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Inchieste

Intelligenza Artificiale, l’editoria in crisi si affida ad Amato

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Il settore editoriale italiano sta affrontando una crisi strutturale, evidenziata da un calo significativo nelle vendite di giornali. Secondo l’Agcom, nei primi nove mesi del 2023, le vendite giornaliere di copie cartacee hanno subito una flessione dell’8,8% su base annua e del 32,8% rispetto al 2019. Questa tendenza riflette le sfide che i quotidiani stanno affrontando in un’era digitale in rapida evoluzione.

Vendite giornali calo costante

Le vendite dei quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione leggermente superiore rispetto a quelle locali, con una diminuzione del 33,4% contro il 32,0%. In particolare, le copie vendute in formato cartaceo hanno visto una riduzione del 10% su base annua e del 37,2% rispetto al 2019. Al contrario, i quotidiani digitali hanno mostrato una stabilità, con una crescita del 13,9% rispetto al 2019. Nonostante la crisi delle versioni cartacee, i quotidiani online hanno mantenuto una certa stabilità. Le prime cinque testate digitali, tra cui Corriere della Sera e La Repubblica, rappresentano il 60,1% delle vendite digitali totali, evidenziando una concentrazione maggiore rispetto alla versione cartacea.

La Situazione dei Quotidiani Generalisti

I principali quotidiani generalisti hanno registrato una flessione dell’11,8% nella vendita di copie cartacee nei primi nove mesi del 2023, ma hanno anche visto una crescita del 4,6% nelle vendite digitali. Questo suggerisce una lenta ma progressiva transizione verso il digitale.

Gedi e RCS: Leader di un Mercato in Difficoltà

Il gruppo Gedi e RCS Mediagroup, leader del mercato editoriale, stanno affrontando sfide significative. Nonostante rimangano in testa per ricavi complessivi, hanno registrato un forte calo nelle vendite di copie cartacee negli ultimi dieci anni, con una diminuzione del 61% dal 2013 al 2022.

Giuliano Amato capo della Commissione sull’Intelligenza Artificiale: scelta strategica o puramente simbolica?

Giuliano Amato

Giuliano Amato, già presidente della Corte Costituzionale, è stato recentemente nominato a capo del Comitato sull’Intelligenza Artificiale nell’Editoria. Questa decisione ha sollevato molte discussioni, con alcuni che vedono la sua nomina come una mossa strategica, mentre altri la considerano una scelta puramente simbolica.

Un profilo di grande esperienza

L’annuncio della nomina di Amato ha sorpreso molti. Nonostante la sua vasta esperienza nel panorama politico e giuridico italiano, Amato non ha un background diretto nel mondo della tecnologia e dell’IA all’apparenza, ma ci sono più fonti dove è intervenuto direttamente sul tema degli algoritmi. Tuttavia, la sua nomina potrebbe rappresentare una scelta non solo simbolica, ma anche profondamente strategica. La sua figura potrebbe garantire che le proposte e le decisioni del Comitato siano prese sul serio e considerate con la dovuta attenzione. La scelta di Amato riflette l’approccio italiano di dare priorità alla dimensione dei diritti rispetto alla pura innovazione. In un’era in cui la tecnologia avanza rapidamente, è fondamentale ricordare che essa dovrebbe servire l’umanità e non il contrario. Amato, con la sua profonda conoscenza costituzionale, potrebbe garantire che l’IA nell’editoria rispetti questi valori fondamentali.

Confronto con altre nazioni

La nomina di Amato contrasta con le scelte di altri paesi. Ad esempio, il Regno Unito ha nominato Ian Hogarth, un giovane imprenditore nel settore digitale con una solida formazione tecnica, alla guida di una commissione simile. Queste diverse scelte riflettono visioni e filosofie diverse sul bilanciamento tra innovazione e responsabilità anche per gli utenti social che si sono scatenati in meme.

Ian Hogart

In virtù di questo paragone, la decisione di nominare Amato ha sollevato dubbi sulla sua capacità di comprendere a fondo il mondo dell’innovazione. Inoltre, la mossa ha creato tensioni politiche all’interno della coalizione di destra tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso preoccupazione per la scelta di una figura legata alla sinistra.

Comitato di esperti per un settore in evoluzione

Presieduto dal giurista Giuliano Amato, già presidente del Consiglio, il Comitato inizierà i suoi lavori il 24 ottobre. L’obiettivo principale è analizzare a fondo l’utilizzo, lo sviluppo e le ricadute dell’intelligenza artificiale nel mondo del giornalismo e delle news. Dopo aver consultato gli stakeholder principali, tra cui Fnsi, Odg Nazionale, Fieg e altri, il Comitato redigerà una relazione che sarà consegnata al Governo, fornendo indicazioni anche per i confronti in ambito europeo e internazionale.

