamento per il mercato delle GPU sul fronte dei prezzi.

In particolare Tom’s Hardware riporta come la popolare GPU RTX 3080 di Nvidia è ora disponibile per meno di 650 dollari su eBay. Solo pochi mesi fa, questa stessa GPU era venduta ad oltre 1.000 dollari. Si trovano addirittura offerte in bundle di sei unità RTX 3080 al prezzo di 2.500 dollari, cioè circa 417 dollari ad unità. Nel frattempo poi la redditività del mining di criptovalute con RTX 3080 è precipitata proprio a causa del continuo calo dei prezzi degli ETH. Si stima infatti che al netto dei costi energetici un minatore possa generare circa  0,85 dollari su base giornaliera. In altre parole, ci vorrebbero circa 1,5 anni per raggiungere il pareggio e coprire il costo della GPU stessa. Questa stima però presuppone che il valore di ETH rimanga lo stesso e al momento questo sembra poco probabile.

Per quanto riguarda le schede grafiche Radeon basate su AMD, Tom’s Hardware evidenzia come ogni singola scheda sia ora disponibile a un prezzo inferiore rispetto ai loro MSRP, ad eccezione delle RX 6800 XT e RX 6800.

Di seguito un esempio del calo dei prezzi su eBay a metà giugno per le schede dei due brand, rispetto all’inizio del mese.

Nvidia GeForce (prezzi in dollari):

  • RTX 3090 Ti, 1.800 (-5%)
  • RTX 3090,1.500 (-3%)
  • RTX 3080 Ti, 1.000 (0%)
  • RTX 3080 12 GB, 870 (+9%)
  • RTX 3080, 770 (-4%)
  • RTX 3070 Ti, 650 (-7%)
  • RTX 3070, 560 (-7%)
  • RTX 3060 Ti, 500 (-4%)
  • RTX 3060, 400 (0%)
  • RTX 3050, 300 (-6%)

AMD Radeon RX (prezzi in dollari):

  • 6950 XT, 1.070 (0%)
  • 6900 XT, 850 (-3%)
  • 6800 XT, 770 (-3%)
  • 6800, 700 (0%)
  • 6750 XT, 540 (0%)
  • 6650 XT, 380 (-1%)
  • 6600 XT, 360 (-3%)
  • 6600, 290 (-3%)
  • 6500 XT, 175 (0%)
  • 6400, 160 (0%)

Alla luce di questi dati cosa si può immaginare per il prossimo futuro? Le GPU rimarranno vicine al prezzo consigliato (MSRP)? Probabilmente sì proprio per l’attuale crollo del valore scambiato per le criptovalute. L’inverso di quello che accadeva quando le criptovalute crescevano rapidamente.

Dal punto di vista di chi vuole aggiornare il proprio HW questo può essere il momento di farlo cercando sul mercato il dispositivo più adatto alle proprie tasche ed esigenze. Vale anche la pena ricordare che sia Nvidia che AMD lanceranno nei prossimi mesi rispettivamente la serie RTX 40 e la Radeon 7000. E’ verosimile quindi che i rivenditori cercheranno di smaltire le scorte delle versioni esistenti, con un ulteriore calo dei prezzi.


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Telegram raggiunge 700 milioni di utenti e lancia la versione premium. Snapchat segue

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Tempo di lettura: 2 minuti. La colpa sarebbe di Apple che ha modificato la gestione della privacy, penalizzando le fonti indirette di guadagno delle maggiori app social e di messaggistica

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Telegram ha accumulato oltre 700 milioni di utenti attivi mensili e lancia un livello premium con funzionalità aggiuntive, in quanto la piattaforma di messaggistica istantanea cerca di monetizzare una parte della sua vasta base di utenti. L’azienda non ha rivelato il prezzo del livello premium, ma sembra che l’abbonamento mensile abbia un prezzo compreso tra i 4,99 e i 6 dollari.

Il livello premium aggiunge una serie di funzionalità aggiuntive e migliorate all’app di messaggistica, che ha superato i 500 milioni di utenti attivi mensili nel gennaio 2021.

Telegram Premium consente agli utenti di inviare file di dimensioni fino a 4 GB (da 2 GB) e supporta, ad esempio, download più veloci.

I clienti a pagamento potranno inoltre seguire fino a 1.000 canali, rispetto ai 500 offerti agli utenti gratuiti, e creare fino a 20 cartelle di chat con un massimo di 200 chat in ciascuna. Gli utenti di Telegram Premium potranno anche aggiungere fino a quattro account nell’app e appuntare fino a 10 chat.

Siete pronti a spendere 4.99 dollari al mese per Telegram?

Dopo la notizia della società russa con sede a Dubai di lanciare una versione premium, la popolare piattaforma di social media Snapchat sta lavorando ad abbonamenti a pagamento per gli utenti, dopo che Apple ha introdotto severe modifiche alla privacy su iOS.

Chiamato Snapchat Plus, il servizio di abbonamento a pagamento è attualmente in fase di “primi test interni“, come riporta The Verge.

Stiamo effettuando i primi test interni di Snapchat Plus, un nuovo servizio di abbonamento per gli Snapchatters“, ha dichiarato un portavoce dell’azienda nella tarda serata di giovedì.

Siamo entusiasti di poter condividere con i nostri abbonati funzionalità esclusive, sperimentali e in fase di pre-release, e di saperne di più su come possiamo servire al meglio la nostra comunità“, ha aggiunto il portavoce.

Secondo il ricercatore dell’app Alessandro Paluzzi, Snapchat Plus permetterà anche di appuntare uno dei propri amici come “#1 BFF“.

Il prezzo di Snapchat Plus è attualmente di 4,84 dollari al mese e 48,50 dollari all’anno, ha twittato Paluzzi.

Non solo Snapchat, ma anche altre popolari app hanno avviato un servizio di abbonamento a pagamento dopo che Apple ha introdotto una funzione di privacy con iOS 14.5, che consente agli utenti di disattivare il tracciamento degli annunci per le app.

Il fondatore e CEO della piattaforma di messaggistica istantanea Telegram, Pavel Durov, ha confermato questo mese l’arrivo di un’offerta in abbonamento chiamata “Telegram Premium“.

Dopo averci riflettuto un po’, ci siamo resi conto che l’unico modo per permettere ai nostri fan più esigenti di ottenere di più, pur mantenendo le nostre funzioni esistenti gratuite, è quello di rendere questi limiti aumentati un’opzione a pagamento“, ha dichiarato Durov in un blogpost.

Per questo motivo introdurremo Telegram Premium, un piano di abbonamento che permetterà a chiunque di acquisire funzionalità, velocità e risorse aggiuntive“, ha aggiunto.

L’anno scorso Twitter ha lanciato la sua prima offerta di abbonamento a pagamento, chiamata Twitter Blue, che offrirà agli utenti l’opzione Undo Tweet di 30 secondi per cancellare qualsiasi errore di battitura, oltre ad altre funzioni premium.

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