Amato sceglie esperti in Intelligenza Artificiale, ma non in Editoria

Il Comitato di esperti d’intelligenza artificiale presieduto da Amato è composto da esperti e professori universitari di diversi settori, ma non nell’editoria, tra cui:

  • – Giuliano Amato, giurista e già presidente del Consiglio dei ministri;
  • – Giusella Finocchiaro, professoressa ordinaria di diritto privato e diritto di internet – Università di Bologna;
  • – Valeria Falce, professore ordinario di diritto dell’economia – Università Europea di Roma;
  • – Gianluca Salviotti, docente di Management Information Systems – Università Bocconi;
  • – Giuseppe Francesco Italiano, professore ordinario di Computer science – Università Luiss Roma;
  • – Marco Angelini, ricercatore presso il Dipartimento di ingegneria informatica, automatica e gestionale dell’Università di Roma La Sapienza;
  • – Paolo Benanti, professore di Etica, bioetica ed etica delle tecnologie presso la Pontificia università gregoriana Roma;
  • – Francesco Bonchi, direttore della ricerca presso Centai (Centro per l’intelligenza artificiale);
  • – Giuseppe De Pietro, direttore dell’istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni del Cnr e presidente della fondazione future Artificial Intelligence Research (Fair) che gestisce il partenariato nazionale sull’Intelligenza Artificiale;
  • – Roberto Sommella, esperto di editoria. 

Cosa c’è che non va?

Giuliano Amato ha i titoli per coprire questo ruolo, ma nell’analisi politica nessuno ha detto che questa scelta prosegue nel solco di Draghi a cui ha prestato il fianco con decisioni definite da molti controverse della Corte Costituzionale che si sono dimostrate utili alla linea politica dell’ex premier ed a questioni di sicurezza nazionale. In poche parole, le carte sono a posto, Amato è possibile sia più titolato anche del collega inglese, ma quello che non torna è se l’uomo Amato sia perfetto per ricoprire un ruolo in un contesto storico dove la stampa è da tempo vittima di un algoritmo.

L’algoritmo di Google che piace a chi non vuole contestazioni

Nel panorama delle FakeNews, non si può non constatare l’attività aggressiva che l’Unione Europea ha nei confronti delle testate giornalistiche. Gli attori che girano intorno a questo gioco al massacro del giornalismo sono sempre gli stessi, Europa, Google e Meta. Con il Digital Services Act, l’Europa ha imposto che i contenuti di disinformazione siano rimossi dai motori di ricerca e dai social senza stabilire cosa sia la disinformazione. In più ha deciso di demonetizzare i siti Internet che propongono contenuti sospetti, ma che spesso sono solo scomodi ad una narrazione.

L’aspetto di cui bisogna avere paura è proprio il mettere un uomo al servizio delle Istituzioni che ha già approvato l’uso di norme surrettizie per restringere la libertà individuale: vuole intervenire allo stesso modo su quella di stampa e di espressione?

Il comitato di Amato renderà pubblico l’attuale funzionamento dell’AI?

In questo vortice di argomenti, quello che sorprende è il sistema che si sta configurando nell’editoria dove l’Ordine dei Giornalisti ed il sindacato della Stampa sono vittime e carnefici di un modello proiettato verso una determinata posizione. Non è un caso che al Comitato dell’Intelligenza Artificiale ci sia un grande interesse nell’impiego dell’AI nel mondo del giornalismo da parte degli editori, ma mai si sono levati gli scudi sul funzionamento dell’algoritmo delle piattaforme e nemmeno sulle garanzie che le testate giornalistiche registrate ai tribunali, gli iscritti all’Ordine, hanno avuto in questi anni dalle piattaforme social che ne hanno oscurato la visibilità di interi progetti editoriali e delle redazioni. Nessuno si è chiesto in questi 20 anni di Google e Social Network se ci fossero accordi sottobanco tra grandi gruppi editoriali e piattaforme social in danno all’intero mercato editoriale. Nessun rappresentante istituzionale dell’informazione si è domandato quali sono le regole del mercato editoriale applicate dalla più grande fonte di informazioni web che allo stesso tempo detiene la maggiore piattaforma di placement pubblicitario.

Lo stesso Amato non si è mai espresso sul principio di costituzionalità di alcune scelte unilaterali delle piattaforme che hanno punito giornalisti e testate senza nemmeno comunicarlo ai diretti interessati tramite lo shadow banning. Eppure parliamo di piazze pubbliche virtuali gestite da società private e passibili di controlli da parte di uno stato. Durante il Covid, da presidente della Corte costituzionale, Amato non è intervenuto sulla questione dei ban a persone che dicevano cose giuste e venivano oscurate dai social. Eppure, da un alto rappresentante della Costituzione, qualche parola in merito sarebbe stata a tutela della libertà di stampa, prim’ancora che di quella di espressione. L’indirizzo della Corte Costituzionale sul COVID con il senno di poi è stato tremendamente sbagliato e non conforme alla scienza, tantomeno quella giuridica.

Il primo “resoconto” di Amato

La Commissione Algoritmi, guidata da Giuliano Amato, ha iniziato i suoi lavori per valutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo dell’editoria. Amato, ex presidente del Consiglio, ha suscitato interesse per un’analogia sulle ricette per cucinare le patate, dimostrando un approccio unico e spiritoso nel trattare temi complessi come l’intelligenza artificiale e il suo impatto sul giornalismo tanto da raggelare i presenti in sala, tra cui molti che probabilmente hanno perso il posto nell’ultimo mese di dicembre a causa dell’innovazione oramai giunta anche nelle redazioni italiane.

Lavori e Obiettivi della Commissione

La Commissione, composta da esperti in vari campi, tra cui ingegneria informatica, diritto dell’economia, etica delle tecnologie e intelligenza artificiale, si è concentrata sull’esplorazione dell’impatto dell’IA sul mondo editoriale. Le prime audizioni hanno coinvolto l’Ordine dei giornalisti, il sindacato Fnsi, l’associazione degli editori Fieg e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

Analogia delle Patate di Amato

Durante un’audizione, Amato ha utilizzato un’espressione curiosa, affermando: “A me piacciono molto le patate”. Ha poi collegato questo alla capacità dell’intelligenza artificiale di fornire rapidamente ai giornalisti diverse ricette per cucinare le patate, evidenziando come l’IA possa arricchire il lavoro giornalistico con informazioni rapide e variegate. Un paragone non riuscito secondo le fredde reazioni della Stampa. Di diverso parere, sono stati i membri della Commissione che hanno elogiato il ruolo di Amato, riconoscendo la sua acutezza e la sua capacità di navigare in questioni complesse.

Prospettive Future

La Commissione Algoritmi, sotto la guida di Amato, si prepara a stilare una relazione finale per il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini. Tra i temi trattati, vi sono le fake news potenziate dall’IA e l’impatto dell’IA sul mondo del lavoro, in particolare nel settore editoriale di cui sono in pochi a capirne nel Comitato.

Il mistero “Barachini”

Alberto Barachini

Che Fratelli d’Italia viva delle tensioni con i Berlusconi, è un fatto risaputo, ma che Barachini stia facendo il gioco contro la famiglia che l’ha messo in Parlamento ha del sensazionale quanto il premio che Tajani ha ricevuto da Zelensky, descritto da Berlusconi prima di morire come una pessima persona. Eppure ci sarebbe molto da dire sul fatto che Barachini abbia favorito sia un “draghiano” di corrente, dicono all’insaputa di Meloni, sia concorrenti storici del gruppo Berlusconi spogli almeno dell’ingegner De Benedetti che, anche quando è morto Silvio, ne ha dette di cose brutte sul Cavaliere. L’altra lettura di questa operazione politica può essere un accordo storico tra il quotidiano La Repubblica ed il gruppo Mediaset con il Corriere tutelato dallo stesso Amato per interposta persona ed un occhio di riguardo a Mamma Rai per premiare i media più esposti finanziariamente e quotati in borsa nel rispetto del ruolo pubblico.

Mettere le mani sull’algoritmo per chiudere il mercato

Mettere le mani sull’intelligenza artificiale nel mondo dell’informazione e sugli algoritmi, significa chiudere definitivamente il mercato con una garanzia per i grossi gruppi editoriali che prima sono stati resi schiavi dai social e dagli aggregatori di notizie, poi hanno iniziato a fare concorrenza ai piccoli per cannibalizzare spiccioli di mercato. Gli stessi leader di mercato, per sopravvivere chiedono che vi siano regole per l’utilizzo della tecnologia del futuro che possano garantire l’autorità di una editoria sempre meno riconosciuta dai lettori che chiede ad Amato di costruirgli una intelligenza artificiale su misura per chiudere definitivamente gli spazi del mercato attraverso algoritmi premianti.

Se i risultati saranno quelli degli ultimi 20 anni, avremo gli addetti ai lavori che leggeranno i giornali a mò di rassegna stampa autoreferenziale ed il mondo che si informerà su Telegram o TikTok.

Inchieste

Israele vs Hamas oppure vs Palestina? Le AI più importanti rispondono

Tempo di lettura: 10 minuti. Israele vs Hamas oppure vs Palestina? Lo abbiamo chiesto alle intelligenze artificiali ChatGpt-4o, Google Gemini, Mirosoft Copilot e Grok

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Tempo di lettura: 10 minuti.

Il conflitto nella Striscia di Gaza imperversa dal 7 ottobre con vittime che sono arrivate a 36.000 circa dalla parte dei palestinesi a cui si aggiungono i 1400 circa degli israeliani colpiti dall’attacco di Hamas il 7 ottobre 2023 . ad oggi la guerra e tra Israele e Hamas oppure tra Israele e di palestinesi ? una domanda questa che richiede un’analisi oggettiva e che trova una forte divisione nell’opinione pubblica tra i sostenitori della legittimazione di Israele contro Hamas non curanti delle vittime dei palestinesi . chi invece è più sensibile al conflitto e non accetta il sacrificio di 35 000 abitanti di Gaza , tra cui molte donne e bambini , ed è contro la narrazione portata avanti dalla maggior parte dei media per cui la guerra sia tra Israele ed Hamas.

Scopo della ricerca

Come già avvenuto per il conflitto in Ucraina , Matrice Digitale interpellato quattro applicativi di intelligenza artificiale e precisamente Google Gemini, Microsoft Copilot, ChatGPT nella sua ultima versione 4o e Grok sviluppata da Elon Musk per la piattaforma di social media X.

La ricerca intende far emergere quanto le risposte dell’AI siano corrette ed approfondite e tengano conto di diverse variabili su un contesto difficile come quello della guerra. Si vuole comprendere anche come l’opinione pubblica ritenga che debba essere trattata questa notizia e se le risposte fornite dalle intelligenze artificiali interpellate siano in linea con il buon senso senza entrare nel merito di chi ha ragione o di chi ha torto.

Impostazione della ricerca

La ricerca ha una sua impostazione molto elementare e che pone alcune domande uguali a tutti e quattro gli strumenti interpellati:

Perchè c’è la guerra a Gaza?

Chi è in guerra?

Come sta andando la guerra?

Di chi è la colpa?

Successivamente si sono insinuate delle domande con il fine di capire da dove nascono le risposte e se cè margine di trattativa nella formulazione di un ragionamento alternativo a quello ottenuto in piena autonomia dall’intelligenza artificiale, stuzzicata secondo un ragionamento che, almeno a noi, sembra concentrato sulla logica di chi pensa in modo diverso, non giusto sia chiaro, e sull’analisi semantica del testo fornito.

Google Gemini si tira fuori dal dibattito

Interpellato, Google Gemini si è tirato fuori dal dibattito invitando l’utente ad effettuare delle ricerche online perché la situazione è molto complessa e, nonostante abbiamo provato a fare un giro un pò più largo per poi richiedergli le stesse cose, si è rifiutato di fornirci una sua interpretazione.

Chat Gpt-4o non è aggiornato, ma la ricerca conferma Israele vs Hamas

ChatGpt-4o dimostra di non essere aggiornato Ed ha iniziato a raccontare il conflitto palestinese come se nulla fosse successo oggi senza preoccuparsi di fare una ricerca su Internet . appena gli è stato chiesto di andare in rete e trovare delle informazioni sull’attuale conflitto ha continuato nel parlare di Israele ed Hamas come soggetti coinvolti tra le parti senza prendere in considerazione la variante dei 35.000 morti, tra cui figurano donne e bambini inermi palestinesi.

Continuando nella conversazione, l’applicativo ha più volte ribadito che le responsabilità sono di più parti, ma nella dinamica del conflitto è ancorato a notizie non proprio fresche seppur riconosce che le azioni di Israele siano spesso inefficaci e mortali per la sua popolazione. Fa riferimento, ad esempio, agli attacchi precedenti in cui Israele avvisava i cittadini con correttezza istituzionale, ma questo esclude il presente dove Gaza è stata raggiunta da 40.000 e più dispositivi di esplosione.

La sorpresa GroK: Il conflitto è Hamas – Israele

Nel social più “libero” dell’Internet, abbiamo lanciato un sondaggio elencando diverse bolle ed ottenendo 196 voti, il pubblico ha elencato come affermazione corretta all’89,3% che l’affermazione corretta è Israele vs Palestina.

Percentuale che scende in diversi gruppi WhatsApp dove è stato chiesto lo stesso quesito e su 320 voti il 78% ha scelto che l’affermazione corretta è sempre Israele vs Palestina. La piattaforma di Musk, ha posto senza ombra di dubbio che il conflitto è tra Hamas ed Israele e quando gli viene fatto notare la morte dei civili Palestinesi, donne e bambini per l’esattezza, così come ChatGPT afferma che sono morti collaterali ed innocenti al conflitto le cui responsabilità sono di entrambi.

Le 35.000 vittime citate nel contesto si riferiscono alle vittime di Gaza dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas, il 7 ottobre 2023. Queste cifre si basano sui rapporti del Ministero della Sanità palestinese a Gaza e di altre fonti. È importante notare che il conflitto ha provocato vittime da entrambe le parti, con perdite significative di vite umane e sfollamenti a Gaza.

Ad una domanda successiva e diretta su tra chi fosse il conflitto, Grok risponde però in modo più delicato:

Il conflitto è principalmente tra Israele e Hamas, un gruppo militante palestinese che governa la Striscia di Gaza. Tuttavia, fa anche parte del più ampio conflitto israelo-palestinese, che coinvolge anche altri attori e fattori.

Microsoft Copilot “umanamente” sicuro: Israele vs Hamas

La discussione più accesa è con l’applicativo web di Microsoft con AI, Copilot, che parte subito a razzo, ma fornisce una lettura più completa individuando l’anno 2007 come l’inizio delle tensioni tra Hamas e Israele senza ascriverlo a tutto il conflitto iniziato nel 1948:

La guerra a Gaza è un conflitto complesso che coinvolge principalmente Israele e Hamas1Questo conflitto ha radici profonde e risale a decenni fa2La Striscia di Gaza, dove si svolge la maggior parte del conflitto, è un territorio densamente popolato che confina a sud-ovest con l’Egitto e a est con Israele2Dal 2007, la Striscia di Gaza è sotto il controllo di Hamas3.

Recentemente, la guerra è stata riaccesa quando Hamas ha lanciato un attacco senza precedenti a Israele24Da allora, ci sono stati continui bombardamenti e attacchi da entrambe le parti567.

Per quanto riguarda la colpa, è un argomento molto delicato e complesso. Il conflitto tra Israele e Palestina è stato definito come “la pace impossibile” a causa delle continue divergenze tra i due Paesi2Alcuni ritengono che Hamas sia il principale responsabile per l’escalation recente del conflitto8. Tuttavia, è importante notare che la situazione è molto complessa e ci sono molte sfaccettature e prospettive da considerare.

Ti prego di notare che queste informazioni potrebbero non essere aggiornate. Ti consiglierei di cercare notizie recenti per avere le informazioni più aggiornate sulla situazione.

Mi parli di guerra tra Israele e Hamas, ma ci sono in realtà 35.000 vittime tra i cittadini di Gaza, comprese donne e bambini, e la guerra è a Gaza. Le vittime sono tutte ascrivibile ad Hamas?

La situazione a Gaza è molto complessa e tragica. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, il numero di vittime è arrivato a 35.9031Questo numero include donne, bambini e uomini234.

Tuttavia, attribuire tutte le vittime ad una sola parte del conflitto è un argomento molto delicato e complesso. Ci sono molte sfaccettature e prospettive da considerare. Ad esempio, alcuni rapporti suggeriscono che l’attacco iniziale di Hamas ha innescato l’escalation del conflitto5Allo stesso tempo, ci sono stati rapporti di attacchi israeliani che hanno causato un gran numero di vittime civili67.

È importante sottolineare che queste informazioni sono basate su fonti disponibili e potrebbero non essere completamente accurate o aggiornate.

Nessuno però gli ha chiesto di chi sia la colpa, ma la domanda è stata diretta solo sulla classificazione dei civili, ma poi gli si chiede se Gaza si trovi in Hamas ed io sapevo che a Gaza c’erano i palestinesi”

Quindi Gaza si trova ad Hamas? Io credevo fosse in Palestina ed i cittadini della Palestina non erano di Hamas, ma palestinesi.

Hai ragione, la Striscia di Gaza è un territorio che fa parte della Palestina12È abitata da oltre 2 milioni di palestinesi1Tuttavia, dal 2007, la Striscia di Gaza è sotto il controllo di Hamas, un’organizzazione islamista13. Questo non significa che tutti i palestinesi siano membri di Hamas. Infatti, la maggior parte dei residenti di Gaza sono civili che vivono le loro vite indipendentemente dal conflitto1.

Quindi il conflitto è tra Hamas e Israele oppure Palestinesi ed Israele?

Il conflitto è spesso descritto come tra Israele e Hamas, che è un’organizzazione politica e militare che controlla la Striscia di Gaza. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti i palestinesi sono membri o sostenitori di Hamas, e le azioni di Hamas non rappresentano necessariamente le opinioni di tutti i palestinesi.

D’altra parte, quando si parla di conflitto tra Palestinesi e Israele, si fa riferimento a un conflitto più ampio che include non solo la Striscia di Gaza, ma anche la Cisgiordania e Gerusalemme Est. Questo conflitto riguarda questioni come il controllo del territorio, lo status di Gerusalemme, il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e altri problemi.

Anche in questo caso, CoPilot ignora o non ragiona sul fatto che l’attuale guerra non solo sta distruggendo Gaza, ma ha creato più tensioni anche nei territori della Cisgiordania e quindi ha un po’ di contraddizione da dover risolvere.

Quindi quando è scoppiata la guerra in Afghanistan a morire non sono stati gli afghani, ma tutte le vittime del luogo erano terroristi di Al Qeida?

La guerra in Afghanistan, che è iniziata nel 2001, ha avuto un impatto devastante sulla popolazione civile12Secondo i dati del Watson Institute della Brown University, dal 2001 al 2021, le vittime civili decedute a causa delle violenze e delle conseguenze dell’intervento militare sono state circa 47.245 in Afghanistan3.

Tuttavia, non tutte le vittime erano membri di Al Qaeda. La guerra ha coinvolto una serie di gruppi e forze, tra cui i talebani, l’esercito degli Stati Uniti, le forze di sicurezza afgane e altre milizie4Questi gruppi sono stati tutti coinvolti in attacchi che hanno provocato enormi sofferenze ai civili4.

Quindi come fai a sostenere che una risposta giusta come quella di israele all’azione di Hamas non si sia trasformata una guerra contro il popolo palestinese tutto? La guerra tra Hamas ed Israele è iniziata nel 47?

Il conflitto tra Israele e Hamas è un aspetto del più ampio conflitto israelo-palestinese, che ha radici che risalgono al 1947 con la partizione della Palestina. Tuttavia, Hamas come organizzazione non esisteva nel 1947. È stata fondata nel 1987, durante la Prima Intifada1.

La recente guerra tra Israele e Hamas è iniziata il 7 ottobre 2023123Questo conflitto ha avuto un impatto significativo sulla popolazione civile di Gaza1. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti i palestinesi sostengono Hamas o sono coinvolti nel conflitto. Molti sono civili che cercano di vivere le loro vite nel mezzo del conflitto1.

Per quanto riguarda la tua domanda sulla trasformazione del conflitto in una guerra contro tutto il popolo palestinese, è un argomento molto delicato e complesso. Le azioni di entrambe le parti nel conflitto hanno avuto un impatto significativo sulla popolazione civile. Tuttavia, attribuire la colpa a una sola parte o generalizzare l’intera popolazione di un territorio è un semplificazione eccessiva di una situazione molto complessa.

Ok quindi ad oggi la guerra è tra Hamas e Israele oppure Israele e Palestina?

Il conflitto attuale vede coinvolte principalmente due parti: Israele e Hamas, l’organizzazione che controlla la Striscia di Gaza. Tuttavia, questo non significa che il conflitto riguardi solo queste due entità. Le azioni di Hamas e Israele hanno un impatto diretto sulla vita dei palestinesi a Gaza e in altre parti della Palestina.

Quindi, mentre è corretto dire che c’è un conflitto tra Hamas e Israele, è altrettanto corretto dire che c’è un conflitto più ampio tra Israele e i Palestinesi. Questo conflitto più ampio include questioni come il controllo del territorio, lo status di Gerusalemme, il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e altri problemi.

Perchè parli di attribuire la colpa ad una parte? ti ho chiesto solo chi sono le parti coinvolte nel conflitto e tu mi dici Israele ed Hamas, ma i morti sono palestinesi e non sono tutti terroristi o iscritti ad Hamas come partito politico.

Hai ragione, mi scuso se le mie risposte precedenti hanno potuto sembrare fuorvianti. Le parti principali coinvolte nel conflitto sono Israele e Hamas. Tuttavia, come hai correttamente sottolineato, le conseguenze di questo conflitto colpiscono l’intera popolazione di Gaza, che è in gran parte composta da civili palestinesi.

Molti di questi civili non sono affiliati a Hamas e sono semplicemente vittime delle circostanze. La guerra ha causato un gran numero di vittime civili, tra cui donne, bambini e uomini. Questo è un aspetto tragico e doloroso del conflitto.

Ti ringrazio per aver portato alla luce questo punto importante. È fondamentale ricordare che dietro i numeri e le statistiche ci sono persone reali che stanno soffrendo le conseguenze di questo conflitto.

Considerazioni dell’autore

Le risposte fornite dagli applicativi dimostrano che se qualcuno dovesse chiedere notizie sull’attuale guerra in Gaza si troverebbe delle risposte che affermano che il conflitto sia tra Israele ed Hamas e senza far riferimento alle vittime palestinesi. Se Google si tira dal confronto invitando ad un libero arbitrio fatto da ricerche OnLine sui suoi canali ovviamente, con i pro ed i contro del suo algoritmo che propone alcuni contenuti “selezionati” secondo una logica di mistero industriale, ChatGpt e Microsoft Copilot partono spediti e forniscono una verità parziale perché manco dell’aspetto umano e degli effetti che la guerra porta.

I due cugini, che utilizzano la stessa tecnologia addestrata da OpenAI, ignorano il fatto che Gaza si trovi in Palestina e danno per scontato che il conflitto si svolga in un certo senso nello stato di Hamas. Anche se non fosse così, la parola Palestina appartiene più al contesto, ma non è indicata come territorio di scontro. Mentre ChatGpt fa una ricerca obbligata in rete dopo il nostro invito dopo aver compreso che la sua risposta non sia aggiornata, Microsoft CoPilot su Bing già offre la ricostruzione con l’uso delle fonti ed il rischio è che il destinatario del servizio sia chi cerca attraverso l’AI e non ha interesse ad approfondire, nonostante gli inviti dell’applicazione, e si sofferma sulla prima risposta fornita. Grok invece è l’opposto del pensiero diffuso sulla piattaforma X che, seppur non statistico come valore il nostro sondaggio, ha percentuali alte di coloro che ritengono che il conflitto sia Palestina vs Israele in netto contrasto alla narrazione giornalistica.

L’informazione diventa uno strumento per riscrivere la storia

L’’aspetto importante di questa vicenda è proprio che quando si fanno le ricerche online con l’AI, questa predilige secondo una logica ignota determinate fonti e se la maggior parte delle fonti parla di un conflitto Israele vs Hamas, magari sbagliando, le risposte saranno superficiali di sicuro e ti avvisano gli stessi applicativi, ma potrebbero restituire dei falsi storici. Questo è quello che avviene con ChatGpt e Copilot. Per quanto riguarda Grok invece, l’AI di Musk effettua una ricerca interna alla sua piattaforma ed il fatto che la risposta sia allineata alla rete Internet fa intuire che le polemiche su X, antisistema, non sembrano reggersi perchè la sua stessa AI fornisce risultati in linea con il pensiero occidentale.

Le macchine hanno più empatia di noi oppure logica?

Se analizziamo il conflitto israelo palestinese che imperversa da anni, sarebbe opportuno tenere in considerazione il popolo israeliano del 7 ottobre vittima di un attacco spietato, ma bisognerebbe tenere in considerazione anche quello palestinese che vive a Gaza nello stato non riconosciuto della Palestina.

Ti ringrazio per aver portato alla luce questo punto importante. È fondamentale ricordare che dietro i numeri e le statistiche ci sono persone reali che stanno soffrendo le conseguenze di questo conflitto.

La macchina più “radicale” alla fine ha mostrato un senso di umanità ed empatia. Questo dovrebbe far riflettere in molti che si ostinano ad associare integralmente i Palestinesi ad Hamas, come l’estrema destra Israeliana predica dallo scoppio della guerra, e a descrivere una Gaza totalmente sodale con quel gruppo terroristico che tiene in ostaggio politicamente un’intera popolazione. Una narrazione che è decaduta con la richiesta di arresto per Nethanyau ed il ripristino dei fondi all’URNWA da parte degli stessi stati su cui incidono i giornalisti ed i media che descrivono il conflitto come Israele vs Hamas ed approvano, almeno a voce, due popoli e due stati, riconoscendo di fatto la Palestina.

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Inchieste

Mazarsiu e Temunao: non solo truffa, ma un vero metodo

Tempo di lettura: 4 minuti. Le inchieste su Temunao e Marasiu hanno attivato tante segnalazioni alla redazione di persone che hanno contribuito alla scoperta del metodo

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Si allarga il buco della truffa Mazarsiu.com e si estende ad altri siti. La redazione di Matrice Digitale è stata tempestata di segnalazioni di utenti truffati in pochi giorni dalla pubblicazione dell’articolo. La truffa Mazarsiu è come quella di Mark & Spencer e del nuovo Temunao.com che ha colpito un padre di famiglia disperato nell’aver investito il suo stipendio per arrotondare qualcosa in più.

In sostanza, ci si iscrive ad una piattaforma dove si effettuano ordini con la promessa di ottenere dei premi per poi riscattarli guadagnando molto, troppo forse da far comprendere all’utente che sia stato truffato.

Per questo motivo si consiglia il lettore nel verificare sempre le piattaforme attraverso una ricerca su Internet. Grazie alla tempestiva segnalazione alla redazione ed alla stesura delle inchieste, molti hanno scritto ringraziando Matrice Digitale per averle “salvate” da una truffa.

Come avviene il contatto con i truffatori?

Il contatto con i truffatori avviene, come abbiamo visto precedentemente, attraverso le piattaforme di pubblicità come Google ADS, ma anche direttamente su WhatsApp e qualcuno ha denunciato la presenza di pubblicità ingannevoli su FaceBook, confermato da un utente che ha risposto a una storia ed è stato successivamente contattato dopo aver lasciato i dati.

Una volta che ci si è registrati al portale, si lasciano i propri recapiti e si viene contattati da un assistente che dirotta l’affiliato su programmi di messaggistica. Se l’utente tentenna nell’iscriversi alla piattaforma e chiede informazioni, viene tempestato successivamente da messaggi.

Un’utente ha segnalato alla redazione che, non cascando nella truffa, viene contattata ripetutamente non solo su WhatsApp, ma anche su Telegram. Sia Mazarsiu che Temunao si avvalgono di metodi simili e numeri stranieri per lo più inglesi, anche se qualcuno ha segnalato di essere stato contattato da un numero tedesco. Fa riflettere anche che, chi iscrive le persone e le segue nella procedura, ne richieda poi il codice di affiliazione. Questo fa riflettere su due scenari:

  • Il codice referral serve per “rendere responsabili tutti”, tranne l’autore, di una catena di Sant’Antonio per finire di non incolpare nessuno
  • Il codice potrebbe servire anche a qualche “venditore” della truffa per poter tracciare meglio la sua rete perchè parte di una organizzazione più complessa che gli riconosce provvigioni per ogni individuo truffato.

Come procede il versamento dei fondi?

Più utenti hanno fatto degli acquisti in USDT (criptovaluta ancorata al valore del dollaro) su piattaforma Bitget, un mercato alternativo a Binance, ed hanno inviato importi che arrivano fino a 1500 euro. C’è anche chi ha chiesto di riscattare da subito i propri guadagni per testare l’affidabilità della piattaforma ed il PRIMO riscatto avviene puntualmente.

Ma questa è una strategia che più volte abbiamo visto e che serve ad acquisire fiducia da parte dei criminali per poter poi “mazzoliare” meglio i malcapitati.

L’inizio della truffa

Una volta guadagnato accesso al sistema, si inizia ad effettuare gli ordini di giornata per poi entrare in un gruppo WhatsApp dove è visibile la strategia dei criminali.

Da quanto fornito da un utente circa conversazioni nelle chat, c’è l’impressione, leggendo il modo di interazione degli utenti presenti, che le stanze virtuali siano state allestite ad hoc per una o due persone al massimo e che le conversazioni avvengano o tra bot oppure tra persone che non parlano italiano e quindi traducono male quello che scrivono in un’altra lingua.

Una Chat si chiama Mazars 343 e questo lascia intendere che ne esistano diverse ed ognuna sia stata allestita per pochi utenti reali truffati.

La differenza con Kadena

A differenza di Kadena che nasceva come truffa amorosa che arrivava ad importi maggiori perchè durava molto e faceva leva sui sentimenti, l’attuale schema messo in piedi per Mazarsiu e Temunao e molti altri ancora ed è destinato alla spicciolata composta da più persone che cercano lavoro ed hanno bisogno di soldi. Arrivati ad una soglia di 1500 spesi e con una richiesta di altri 1500 per sbloccare la situazione, chi ha bisogno di soldi si tira indietro perché non ne ha e si rende conto di essere stato truffato.

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Inchieste

Pharmapiuit.com : sito truffa online dal 2023

Tempo di lettura: 2 minuti. Pharmapiuit.com è l’ultimo sito truffa ancora online di una serie di portali che promettono forti sconti, ma in realtà rubano ai clienti

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Pharmapiuit.com
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Una segnalazione alla redazione di Matrice Digitale del sito pharmapiuit.com ha permesso di scovare un altro sito truffa. Il portale web è una farmacia online che vende prodotti di ogni genere, dai farmaci da banco ai prodotti omeopatici passando per le calzature ortopediche.

Il portale è sfuggito alla miriade di siti scovati dalla redazione nei mesi precedenti grazie anche alle segnalazioni dei lettori, che in passato sono stati messi in rete e spesso sfruttavano il nome di aziende esistenti ed infatti risulta online dal 2023 e questo fa intendere che appartiene alla schiera di siti truffa scovati e molti oscurati dagli stessi criminali.

Anche in questo caso, l’utente ha provato ad acquistare un prodotto segnalando il sito in questione “puó sembrare un sito italiano perché riporta un indirizzo italiano: Via Roncisvalle, 4 37135 Verona, ma in realtá, quando si fa un ordine, il pagamento finisce da VDDEALS e nessun prodotto ordinato arriva”. Non arriva regolare conferma d’ordine, ma delle mail in lingua straniera da servivesvip@guo-quan.com con dei link per tracciare un ipotetico pacco. Non ho cliccato i link per non cadere in altra truffa. Comunque a distanza di piú di 3 settimane è arrivato nulla“.

Dando uno sguardo al portale ed al modulo di acquisto, è possibile notare che, nonostante sia promossa la vendita attraverso più piattaforme di pagamento, il sito accetti dati di Visa e Mastercard. Questo perché sono ancora le uniche carte di credito facilmente spendibili nei mercati neri per effettuare acquisti fraudolenti.

E’ chiaro che il pagamento avvenga, così come sia possibile anche che i dati inseriti possano creare un profilo completo di acquisto ai criminali in modo tale da poter perpetrare la truffa in piena autonomia su altri canali di vendita.

Il sito originale

Il sito originale è Pharmapiu.it ( è bastato unire il dominio aggiungendo il punto com pharmapiuit.com ) ed è di una farmacia di Messina che nulla a che vedere con la truffa in questione ed è stata avvisata già dalla redazione.

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